{"id":56754,"date":"2019-09-09T15:42:36","date_gmt":"2019-09-09T14:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56754"},"modified":"2019-09-09T15:42:36","modified_gmt":"2019-09-09T14:42:36","slug":"ryoji-ikeda-a-cosmic-journey-from-infinitesimal-to-astronomical","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/slider\/ryoji-ikeda-a-cosmic-journey-from-infinitesimal-to-astronomical\/","title":{"rendered":"Ryoji Ikeda. A Cosmic Journey from Infinitesimal to Astronomical"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La mostra personale di <strong>Ryoji Ikeda<\/strong> \u00e8 stata ufficialmente aperta al piano terra del <strong>Taipei Fine Arts Museum<\/strong>. Il curatore del TFAM <strong>Jo Hsiao<\/strong> e il curatore ospite <strong>Eva Lin<\/strong> hanno unito le loro forze per l\u2019esibizione personale pi\u00f9 completa delle opere della carriera di Ikeda in Asia dal 2009 a oggi.<\/p>\n<p>Le opere d\u2019arte selezionate includono sculture sonore in larga scala, installazioni audiovisive, light box e due opere bidimensionali che sono state appena completate e messe in mostra per la prima volta, creando uno scenario spazio-tempo coinvolgente che va da dimensioni macroscopiche a microscopiche.<\/p>\n<p>Ryoji Ikeda \u00e8 uno dei pochi artisti rinomati a livello internazionale per l\u2019arte visiva e sonora. Le sue esplorazioni artistiche spaziano dalla matematica, la meccanica quantistica, la fisica e la filosofia a tonalit\u00e0 audio sintetizzate, musica e video. Le sue performance live, le installazioni e i progetti a lungo termine, che includono pubblicazioni cartacee e \u00a0registrazioni di musica, costituiscono un terreno creativo inconfondibile.<\/p>\n<p>Le mostre di Ikeda hanno avuto luogo in tutto il mondo, incluso Park Avenue Armory a New York, il Centre Pompidou a Paris, il Museum of Contemporary Art Tokyo, ArtScience Museum a Singapore e il ZKM Center for Art and Media a Karlsruhe, Germania. \u00c8 il vincitore del terzo Prix Ars Electronica Collide @ CERN, vincendo un corso artist-in-residence al CERN.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56759 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Anche se non ha mai ricevuto una formazione ufficiale in arte o in musica, Ikeda cominci\u00f2 ad assorbire la musica da un ampio spettro di generi in giovane et\u00e0 e, successivamente, cominci\u00f2 a sperimentare l\u2019editing musicale, manipolando i nastri magnetici e giocando con le frequenze sonore. Nel 1994 divenne un membro del collettivo di arte multimediale <strong>Dumb Type<\/strong>, i cui lavori furono inclusi nelle mostre, nei teatri, nella danza, nella musica e nelle pubblicazioni. Attraverso queste collaborazioni interdisciplinari, Ikeda rivolse la sua attenzione al teatro e alle mostre d\u2019arte. Pi\u00f9 tardi cominci\u00f2 a dedicarsi alle performance musicali e a prendere parte ai festival creando delle installazioni sonore e a produrre album.<\/p>\n<p>Nel 1995 Ikeda cominci\u00f2 lentamente ad abbandonare l\u2019uso di elementi ripetitivi musicali nelle sue creazioni sonore, cominciando invece a porsi delle domande fondamentali, \u201cCos\u2019\u00e8 il suono?\u201d tanto da concentrarsi in uno studio approfondito sulla sua natura fisica. Riducendo accuratamente il suono fino alle sue unit\u00e0 pi\u00f9 piccole, le ha poi riorganizzate e riassemblate, utilizzando alcuni elementi basici come le onde sinusoidali pure e i sibili per creare paesaggi sonori con risonanze mutevoli, sfidando cos\u00ec i limiti della percezione uditiva umana. In questo modo, \u00e8 diventato uno dei pionieri della musica elettronica minimal.<\/p>\n<p>Dal 2000, ha seguito lo spirito della ricerca dell\u2019essenza, rompendo la struttura di base della luce al livello dei pixel, riducendo il mondo a dati. Ikeda produce arte con la mentalit\u00e0 di un compositore, incorporando fenomeni fisici come il suono, la luce, lo spazio e il tempo come elementi delle sue composizioni. Raggiungendo una precisa struttura espressiva attraverso l\u2019utilizzo dei calcoli matematici, trasforma la rigorosa logica aritmetica in forme artistiche, conferendo alle sue opere la sua estetica dei dati assolutamente unica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56760 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Questa mostra presenta le opere pi\u00f9 importanti della carriera artistica di Ryoji Ikeda, unificando dati e un codice di linguaggio per comporre uno spazio metafisico dello spirito all\u2019interno del Taipei Fine Arts Museum. Nell\u2019atrio del TFAM \u2013 una zona intermediaria in cui gli ospiti si soffermano brevemente, aspettano o si incontrano \u2013 sono stati sistemati cinque altoparlanti in forma di silos, che emettono simultaneamente suoni in sequenza e combinazioni ben precise. Questa \u00e8 l\u2019opera <strong><em>A [continuum]<\/em><\/strong><em>. <\/em>Il tono \u201cA\u201d di un concerto standard, al quale la melodia delle orchestre, dai tempi di Bach ad oggi, non \u00e8 mai stata precisamente definita. In quest\u2019opera a ogni altoparlante \u00e8 stato assegnato un \u201ctono standard\u201d diverso usato in periodi diversi nel corso della storia.