{"id":55571,"date":"2019-01-09T15:00:53","date_gmt":"2019-01-09T14:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=55571"},"modified":"2019-01-27T18:03:20","modified_gmt":"2019-01-27T17:03:20","slug":"international-film-festival-rotterdam-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/art\/international-film-festival-rotterdam-2019\/","title":{"rendered":"International Film Festival Rotterdam 2019"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">L\u2019<strong>International Film Festival Rotterdam<\/strong> ha sempre celebrato le modalit\u00e0 con cui arte e cinema si incontrano. Ogni anno, il festival comprende mostre, performance e proiezioni di film d\u2019artista e video sul grande schermo. Giunta alla sua 48esima edizione nel 2019, l\u2019immagine in movimento d&#8217;artista ricopre un ruolo centrale inedito all&#8217;interno della programmazione del festival.<\/p>\n<p>L\u2019edizione 2019 presenta 24 film nell\u2019ambito della <strong>Ammodo Tiger Short Competition<\/strong>, comprese le <strong>opere realizzate da<\/strong> Sara Cwynar, Wong Ping, Meriem Bennani, Vincent Meessen, Luke Fowler, Cauleen Smith, Su Hui-yu, Kevin Jerome Everson &amp; Claudrena N. Harold, Madiha Aijaz, Jean-Jacques Martinod, Malena Szlam, Daniel Jacoby, Zeno van den Broek, Simon Liu, Taiki Sakpisit, Nina Fischer &amp; Maroan el Sani, Maria Molina Peir\u00f3 e Reetu Sattar.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55578\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\nSaranno selezionati tre vincitori da parte di una giuria composta da tre membri: l\u2019attore vietnamita<strong> Nguyen Trinh Thi<\/strong>, il direttore del festival Internationale Kurzfilmtage Winterthur <strong>John Canciani<\/strong> e <strong>Lawrence Abu Hamdan<\/strong> che, inoltre, presenta il suo film <strong><em>Walled Unwalled<\/em> <\/strong>e <em><strong>After SFX<\/strong><\/em>, una performance presentata in collaborazione con il <strong>Witte de With Center for Contemporary Art<\/strong> (che ospita anche la sua mostra personale).<\/p>\n<p>Giunta oggi al suo 14esimo anno, l\u2019Ammodo Tiger Short Competition \u00e8 un pilastro portante dell\u2019IFFR Short Film, vetrina unica per le immagini in movimento d&#8217;artista e per i film sperimentali riservata ad opere con una durata inferiore ai 65 minuti, che si terr\u00e0 durante il primo weekend del festival, dal 24 al 28 gennaio. Korakrit Arunanondchai, Heather Phillipson, Raqs Media Collective, Jane &amp; Louise Wilson, Johann Lurf, James N. Kienitz Wilkins, Pilvi Takala, Mary Helena Clark, Onyeka Igwe, Sirah Foighel Brutmann &amp; Eitan Efrat, Persijn Broersen &amp; Margit Luk\u00e1cs, Beatrice Gibson, Akosua Adoma Owusu, Donna Verheijden, Sebastian Buerkner, belit sa\u011f, Minia Biabiany e Tris Vonna-Michell sono<strong> altri artisti<\/strong> che presenteranno la propria opera in questa sezione.<\/p>\n<p>Film d\u2019artista e video di ogni lunghezza saranno rappresentati in molte sezioni del festival, comprese le <strong>nuove opere<\/strong> di Koki Tanaka, Miko Revereza, Phil Collins, Leslie Thornton, Rachel Maclean, Catherine Opie, Takashi Makino e Tsai Ming-liang. L\u2019artista californiana <strong>Charlotte Pryce<\/strong> sar\u00e0 il soggetto di una retrospettiva completa del suo poetico cinema in 16mm portando per la prima volta fuori dagli USA due delle sue performance con le lanterne magiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55579\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\nTra il 24 e il 27 gennaio si terranno una serie di performance audiovisive notturne intitolate <em><strong>sound\/\/vision<\/strong><\/em> presso il <strong>WORM, centro culturale alternativo<\/strong>, dove si vedranno le <strong>performance di<\/strong> Raha Raissnia, Joost Rekveld, Luis Mac\u00edas, Colectivo Los Ingr\u00e1vidos e altri. L\u2019IFFR completa la sua programmazione cinematografica con <em><strong>Art Directions<\/strong><\/em>: un\u2019ampia gamma di installazioni artistiche, performance e mostre in collaborazione con le istituzioni artistiche di Rotterdam tra cui <strong>Kunsthal Rotterdam, Het Nieuwe Instituut e PrintRoom.