{"id":55696,"date":"2019-01-29T14:52:50","date_gmt":"2019-01-29T13:52:50","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=55696"},"modified":"2019-12-02T20:09:04","modified_gmt":"2019-12-02T19:09:04","slug":"fantomologia-dal-micro-al-macro-ai-fenomeni-del-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/art\/fantomologia-dal-micro-al-macro-ai-fenomeni-del-reale\/","title":{"rendered":"FANTOMOLOGIA. Dal micro al macro ai fenomeni del reale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>Dal 31 gennaio al 6 aprile 2019 <strong>CUBO<\/strong> promuove la seconda edizione di <strong>das &#8211; dialoghi artistici sperimentali,<\/strong> la rassegna dedicata al dialogo artistico e culturale sui temi della contemporaneit\u00e0, che nasce come territorio di confronto \u2013 di contenuti, tecniche, stilemi \u2013 fra i maestri dell\u2019arte contemporanea, gi\u00e0 storicizzati, ed esponenti della new media art.<\/p>\n<p>Il progetto \u201c<strong>FANTOMOLOGIA. Dal micro al macro ai fenomeni del reale<\/strong>\u201d a cura di <strong>Marco Mancuso<\/strong>, <strong>Daniela Tozzi<\/strong> e <strong>Ilaria Bignotti <\/strong>&#8211; presentato quest\u2019anno per das &#8211; si articola attraverso due differenti linee di azione. Da un lato suggerisce una possibile evoluzione della proposta artistica di CUBO, che prosegua la ricerca condotta negli ultimi anni e induca un\u2019analisi pi\u00f9 profonda sul rapporto tra tecnologia, indagine scientifica e dialogo identitario tra l\u2019essere umano e l\u2019ambiente che lo circonda. Dall\u2019altro, decostruisce le modalit\u00e0 espositive classiche dell\u2019arte contemporanea e di narrazione della New Media Art, muovendosi in maniera fluida tra elementi installativi, restituzioni performative e apparati teorici e dialogici.<\/p>\n<p><strong><em>Fantomologia <\/em><\/strong>\u00e8 il lemma coniato dallo scrittore e futurologo polacco <strong>Stanislaw Lem nel suo <em>Summa Technologiae<\/em><\/strong> del 1964. L\u2019intera rassegna vuole osservare l\u2019ambiente secondo 4 punti di vista diversi:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019ambiente Tecnologico e il flusso di dati sopra di noi, che ci sovrasta<\/li>\n<li>L\u2019ambiente Sub-Atomico che ci sottende, ci\u00f2 di cui ogni cosa \u00e8 costituita<\/li>\n<li>L\u2019ambiente Fenomenologico che ci circonda, il livello invisibile in cui siamo immersi<\/li>\n<li>L\u2019ambiente Urbano e Architettonico, che cresce intorno a noi, la sua complessit\u00e0 strutturale e sociale<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55699\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia2.png\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia2-300x202.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Gli artisti chiamati a interpretare questi 4 concetti sono<strong> Ugo La Pietra<\/strong>, storico protagonista dei linguaggi radicali, della cultura architettonica, urbana e del design italiano in dialogo con il media artist britannico <strong>Stanza<\/strong> e il duo russo di science artist <strong>Evelina Domnitch<\/strong> e <strong>Dmitry Gelfand<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le Immersioni e Il Commutatore<\/em> di Ugo La Pietra<\/strong> dialogano con l\u2019ambiente tecnologico dell\u2019installazione <strong><em>The Nemesis Machine \u2013 From Metropolis to Megalopolis to Ecumenopolis <\/em>di Stanza<\/strong> e con quello subatomico della live performance <strong><em>Force Field <\/em>del duo costituito da Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand,<\/strong> trasformando gli spazi di CUBO in un universo in costante mutamento, un luogo che sia contenitore dell\u2019opera e parte attiva della stessa, in cui il pubblico viene chiamato a riflettere sulla potenza dei cambiamenti tecnologici e l\u2019impatto che questi hanno sulla vita di ogni giorno dal punto di vista sociale, architettonico e delle comunicazioni; al contempo il progetto indaga anche la potenza espressiva della natura e la sua spontanea capacita\u0300 di composizione formale, estetica e percettiva.<\/p>\n<p>Da una parte <strong>Stanza con la sua installazione <em>The Nemesis Machine<\/em><\/strong> rappresenta la complessit\u00e0 di una citt\u00e0; \u00e8 una mini metropoli meccanica che monitora i comportamenti, le attivit\u00e0 e le informazioni mutevoli del mondo che ci circonda utilizzando dispositivi in rete e informazioni provenienti da Bologna trasmesse elettronicamente attraverso internet in tempo reale.