{"id":55448,"date":"2018-12-12T11:00:21","date_gmt":"2018-12-12T10:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=55448"},"modified":"2020-12-11T10:36:59","modified_gmt":"2020-12-11T09:36:59","slug":"rafael-lozano-hemmer-pulse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/slider\/rafael-lozano-hemmer-pulse\/","title":{"rendered":"Rafael Lozano-Hemmer: Pulse"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Nella pi\u00f9 grande mostra di tecnologia interattiva dell\u2019<strong>Hirshhorn Museum<\/strong> mai organizzata, si riuniscono le tre maggiori installazioni della serie <em><strong>Pulse<\/strong> <\/em>di <strong>Rafael Lozano-Hemmer<\/strong> in occasione dell\u2019esordio dell\u2019artista a Washington. Artista messicano-canadese conosciuto per l&#8217;abilit\u00e0 di assottiliare la linea di confine tra arte, tecnologia e design: Lozano-Hemmer occupa l\u2019intero secondo piano del museo con ambienti immersivi che, attraverso sensori del battito cardiaco, creano esperienze cinetiche e audiovisive a partire dai dati biometrici dei visitatori stessi. <em>Pulse<\/em>\u00a0animer\u00e0 per i prossimi sei mesi i segni vitali di centinaia di migliaia di partecipanti.<\/p>\n<p>Grazie alla consolidata sensibilit\u00e0 di Lozano-Hemmer nel coinvolgimento del pubblico e nella scala architettonica, ogni installazione cattura i segni biometrici e li visualizza sottoforma di sequenze ripetitive di luci lampeggianti, paesaggi sonori in\u00a0<em>panning<\/em>, onde increspate e impronte digitali animate. Le \u201cistantanee\u201d o \u201critratti\u201d intimi dell&#8217;attivit\u00e0 elettrica sono poi aggiunti ad un archivio vivente di registrazioni antecedenti per creare un ambiente di ritmi sincopati. In un momento in cui l\u2019impiego della biometria di identificazione e controllo \u00e8 in crescita, questi dati costituiscono un nuovo modo di rappresentare sia l\u2019anonimato sia la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra inizia con <strong><em>Pulse Index\u00a0<\/em><\/strong>(2010), che \u00e8 presentata nella sua scala pi\u00f9 grande fino ad ora. L\u2019opera registra le impronte digitali dei partecipanti mentre rileva il loro battito cardiaco proiettando i dati degli ultimi 10.000 utenti sotto forma di griglia. La seconda opera, <em><strong>Pulse Tank<\/strong><\/em> (2008), la cui prima si \u00e8 svota al <strong>Prospect.1<\/strong> della\u00a0<strong>New Orleans Biennial<\/strong>, \u00e8 stato aggiornato e ingrandito per questa nuova mostra. Dei sensori convertono il polso dei visitatori in increspature sull\u2019acqua all\u2019interno di vasche illuminate, creando disegni in movimento che si riflettono sulle pareti della galleria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55451\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Pulse Room<\/em><\/strong> (2006) completa l\u2019esibizione: \u00e8 caratterizzata da centinaia di lampadine chiare e incandescenti che pendono dal soffitto in file uniformi pulsando al ritmo dei battiti cardiaci di visitatori precedenti. \u00c8 possibile aggiungere il proprio battito cardiaco all\u2019installazione toccando un sensore che trasmette il proprio polso alla prima lampadina. I battiti cardiaci aggiuntivi continuano a essere registrati nella prima lampadina, facendo avanzare le registrazioni precedenti una lampadina alla volta. Il suono dei battiti cardiaci raccolti si unisce al display luminoso per amplificare l\u2019impatto fisico dell\u2019istallazione.<\/p>\n<p>Inoltre, vengono proiettati tre brevi documentari sull\u2019opera <em>Pulse<\/em> che mostrano l\u2019ampiezza della serie attraverso filmati di ulteriori interventi biometrici di arte pubblica ad Abu-Dhabi, Toronto, Hobart, New York e Urdaibai, Spagna (2007-2015). Curato da <strong>St\u00e9phane Aquin,<\/strong> Curatore Capo con l\u2019assistenza curatoriale di <strong>Betsy Johnson<\/strong>, Assistente Curatore.<\/p>\n<p>In collaborazione con la <strong>Hirshhorn Exhibition<\/strong>, il <strong>Mexican Cultural Institute of the Embassy of Mexico<\/strong> a Washington D.C. presenta il debutto dell\u2019opera 2011 di Lozano-Hemmer a Washington, <em><strong>Voice Array<\/strong><\/em>, in prestito dalla collezione Hirshhorn, un regalo della collezione <strong>Heather e Tony Podesta<\/strong> nel 2014.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55452\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Aperta dal 31 ottobre 2018 al 31 gennaio 2019, l\u2019opera interattiva registra le voci dei partecipanti e le trasforma in luci intermittenti che si uniscono per dipingere dal punto di vista visivo e uditivo i contributi cumulativi degli ultimi 288 visitatori.Si tratta dell\u2019ultimo progetto dell\u2019<strong>Hirshorn in the City<\/strong>, l\u2019iniziativa del museo per portare arte contemporanea internazionale oltre le mura del museo e nei luoghi pubblici di Washinton per connettere artisti e curatori con le comunit\u00e0 creative della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Lozano-Hammer \u00e8 nato a Citt\u00e0 del Messico nel 1967. Nel 1989 ha conseguito la laurea in chimica fisica alla Concordia University di Montreal, in Canada. Nel 2003 ha avviato lo studio<strong> Antimodular Research<\/strong> a Montreal, insieme a 14 programmatori, ingegneri, architetti e artisti provenienti da tutto il mondo. Lozano-Hemmer \u00e8 stato il primo artista a rappresentare il Messico alla Biennale di Venezia nel 2007 e ha recentemente tenuto <strong>mostre personali<\/strong> al museo MUAC di Citt\u00e0 del Messico, al Mus\u00e9e d\u2019art contemporain di Montreal, e al Museum of Contemporary Art di Sidney.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55453\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Lozano3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong>Le sue opere si trovano nella collezione<\/strong> dell\u2019Hirshhorn, del MoMA, del Guggenheim, del Museo del Barrio di New York, del Tate and Science Museum di Londra, del CIFO di Miami, Jumex, del MUAC a Citt\u00e0 del Messico, del SFMOMA a San Francisco e molti altri. Oltre ventiquattro commissioni architettoniche permanenti sono attualmente in fase di sviluppo in tutto il mondo, e le sue installazioni interattive su larga scala sono state create per luoghi pubblici a Citt\u00e0 del Messico, New York, Vancouver e Berlino.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lozano-hemmer.com\/\">http:\/\/www.lozano-hemmer.com\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/hirshhorn.si.edu\/\">https:\/\/hirshhorn.si.edu\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella pi\u00f9 grande mostra di tecnologia interattiva dell\u2019Hirshhorn Museum mai organizzata, si riuniscono le tre maggiori installazioni della serie Pulse di Rafael Lozano-Hemmer in occasione dell\u2019esordio dell\u2019artista a Washington. 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