<\/p>\n<p>Le loro diverse frequenze si intrecciano e sovrappongono, formando una topografia estremamente intricata di forme sonore risonanti. Questa ricca tappezzeria di suoni e frequenze penetra nell\u2019ingresso del museo come un\u2019onda sinusoidale, garantendo ai visitatori un\u2019esperienza acustica che si dimostra unica in ogni momento.<\/p>\n<p><strong><em>Data.scan [n\u00ba1-9]<\/em><\/strong> \u00e8 parte del progetto <strong><em>datamatics<\/em><\/strong> di Ryoji Ikeda, in cui utilizza calcoli matematici puri per ridurre la grande quantit\u00e0 di dati del mondo reale, come le sequenze di DNA umane, il codice Morse e le strutture della particella, in pixel individuali dell\u2019immagine visiva, ottenendo delle visualizzazioni microscopiche meticolosamente composte, che vengono mostrate su nove display posizionati su piedistalli, tutti ben sincronizzati con una colonna sonora minimale. <strong><em>Code-verse<\/em><\/strong> \u00e8 la pi\u00f9 grande astrazione delle prime opere di Ikeda, che lui stesso ha riscansionato e meta-composto, estraendo diversi codici dai dati digitali e liberandoli in un mondo privo di significato e contenuto in cui formano un poema sinfonico. L\u2019opera pone lo spettatore in uno spazio alla deriva, fatto di luci e suoni intermittenti, sfidando le capacit\u00e0 cerebrali di percezione senza interpretazione.<\/p>\n<p><strong><em>Point of no return<\/em><\/strong> \u00e8 un\u2019installazione a due facce, che Ikeda considera in assoluto la sua opera pi\u00f9 metafisica. Da un lato, un solo video proiettore proietta un buco nero, formato da una grande quantit\u00e0 di informazioni. Dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 una luce bianca con una gradazione di colore quasi uguale a quella del sole.<\/p>\n<p>L\u2019opera rimanda al concetto scientifico del buco nero, con una grande forza gravitazionale che distorce il tempo e lo spazio, catturando qualsiasi cosa vi entri, anche la luce. Il confine tra le due facce \u00e8 dove le traiettorie del buco nero e della luce bianca si intersecano, fungendo da simbolo della soglia critica dello spazio-tempo ed esprimendo uno stato enigmatico che trascende la realt\u00e0 ma contiene ancora immagini illimitate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56761 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019installazione audiovisiva su larga scala <strong><em>the planck universe [macro]<\/em><\/strong> fa uso della lunghezza di Planck, un\u2019unit\u00e0 infinitesimale di misura della fisica, per esplorare la potenziale capacit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 di percepire il mondo naturale su scale infinitamente piccole e infinitamente vaste. Raffigurando l\u2019immensit\u00e0 del cosmo, da una scala umana fino a dimensioni che vanno oltre l\u2019universo osservabile, vuole estendere i limiti della nostra comprensione del mondo e avvicinarsi ai limiti delle estremit\u00e0 dell\u2019universo. Ikeda ha ideato quest\u2019opera durante la sua permanenza <strong>all\u2019<\/strong><strong>European Organization for Nuclear Research (CERN)<\/strong>.<\/p>\n<p>Utilizzando la scienza come medium, Ryoji Ikeda crea degli ambienti coinvolgenti, che presentano metafore dell\u2019immensit\u00e0 cosmologica attraverso le strutture matematiche su cui si basano i fenomeni scientifici. La sua opera costringe il pubblico ad andare oltre la visione antropocentrica, a ampliare il loro modo di comprendere il mondo e a cominciare a percepire in un modo nuovo: ponendo s\u00e8 stessi al di sopra delle connessioni che stanno tra percezione e anima, scala, spazio e tempo.<\/p>\n<p>Presente in tutte le opere di Ikeda \u00e8 l\u2019incessante esplorazione delle molte domande senza risposta, ottenendo alla fine un\u2019interpretazione e ri-espressione di s\u00e9. La mostra vanta anche molti rari dipinti sperimentali e manoscritti, tanto quanto un\u2019area di esperienza audiovisiva in cui gli spettatori possono assistere al filmato di un concerto, ascoltare la musica e leggere libri, dando una sbirciata alle idee creative di Ikeda.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56762 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ryoji4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Oltre al catalogo, Taipei Fine Arts Museum pubblicher\u00e0 la global Chinese-language edition del catalogo Continuum per la mostra Ikeda 2018 al Centre Pompidou a Parigi. Nel giorno dell\u2019apertura della mostra, l\u2019artista presenter\u00e0 due performance live.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.tfam.museum\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.tfam.museum<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra personale di Ryoji Ikeda \u00e8 stata ufficialmente aperta al piano terra del Taipei Fine Arts Museum. 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