{"id":53997,"date":"2018-04-03T15:00:12","date_gmt":"2018-04-03T13:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=53997"},"modified":"2018-04-10T15:14:14","modified_gmt":"2018-04-10T13:14:14","slug":"coded-nature-first-museum-solo-duo-studio-drift","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/coded-nature-first-museum-solo-duo-studio-drift\/","title":{"rendered":"\u201cCoded Nature\u201d: la prima personale del duo Studio Drift"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Lo<strong> Stedelijk Museum<\/strong> di Amsterdam presenta il debutto di <strong>Studio Drift<\/strong> nei musei. Oltre alle prime opere, questa prima mostra presenter\u00e0 dei lavori inediti realizzati dal duo olandese <strong>Lonneke Gordijn<\/strong> e <strong>Ralph Nauta<\/strong>, fondatori di Studio Drift. Per l&#8217;occasione, Studio Drift creer\u00e0 la pi\u00f9 grande installazione mai vista di <strong><em>Fragile Future<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Cuore dell&#8217;installazione sar\u00e0 <strong><em>Fragile Future Chandelier 3.5<\/em><\/strong> (2012) un&#8217;opera acquistata dal museo nel 2015. Un\u2019altra opera importante \u00e8 <strong><em>Drifter<\/em><\/strong>, un monolite di cemento fluttuante di 4 x 2 x 2 metri. Dopo l\u2019anteprima mondiale all\u2019<strong>Armory Show <\/strong>di New York nel 2017, questa magica installazione sar\u00e0 esposta nella<strong> IMC Gallery<\/strong> dello Stedelijk. Il film <strong><em>Drifters <\/em><\/strong>(2016) e l\u2019installazione <strong><em>Elementism<\/em><\/strong> (2018) verranno mostrati per la prima volta. Nel complesso, la mostra comprender\u00e0 otto delle installazioni di Studio Drift che occuperanno interamente la sala, accompagnate da una selezione di film.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Studio Drift occupa uno spazio unico all&#8217;intersezione tra tech art, performance e biodesign. Come museo che ha sempre dato grande importanza sia all\u2019arte che al design che alla performance, lo Stedelijk Museum \u00e8 il luogo ideale in cui esporre questo lavoro transdisciplinare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53998\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Gordijn e Nauta trattano tematiche attuali quali la sostenibilit\u00e0, il significato dei processi naturali per l\u2019ambiente di oggi e i problemi sollevati dall\u2019utilizzo della realt\u00e0 aumentata. Il loro lavoro si concentra sulla societ\u00e0 in continuo cambiamento, modellata dall\u2019impatto di innovazioni frenetiche, senza dare giudizi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Le mutevoli relazioni tra uomo, natura e tecnologia sono il punto focale del lavoro di Studio Drift. Il loro primo progetto, <em>Fragile Future<\/em>, ora diventato un\u2019iconica serie di sculture di luce rappresentanti fiori di tarassaco applicati singolarmente alle luci a LED, ha portato il duo ad una fama internazionale. Nel corso degli anni, l&#8217;opera si \u00e8 trasformata in un sistema modulare che pu\u00f2 essere combinato in varie configurazioni.<\/p>\n<p>Posizionare e incollare i semi di tarassaco sul LED \u00e8 un processo estremamente impegnativo e pu\u00f2 essere considerato come una forma di \u201cslow design\u201d. Questa tipologia di artigianato di precisione \u00e8 in netto contrasto con i contemporanei processi di produzione di massa. <em>Fragile Future<\/em> offre un assaggio utopico del nostro futuro, in cui le forze di due mondi apparentemente inconciliabili si uniscono nel tentativo di sopravvivere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53999\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Come quasi tutti i lavori di Studio Drift, l&#8217;opera pu\u00f2 essere adattata per creare una composizione unica per ogni spazio. In esclusiva per lo Stedeljik, Studio Drift creer\u00e0 la pi\u00f9 grande istallazione mai vista di <em>Fragile Future<\/em>, che si incentra sul <em>Fragile Future Chandelier 3.5. <\/em>L\u2019opera di Studio Drift si interroga sulle relazioni oscillanti tra natura, tecnologia e uomo. Il loro lavoro tratta tematiche quali la (illusione della) libert\u00e0, l\u2018individuo e il gruppo e la tensione tra il mondo reale e quello virtuale.