{"id":53817,"date":"2018-03-19T11:07:06","date_gmt":"2018-03-19T10:07:06","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=53817"},"modified":"2018-03-19T11:07:06","modified_gmt":"2018-03-19T10:07:06","slug":"inner_spaces-2017-2018-parmegiani-andrew-quinn-fis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/sound\/inner_spaces-2017-2018-parmegiani-andrew-quinn-fis\/","title":{"rendered":"INNER_SPACES 2017-2018: Parm\u00e9giani \/Andrew Quinn, FIS"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">L\u2019ottavo appuntamento di Inner_Spaces 2017\/2018 vedr\u00e0 esibirsi il neozelandese <strong>Oliver Peryman<\/strong>, in arte<strong> Fis<\/strong>, protagonista, assieme a Roly Porter e Paul Jebanasam, di un nuovo sound in campo ambient rifluito nelle pubblicazioni dell\u2019etichetta Subtext, con la quale ha pubblicato l\u2019album solista \u201cFrom Patterns to Details\u201d e \u201cClear Stones\u201d in collaborazione con Rob Thorne, musicista esperto della tradizione musicale Maori.<\/p>\n<p>Il suono di Fis \u00e8 scolpito in maniera complessa e intricata, nonch\u00e9 dotata di un\u2019inquietante e soverchiante fisicit\u00e0. Stravolgendo qualunque spazio acustico in cui lo si collochi, il suo <em>sound<\/em> scuro e in continua espansione fa s\u00ec che l\u2019area circostante venga percepita come sotto pressione e prossima al collasso. Enormi strati di frequenze basse si accumulano assieme a distorsioni e melodie acquatiche, occasionalmente attraversati da ritmi violenti come schiocchi di frusta. Il suo immaginario sonoro \u00e8 un vortice, una corrente distruttiva, la colonna sonora di un viaggio nei pi\u00f9 oscuri recessi dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Bernard Parm\u00e9giani, il pi\u00f9 noto rappresentante mondiale della musica acusmatica, \u00e8 un riferimento imprescindibile di tutte le edizioni di INNER_SPACES. Il videoartista australiano <strong>Andrew Quinn<\/strong><strong> proporr\u00e0, nella prima parte della serata, una nuovissima versione con videomapping <\/strong>di un\u2019opera fondamentale della produzione del maestro francese: la <strong><em>Cr\u00e9ation du Monde<\/em><\/strong><strong>, solenne affresco sonoro che ripercorre la storia dell\u2019universo dalla sua origine con il momento del Big Bang fino alla comparsa della vita e dell\u2019uomo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrew Quinn<\/strong> \u00e8 un artista da anni in residenza a San Fedele. Inizialmente noto come curatore degli effetti digitali di film quali <em>The Matrix<\/em> e <em>Nirvana<\/em>, negli ultimi anni si \u00e8 dedicato a video-installazioni per ambienti multischermo e immersivi e alla grafica digitale interattiva per produzioni di spettacoli di danza e musica contemporanea.<\/p>\n<p>\u201cHo iniziato il mio viaggio con la musica di Parm\u00e9giani a San Fedele 3 anni fa. Per me \u00e8 stata un\u2019esperienza di grande sintesi perch\u00e9 ho dovuto mediare tra una musica straordinaria e la possibilit\u00e0 di dare una rappresentazione visiva \u201cilluminando\u201d l\u2019Auditorium San Fedele con la tecnica del video mapping. L\u2019acusmonium \u00e8 uno strumento che consente di far viaggiare l\u2019orecchio io ho cercato di far viaggiare i sensi. Il punto di partenza \u00e8 stata la proiezione acusmatica che mi ha permesso di generare delle \u201ccreature\u201d quasi fossero degli ologrammi. Negli anni successivi sono ritornato su altri lavori di Parm\u00e9giani e la mia conoscenza di questo autore si \u00e8 notevolmente arricchita al punto da sentire l\u2019esigenza di ritornare sulla Cr\u00e9ation du Monde con uno sguardo rinnovato\u201d (Andrew Quinn)<\/p>\n<p><strong><em>La Cr\u00e9ation du monde<\/em><\/strong>, assieme al <em>De Natura sonorum<\/em>, costituisce l&#8217;opera maggiore del musicista francese, lavoro fondamentale del repertorio per acusmonium. Si tratta di un grande affresco