{"id":56603,"date":"2019-07-11T14:57:28","date_gmt":"2019-07-11T13:57:28","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56603"},"modified":"2019-07-11T14:57:28","modified_gmt":"2019-07-11T13:57:28","slug":"edge-of-now-three-rooms-project","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/internet\/edge-of-now-three-rooms-project\/","title":{"rendered":"Edge of Now \u2013 Three Rooms Project"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La mostra <strong><em>Edge of Now<\/em><\/strong> \u2013 <strong><em>Three Rooms<\/em><\/strong> \u00e8 un progetto congiunto sviluppato dal <strong><em>Nam June Paik Art Center<\/em><\/strong> della Corea del Sud, il <strong><em>Chronus Art Center<\/em> <\/strong>di Shanghai e lo <strong><em>ZKM | Karlsruhe<\/em><\/strong>, al fine di favorire lo sviluppo degli scambi interculturali tra Cina, Corea del Sud e Germania, nel campo della media art.<\/p>\n<p>La mostra presenta opere degli artisti <strong>Yang Jian<\/strong>, dalla Cina, <strong>Kim Heecheon<\/strong>, dalla Corea del Sud e<strong> Verena Friedrich<\/strong>, dalla Germania. I tre artisti, nominati da una commissione internazionale di esperti e selezionati da tre istituzioni in collaborazione tra loro, riflettono nei loro lavori il modo in cui la societ\u00e0 si rapporta alla tecnologia e ai media contemporanei, dove pratiche analogiche e digitali si incontrano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56606 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Dopo il <em>Nam June Paik Art Center<\/em> e il <em>Chronus Art Center<\/em>, ora \u00e8 lo <em>ZKM<\/em> a ospitare la mostra, che rappresenta il modo in cui giovani artisti provenienti da Cina, Corea del Sud e Germania reagiscono oggi a un mondo in cui degli algoritmi sono diventati elementi fondamentali per l\u2019ordine sociale e dove i media sono diventati il veicolo di qualsiasi forma di espressione estetica.<\/p>\n<p>Le svariate e differenti interazioni tra cultura umana, ambiente naturale e tecnologie globali hanno introdotto una nuova realt\u00e0 in cui i confini tra soggetto e oggetto, online e offline stanno diventando sempre pi\u00f9 confusi.<\/p>\n<p>L\u2019artista cinese Yang Jian (nato nel 1982), che vive a Nanjing e ha studiato presso l\u2019Art Academy di Xiamen, per poi frequentare, grazie a una borsa di studio, il Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam, in Olanda, concentra i propri lavori sulle innovazioni tecnologiche e i loro effetti sulla societ\u00e0 e sulla complessa relazione tra uomo e macchina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56607 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La rilevanza delle tecnologie digitali in ogni aspetto della vita umana \u00e8 il motivo del suo interesse verso il modo in cui le persone si rapportano ai nuovi sviluppi della tecnologia e verso la capacit\u00e0 umana di adattarsi alle condizioni dell\u2019era digitale.<\/p>\n<p>Per la sua installazione<strong><em> Forest of Sensors<\/em> <\/strong>(2008 \u2013 2019), Yang Jian ha costruito un esteso percorso utilizzando vecchi pezzi d\u2019arredo, piante e altri oggetti provenienti dai magazzini dello ZKM, tutti dotati di sensori che, se toccati, attivano un allarme, in modo da attirare l\u2019attenzione sui concetti di controllo e sorveglianza \u2013 sia in spazi fisici che digitali.<\/p>\n<p>Nel suo lavoro <em><strong>Wi-Fi<\/strong><\/em> (2013), decine di domande e messaggi ripetitivi appaiono sugli schermi dei cellulari dei visitatori, connessi alla rete WLAN dello <em>ZKM<\/em>; grazie a queste, l\u2019artista si rivolge direttamente ai visitatori e mette alla prova la loro capacit\u00e0 di gestire il lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56608 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019artista Kim Heecheon (nato nel 1989) ha studiato architettura presso la Korea National University of Arts, prima di diventare celebre grazie alle sue opere video, che lo hanno reso uno dei protagonisti pi\u00f9 noti della cosiddetta \u201cgenerazione post-Internet\u201d in Corea.<\/p>\n<p>Nei suoi lavori, gioca con la percezione dello spazio e del tempo in realt\u00e0 fisiche e virtuali basate sulle sue stesse esperienze di vita e con il rapido cambiamento che sta avvenendo tramite il processo di digitalizzazione all\u2019interno della societ\u00e0 sudcoreana. All\u2019interno della mostra sono presenti tre opere di Kim Heecheon: <strong><em>Lifting Barbells<\/em><\/strong> (2015), <em><strong>Sleigh Ride Chill<\/strong><\/em> (2016) e <em><strong>Every Smooth Thing Through Mesher<\/strong> <\/em>(2018), in cui foto di Seoul, immagini 3D e sequenze prese da alcuni video-game, con l\u2019estetica della realt\u00e0 virtuale e aumentata, si fondono con video documentazioni post-apocalittiche.