<\/p>\n<p>Il duo rende manifesti i processi naturali traducendo i dati con la tecnologia e \u201cdando vita\u201d agli oggetti animandoli. Molte delle loro installazioni sono interattive, rendendo cos\u00ec il visitatore un partecipante attivo. La bellezza placida delle loro opere invita il pubblico a fermarsi e a fare esperienza della meraviglia di ci\u00f2 che viene svelato, a godersi pochi secondi di quiete in questo mondo frenetico e digitale.<\/p>\n<p>Per raggiungere tutto questo, Studio Drift utilizza tecnologia all\u2019avanguardia per estendere i confini del possibile. Spesso i loro progetti richiedono strette collaborazioni con universit\u00e0 e scienziati. In alcuni progetti recenti, il duo si \u00e8 dedicato all\u2019uso delle materie prime. In <strong><em>Obsidian<\/em><\/strong> (2013) si sono concentrati su un nuovo materiale ottenuto dal recupero di rifiuti chimici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-54000\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><em>Elementism<\/em> (2018) si basa sullo smontaggio di numerosi oggetti (quali bottiglie d\u2019acqua, matite, il maggiolino della Volkswagen, borse della spesa di plastica, lampadine elettriche, luci a LED) nell\u2019esatta quantit\u00e0 dei loro materiali costitutivi. Cos\u00ec facendo, il duo mostra quanto materiale serve per realizzare ogni prodotto e come un nuovo metodo di produzione possa ridurre l\u2019uso di materiali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Alcune opere recenti esplorano la relazione paradossale tra il reale e il mondo virtuale. In <strong><em>Concrete Storm1 <\/em><\/strong>(2017) degli occhiali speciali offrono ai visitatori ologrammi mobili in realt\u00e0 aumentata, un accompagnamento verso un\u2019installazione di elementi in cemento che esiste nel mondo fisico che crea una nuova tipologia di realt\u00e0, una \u201crealt\u00e0 mista\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019installazione <strong><em>Drifter<\/em><\/strong> (2017) tocca una variet\u00e0 di tematiche: come cambia la percezione del mondo quando si realizza che quello che diamo per scontato adesso, un mondo composto da strutture enormi, immensamente forti e stabili, in passato era considerato un\u2019utopia? Nel futuro, un cuboide fluttuante in cemento sar\u00e0 reale tanto quanto le citt\u00e0 in cemento di oggi, come aveva profetizzato <strong>Tommaso Moro <\/strong>nel 1516 nel suo libro <strong>\u201cUtopia\u201d<\/strong>?<\/p>\n<p>Studio Drift ha mostrato per la prima volta un monolite fluttuante in cemento nel film <em>Drifters<\/em> (2016), (in collaborazione con<strong> Sil van der Woerd<\/strong>), che verr\u00e0 mostrato in anteprima in questa mostra. Studio Drift \u00e8 stato fondato nel 2007 da Lonneke Gordijn (Alkmaar, 1980) e Ralph Nauta (Swindon, Regno Unito, 1978).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-54001\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coded4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La passione per la natura, la fantascienza e la tecnologia si mescola nelle loro installazioni site-specific e nelle sculture interattive. Per tradurre i concetti in risultati finali lavorano spesso a stretto contatto con ricercatori, programmatori, ingegneri e altri esperti, incoraggiando sempre i loro partner a spingersi oltre i confini della tecnologia.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.studiodrift.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.studiodrift.com\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.stedelijk.nl\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.stedelijk.nl\/en<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro di Studio Drift occupa un posto unico nel punto di intersezione tra tech art, performance e biodesign. 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