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra, <strong>Domnich e Gelfand con <em>Force Field<\/em><\/strong>, live audio-video immersivo, descrivono una contaminazione suono-immagine al punto di intersezione tra arte, musica, performance e fenomenologia della scienza. In Force Field delle gocce d\u2019acqua vengono fatte levitare per mezzo di una serie di frequenze sonore che consentono alle molecole costituenti di risuonare, vaporizzare e cambiare la forma dei loro conglomerati ri-assemblandosi in una serie di sferoidi, toroidi e poligoni in costante oscillamento e rotazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55700\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia1.png\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia1.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia1-300x202.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Di Ugo La Pietra saranno presentati le <strong><em>Immersioni \u2013 Caschi sonori <\/em>(dal 1967), e il <em>Commutatore <\/em>(1970)<\/strong>.\u00a0Come suggerisce il loro nome, nei<em> Caschi sonori<\/em> il fruitore vi entra con la testa e parte del corpo, provando una esperienza di isolamento e di immersione sensoriale, trovandosi all\u2019interno un ambiente sonoro;\u00a0il <em>Commutatore<\/em>, realizzato nel 1970, \u00e8 sintesi e fulcro di tutte le ricerche condotte da La Pietra sull\u2019ambiente urbano, un \u201csemplice piano inclinato\u201d che ciascuno pu\u00f2 portare con s\u00e9 in giro per la citt\u00e0: appoggiandoci su di esso con il nostro corpo, e variandone l\u2019inclinazione, la nostra prospettiva sull\u2019urbano cambia ogni volta. Infine, nello spazio della Mediateca saranno proiettati video appositamente realizzati dall\u2019Archivio dell&#8217;artista con materiali storici e molti dei quali inediti; i tavoli interattivi poi conterranno digitalizzati i risultati di alcuni workshop condotti da La Pietra sulla relazione tra fruitore e spazio urbano, nello specifico focalizzati sulla riscrittura della mappa della citt\u00e0 di Milano; infine, il percorso espositivo \u00e8 completato dal film, mai proiettato sinora e realizzato da La Pietra nel 2015, dal titolo <em>Progetto disequilibrante<\/em>, volto a ripercorrere le fasi salienti della sua ricerca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55701\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La rassegna das CUBO sceglie come momento inaugurale la settimana dell\u2019arte contemporanea a Bologna e comprende una serie di appuntamenti per tutte le et\u00e0 a confermare la sua versatilit\u00e0:<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 31 gennaio<\/strong><\/p>\n<p><strong>18:00\/ <\/strong>Inaugurazione <strong><em>FANTOMOLOGIA<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 01 febbraio <\/strong><\/p>\n<p><strong>16:00\/ <\/strong>Laboratorio teen<strong> <em>PLAY-MAKERS\/THE NEMESIS PINS<\/em><\/strong> in collaborazione con Fablab Bologna.<\/p>\n<p><strong>18:30\/ <\/strong>Talk <strong><em>L\u2019AMBIENTE FENOMENOLOGICO: UNA ENERGIA INVISIBILE. Immersioni e Fenomeni dell\u2019arte contemporanea<\/em><\/strong>, partecipano:\u00a0<strong>Ariane Koek<\/strong>, <strong>Alfredo Cramerotti<\/strong> e <strong>Ugo La Pietra<\/strong>, moderano:\u00a0<strong>Marco Mancuso e Ilaria Bignotti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 02 febbraio<\/strong><\/p>\n<p><strong>16:00\/ <\/strong>Laboratorio junior<strong> <em>LA CITT\u00c0 DI CARTA\/AMBIENTAZIONE URBANA<\/em><\/strong> in collaborazione con Articolture<\/p>\n<p><strong>18:00\/ <\/strong>Experience workshop <strong><em>LE IMMERSIONI COME ESPERIENZA<\/em><\/strong>. Due momenti generati da <em>Le immersioni<\/em> di Ugo La Pietra con <strong>Lucia Longhi<\/strong> e <strong>Matteo Galbiati<\/strong>, in collaborazione con Espoarte Magazine.<\/p>\n<p><strong>21:30\/ <\/strong>Live performance<strong> <em>FORCE FIELD<\/em> <em>L\u2019ambiente subatomico<\/em>, <\/strong>di <strong>Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand<\/strong>, Italian premi\u00e8re in Unipol Auditorium.