{"id":56674,"date":"2019-07-23T10:13:39","date_gmt":"2019-07-23T09:13:39","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56674"},"modified":"2019-07-23T10:13:39","modified_gmt":"2019-07-23T09:13:39","slug":"designs-for-different-futures","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/slider\/designs-for-different-futures\/","title":{"rendered":"Designs for Different Futures"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Il ruolo dei designer nel plasmare il modo in cui pensiamo al futuro \u00e8 l\u2019argomento di una grande mostra che sar\u00e0 presentata in anteprima al <strong>Philadelphia Museum of Art <\/strong>questo autunno. <strong><em>Designs for Different Futures<\/em><\/strong> riunisce circa ottanta opere che affrontano le sfide e le opportunit\u00e0 che gli esseri umani potrebbero incontrare negli anni, decenni e secoli a venire.<\/p>\n<p>Organizzata dal Philadelphia Museum of Art, dal Walker Art Center di Minneapolis e dall\u2019Art Institute of Chicago, <em>Designs for Different Futures<\/em> sar\u00e0 presentata al Walker e all\u2019Art Institute of Chicago dopo la sua presentazione a Philadelphia.<\/p>\n<p>Tra le domande a cui i designer di oggi cercano di rispondere ci sono: quale ruolo la tecnologia pu\u00f2 svolgere nel migliorare o nel sostituire una vasta gamma di attivit\u00e0 umane? \u00c8 possibile mantenere l\u2019intimit\u00e0 anche a distanza? Come possiamo negoziare la privacy in un mondo in cui la condivisione e l\u2019utilizzo di informazioni personali hanno offuscato i confini tradizionali? In che modo potremmo utilizzare il design per aiutare a guarire o a trasformare noi stessi, fisicamente e psicologicamente? Come nutriremo una popolazione in costante crescita?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56677 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Mentre nessuno \u00e8 in grado di prevedere in modo preciso ci\u00f2 che avverr\u00e0, le opere nella mostra sono fortemente orientate verso il futuro, proponendo soluzioni di design per diversi possibili scenari. In alcuni casi, queste proposte sono cariche di un senso d\u2019ansia, e in altri di un senso di eccitazione per le possibilit\u00e0 che possono essere create attraverso l&#8217;uso di materiali innovativi, nuove tecnologie e, soprattutto, nuove idee.<\/p>\n<p><strong>Timothy Rub<\/strong>, il direttore del George D. Widener e Chief Executive Officer del Philadelphia Museum of Art, ha dichiarato: \u201cSpesso pensiamo ai musei d\u2019arte come luoghi che promuovono il dialogo tra passato e presente, ma possono e dovrebbero anche ispirarci a pensare al futuro e a come artisti e designer possono aiutarci a farlo in modo creativo.<\/p>\n<p>Siamo lieti di poter collaborare con il Walker Art Center e l\u2019Art Institute of Chicago su questo stimolante progetto, che offrir\u00e0 ai nostri visitatori l\u2019opportunit\u00e0 di capire non solo il modo in cui i designer immaginano \u2013 e rispondono \u2013 alle diverse visioni di diversi futuri, ma anche per capire quanto un design profondamente lungimirante contribuisca, nel nostro tempo, a modellare il mondo che occupiamo e che lasceremo in eredit\u00e0 alle generazioni future.\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56678 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Pensare al futuro ha sempre fatto parte della condizione umana. \u00c8 anche sempre stato un perenne campo di indagine per designer e architetti, le cui speculazioni sull\u2019argomento \u2013 sia concrete che astratte \u2013 possono influenzare profondamente il modo in cui ci immaginiamo ci\u00f2 che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Tra i molti progetti lungimiranti in mostra, i visitatori di <em>Designs for Different Futures<\/em> incontreranno cibo cresciuto in un laboratorio, compagni robotici, messaggeri di baci digitali, proposte politiche di congedi familiari e tessuti fatti di alghe. &#8220;Alcune di queste possibilit\u00e0 si realizzeranno, mentre altre rimarranno sogni o addirittura minacce\u201d ha detto Kathryn Hiesinger, il J. Mahlon Buck, Jr. Family Senior Curator of European Decorative Arts after 1700, che ha coordinato la mostra di Philadelphia con il precedente Assistant Curator Millar Fisher.<\/p>\n<p>\u201cVorremmo che i visitatori si unissero a noi nel presentare dei design che considerano il possibile, dibattono sull\u2019inevitabile e soppesano le alternative. Questa mostra esplora il modo in cui il design \u2013 inteso in modo espansivo \u2013 possa aiutarci tutti ad accettare ci\u00f2 che potrebbe esserci all\u2019orizzonte e permetta alla nostra immaginazione di spiccare il volo.