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Philippe Parreno<\/strong> presenter\u00e0 una nuova opera intitolata <em><strong>No More Reality<\/strong> <\/em>(1988-2018), un lungometraggio che combina 20 anni di filmati nuovi, vecchi e ri-editati per creare un \u201cfilm composto da film\u201d. \u00c8 all\u2019interno di questo spazio diegetico del film che prende luogo una retrospettiva. Proiettato nel multisala commerciale Path\u00e9 nel centro di Rotterdam, Parreno propone una \u201cseduta di cinema\u201d che reintroduce in questa cornice tradizionale la magia e rituali dal vivo che sono alla base del cinema. <strong>Jean-Luc Godard<\/strong> presenter\u00e0 il suo ultimo film, <em><strong>Le livre d\u2019image<\/strong><\/em>, nel modo in cui intendeva originariamente: in un ambiente semi-improvvisato e intimo che rispecchia il suo studio di casa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55580\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\nParreno e Godard sono stati invitati a prendere parte alla nostra iniziativa <em><strong>Frameworks<\/strong><\/em>, supportata da <strong>Stichting Stokroos<\/strong>, dove una volta l\u2019anno il festival invita due rinomati artisti visivi a proporre talenti emergenti per la concessione di una sovvenzione per portare a termine un\u2019opera d\u2019arte audiovisiva mono-schermo. Quest\u2019anno sono stati selezionati<strong> Asad Raza<\/strong> e <strong>Fabrice Aragno<\/strong> e presenteranno le loro ultime opere al festival.<\/p>\n<p><em><strong>Blackout<\/strong><\/em>, una mostra opere contemporanee che utilizza un proiettore a carosello, verr\u00e0 presentato al <strong>Kunsthal Rotterdam<\/strong> insieme alle <strong>installazioni di<\/strong> Tamar Guimar\u00e3es, Nguyen Trinh Thi, Prapat Jiwarangsan, Aura Satz, Floris Vanhoof, Kristina Benjocki, Praneet Soi, Hannah Dawn Henderson e Ahmad Fuad Osman. <strong>Cauleen Smith<\/strong>, che presenter\u00e0 la sua performance <em><strong>Black Utopia LP<\/strong> <\/em>su diapositive, presenter\u00e0 anche la sua opera di debutto recentemente rivisitata oltre ad un programma dei suoi cortometraggi.<\/p>\n<p>Nella mostra <em><strong>Temple of Cinema #1: Sayat Nova Outtakes<\/strong><\/em>,\u00a0 IFFR rivisita <em><strong>The Colour of Pomegranates<\/strong><\/em> (1969) del regista georgiano-armeno <strong>Sergei Parajanov<\/strong> con scene tagliate mai viste prima nel film classico. Nel contesto del programma a tema <strong>Say No More<\/strong>, un programma televisivo per lo pi\u00f9 \u201cmuto\u201d, l\u2019artista finlandese <strong>Mika Taanila<\/strong> presenta la mostra <strong><em>Works on Paper<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55581\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IFFR4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><br \/>\nIl programma a tema <em><strong>Rabbit Hole<\/strong><\/em>, sui meme di internet, comprender\u00e0 un\u2019installazione di <strong>David OReilly<\/strong> e opere di <strong>Ja\u2019Tovia Gary<\/strong> e altri. In collaborazione con <strong>Art Rotterdam<\/strong>, uno stand specifico del film verr\u00e0 collocato nella stazione centrale di Rotterdam per presentare un\u2019opera di <strong>Sebasti\u00e1n Diaz Morales<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Andrew Norman Wilson e Diana Vidrascu<\/strong>, i cui ultimi film sono presenti nella Ammodo Tiger Short Competition, presenteranno<strong> Artists Talks<\/strong>\u00a0(Conferenze d&#8217;Artista) sulla loro produzione artistica. <strong>Nederlands Fotomuseum<\/strong> copresenter\u00e0 una conferenza di <strong>Alfredo Jaar<\/strong>, la cui installazione<strong><em> Shadows<\/em><\/strong> pu\u00f2 essere vista al museo. Le conferenze di Philippe Parreno e di altri artisti contestualizzeranno anche il programma <em>Frameworks<\/em>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/iffr.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/iffr.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019International Film Festival Rotterdam ha sempre celebrato le modalit\u00e0 con cui arte e cinema si intersecano. Ogni anno, il festival comprende mostre, performance e proiezioni di film d\u2019artista e video sul grande schermo. 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