{"id":56536,"date":"2019-06-26T11:35:36","date_gmt":"2019-06-26T10:35:36","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56536"},"modified":"2019-06-26T11:35:36","modified_gmt":"2019-06-26T10:35:36","slug":"empathic-systems-three-solo-shows-on-the-relationship-between-humans-and-technology","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/slider\/empathic-systems-three-solo-shows-on-the-relationship-between-humans-and-technology\/","title":{"rendered":"\u201cEmpathic Systems\u201d: tre mostre personali sulla relazione tra uomo e tecnologia"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La mostra ruota attorno al complesso rapporto emozionale tra l\u2019uomo e la tecnologia. I processi comunicativi non si verificano pi\u00f9 solamente tra esseri umani, ma tra uomini e tecnologia. Anche le tecnologie digitali stanno scambiando sempre pi\u00f9 dati tra loro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56539 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Netzhammer, Jansen e Todo lavorano all\u2019incrocio dell\u2019ingegneria e dell\u2019informatica con la psicologia, la scienza cognitiva, la neuroscienza e l\u2019etica. Riuniscono una variet\u00e0 di principi tecnici, artistici e psicologici. Le opere suscitano nello spettatore umano un livello di emozione che non sempre \u00e8 linguisticamente comprensibile, ma fa invece appello a una sensibilit\u00e0 empatica. Per certi versi, i loro apparati artificiali diventano specchi in cui gli spettatori si incontrano e si riconoscono: a volte nel raddoppio, a volte nella distorsione.<\/p>\n<p>L\u2019opera artistica di <strong>Yves Netzhammer<\/strong> propone un\u2019analisi delle questioni centrali dell\u2019essere umano nell\u2019era digitale. Le sue figure umanoidi ricordano pupazzi anatomici privi di qualunque tratto individuale o espressione facciale. Attraverso di esse, Nerzhammer formula metafore che traducono lo spettro delle emozioni umane in immagini. Il suo lavoro occupa tre piani del <strong>Frankfurter Kunstverein<\/strong> con una selezione dei suoi film d\u2019animazione digitale, di opere grafiche e di nuove installazioni cinetiche.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56540 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Theo Jansen<\/strong> crea ampie sculture cinetiche e le descrive come una nuova forma di vita non biologica. Costruisce le sculture a partire da materiali sintetici come tubi di poliuretano, fascette e bottiglie di plastica, realizzando creature che vengono messe in movimento dal vento. Questo crea movimenti fluidi, simili a quelli degli insetti, che hanno un effetto immediato sullo spettatore. La relazione empatica con le creature non \u00e8 stabilita dal loro volto, dai tratti antropomorfi o da un\u2019espressione, ma piuttosto dai loro movimenti nello spazio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56541 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56542 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Con la sua opera <em>SEER<\/em>, <strong>Takayuki Todo<\/strong> esplora l\u2019effetto emotivo del contatto visivo e delle espressioni facciali nell\u2019interazione tra uomo e tecnologia. Usando moduli di stampa 3D, motori in miniatura e software di riconoscimento facciale, Todo ha creato una testa antropomorfica che cerca lo sguardo dello spettatore, lo ricambia e rispecchia la sua espressione facciale.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 piccoli movimenti creano un\u2019immediata sincronizzazione dei gesti e delle espressioni facciali tra umano e umanoide, nonch\u00e9 la reazione emotiva dello spettatore. Il tema del significato delle emozioni e dello sguardo dell\u2019altro \u00e8 una delle eterne questioni umane che hanno avuto un ruolo centrale in tutta la storia culturale. Il riconoscimento delle cose inizia dalla comprensione sensoriale.<\/p>\n<p>Gli umani sperimentano e comprendono il mondo attraverso il corpo e gli organi di senso. Facendo questro, creano la loro interpretazione del mondo sotto forma di cognizione. Il corpo \u00e8 il medium per l\u2019essere umano nel mondo. Funge da collegamento tra l\u2019uomo e il mondo, o tra soggetto e oggetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56543 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Empathic5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Appartiene all\u2019io e al mondo allo stesso tempo, \u00e8 allo stesso tempo soggetto e oggetto. L\u2019uomo e le macchine differiscono sostanzialmente negli apparati sensoriali che utilizzano per percepire e comprendere il mondo. Per la maggior parte, gli esseri umani possono riconoscere segnali e segni emotivi solo sulla base di caratteristiche fisiche. Progetti di ricerca interdisciplinari stanno studiando diversi metodi per aumentare la risposta emotiva umana agli agenti digitali sotto il titolo di \u201cAffective Computing\u201d, minimizzando cos\u00ec la differenza tra i sentimenti umani verso la tecnologia e quelli verso altri umani.<\/p>\n<p>Numerosi settori industriali hanno un grande interesse nel riconoscimento dei sistemi emozionali per utilizzarli nello sviluppo dell\u2019apprendimento automatico e dell\u2019intelligenza artificiale. Il Frankfurter Kunstverein ha invitato Yves Netzhammer, Theo Jansen, e Takayuki Todo a presentare una selezione delle loro opere in mostre personali, sotto il titolo tematico condiviso di Empathic Systems.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Links:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fkv.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.fkv.de<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra &#8220;Empathic Systems&#8221; ruota attorno al complesso rapporto emozionale tra l\u2019uomo e la tecnologia. I processi comunicativi non si verificano pi\u00f9 solamente tra esseri umani, ma tra uomini e tecnologia. 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