{"id":57474,"date":"2020-01-31T16:14:17","date_gmt":"2020-01-31T15:14:17","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=57474"},"modified":"2020-12-03T14:39:25","modified_gmt":"2020-12-03T13:39:25","slug":"le-milieu-est-bleu-between-imaginary-and-conventions","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/le-milieu-est-bleu-between-imaginary-and-conventions\/","title":{"rendered":"\u201cLe Milieu Est Bleu\u201d: tra immaginario e convenzioni"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Per questa nuova mostra al Palais de Tokyo, <strong>Ulla von Brandenburg<\/strong> (nata nel 1974 a Karlsruhe, vive e lavora a Parigi) ha immaginato un progetto completo e in evoluzione ispirato dal teatro, nonch\u00e8 dal suo immaginario e dalle sue convenzioni. Intorno alla nozione di rituale, intesa come la possibilit\u00e0 di esplorare le relazioni tra individui e gruppi, e di creare o meno qualcosa in comune, l\u2019artista invita il pubblico a partecipare a un\u2019esperienza stimolante e rinnovata fatta di temi, forme e motivi che tengono vivo il suo lavoro: il movimento, il palco, i colori, la musica, i tessuti\u2026 Installazioni, sculture, performance e film ideati\u00a0 appositamente per la mostra comunicano l\u2019uno con l\u2019altro e si aggrovigliano insieme per formare una narrazione aperta tra autenticit\u00e0 e artificio, tra il mondo naturale e le attivit\u00e0 umane, l\u2019interno e l\u2019esterno, finzione e realt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57482 aligncenter\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ulla1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ulla1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ulla1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Come spesso nel suo lavoro, il pubblico \u00e8 invitato a introdursi nelle opere esposte e a varcare il limite realizzato con ampie lenzuola di tessuto. Cos\u00ec, esattamente all\u2019entrata appare una grande installazione di tende dipinte, con un foro circolare al centro- come apparecchi ottici ispirati dall\u2019apertura di una lente fotografica.<\/p>\n<p>Questo passaggio preparatorio, attraversando la quarta parete, che \u00e8 contemporaneamente aperta e fantastica, conduce verso la mostra mentre \u00a0fornisce un\u2019immersione iniziale all\u2019interno del colore, una riflessione sulla natura e sulla fragilit\u00e0 dei materiali; ma anche la capacit\u00e0 di evocare immediatamente un universo, sia questo finto o reale.<\/p>\n<p>Questa duplice relazione con le immagini, questa costruzione di una struttura rappresentativa e il coinvolgimento di corpi \u00e8 realizzato attraverso un\u2019istallazione tessile molto ampia che rivela inoltre l\u2019interesse dell\u2019artista per questo materiale trasportabile e modulabile che circola, viene scambiato e reso diverso negli anni dalle comunit\u00e0 che lo producono. Viene utilizzato in cinque ambienti, prodotto utilizzando tessuti colorati provenienti da precedenti opere dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Ognuno di questi rifugi, con le loro geometrie incerte, ha una funzione o una temporalit\u00e0: azione, figura, rituale, notte, habitat. Durante tutta la durata della mostra, <strong>ogni sabato<\/strong> <strong>cinque performer costruiranno e smonteranno questi spazi<\/strong> utilizzando un certo numero di azioni di rito per gestire i lavori e le scenografie dello spettacolo: ingombranti bastoni di gesso, corde, canne da pesca, trapunte, bambole identiche ai performer, scodelle, una balla di fieno, nasse.<br \/>\nTessuti strappati che invadono gradualmente il pavimento, ecc. La mostra perci\u00f2 afferma la sua capacit\u00e0 di trasformare, creare narrative continuamente rinnovate e combinazioni singolari.<\/p>\n<p>Grazie al gioco di gesti, costumi e oggetti di scena ricorrenti, queste performance settimanali mettono in mostra il film installato nel cuore della mostra, girato a colori con lo stesso gruppo di performer\/ ballerini al <strong>Th\u00e9atre du Peuple<\/strong> a Bussang nei Vosgi. Costruito sul fianco di una montagna verso la fine del XIX secolo, \u00e8 un teatro popolare umanista, il cui motto \u00e8 scritto sull\u2019arco del proscenio: \u201cCon l\u2019arte per l\u2019umanit\u00e0.\u201d Tra le altre particolarit\u00e0, il dietro le quinte si apre sulla foresta, come afferma il suo creatore &#8220;per ripulire l&#8217;arte con la natura&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57483 aligncenter\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ulla2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ulla2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ulla2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Investendo in questo luogo, storicamente e simbolicamente carico \u201csia di ideale umanistico che artistico costituito dalla creazione tra le montagne dei Vosgi di un festival teatrale destinato a tutte le persone di tutte le sfere sociali,\u201d Ulla von Brandenburg ha immaginato un racconto, come un rito di passaggio o un\u2019etnologia fantasmagorica. Per questo l\u2019artista ha filmato una \u201cmicrosociet\u00e0 come fosse l\u2019ultima del suo genere dimostrando l\u2019esistenza dei suoi lavori, il loro valore ma anche la loro capacit\u00e0 di cambiare e aprirsi verso l\u2019esterno.\u201d<\/p>\n<p>In questo modo propone una riflessione sul popolare, il comune, la comunit\u00e0 cercando allo stesso tempo di abolire le distinzioni tra pubblico e privato, professionalit\u00e0 e dilettantismo, sedentariet\u00e0 e nomadismo, natura e cultura. In questo possono essere viste molte varianti sul tema della perdita, del dare, della trasmissione, dell\u2019abbandono, della fuga o altrimenti una coreografia che non utilizza nessun altro oggetto oltre a se stessa.<\/p>\n<p>L\u2019ultima parte della mostra, che si apre su una dimensione ancora pi\u00f9 fantastica, \u00e8 costituita da un\u2019istallazione labirintica. Qui le lenzuola riciclate di tessuto blu sbiadito, mettono in mostra le proiezioni di cinque film girati sott\u2019acqua dove gli oggetti (uno specchio, una scarpa, un vestito\u2026) appaiono e scompaiono come dopo un naufragio. Queste visioni subacquee evocano all\u2019istante un aldil\u00e0, uno scomparire dell\u2019essere umano oppure una discesa nel subconscio.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.palaisdetokyo.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.palaisdetokyo.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno alla nozione di rituale, ispirato al teatro, l\u2019artista Ulla von Brandenburg invita il pubblico a partecipare a un\u2019esperienza stimolante e rinnovata fatta di temi, forme e motivi che tengono vivo il suo lavoro.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":57481,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[358,54,63],"class_list":["post-57474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-contemporary-art","tag-live-cinema","tag-performing-art","agenda-2020-01"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cLe Milieu Est Bleu\u201d: tra immaginario e convenzioni &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/le-milieu-est-bleu-between-imaginary-and-conventions\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u201cLe Milieu Est Bleu\u201d: tra immaginario e convenzioni &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Around the notion of ritual, inspired from the theatre, the artist Ulla von Brandenburg invites the public to take part in an immersive and renewed experience of the themes, forms and motifs that feed into her work. 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