di 72 minuti con l\u2019ambizione di ritracciare sul piano sonoro le grandi tappe della formazione dell\u2019Universo a partire dai suoi primi istanti fino all\u2019apparizione dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>L\u2019opera segue un piano cronologico della Creazione: dalle forze del Big Bang e la formazione dell\u2019Universo all\u2019apparizione dell\u2019uomo. Ma d&#8217;altra parte, il compositore distingue tre sezioni differenziate sul piano della struttura sonora \u2013 come indica lo stesso Parm\u00e9giani. All\u2019inizio il materiale \u00e8 senza colore, dominano i suoni bianchi, senza altezze precise per rappresentare la forma in evoluzione. Nella seconda parte, le forme sonore sono pi\u00f9 colorate. Per arrivare, nella terza parte, a un incrocio tra brevi sviluppi sonori e una vera e propria musicalit\u00e0 di tutto il materiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-53819\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fis-9.21.2016-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fis-9.21.2016-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fis-9.21.2016-300x200.jpg 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fis-9.21.2016-768x512.jpg 768w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fis-9.21.2016-360x240.jpg 360w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fis-9.21.2016.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><strong>Bernard Parm\u00e9giani<\/strong><strong> (1927-2013)<\/strong><\/p>\n<p>Cresciuto \u201ctra due pianoforti\u201d, ascoltando gli esercizi pianistici giornalieri e il repertorio virtuosistico del suo patrigno. Del suono ha appreso le diverse tecniche (film, radio, televisione, radio centro di ricerca) e raffina l\u2019orecchio diventando un tecnico del suono. Inoltre, la pratica di mimo per quattro anni alla scuola di Lecoq e Decroux Mr. J lo rende consapevoli della pratica del gesto, la plasticit\u00e0 dello spazio. Nel 1959 entr\u00f2 nel Groupe de Recherches Musicales, dove, sotto la direzione di Pierre Schaeffer, ha seguito per due anni il corso di musica elettroacustica. Nel 1962, scrive il suo primo brano che servir\u00e0 come musica per un balletto. Pierre Schaeffer gli affida la responsabilit\u00e0 del settore musica-immagine. Poi si avvicina al cinema e scrive le musiche per numerosi cortometraggi e lungometraggi. In quest\u2019occasione inizia una ricerca personale in musica, dovr\u00e0 armonizzare una certa libert\u00e0 con un tempo misurato e imposto dalla lunghezza dell&#8217;immagine e dei contenuti di cui non \u00e8 l\u2019autore. Eccellente apprendistato per affrontare i problemi della forma legati a quelli del tempo. Quest&#8217;ultimo concetto \u00e8 anche spesso sottolineato in molte opere, in particolare in L\u2019instant mobile, Capture \u00e9ph\u00e9m\u00e8re, Le pr\u00e9sent compos\u00e9. nel momento mobile, Capture effimero. Durante un viaggio di studi negli Stati Uniti, la sua ricerca si estende al video. Di ritorno in Francia realizza dei video musicali: L\u2019\u0153il \u00e9coute (1973), Jeux d\u2019artifices (1979) e L\u2019\u00e9cran transparent (1973) a Colonia, invitato dalla WDR. Si interessa all\u2019incontro tra le tecniche di improvvisazione del jazz e quelle di musica elettroacustica. Ha lavorato con vari gruppi free-jazz libero: Chautemps, Vitet, Portal, cos\u00ec come con The Third Ear Band, gruppo Pop di Londra. Oltre a comporre sigle per la Radio, la Televisione francese e l\u2019aeroporto di Parigi, e drammi radiofonici e televisivi, ha composto alcuni brani musicali, la maggior parte sono acusmatici, alcuni misti (uno strumento e nastro), mentre altri sono azioni musicali che hanno coinvolto attori e musicisti.