{"id":56178,"date":"2019-04-01T15:33:14","date_gmt":"2019-04-01T14:33:14","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=56178"},"modified":"2019-04-24T15:57:07","modified_gmt":"2019-04-24T14:57:07","slug":"an-opera-for-animals","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/sound\/an-opera-for-animals\/","title":{"rendered":"An Opera for Animals"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Il termine \u201copera\u201d \u00e8 stato utilizzato per descrivere svariate tradizioni di performance, impegni sociali, intrattenimento e attivit\u00e0 spirituali provenienti da tutto il mondo. Molte di queste sono antiche e radicalmente diverse le une dalle alle altre, ma sono comunque ritenute delle varianti regionali del modello occidentale (relativamente giovane). Ma pi\u00f9 che essere l&#8217;ennesimo esempio di una persistente tassonomia coloniale, questo mette in discussione lo <em>status<\/em> dell&#8217;opera come <strong>forma d&#8217;arte pi\u00f9 elevata<\/strong>, che riflette il progetto coloniale europeo.<\/p>\n<p>Tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo, si pu\u00f2 notare una sovrapposizione cronologica quasi perfetta tra gli anni d\u2019oro dell\u2019opera occidentale e l\u2019occupazione europea di gran parte del mondo. Esistono, tuttavia, ovvi casi di opere ideate sulla base di un desiderio esotico come <em>Turandot<\/em> e <em>Madama Butterfly<\/em>, oppure il caso dell\u2019<em>Aida<\/em>, commissionata per l\u2019inaugurazione del Canale di Suez. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 di una semplice coincidenza cronologica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56182 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La portata dell\u2019ambizione necessaria per immaginare quale forma d\u2019arte assoluta fosse quell\u2019opera, che mira a organizzare ogni aspetto e implicazione dell\u2019esperienza dello spettatore, \u00e8 strettamente legata a quel momento di assoluta superbia durante il quale l\u2019<strong>Europa<\/strong> immaginava di poter dominare e riorganizzare il mondo intero. Ma l\u2019opera europea non era solo una forma di intrattenimento borghese, neanche quella che celebrava la gloria della conquista imperiale.<\/p>\n<p>Questi spettacoli completi, che si tenevano in alcuni dei pi\u00f9 grandi edifici costruiti in questo periodo \u2013 nella simbolica posizione urbana un tempo occupata dalle cattedrali \u2013 con la societ\u00e0 ordinatamente organizzata dalla classe rivolta all&#8217;elaborata scena sul palcoscenico, erano per molti versi esperienze quasi religiose, dove la gloria europea non era solo un soggetto dello spettacolo, ma un&#8217;apoteosi estatica vissuta collettivamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56183 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Questo accadeva quando l\u2019Europa era orgogliosa della sua moderna razionalit\u00e0, vedendosi in opposizione con il mondo \u201canimista\u201d dei popoli che occupava nello stesso periodo. L\u2019opinione moderna, profondamente legata al <strong>progetto coloniale<\/strong>, ha anche modificato il rapporto fisico, emotivo e simbolico tra uomo e animale, elevando lo <em>status<\/em> dell\u2019uomo, in un\u2019idea radicalmente diversa da molti sistemi locali di conoscenza e valore.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019opera europea conteneva gli indizi che esponevano questo rebus, poich\u00e9 era ben lontano dalla sua pretesa ufficiale di uno spettacolo laico, divertente per una societ\u00e0 moderna. Spettri, mostri e animali sacri delle egemonie europee infestano da sempre questi teatri dell\u2019opera dove vengono sacrificati, trafficati e incarnati nei grandi santuari della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Ciononostante, <strong><em>An Opera for Animals<\/em><\/strong> \u00e8 interessata a come queste complessit\u00e0 siano ancora vive, anche dopo la fine dell\u2019era coloniale e dell\u2019opera occidentale in quanto forma d\u2019arte completamente vivente. Come una discussione parallela, questa comprende i legami meno discussi tra musica classica europea e altri sistemi