{"id":56434,"date":"2019-05-29T16:27:03","date_gmt":"2019-05-29T15:27:03","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56434"},"modified":"2019-05-29T16:27:03","modified_gmt":"2019-05-29T15:27:03","slug":"william-forsythes-choreographic-objects","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/art\/william-forsythes-choreographic-objects\/","title":{"rendered":"I Choreographic Objects di William Forsythe"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La connessione tra architettura, arti visive e danza ha ora un sito temporaneo dedicato nella citt\u00e0 di S\u00e3o Paulo. Il <strong>SECS Pompeia <\/strong>&#8211; \u00a0unit\u00e0 tradizionale del SECS nella citt\u00e0 progettato dall\u2019architetto brasiliano Lina Bo Bardi &#8211; sta attualmente ospitando la mostra <strong><em>William Forsythe: Choreographic Objects<\/em><\/strong>. Tra marzo e giugno 2019, nell\u2019area comune di questo centro culturale e ricreativo, i visitatori di passaggio e gli utenti del SECS possono scoprire la produzione plurisensoriale, coreografica e multimediale del ballerino, coreografo e visual artist nordamericano <strong>William Forsythe<\/strong> (New York, USA, 1949).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56444 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>A cura dello stesso <strong>Forsythe Studio<\/strong>, in collaborazione con la curatrice e scrittrice brasiliana <strong>Veronica Stigger<\/strong>, undici oggetti coreografici provenienti dalla recente produzione dall\u2019artista, tra cui alcune opere mai mostrate prima, sono stati selezionati e adattati al contesto architettonico del SECS Pompeia. Fin dagli anni Novanta, William Forsythe e i suoi collaboratori hanno elaborato oggetti e installazioni, ricorrendo a linguaggi relativi alle arti visive per coinvolgere le opere in un dialogo con gli spazi architettonici in cui sono installate, dando origine a dinamiche di interazione con il pubblico.<\/p>\n<p>Gli oggetti presenti nella mostra si possono trovare nell\u2019Area Comune, nella <em>Theater Hall<\/em>, nel Capannone di Esposizione e nella Terrazza Esterna del SECS Pompeia. Installazioni, <em>video performance<\/em>, video multicanali, sculture di natura estesa, insieme alle istruzioni scritte e orali invitano il pubblico a partecipare, interagire e negoziare. Le opere d\u2019arte agiscono generalmente come strumenti che inducono i visitatori a muovere i loro corpi, accrescendo la percezione della mobilit\u00e0 del corpo nel suo ambiente e in relazione con la sua pubblica coesistenza con gli altri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56445 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>In occasione della mostra, sono state create due nuove installazioni site-specific: <em>Instructions<\/em> (2019), che consiste in una serie di indicazioni su azioni da far compiere al pubblico, attaccate sulle rampe del complesso sportivo, e <em>Unsustainables<\/em> (2019), un\u2019installazione concentrica situata nella pi\u00f9 spaziosa area comune, in cui lo spettatore \u00e8 orientato, dall\u2019audio e dal testo, a effettuare specifici esercizi coreografici. A sua volta, l\u2019installazione precedentemente esposta <em>Nowhere and Everywhere at the Same Time<\/em> (2015) ottiene una versione specifica per il sito, occupando l\u2019edificio della ex-fabbrica del SECS Pompeia.<\/p>\n<p>William Forsythe \u00e8 diventato famoso in tutto il mondo per il nuovo orientamento che ha dato alla danza classica durante i suoi anni di attivit\u00e0 come ballerino e coreografo. Ha diretto il <strong>Frankfurt Ballet<\/strong> tra il 1984 e il 2004 e ha fondato la sua compagnia nel 2005. Oggi, sulla base del suo precedente repertorio, l\u2019artista concepisce e compone opere d\u2019arte che vanno oltre il dominio della danza o dell\u2019esibizione, coinvolgendo gli spettatori direttamente nella produzione, incoraggiandoli a reagire, con i loro corpi, agli stimoli offerti in ogni situazione. In un certo senso, queste opere raggiungono completamente il loro scopo solo quando sono attivate in diretta relazione con il pubblico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56446 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56447 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Si tratta per la maggior parte di opere d\u2019arte le cui caratteristiche sono indipendenti dal lavoro manuale e le cui percezioni e interazioni si svolgono al di fuori dell&#8217;egemonia della visione e con l\u2019attivazione motoria del corpo. Come ha spesso affermato William Forsythe, la sua pratica artistica ci rende consapevoli della nostra abilit\u00e0 di prevedere e calcolare gesti e azioni, mentre creiamo una relazione con il mondo intorno a noi. Lo scopo finale \u00e8 quello di promuovere il riconoscimento dell\u2019aspetto architettonico e urbano attraverso una consapevolezza corporea sensibile e sinestesica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56448 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/William5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Al fine di ampliare la comprensione dell\u2019incontro tra il campo delle arti visive con la danza e le arti dello spettacolo, il SECS S\u00e3o Paulo si fa promotore di questa convergenza attraverso la produzione di William Forsythe, integrata con un paesaggio architettonico. Cos\u00ec come la natura programmatica del SECS Pompeia, le installazioni accentuano la vera vocazione di questo luogo: un ambiente per la mobilitazione dei corpi, in cui l\u2019esperienza e l\u2019apprendimento condivisi e divertenti sono incoraggiati. Forsythe utilizza l\u2019arte e i suoi strumenti per offrire esperienze mediate che amplino le frontiere dei linguaggi artistici, coreografando, insieme al pubblico, il campo di ci\u00f2 che \u00e8 intelligibile o sensibile attraverso il movimento corporeo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Link:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sescsp.org.br\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.sescsp.org.br<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il SECS Pompeia di S\u00e3o Paulo sta ospitando la mostra &#8220;William Forsythe: Choreographic Objects&#8221;. 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