\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56679 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La mostra \u00e8 divisa in undici sezioni tematiche. In <strong><em>Resources<\/em><\/strong>, i visitatori potranno osservare una capsula gonfiabile dal diametro di circa 4,5 metri, parte dell\u2019opera <em>Another Generosity<\/em>, inizialmente creata nel 2018 dall\u2019architetto finlandese <strong>Eero Lund\u00e9n<\/strong> e progettata in questa incarnazione in collaborazione con <strong>Ron Aasholm e Carmen Lee<\/strong>. La capsula si espande e si contrae lentamente nello spazio, in risposta ai mutamenti dei livelli di diossido di carbonio dovuti al respiro dei visitatori intorno a essa, e stimola domande riguardo all\u2019impronta del genere umano sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p>La sezione intitolata <strong><em>Generations<\/em><\/strong> esplorer\u00e0 i modi in cui le scelte che facciamo oggi potrebbero contribuire al benessere o alla sofferenza di coloro che verranno dopo di noi. Qui, i visitatori troveranno un modello dello <em>Svalbard Global Seed Vault, <\/em>un deposito che conserva la pi\u00f9 grande collezione di semi di colture. Situata all\u2019interno di una montagna su un\u2019isola remota vicino al Circolo Polare Artico, la struttura \u00e8 progettata per resistere a disastri naturali o causati dall\u2019uomo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56680 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56681 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La sezione <strong><em>Earths<\/em><\/strong> della mostra specula sulle sfide della comunicazione extra-terrestre nell\u2019installazione <em>Alien Nations<\/em> di <strong>Lisa Moura<\/strong> e presenta i caratteri della lingua del film di fantascienza <em>Arrival<\/em> del 2016. In <strong><em>Bodies<\/em><\/strong>, i designer si confrontano con le scelte riguardanti come il nostro io fisico e psicologico potrebbe apparire, sentire e funzionare in diversi scenari futuri.<\/p>\n<p>Qui viene presentato uno degli esoscheletri pi\u00f9 leggeri e avanzati al mondo, progettato per aiutare le persone con problemi di mobilit\u00e0 a restare in piedi e attivi. Degno di nota \u00e8 anche il <em>CRISPR Kit<\/em>, una cassetta degli attrezzi per l\u2019editing genetico accessibile e conveniente, che ha il potenziale per rivoluzionare la ricerca biomedica e offrire opportunit\u00e0 per la terapia genica e l\u2019ingegneria genetica.<\/p>\n<p><strong><em>Intimacies<\/em><\/strong> \u00e8 una sezione che esplora come le tecnologie e le interfacce online possono influenzare l\u2019amore, la famiglia e la comunit\u00e0. Le esperienze urbane di sesso e amore sono il fulcro di <em>Intimate Strangers<\/em> di <strong>Adr\u00e9s Jaque<\/strong>, un\u2019installazione audiovisiva incentrata sull\u2019app d\u2019incontri gay. Attraverso dispositivi abilitati a internet, i designer esplorano la possibilit\u00e0 dell\u2019amore e del sesso mediati digitalmente, dal <em>Kissenger <\/em>di <strong>Adrian David Cheock e Emma Zhang<\/strong>, che pu\u00f2 trasmettere la sensazione tattile di un bacio su lunghe distanze, a strumenti per il cybersex che suggeriscono ci\u00f2 che le reti digitali avanzate hanno in serbo per la sessualit\u00e0 umana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56682\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design6.jpg\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design6.jpg 723w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design6-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/p>\n<p><strong><em><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56683 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design7.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design7.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design7-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Foods<\/em><\/strong> contiene progetti che esplorano il futuro della dieta umana. Tra questi c\u2019\u00e8 una fattoria modulare di insetti commestibili, <em>Cricket Shelter,<\/em> di Terreform ONE, che offre una fonte proteica pronta per crisi alimentari imminenti. Un\u2019installazione per la cucina suggerisce come la tecnologia e il design possano contribuire a nuove modalit\u00e0 di produzione alimentare, tra cui una bistecca a base di cellule umane.