<\/p>\n<p><strong>Domenica 03 febbraio<\/strong><\/p>\n<p><strong>17:30\/<\/strong> <strong>MEET THE ARTIST<\/strong> con <strong>Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand, <\/strong>introduce Marco Mancuso<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 20 marzo <\/strong><\/p>\n<p><strong>17:30\/<\/strong> Talk <strong><em>L\u2019AMBIENTE ARCHITETTONICO E SOCIOLOGICO: IL DATO SENSIBILE. Nuove strutture urbane, culturali e sociali<\/em><\/strong>, partecipano:\u00a0<strong>Bertram Niessen<\/strong>, <strong>Salvatore Di Dio<\/strong>, <strong>Paolo Rigamonti<\/strong>, modera: <strong>Daniela Tozzi<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55702\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia3.png\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia3.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia3-300x202.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong>STANZA<\/strong><\/p>\n<p>Stanza \u00e8 un artista riconosciuto a livello internazionale, che espone in tutto il mondo sin dal 1984. Le opere di Stanza si focalizzano sul sistema partecipativo delle \u201ccitt\u00e0\u201d, che d\u00e0 forma a una serie di domande nell\u2019ambito del suo lavoro aprendo conversazioni sulle politiche dello \u201cspazio\u201d: urbano, tecnologico, sociale. Nelle sue opere, Stanza presenta la citt\u00e0 come un sistema di controllo e molti suoi progetti artistici sono realizzati utilizzando dati ambientali in tempo reale, dati di sorveglianza e sicurezza, notizie e sistemi di informazione in diretta e inseriti in quella che oggi viene definita Internet of things. Le opere di Stanza sono state premiate con riconoscimenti prestigiosi come il Nesta Dreamtime Award o l\u2019Arts Humanities Creative Fellowship. Tra le tante commissioni, si ricorda quella per la Wolverhampton Art Gallery, il Watermans Art Centre, FACT, e l\u2019Open Data Institute. I suoi lavori sono stati esposti, tra gli altri presso la Biennale di Venezia, il Victoria Albert Museum, la Tate Britain, Bruges Museum, TSSK Norway, State Museum, Novorsibirsk, la Biennale di Sydney, il Museo Tamayo Arte Contempor\u00e1neo Mexico, Plymouth Arts Centre, ICA London.<\/p>\n<p><strong>Evelina Domnitch, Dmitry Gelfand<\/strong><\/p>\n<p>Dmitry Gelfand (Nato nel 1974, San Pietroburgo, Russia) ed Evelina Domnitch (n. 1972, Minsk, Bielorussia) creano ambienti sensoriali immersivi che uniscono la fisica, la chimica la computer science con la pratica filosofica. Allo scopo di lavorare sui processi scientifici specifici, gli artisti collaborano con vari istituti di ricerca scientifica, inclusi il Drittes Physikalisches Institut (Goettingen University, Germania), l\u2019Institute of Advanced Sciences and Technologies (Giappone), il Ricso Lab (Russia) e il Meurice Institute (Belgio). Avendo completamente abbandonato l\u2019uso di media digitali, di registrazione e di manipolazione del suono e dell\u2019immagine, Domnitch e Gelfand creano installazioni che si comportano come ecosistemi viventi i cui fenomeni in constante trasformazione offrono diversi punti di osservazione agli spettatori.<\/p>\n<p><strong>Ugo La Pietra<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico.\u00a0Architetto di formazione, artista, cineasta, editor, musicista, fumettista, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell\u2019arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all\u2019arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d\u2019artista) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del \u201cSistema disequilibrante\u201d \u2013 espressione autonoma all\u2019interno del Radical Design\u00a0\u2013 e in importanti tematiche sociologiche come \u201cLa casa telematica\u201d (MoMA di New York, 1972 \u2013 Fiera di Milano, 1983), \u201cRapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale\u201d (Triennale\u00a0di Milano 1979, 1992), \u201cLa casa neoeclettica\u201d (Abitare il tempo, 1990), \u201cCultura Balneare\u201d (Centro Culturale Cattolica, 1985\/95). Ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all\u2019estero, e in diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orl\u00e9ans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca, Fondazione Mudima di Milano, Museo MA*GA di Gallarate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55703\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia6.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia6.jpg 960w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia6-300x199.