{"id":54087,"date":"2018-04-09T14:48:44","date_gmt":"2018-04-09T12:48:44","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=54087"},"modified":"2018-04-20T08:48:02","modified_gmt":"2018-04-20T06:48:02","slug":"italiano-il-progetto-risvolta-presenta-voltaplant-greenlight","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/science\/il-progetto-risvolta-presenta-voltaplant-greenlight\/","title":{"rendered":"Il progetto risVolta presenta voltaplant Greenlight"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Dal progetto di ricerca universitario <strong>risVolta<\/strong> nascer\u00e0 nel mese di aprile la start-up <strong>VoltaPlant<\/strong>, con l\u2019intenzione di lanciare una linea innovativa di prodotti per l&#8217;arredo di interni, pronto a rivoluzionare il mercato del light design. <strong>Piante d\u2019arredo in cui \u00e8 integrata la funzionalit\u00e0 del punto luce grazie a LED incorporati in originali vasi di design parametrico<\/strong>. La luce emessa dai LED non deriva da batterie o corrente elettrica ed \u00e8 perfetta per decorare spazi indoor, studi, terrazzi o essere utilizzata per installazioni artistiche.<\/p>\n<p>La linea di prodotti<strong><em> voltaplant Greenlight<\/em><\/strong> \u00e8 infatti in grado di produrre luce LED sfruttando l&#8217;energia prodotta dalla pianta durante il suo quotidiano processo di fotosintesi. Un oggetto unico a cavallo tra design, arte, tecnologia e natura, nato dai laboratori di <strong>ricerca presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Pavia<\/strong> dal progetto risVolta. Energia verde, eco sostenibilit\u00e0, <em>smart home<\/em>, innovazione sono alcune delle parole chiave adottate dalla neo nascente start-up <strong>VoltaPlant<\/strong> per sviluppare <strong><em>la sua prima linea di punti luce<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 al momento in fase di <strong>crowdfunding<\/strong>, sulla piattaforma <strong>Universitiamo<\/strong> della Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, ed \u00e8 possibile per tutti contribuire seguendo il link: <a href=\"https:\/\/universitiamo.eu\/campaigns\/risvolta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/universitiamo.eu\/campaigns\/risvolta\/&amp;source=gmail&amp;ust=1523432246873000&amp;usg=AFQjCNF4HHDa3r2H0o-SqhSy4VBFBP3qeA\">https:\/\/universitiamo.eu\/<wbr \/>campaigns\/risvolta\/<\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/J0EwwCPMtrY?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"759\" height=\"427\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di innovare i nostri spazi d\u2019arredo con un prodotto che rivolge un occhio alla funzionalit\u00e0 e uno alla compenetrazione tra discipline scientifiche e artistiche.<\/p>\n<p>Eventi in cui risVolta parteciper\u00e0 con allestimenti ed esposizione dei prototipi:<\/p>\n<p><strong>18 Marzo<br \/>\n<\/strong>MUVE: Festa di primavera al Fontego dei Turchi &#8211; Venezia<\/p>\n<p><strong>14-15 Aprile<br \/>\n<\/strong>Festa di Primavera e 26a Mostra di Pelargoni in Orto Botanico &#8211; Pavia<\/p>\n<p><strong>21 Aprile<br \/>\n<\/strong>INFIORITA ISPRA 2018: Fiera del florovivaismo, del giardinaggio, del gusto e del benessere \u2013 Ispra, Lago Maggiore<\/p>\n<p><strong>21 Aprile \u2013 6 Maggio<br \/>\n<\/strong>Euroflora 2018 &#8211; Genova<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.euroflora2018.it\/\">https:\/\/www.euroflora2018.it\/<\/a><\/p>\n<p><strong>13 Maggio<br \/>\n<\/strong>Festa del roseto in Orto Botanico &#8211; Pavia<\/p>\n<p><strong>17 &#8211; 27 Maggio<br \/>\n<\/strong>Mostra Gramodaya: i ricercatori di risVolta insieme all&#8217;associazione Legambiente, svolgeranno attivit\u00e0 formative e laboratori sul tema del cambiamento climatico\u00a0 &#8211; Pavia<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-54089\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-1024x673.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"673\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-1024x673.jpg 1024w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-300x197.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-768x505.jpg 768w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-100x65.jpg 100w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-260x170.jpg 260w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_RisVolta_csantagostini-1-759x500.jpg 759w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Da quando \u00e8 nota l\u2019attivit\u00e0 elettrica delle piante?