<\/p>\n<p><strong>Fis (Oliver Peryman)<\/strong><\/p>\n<p>Cresciuto nei pressi di Christchurch, nell&#8217;Isola del Sud della Nuova Zelanda, da adolescente <strong>Oliver Peryman<\/strong> fu affascinato dalla <em>drum\u2019n\u2019bass<\/em> e la <em>jungle<\/em> che ascoltava sulla radio studentesca locale. Le sue prime uscite sono state la sua personale interpretazione di questo sound, influenzato anche dalla <em>UK grime<\/em> ma, con il progredire della sua carriera, la sua attenzione si \u00e8 spostata verso esplorazioni ancora pi\u00f9 astratte e sperimentali delle basse frequenze. I fatali terremoti che hanno colpito duramente la natia Christchurch nel 2011 hanno avuto un impatto duraturo sulla sua musica, e il costante senso di terrore e claustrofobia \u00e8 aumentato solo da quel momento. Nel 2016 pubblica \u201cFrom Patterns to Details\u201d, primo sconvolgente manifesto di una visione musicale sconfinata, in grado di evocare le vertiginose proporzioni dell\u2019universo conosciuto a livello micro e macroscopico.<br \/>\nI suoi studi universitari sono stati dedicati all&#8217;influenza coloniale britannica in Nuova Zelanda, che pesa tanto sul suo sound quanto su progetti recenti come quello che ha portato avanti con il musicista <em>Maori<\/em> Rob Thorne nell\u2019album \u201cClear Stones\u201d (Subtext, 2017). Nel 2015 si \u00e8 trasferito a Berlino per sviluppare ulteriormente la sua carriera musicale e da allora si \u00e8 guadagnato la reputazione di live act imperdibile.<\/p>\n<p><strong>Andrew Quinn<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrew Quinn<\/strong> \u00e8 un artista australiano di grafica digitale e musicista residente a Milano. Ha curato gli effetti digitali di film quali \u201cThe Matrix\u201d e \u201cTomb Raider\u201d, \u201cNirvana\u201d e \u201cVajont\u201d. Negli ultimi anni si dedica a video-installazioni per ambienti multischermo e immersivi e alla grafica digitale interattiva per produzioni di spettacoli di danza e musica contemporanea. Nel 2011 ha realizzato i <em>sound reactive visuals<\/em> per la serie Koine dei Pomeriggi Musicali, al Teatro dal Verme di Milano, e nel 2012 per La Biennale Musica a Venezia. Nel 2011 ha fatto la scenografia virtuale in 3d stereo per una produzione de \u201cil Castello di Barbablu\u201d di Bart\u00f3k per l&#8217;Opera di Budapest. Nel 2013-2014 ha fornito la sua consulenza artistica per il concorso per giovani musicisti e videoartisti presso il Centro Culturale San Fedele a Milano. Nel 2013 ha curato gli <em>interactive visuals<\/em> per uno spettacolo di ballo al Melzo International Film Festival. Nel 2014 ha creato <em>live visuals<\/em> per un performance con l\u2019Orchestra Tito Schipa di Lecce (\u201cChildren\u2019s Corner\u201d di Debussy e \u201cPictures at an Exhibition\u201d di Mussorgsky), poi per uno spettacolo di musica contemporanea al Mereyhold a Mosca. Nell\u2019agosto 2014, utilizzando proiezioni e LED, ha creato la scenografia virtuale per \u201cL\u2019Orfeo\u201d di Monteverdi a Canberra, Australia. Ha dato lezioni alla NABA di Milano, all\u2019Istituto Quasar di Design a Roma, allo IUAV di Venezia, all\u2019Australian Film School di Sydney e alla UCLA.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ottavo appuntamento di Inner_Spaces 2017\/2018 vedr\u00e0 esibirsi il neozelandese Oliver Peryman, in arte Fis, protagonista, assieme a Roly Porter e Paul Jebanasam, di un nuovo sound in campo ambient rifluito nelle pubblicazioni dell\u2019etichetta Subtext, con la quale ha pubblicato l\u2019album solista \u201cFrom Patterns to Details\u201d e \u201cClear Stones\u201d in collaborazione con Rob Thorne, musicista esperto [&hellip;]\n","protected":false},"author":1,"featured_media":53818,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[308],"tags":[39],"class_list":["post-53817","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-sound","tag-electronic-music","agenda-2018-03"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>INNER_SPACES 2017-2018: Parm\u00e9giani \/Andrew Quinn, FIS &#8226; 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