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia6-768x510.jpg 768w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia6-100x65.jpg 100w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fantomologia6-360x240.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p><strong>I CURATORI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso<\/strong><\/p>\n<p>Marco Mancuso \u00e8 critico, curatore, docente ed editore indipendente che focalizza la sua ricerca sull\u2019impatto delle tecnologie e della scienza sull\u2019arte, il design e la cultura contemporanea. Fondatore e direttore dal 2005 della piattaforma Digicult, insegna Fenomenologia dell\u2019Arte Contemporanea e Culture Digitali alla NABA e allo IED di Milano e Sistemi Editoriali per l\u2019Arte all\u2019Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo. Tiene conferenze e prende parte a tavole rotonde sulla relazione tra creativit\u00e0, societ\u00e0 e tecnologie emergenti e su come il mercato dell\u2019arte contemporanea stia cambiando in relazione al rapporto con l\u2019industria e con le piattaforme digitali. \u00c8 stato partner dei principali festival nazionali e internazionali di New Media Art, ha curato importanti eventi e mostre e attualmente collabora con lo spazio curatoriale Adiacenze di Bologna. \u00c8 autore del libro \u201cArte, Tecnologia e Scienza. Le Art Industries e i nuovi paradigmi di produzione nella New Media Art contemporanea\u201d per Mimesis Edizioni ed \u00e8 dottorando di ricerca presso l\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia.<\/p>\n<p><strong>Ilaria Bignotti<\/strong><\/p>\n<p>Nata a Brescia nel gennaio 1979, \u00e8 Dottore di ricerca in Teorie e Storia delle Arti, storico dell&#8217;arte, critico e curatore indipendente.\u00a0Coordinatore scientifico e Curatore per l\u2019Archivio Paolo Scheggi, Milano.,Direttore\u00a0scientifico del\u00a0Francesca Pasquali Archive, Bologna, Responsabile Progetti Speciali e Curatore Scientifico dell&#8217;Archivio Antonio Scaccabarozzi, Milano \u00e8 docente a contratto all\u2019Accademia di Belle Arti \u201cSantaGiulia\u201d\u00a0di Brescia e Coordinatore di ambito disciplinare per le Scuole di Pittura e Scultura.\u00a0\u00c8 nel Comitato scientifico del \u201cMoRE Museum-museum\u00a0for refused and unrealised art projects\u201d, museo online volto alla individuazione, alla raccolta, alla catalogazione e alla digitalizzazione di progetti artistici rifiutati o non realizzati del XX e XXI secolo.<\/p>\n<p><strong>Daniela Tozzi<\/strong><\/p>\n<p>Daniela Tozzi \u00e8 direttore artistico dello spazio curatoriale Adiacenze di Bologna. Dal 2006 inizia il suo percorso professionale in ambito artistico lavorando per sei anni presso la OTTO Gallery di Bologna. Nel 2010 insieme ad Amerigo Mariotti fonda Adiacenze, spazio curatoriale di sperimentazione artistica selezionato nel 2018 per fare parte della piattaforma \u201cI luoghi del contemporaneo\u201d, progetto promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali. \u00a0In Adiacenze si dedica alla curatela delle mostre con particolare attenzione all\u2019ambito produttivo e organizzativo dei progetti. Parallelamente si occupa della comunicazione, dell\u2019ufficio stampa e affianca gli artisti nella redazione dei testi critici dei progetti espositivi e dei propri materiali di presentazione. Dal 2014 si dedica all\u2019ideazione di workshop e laboratori per artisti e curatori proponendo progetti multidisciplinari che toccano il campo artistico in generale.<\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 31 gennaio al 6 aprile 2019 CUBO promuove la seconda edizione di das &#8211; dialoghi artistici sperimentali, la rassegna dedicata al dialogo artistico e culturale sui temi della contemporaneit\u00e0, che nasce come territorio di confronto \u2013 di contenuti, tecniche, stilemi \u2013 fra i maestri dell\u2019arte contemporanea, gi\u00e0 storicizzati, ed esponenti della new generation.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":55698,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,330],"tags":[80,55,64],"class_list":["post-55696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-science","tag-interaction","tag-live-media","tag-public-art","agenda-2019-01"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>FANTOMOLOGIA. 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