{"id":56901,"date":"2019-10-04T12:00:47","date_gmt":"2019-10-04T11:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56901"},"modified":"2019-10-04T12:00:47","modified_gmt":"2019-10-04T11:00:47","slug":"asta-groting-where-do-you-see-yourself-in-20-years","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/art\/asta-groting-where-do-you-see-yourself-in-20-years\/","title":{"rendered":"Asta Gr\u00f6ting: \u201cWhere do you see yourself in 20 years\u201d?"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Nella sua mostra, <strong>Asta Gr\u00f6ting<\/strong> (1961, Germania) combina opere precedenti, che portano l\u2019interno all\u2019esterno, con nuove sculture e video focalizzati sulla decostruzione fisica e psicologica del corpo umano. Che sia attraverso lo spazio creato da due amanti che fanno sesso o attraverso i buchi causati dai proiettili della seconda guerra mondiale sulle facciate degli edifici di Berlino, Gr\u00f6ting rivela la <strong>voce interiore delle cose<\/strong>.<\/p>\n<p>Attira la nostra attenzione sull\u2019assenza e sui divari fisici ed emotivi tra le persone e le cose. Che si tratti di familiari, amici o personaggi storici, l\u2019attivit\u00e0 di Gr\u00f6ting attraverso i media cerca di fondere qualit\u00e0 astratte come il pensiero, l\u2019intimit\u00e0, il conflitto e la soggettivit\u00e0. Il suo continuo impegno rivolto ai divari, agli spazi interiori e agli organi interni mette in discussione concettualmente ed emotivamente il corpo sociale, togliendogli qualcosa e permettendo a questa assenza di prendere la parola.<\/p>\n<p>I tre nuovi video sottolineano anche il rapporto tra oggetto e corpo. L\u2019artista mette in scena oggetti e azioni mondane, concentrandosi sulla loro forza e intensit\u00e0 emotiva. Proiettati su larga scala, ricordano i <em>tableaux vivants<\/em> o le nature morte di antichi maestri. Nella sua ricca pratica artistica, che sviluppa dalla met\u00e0 degli anni Ottanta, Asta Gr\u00f6ting traduce in sculture elementi invisibili o ignorati dalla condizione umana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56904 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>A livello sia emotivo che concettuale il suo lavoro affronta il ruolo del corpo in contesti personali, collettivi e politici. L\u2019indagine di Gr\u00f6ting sulle profondit\u00e0 intime del corpo ha inizio negli anni Novanta, quando inizi\u00f2 a riprodurre sistemi digestivi umani e animali in materiali come il vetro e il silicone.<\/p>\n<p>Emancipata dai confini del corpo, <strong><em>Verdauungswege<\/em><\/strong> (1990) non solo espone una parte del suo interno ignoto, ma anche gesti verso gli aspetti pi\u00f9 sensoriali del sistema nervoso intestinale: sul pavimento di fonte a noi si trova il \u201csecondo cervello\u201d del corpo, che gli antichi filosofi sostenevano essere la casa dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Gr\u00f6ting continua la sua ricerca sugli spazi nascosti del corpo e sulla carica emotiva che essi sprigionano nella serie di sculture dal titolo <strong><em>Space Between Lovers<\/em><\/strong>, che utilizzano materiali come il poliuretano e il silicone per rappresentare un momento di intimit\u00e0. Per creare l\u2019opera, Gr\u00f6ting ha letteralmente usato come stampo due attori mentre facevano sesso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56905 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>A prima vista, il silicone bianco, liscio di <em>Space Between Lovers<\/em>, <strong><em>Unfolded<\/em><\/strong> (2008) sembra assomigliare a un delicato guscio piuttosto che a due forme umane. Uno sguardo pi\u00f9 attento rivela un uomo e una donna indissolubilmente legati tra loro. Una volta aperto lo stampo, i contorni dei loro corpi appaiono come un vuoto negativo, ma la scultura rivela anche le questioni della relazione inespresse, inesprimibili e nascoste.<\/p>\n<p>Altre opere sono un monumento a forme pi\u00f9 collettive di assenza, di perdita e del passare del tempo, in particolare <strong><em>Bodenplatte<\/em><\/strong> (2013), una serie di sculture ispirate ai<em> Borghesi di Calais<\/em> di Rodin. Gr\u00f6ting ha modellato la base della scultura di Rodin nel suo studio di Meudon, modellando i punti in cui i piedi dei sei capi della citt\u00e0, che hanno offerto le proprie vite per Calais nella Guerra dei cent\u2019anni, tocca la base della scultura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56906 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Asta Gr\u00f6ting rivela non solo le cose che solitamente non si vedono, ma anche quelle che non vogliamo vedere, sia che si tratti del nastro trasportatore di una miniera di carbone, ricontestualizzato in <strong><em>Refein<\/em><\/strong> (1987) come oggetto scultoreo, o di <strong><em>Reclining Figure 2<\/em><\/strong> (2018), un calco di un sacco a pelo, il cui aspetto aggrovigliato e simile a un bozzolo trasmette la fragilit\u00e0 della forma umana. La sua decisione di lavorare con un particolare materiale \u00e8 sempre determinata dalla storia che sta dietro ogni scultura. <strong><em>Affentanz 6<\/em><\/strong> (1987-2015), per esempio, si ispira alle giacche di pelle tipiche degli anni Ottanta. Gr\u00f6ting ha deciso di portare il cerchio narrativo completo cambiando la forma umana e verticale della giacca in animali che camminano a quattro zampe.<\/p>\n<p><strong><em>Feuerstelle<\/em><\/strong> (2011) porta l\u2019interno all\u2019esterno in un modo simile: tre tronchi in vetro diventano di un rosso incandescente nel punto in cui si incontrano nel mezzo, rimandando al calore del fuoco necessario per la produzione del vetro. Per la sua ultima produzione artistica, <strong><em>Berliner Fassaden<\/em><\/strong> (2016\u20132018), Gr\u00f6ting ha creato uno stampo in silicone delle facciate degli edifici pubblici danneggiati dalla seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Quando il silicone viene rimosso dall\u2019edificio, non solo rivela le impressioni della struttura architettonica della facciata, ma anche la profondit\u00e0 dei suoi fori di proiettile sulla superficie, che forma protuberanze bulbose che includono anche frammenti di particelle di arenaria, sporco e polvere che si sono accumulati nei fori nel corso dei decenni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56907 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Poich\u00e9 tali strutture sono in rapida ristrutturazione nell\u2019ambito del rinnovamento urbano \u2013 e anche del continuo tentativo della Germania del dopoguerra di liberare le sue superfici urbane dai resti della guerra \u2013 l\u2019approccio forense di Gr\u00f6ting alle facciate danneggiate di Berlino pu\u00f2 essere inteso in questo contesto come una protesta contro l\u2019oblio. Altrettanto monumentali in scala e atmosfera sono i tre video realizzati per questa mostra.<\/p>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56908 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Asta5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>First Drink<\/em><\/strong> (2018) \u00e8 un omaggio al semplice rituale della bevanda che ognuno di noi sceglie per iniziare la giornata, ma anche questo lavoro condensa passato e presente attraverso l\u2019esperienza fisica e intensamente umana degli oggetti, dei luoghi e del passare del tempo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pasquart.ch\/aktuell\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.pasquart.ch\/aktuell\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua mostra, Asta Gr\u00f6ting combina opere precedenti con nuove sculture e video focalizzati sulla decostruzione fisica e psicologica del corpo umano. 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