{"id":57391,"date":"2020-01-17T10:00:33","date_gmt":"2020-01-17T09:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=57391"},"modified":"2020-01-16T18:00:39","modified_gmt":"2020-01-16T17:00:39","slug":"dark-matter-the-use-of-black","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/art\/dark-matter-the-use-of-black\/","title":{"rendered":"\u201cDark Matter\u201d: l\u2019utilizzo del nero"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Non esiste luce senza ombra. Nulla \u00e8 visibile senza oscurit\u00e0. Solamente la luminosit\u00e0 delle stelle appare chiara rispetto al nero della notte. Quindi \u00e8 lo sfondo ideale per cose e idee luminose di conseguenza scure, non meno nell\u2019arte. Dal Rinascimento, il contrasto chiaroscuro ha reso i colori pi\u00f9 intensi, gli spazi e le figure pi\u00f9 multidimensionali. Inoltre, il nero dell\u2019oscurit\u00e0 ha la sua propria semantica nell\u2019arte, rappresentando lo spirituale, l\u2019immateriale e il misterioso. Pi\u00f9 di un centinaio di anni fa, Kazimir Malevich fece riferimento a tali metafore nel suo <em>Quadrato Nero<\/em>, stabilendo il punto zero assoluto di un modernismo libero da vincoli figurativi oggettivi.<\/p>\n<p>La mostra <strong><em>Dark Matter<\/em><\/strong> unisce le opere individuali di vari artisti contemporanei, spaziando dalla fotografia, il collage, la pittura alla scultura, i quali tutti utilizzano il colore nero e i suoi diversi ambiti di significato al fine di trasmettere connotazioni multiformi.<\/p>\n<p>Lo scultore <strong>Bj\u00f6rn Dahlem<\/strong>, operante a Potsdam (classe 1974), contribuisce alla mostra con un pezzo enigmatico quanto criptico, che viene percepito come il totem di una civilizzazione extraterrestre mentre non sono altro che oggetti trovati molto terreni e simili materiali profani di tutti i giorni, ognuno dei quali \u00e8 stato pitturato semplicemente di nero.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57396 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Allo stesso modo, un dipinto senza titolo dell\u2019artista berlinese <strong>Thomas Helbig<\/strong> (classe 1967) raffigura regni interstellari, il segno di una vernice spray bianca che luccica sul suo sfondo a olio scuro come la coda di una cometa o una nube galattica. La cornice intagliata ovviamente a mano e laccata di nero sottolinea il carattere barocco dell\u2019opera, una caratteristica che la collega alla scultura di Bj\u00f6rn Dahlem, contenendo entrambe le opere un equilibrio di seriet\u00e0 e umorismo in un modo molto simile.<\/p>\n<p>Al contrario, il collage digitale in bianco e nero <strong><em>Erinnerung (Memory)<\/em><\/strong> di <strong>Markus Selg<\/strong> (classe 1974) ci fa scendere sulla terra. Come una scura e misteriosa giungla in pixel, l\u2019opera evoca associazioni con i siti sommersi dei Maya o il mito di Eldorado, perfino lo scenario rappresentato potrebbe avere origine da qualche altra parte, forse addirittura in un sogno o una visione di un futuro ancora lontano.<\/p>\n<p>La stampa in gelatina d\u2019argento esposta dall\u2019artista fotografico di base a Vienna <strong>Erwin Kneihsl<\/strong> (classe 1952), ricorda a sua volta un\u2019immagine presa da una storia fantascientifica distopica, anche se in realt\u00e0 \u00e8 la riproduzione fotografica di una vera torre di una chiesa a Berlino. L\u2019utilizzo volontario dell\u2019effetto sfocato e del contrasto muta la struttura in un fenomeno pittorico astratto fino a farla diventare quasi spettrale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57397 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark2.jpg\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark2.jpg 723w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark2-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019altra fotografia \u00e8 opera del francese, poco conosciuto, <strong>Marcel Bascoulard<\/strong> (1913-1978), il quale, per pi\u00f9 di quattro decenni, ha realizzato ritratti di s\u00e9 in abiti femminili; non per il mercato artistico, ma, ci\u00f2 nonostante, come lui stesso ha affermato, al di fuori di una \u201cnecessit\u00e0 artistica\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni Settanta, una serie di fotografie sono state scattate, compresa la fotografia in esposizione, che mostrano il quasi sessantenne, nella sua solita discreta, concreta posa con uno sguardo diretto e