<\/p>\n<p>Il design dei video rivela il modo in cui l\u2019artista si cimenta con le forme ibride del pensiero e della percezione, risultato di un\u2019esperienza della realt\u00e0 plasmata dalle tecnologie digitali, in cui la chiave di accesso per il mondo risiede nell\u2019essere online tutto il tempo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56609 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56610 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019artista Verena Friedrich, residente a Colonia, ha studiato presso la University of Art and Design Offenbach, l\u2019Academy of Fine Arts di Vienna e l\u2019Academy of Media Arts di Colonia, dove al momento lavora come assistente ricercatrice per tecnologie fai-da-te, Bio Art ed EcoArt. Media organici, elettronici e sculturali sono tutti presenti nelle sue installazioni basate sul tempo. Ricerca teorica ed esperimenti pratici sono alla base del suo lavoro artistico.<\/p>\n<p>Utilizzando materiale tecnico, studia i materiali biochimici come portatori di informazioni e crea sistemi fisici e chimici in cui transitoriet\u00e0 e tempo, cos\u00ec come i tentativi della scienza di superarli, vengono messi in mostra in modo poetico. Nella sua installazione <em><strong>THE LONG NOW<\/strong><\/em> (2015\/2016), una bolla di sapone viene stabilizzata da un apparato tecnico al fine di estenderne la durata il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo ambiente artificiale, la bolla di sapone pu\u00f2 essere \u201cmantenuta in vita\u201d per un massimo di un\u2019ora di tempo; in ogni caso, la sua durata rimane imprevedibile e instabile, a causa di vari fattori ambientali. Un classico motivo vanitas, la bolla di sapone rimanda a tentativi scientifici attualmente in corso di utilizzare metodi di genetica e biologia molecolare per rallentare il processo di invecchiamento e, come obiettivo finale, sconfiggere la morte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56611 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge6.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge6.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge6-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>In maniera esemplare, il lavoro di Verena Friedrich espande la nostra visione e la nostra percezione della tecnologia e dei media e, come i lavori di Yang Jian e Kim Heecheon, contribuisce a esplorare potenziali artistici nuovi e orientati al futuro.<\/p>\n<p>Edge of Now fa parte di una serie di mostre e progetti di collaborazione attraverso i quali lo ZKM, sin dalla sua fondazione, trent\u2019anni fa, ha partecipato attivamente ai molteplici scenari artistici asiatici. Oltre a presentare l\u2019arte asiatica a Karlsruhe all\u2019interno di mostre come Thermocline of Art. <em>New Asian Waves<\/em> (2007), <em>Move on Asia<\/em> (2013), <em>New Sensorium<\/em> (2016) e <em>Datumsoria: The Return of the Real<\/em> (2017\/2018), negli ultimi anni lo ZKM ha aumentato sempre di pi\u00f9 la propria presenza in Asia, con mostre come Games and Politics (un progetto in collaborazione con il Goethe \u2013 Institut), Open Codes e Art in Motion.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56612 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge7.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge7.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Edge7-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Con<em> Edge of Now<\/em>, la gi\u00e0 longeva relazione dello <em>ZKM<\/em> con l\u2019Asia \u2013 una delle regioni pi\u00f9 importanti del mondo per quanto riguarda l\u2019innovazione tecnologica e artistica \u2013 si sviluppa ulteriormente e si espande includendo i trend del momento della media art. Una versione ridotta della mostra verr\u00e0 presentata dal 6 dicembre 2019 al 16 febbraio 2020 presso la Gallery Damdam, il Korean Cultural Center dell\u2019Ambasciata della Repubblica di Corea a Berlino, in Germania.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/zkm.de\/de\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/zkm.de\/de<\/a><\/span><\/span>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Edge of Now \u2013 Three Rooms \u00e8 un progetto congiunto sviluppato dal Nam June Paik Art Center della Corea del Sud, il Chronus Art Center di Shanghai e lo ZKM | Karlsruhe, al fine di favorire lo sviluppo degli scambi interculturali tra Cina, Corea del Sud e Germania, nel campo della media art.<br \/>\nLa mostra presenta opere degli artisti Yang Jian, dalla Cina, Kim Heecheon, dalla Corea del Sud e Verena Friedrich, dalla Germania.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56605,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[328,52],"tags":[29,358,71],"class_list":["post-56603","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news-agenda","category-web","tag-audiovideo","tag-contemporary-art","tag-video-art","agenda-2019-07"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Edge of Now \u2013 Three Rooms Project &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/internet\/edge-of-now-three-rooms-project\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Edge of Now \u2013 Three Rooms Project &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The exhibition Edge of Now \u2013 Three Rooms is a joined project by Nam June Paik Art Center of South Korea, the Chronus Art Center in Shanghai, and the ZKM | Karlsruhe to foster cultural exchange between China, South Korea, and Germany in the area of media art. 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