{"id":56593,"date":"2019-07-08T11:57:17","date_gmt":"2019-07-08T10:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56593"},"modified":"2019-07-08T11:57:17","modified_gmt":"2019-07-08T10:57:17","slug":"steffani-jemison-and-samson-young-decoders-recorders","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/sound\/steffani-jemison-and-samson-young-decoders-recorders\/","title":{"rendered":"Steffani Jemison e Samson Young: Decoders-Recorders"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">De Appel<\/span><\/strong><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">, nella sua prima collaborazione con e al<strong><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\"> Loojersgracht 60<\/span><\/strong>, \u00e8 lieta di annunciare <strong><i><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Decoders-Recorders<\/span><\/i><\/strong>\u2014una doppia mostra personale degli artisti <strong><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Steffani Jemison<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Samson Young<\/span><\/strong>. Ognuno di loro studia diverse forme di notazione, gesti, e linguaggi alternativi per articolare storie sociali represse e criticit\u00e0 contemporanee.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Samson Young, di formazione compositore classico, crea opere su carta, video, performance, e installazioni complesse che esplorano i fondamenti geopolitici del suono e della linguistica. Nato e risiedente a Hong Kong, Young ha un interesse particolare per i confini, i sistemi binari e per i residui di dicotomie tra \u201cest\u201d e \u201covest\u201d in luoghi come la sua patria, dove il post-colonialismo definisce ogni aspetto della vita quotidiana.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56596 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">La mostra include <strong><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Muted Chorus<\/span><\/strong>, la quinta iterazione della serie <strong><i><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Muted Situation<\/span><\/i><\/strong> di Young, un insieme di installazioni video che rappresentano performance corali composizionali (dirette da Young) nelle quali alcuni livelli sono intenzionalmente silenziati, al fine di ricalibrare il modo in cui li percepiamo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Per Young, questa soppressione volontaria delle voci precedentemente dominanti \u201c\u00e8 un modo per scoprire il non sentito e il marginalizzato, oppure per rendere visibili alcune concezioni riguardo l\u2019udito e il suono.\u201d Insieme a questa e un&#8217;altra opera-video intitolata <strong><i><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Lullaby<\/span><\/i><\/strong><i> <\/i>(World Music), <i>Decoders-Recorders<\/i> comprende una serie di nuovi disegni su larga scala, molti esposti qui per la prima volta, intitolati<strong><i><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\"> Ancillary Landscapes<\/span><\/i><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56597 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Queste opere si discostano dai rinomati disegni sonori notazionali dell\u2019artista per assumere invece la forma di spartiti codificati e sperimentali dedicati a uno strumento specifico. La mostra includer\u00e0 inoltre i collage dalla serie <b><i>To Fanon<\/i><\/b>, nella quale Young ha oscurato i suoi spartiti con materiali di stampa rendendoli non-riproducibili ma ugualmente vivi come chiave visuale del processo creativo dell\u2019artista.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56598 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Steffani Jemison, non meno poliedrica, crea performance, video, disegni, e registrazioni sonore che esplorano forme di comunicazione al di fuori dei linguaggi dominanti. Nel corso degli ultimi dieci anni l&#8217;artista ha assemblato un portfolio che presenta questi gesti alternativi come strategie di resistenza politica. Nata e residente negli Stati Uniti, le sue opere studiano l\u2019espressione fisica, le storie, e i codici della storia afroamericana in America.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Per questa mostra, che \u00e8 la prima occasione di vedere l\u2019intera opera di Jemison nei Paesi Bassi, De Appel ha commissionato il nuovo video <strong><i><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">In Succession<\/span><\/i><\/strong>, ispirato a notizie di cronaca risalenti agli inizi del XX secolo riguardanti persone comuni che si riuniscono in formazioni acrobatiche per compiere miracoli, come i tre uomini afroamericani che nel 1920 formarono una piramide umana per salvare una donna bianca da un edificio in fiamme.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56599 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Insieme a questa nuova commissione, \u2018<i>Decoders-Recorders<\/i>\u2019 comprender\u00e0 una precedente video opera di Jemison, <strong><i><span style=\"margin: 0px; font-family: 'Georgia','serif';\">Escaped Lunatic<\/span><\/i><\/strong>, che mette in discussione la percezione di un giovane afroamericano in uno spazio pubblico americano. Con un allestimento realizzato ad hoc per lo spazio espositivo del Loojersgracht 60, sar\u00e0 esposta una selezione di nuovi e vecchi disegni su pellicola trasparente e altre superfici, portando avanti l\u2019interesse di Jemison per i caratteri e i segni provenienti dalle narrazioni degli schiavi, dai linguaggi costruiti, dall&#8217;outsider art, da alfabeti alternativi, e dalle narrazioni utopiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Queste opere propongono l\u2019opacit\u00e0 come strategia politica e l\u2019oscurantismo intenzionale come un metodo per rivendicare soggettivit\u00e0 e potere. In apparenza spoglie e semplici, ogni opera corrisponde a complesse storie sociali e personali nelle quali sono state inventate nuove forme di linguaggio come un mezzo di sopravvivenza.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56600 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Decoders5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\">Affiancando le pratiche dei due artisti, <i>Decoders-Recorders<\/i> mette in evidenza le modalit\u00e0 uniche con le quali ogni artista adotta atti di codifica, di occultamento, e di astrazione per rappresentare la ricerca storica ed esprimere l\u2019altrimenti indicibile nella vita sociale contemporanea.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\"><i>Decoders-Recorders<\/i><\/span><span style=\"margin: 0px; color: #222222; font-family: 'Georgia','serif';\"> viene presentato in parallelo alla mostra <b><i>Steffani Jemison: New Videos<\/i><\/b> presso il museo Stedelijk Museum di Amsterdam, in corso dal 22 giugno fino al 29 settembre 2019.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/deappel.nl\/en\/programme\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/deappel.nl\/en\/programme<\/a><br \/>\nwww.looiersgracht60.org<\/p>\n<p>&nbsp;\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>De Appel, nella sua prima collaborazione con e al Loojersgracht 60, \u00e8 lieta di annunciare Decoders-Recorders\u2014una doppia mostra personale degli artisti Steffani Jemison e Samson Young. 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