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Team risVolta:<\/strong> L&#8217;attivit\u00e0 elettrica delle piante \u00e8 conosciuta sin dal XVIII Secolo. E&#8217; stata trattata da diversi autori come Bertholon nel 1783, <strong>Volta<\/strong> nel 1816 e Lemstrom all&#8217;inizio del Novecento, nonch\u00e9 <strong>Bose<\/strong> nei primi trent&#8217;anni del secolo scorso. Studi ulteriori hanno spiegato il processo e la tecnologia alla base della produzione di energia da parte delle piante: essa prende il nome di <strong>Plant-Microbial Fuel Cell (PMFC).<\/strong><\/p>\n<p>Il nome \u201crisVolta\u201d infatti deriva dal connubio tra la parola riso, dall\u2019idea iniziale di applicare tale tecnologia ai campi di riso, e da Volta, uno dei docenti e scienziati pi\u00f9 famosi dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Pavia, nonch\u00e9 inventore della pila elettrica. Il progetto risVolta si colloca come ideale punto di unione tra queste esperienze storiche e la contemporaneit\u00e0, e trova la sua massima espressione applicativa nella commercializzazione delle <strong>voltaPlant Greenlight attraverso la start-up VoltaPlant<\/strong>.<\/p>\n<p>Il team \u00e8 composto da alcune figure chiave che coprono la maggior parte delle competenze necessarie allo sviluppo industriale del progetto. In particolare, i fondatori provenienti dall\u2019Universit\u00e0 di Pavia sono Silvia Assini (ricercatrice botanica), Mirko Granata (dottorato in ecologia-geobotanica), Piero Malcovati (Professore Ordinario di Ingegneria elettronica), Roberto di Lorenzo (dottorando in Fisica) e Daniel Alexei (Studente Master in International Business and Entrepreneurship).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-54090\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/copertina-2-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/copertina-2-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/copertina-2-300x168.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/copertina-2-768x431.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Cosa \u00e8 il progetto risVolta? Quando nasce, dove e con quali obbiettivi?<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto risVolta nasce nel maggio 2016 presso il dipartimento di Scienze della Terra e dell\u2019Ambiente nei laboratori dell\u2019Orto Botanico di Pavia da una sfida lanciata dal gi\u00e0 Prof. Francesco Sartori ai suoi \u201ceredi scientifici\u201d: <strong>accendere un LED con le piante<\/strong>. Da qui ha avuto inizio la sperimentazione con la tecnologia PMFC e la costruzione dei primi prototipi. Il passaggio dalla fase teorica a quella pratico-scientifica \u00e8 stato pi\u00f9 arduo del previsto che poi \u00e8 diventato un percorso scientifico segnato da nuove rivelazioni sulla potenzialit\u00e0 delle piante. Dopo due anni di lavoro si sono ottenuti i primi risultati apprezzabili, quindi l\u2019accensione dei primi LED grazie all\u2019energia derivante dalle piante. Costanza, perseveranza e dedizione sono tra gli ingredienti principali che hanno permesso al team di ricercatori ed ingegneri di osservare le potenzialit\u00e0 della PMFC.<\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quale \u00e8 il processo biochimico con cui \u00e8 possibile ricavare energia dalla pianta?<\/strong><\/p>\n<p>Il processo biochimico sfruttato dal progetto risVolta \u00e8 la degradazione dello zucchero e suoi derivati da parte della flora microbica presente naturalmente nel suolo. Quest\u2019ultimo provoca il rilascio di cariche elettriche nel suolo, che vengono utilizzate sotto forma energia per accendere un LED. Lo zucchero \u00e8 prodotto dalle foglie delle piante, attraverso la fotosintesi clorofilliana e viene trasportato nelle radici che lo rilasciano nel suolo per mantenere i microorganismi favorevoli allo sviluppo della pianta stessa. Ecco perch\u00e9 la tecnologia che noi utilizziamo si chiama Plant Microbial Fuel Cell.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-54092\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Prototipo-vaso-design.