<\/p>\n<p>Altre sezioni della mostra di concentreranno sul futuro del lavoro (<strong><em>Jobs<\/em><\/strong>) e su come le <strong><em>Cities<\/em><\/strong> (citt\u00e0) funzioneranno e appariranno tra cento anni \u2013 con alimentatori robotici per bambini, auto senza conducente e altri sviluppi \u2013 offrendo uno sguardo su come potremmo gestire la vita al di l\u00e0 di questo pianeta.<\/p>\n<p>Le scarpe create dal sudore sono tra le innovazioni che i visitatori troveranno in una sezione dedicata ai <strong><em>Materials<\/em><\/strong>, mentre <strong><em>Power<\/em><\/strong> studier\u00e0 come il design pu\u00f2 influenzare la nostra cittadinanza e aiutarci a mantenere il potere su elementi essenziali come il nostro DNA, le nostri voci, le nostre comunicazioni elettroniche in un futuro in cui i confini tra registrazione, comunicazione e sorveglianza si confondono. <strong><em>Data<\/em><\/strong> riconosce e si interroga sui diversi modi in cui le informazioni possono essere raccolte e utilizzate, con tutti gli intrinseci preconcetti e le asimmetrie, per dare forma a futuri diversi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56684 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design8.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design8.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design8-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Come parte della mostra, i visitatori delle gallerie del Philadelphia Museum of Art troveranno anche uno spazio per incontri comunitari, programmi pubblici, visite scolastiche e attivit\u00e0 autogestite. Il <strong>Futures Therapy Lab<\/strong> intreccer\u00e0 connessioni personali tra i visitatori e la mostra come parte di una collaborazione tra il Dipartimento Educazione e il team dei curatori.<\/p>\n<p>Programmi settimanali, molti dei quali si svolgeranno il mercoled\u00ec sera a pagamento, metteranno in contatto i visitatori con designer, artisti e creativi locali. Il Futures Therapy Lab conterr\u00e0 una Futures Library basata sul crowdsourcing che include tutto, dai libri di fantascienza al catalogo della mostra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56685\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design9.jpg\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design9.jpg 723w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Design9-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/p>\n<p>\u201cPensare al futuro possibile \u00e8 al tempo stesso esilarante e ansiogeno\u201d, ha detto <strong>Emily Schreiner<\/strong>, la curatrice dei programmi pubblici per l\u2019educazione di Zo\u00eb e Dean Pappas. \u201cIl Futures Therapy Lab \u00e8 un luogo di conversazione, critica e creativit\u00e0 in cui i visitatori possono immaginare le proprie speranze, paure e soluzioni per il futuro attraverso la riflessione, la discussione e la produzione artistica.\u201d<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Link:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/philamuseum.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/philamuseum.org\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ruolo dei designer nel plasmare il modo in cui pensiamo al futuro \u00e8 l\u2019argomento di una grande mostra che sar\u00e0 presentata in anteprima al Philadelphia Museum of Art questo autunno. &#8220;Designs for Different Futures&#8221; riunisce circa ottanta opere che affrontano le sfide e le opportunit\u00e0 che gli esseri umani potrebbero incontrare negli anni, decenni e secoli a venire.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56676,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[328,330],"tags":[31],"class_list":["post-56674","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news-agenda","category-science","tag-bio-art","agenda-2019-07"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Designs for Different Futures &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/slider\/designs-for-different-futures\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Designs for Different Futures &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The role of designers in shaping how we think about the future is the subject of a major exhibition that will premiere at the Philadelphia Museum of Art this fall. 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