sicuro di s\u00e9 dentro la macchina fotografica proprio in straordinarie creazioni eccentriche fatte di lattice scuro, elemento che d\u00e0 una componente sia fetish che modernista agli autoritratti, spesso concisi e asessuali, di questo di recente scoperto rappresentante del transgender nell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong><em>Black Pattex (SA)<\/em><\/strong>, un\u2019opera in due parti dell\u2019artista di base a Berlino, <strong>Thomas Zipp<\/strong> (classe 1966), che consiste in un dipinto in gran formato e un disegno incorniciato, \u00e8 percepito come un pezzo ampiamente carico, legato a riferimenti autobiografici. Zipp \u00e8 originario della valle del Reno nel sud dell\u2019Hesse, una regione con una topografia che corrisponde piuttosto da vicino all\u2019orizzonte basso e ai poco elevati dorsali collinari nel suo dipinto. Il cielo scuro sopra, cosparso di raggi neri, \u00e8 un riferimento alla vicina centrale nucleare di Biblis, ma anche alle prime esperienze con la droga dell\u2019artista sniffando colla.<\/p>\n<p>L\u2019elemento psichedelico si \u00e8 ulteriormente amplificato con l\u2019opera su carta che l\u2019accompagna, la quale si basa su un ritratto fotografico di un noto psicoterapista della prima met\u00e0 del Ventesimo secolo, negli occhi del quale Thomas Zipp ha inserito chiodi rivestiti di argento al posto delle pupille e dalla cui bocca esce un palloncino pitturato di nero come un fumetto muto, scuro.<\/p>\n<p>Nel caso dell\u2019artista newyorkese <strong>Rashid Johnson<\/strong> (classe 1977), l\u2019uso del colore nero \u00e8 un aspetto fondamentale del trattamento dei racconti biografici nella sua attivit\u00e0, con riferimento al suo ruolo all\u2019interno della popolazione afroamericana degli Stati Uniti. Inoltre, il materiale utilizzato per creare lo sfondo del suo oggetto immagine non \u00e8 nessuna pittura ordinaria ma cera colorata con il Black Soap, un prodotto per la cura della pelle originario dell\u2019Africa occidentale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57398\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark3.jpg\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark3.jpg 723w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Dark3-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/p>\n<p>I mirini che Jhonson ha spruzzato-disegnato in oro al centro del quadrato scuro sono un riferimento ai suoi esordi artistici nella cultura dei graffiti. Prima di tutto, tuttavia, sono un omaggio pop-culturale, attingendo dal logo dei Public Enemy, gruppo di formazione hip hop di New York, e prestando il dovuto rispetto agli attivisti musicali del Black Power con una foglia d\u2019oro simbolica.<\/p>\n<p><strong><em>Time Tube (6)<\/em><\/strong> dell\u2019artista operante a Berlino <strong>Andy Hope<\/strong> funziona anch\u2019esso in maniera referenziale, in questo caso facendo riferimento all\u2019icona gi\u00e0 menzionata della prima avanguardia: il <em>Quadrato Nero<\/em> di Kazimir Malevich. L\u2019opera di Andy Hope \u00e8 un\u2019ibrida, una amalgama di immagine e scultura che realizza la spazializzazione letterale dell\u2019oggetto di riferimento storico-artistico.<\/p>\n<p>Il <em>Time Tube<\/em> sembra essere caduto fuori dal tempo nella sua forma peculiare, una costruzione in legno industriale di sembianze futuristiche con un\u2019antica cornice tirata sopra la parte superiore. Passato e futuro si sovrappongono. E il profondo, opaco nero dentro il Tube apre lo sguardo a nuove sfere.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.guidowbaudach.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.guidowbaudach.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra &#8220;Dark Matter&#8221; unisce le opere individuali di vari artisti contemporanei, spaziando dalla fotografia, il collage, la pittura alla scultura, i quali tutti utilizzano il colore nero e i suoi diversi ambiti di significato al fine di trasmettere connotazioni multiformi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":57395,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[358,37],"class_list":["post-57391","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-contemporary-art","tag-photography","agenda-2020-01"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cDark Matter\u201d: l\u2019utilizzo del nero &#8226; 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