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"743\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Prototipo-vaso-design.jpg 960w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Prototipo-vaso-design-300x232.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Prototipo-vaso-design-768x594.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quali sono le tipologie di piante che possono essere utilizzate e quali composizioni possono essere create?<\/strong><\/p>\n<p>La tecnologia PMFC permette di utilizzare qualsiasi tipo di pianta per produrre energia, anche se ciascuna specie contribuisce in modo differente in termini energetici. Sono state infatti testate diverse piante e individuate quelle con gli indici di performance maggiori. Il fatto di avere pi\u00f9 piante di specie diverse nello stesso vaso pu\u00f2 solo contribuire al processo PMFC. Le composizioni di piante in vaso possono infatti essere varie, abbinando piante esteticamente pi\u00f9 accattivanti a quelle meno ma con una resa energetica decisamente maggiore.<\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quanta luce \u00e8 in grado di produrre un vostro prototipo?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 difficile quantificare la quantit\u00e0 di luce emessa in quanto \u00e8 un sistema dinamico influenzato da diverse variabili ambientali. Data la formazione scientifica di maggior parte del team noi preferiamo parlare di Watt (W) ossia di potenza generata. Ognuno dei sistemi fino ad ora utilizzati \u00e8 in grado di generare una potenza di 1-2 mW al secondo. Quindi, servirebbero pi\u00f9 sistemi per alimentare una lampadina di casa a LED considerando il suo consumo di 5 W all\u2019ora. Grazie allo sviluppo della microelettronica, una singola pianta \u00e8 in grado di alimentare diversi nano LED che diventano visibili per decine di metri durante la notte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-54093\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/costruzione-prototipi-576x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/costruzione-prototipi-576x1024.jpg 576w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/costruzione-prototipi-169x300.jpg 169w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/costruzione-prototipi-768x1365.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Coltivare la luce producendo energia infinita: cosa si intende?<\/strong><\/p>\n<p>La tecnologia PMFC dipende strettamente dallo stato fisiologico della pianta, quindi se la pianta viene annaffiata correttamente e non sta interamente al buio per settimane, allora sar\u00e0 possibile ricavarne energia per tutta la durata della sua vita (diversi anni). \u00c8 importante specificare che l\u2019energia prodotta NON \u00e8 sottratta alla pianta ma ricavata dalle sostanze di scarto dei microorganismi che si trovano alle sue radici. Si tratta di una pianta erbacea per cui molto resistente agli sbalzi di calore e di luce, quindi bisognerebbe impegnarsi per farla morire.<\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Come nasce la start-up VoltaPlant? Qual \u00e8 la sua mission?<\/strong><\/p>\n<p>VoltaPlant sar\u00e0 costituita come start-up nel mese di aprile 2018 con l\u2019obiettivo di commercializzare una linea di prodotti <strong>voltaplant Greenlight<\/strong>. Sul website di VoltaPlant sar\u00e0 possibile preordinare le voltaplants composte ciascuna da piantina e vaso design al quale saranno integrati diversi LED perennemente accesi. In questo modo VoltaPlant dar\u00e0 a tutti la possibilit\u00e0 di coltivare la propria piantina in un vaso di alto design e di conseguenza di coltivare la propria luce. \u201cGrowing Light\u201d \u00e8 infatti il motto di VoltaPlant ed estendere tale opportunit\u00e0 tecnologica a tutti \u00e8 la sua mission.<\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quali sono le possibili applicazioni del vostro prodotto su vasta scala?<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente il team di VoltaPlant \u00e8 focalizzato sul design e l\u2019assemblaggio finale della linea vasi voltaplant Greenlight. Ultimata tale fase, ad aprile avr\u00e0 inizio la progettazione di installazioni esterne di recinti segnaletici utilizzando pi\u00f9 piantine per incrementare la visibilit\u00e0 della luce prodotta dai LED soprattutto durante le ore notturne. L\u2019obbiettivo ultimo infatti \u00e8 quello di arrivare un domani a progettare installazioni di luci segnaletiche per edifici, giardini e percorsi verdi. Il tutto sempre minimizzando l\u2019impatto sull\u2019ambiente in termini di risorse rinnovabili e biodiversit\u00e0, con un\u2019attenzione rivolta alle piante autoctone del pavese.