musicali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56184 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Entrando pi\u00f9 nel dettaglio, la mostra si concentra su differenti atti di <strong>messa in scena<\/strong> che sono stati cruciali per la nostra immaginazione di modernit\u00e0. I conflitti di messa in scena, controllo, occultamento e repressione che si creano all&#8217;interno dello spazio lirico sono il vero centro della nostra realt\u00e0 contemporanea, definiti da verit\u00e0 costruite e \u201calternative\u201d, mondi paralleli digitali, autocostruzione di identit\u00e0 personali e dalla promessa sempre pi\u00f9 palese di una nuova svolta tecnologica nel campo dell\u2019intelligenza.<\/p>\n<p>Pertanto, la mostra comprende l\u2019opera e le relative questioni quali \u201cmessa in scena\u201d e \u201cambiente operistico\u201d in senso lato, come termini che descrivono i paesaggi sintetici immaginati e generati nel nostro mondo odierno. Allo stesso modo, lo <strong>spirito animale<\/strong> collega le antiche convinzioni ancora molto attuali con una paura altamente futuristica verso le nuove forme di irrazionalit\u00e0 e intelligenza che colonizzano il nostro futuro. Il mondo della tecnologia continua a trarre influenza dalle eccezionali caratteristiche di certe specie animali, rafforzando questo legame.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56185 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Questa mostra esplora il modo in cui il futuro \u00e8 ora meno proiettato come il pensiero razionale comunemente ricordato dal dopoguerra \u2013 macchine, design e forme sociali \u2013 ma diventa ancora una volta il luogo di una paura informe, di animali che possono prendere il controllo in paesaggi artificiali. Il futuro, a quanto pare, sar\u00e0 ancora \u201cun\u2019opera per gli animali\u201d.<\/p>\n<p><em>An Opera for Animals<\/em>, in mostra al <strong>Para Site di Hong Kong<\/strong> dal 23 marzo al 9 giugno 2019, \u00e8 il preludio di una partnership con il <strong>Rockbund Art Museum di Shanghai<\/strong>. Le due istituzioni svilupperanno e presenteranno insieme due mostre correlate, rispettivamente dal 22 giugno al 25 agosto 2019 al Rockbund Art Museum, mentre tra Settembre e Dicembre 2020 al Para Site.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-56186\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal5.jpg\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal5.jpg 723w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Animal5-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/p>\n<p>Di seguito, gli artisti in mostra: Anojuak Ashevak, Shuvinai Ashoona, Firelei Baez, Julie Buffalohead, Lee Bul, Chen Qiulin, Ali Cherri, Clara Cheung, Narcisa Chindoy, Lok Chitrakar, Chto Delat, Cui Jie, Juan Davila, Ticio Escobar, Jes Fan, Sofia Ferrer, Fifita Family, Chitra Ganesh, Beatriz Gonz\u00e1lez, Ho Tzu Nyen, Vivian Ho, Saodat Ismailova, Ilya and Emilia Kabakov, Alexander Kluge, Lawrence Lek, Candice Lin, Euan Macdonald, David Medalla, Barayuwa Munu\u014bgurr, Ciprian Mure\u015fan, Adam Nankervis, Kelly Nipper, Gabriel Pareyon, Gary Ross Pastrana, Tim Pitsiulak, Gala Porras Kim, Christoph Schlingensief, Simon Soon, Angela Su, Tao Hui, Wang Wei, Ming Wong, Haegue Yang, Yang Shen, Yee I-Lann, Samson Young, Robert Zhao Renhui.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.para-site.art\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.para-site.art\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esposizione An Opera for Animals, in mostra al Para Site di Hong Kong, si concentra su differenti atti di messa in scena che sono stati cruciali per la nostra immaginazione di modernit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56181,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[328,308],"tags":[29,358,37],"class_list":["post-56178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news-agenda","category-sound","tag-audiovideo","tag-contemporary-art","tag-photography","agenda-2019-03"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>An Opera for Animals &#8226; 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