<\/p>\n<div id=\"attachment_54095\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-54095\" class=\"size-large wp-image-54095\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/mirko-spiega-1024x602.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"602\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/mirko-spiega-1024x602.jpg 1024w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/mirko-spiega-300x176.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/mirko-spiega-768x452.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-54095\" class=\"wp-caption-text\">dav<\/p><\/div>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quale \u00e8 l&#8217;impatto ambientale del vostro prodotto nel contesto pi\u00f9 ampio delle energie rinnovabili e del climate change globale?<\/strong><\/p>\n<p>Con il progredire delle ricerche e delle tecnologie, auspichiamo a un impatto ancora pi\u00f9 decisivo delle PMFCs sul futuro delle energie rinnovabili, sperando un giorno di contribuire all\u2019illuminazione delle nostre citt\u00e0 semplicemente prendendoci pi\u00f9 cura dei nostri parchi e giardini. In questa fase sperimentale, l\u2019impatto energetico ed ecosostenibile di VoltaPlant pu\u00f2 essere considerato modesto. Resta il fatto che i prototipi messi a punto fino ad ora sotto forma di piante in vaso, illuminano una serie di LED in modo stabile, permettendo lo sviluppo sia di un\u2019applicazione per esterno su scala pi\u00f9 ampia, sia di tipo sensoristico.<\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quali sono i possibili sviluppi del prodotto, nei termini di un controllo remoto da app o in generale nel contesto dell&#8217;internet of things? <\/strong><\/p>\n<p>Il progetto di ricerca risVolta ha intenzione di portare avanti lo sviluppo sulle applicazioni sensoristiche ambientali. La pianta dunque alimenterebbe sensori in grado di interagire con l\u2019utente in possesso di una specifica applicazione, informandolo sullo stato di salute della pianta e sulle condizioni dell\u2019ambiente circostante. Implementando tali applicazioni sensoristiche autoalimentate su vasta scala, permetterebbe un monitoraggio continuo sullo stato di salute di interi giardini, serre e parchi. Innumerevoli poi sarebbero le applicazioni nel mondo agricolo e della fioricoltura, ma per ora rimangono delle semplici idee in attesa di essere sviluppate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-54094\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/risVolta.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/risVolta.jpg 960w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/risVolta-300x225.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/risVolta-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p><strong>Marco Mancuso: Quali sono i valori che VoltaPlant vuole trasmettere alla sua community?<\/strong><\/p>\n<p>La filosofia green di VoltaPlant si basa sul reciproco scambio di favori tra l\u2019uomo e la natura, sfruttando senza sprechi quello che il pianeta (Gaia) ha da offrire. Essere in possesso di una voltaplant Greenlight permette di entrare in sinergia con l\u2019antico legame esistente tra l\u2019uomo e il mondo vegetale. Sottraendo la pianta al suo ambiente naturale per racchiudendola in un vaso, ci fa diventare responsabili del suo nutrimento, quindi di acqua e luce solare, mentre queste ci ricompensa con ossigeno ed energia.<\/p>\n<p>Il team di VoltaPlant \u00e8 inoltre molto sensibile alla valorizzazione della biodiversit\u00e0 e la considera fondamentale per la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente essenziale anche per una citt\u00e0 come Pavia e i suoi parchi ticinensi.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal progetto di ricerca universitario risVolta nascer\u00e0 nel mese di aprile la start-up VoltaPlant, con l\u2019intenzione di lanciare una linea innovativa di prodotti per l&#8217;arredo di interni, pronto a rivoluzionare il mercato del light design. 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