{"id":53712,"date":"2018-03-12T15:00:57","date_gmt":"2018-03-12T14:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=53712"},"modified":"2018-03-21T11:22:09","modified_gmt":"2018-03-21T10:22:09","slug":"meta-morf-2018-beautiful-accident","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/science\/meta-morf-2018-beautiful-accident\/","title":{"rendered":"Meta.Morf 2018. A Beautiful Accident"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Ci sono voluti miliardi di anni di evoluzione prima che forme di vita complesse si sviluppassero sul nostro pianeta, e l\u2019homo sapiens \u00e8 apparso solo 200.000 anni. Oggi ci troviamo in un momento nel quale potremmo prendere in mano l&#8217;evoluzione sviluppando tecnologie come macchine autonome e intelligenti in grado di liberarci dai fardelli della natura, come le malattie, il lavoro e magari persino la morte.<\/p>\n<p>Facendo un altro passo avanti, questa tecnologia potrebbe determinare il proprio futuro indipendentemente dai suoi creatori. Tutto ci\u00f2 potrebbe accadere in un tempo inimmaginabilmente breve, dal momento che il tasso di sviluppo nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale aumenta esponenzialmente. Nel tracciamento degli sviluppi esponenziali, il cervello umano ha sempre fallito.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, le nostre capacit\u00e0 cognitive sembrano diventare sempre pi\u00f9 limitate con l&#8217;aumentare dell&#8217;intelligenza delle nostre macchine. Ci\u00f2 di cui noi umani possiamo essere certi \u00e8 che siamo l&#8217;unica specie vivente sulla terra che non avrebbe potuto sopravvivere fino ad oggi senza tecnologia. Fin agli albori dell&#8217;umanit\u00e0, la tecnologia \u00e8 sempre stata uno strumento necessario per far fronte ad un ambiente ostile &#8220;non paradisiaco&#8221;, e per sopravvivere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53713\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Oggi abbiamo raggiunto il punto in cui l&#8217;intera esistenza della nostra civilt\u00e0 e specie dipende dalla manutenzione delle infrastrutture tecnologiche, tanto che possiamo dire di essere entrati in una nuova fase di dipendenza. Allo stesso tempo, questa tecnologia \u00e8 diventata il nuovo ambiente. Ora ci troviamo di fronte a un tipo di natura completamente nuovo, in cui biologia e tecnologia si intrecciano e attori umani e non umani lottano per la supremazia.<\/p>\n<p>Questa natura 2.0 non \u00e8 solo un aggiornamento, \u00e8 evidentemente una situazione radicalmente nuova, che ancora una volta sfida la nostra civilt\u00e0 esistente a intraprendere enormi processi di adattamento. Al di l\u00e0 delle rivoluzioni macro-economiche come quella che chiamiamo globalizzazione, anche noi come individui subiamo profondi cambiamenti, che ricordano la nostra precedente situazione quando dovevamo proteggerci da un ambiente &#8220;ostile&#8221;.<\/p>\n<p>Oggi quali strumenti abbiamo a disposizione? La mostra <strong><em>A Beautiful Accident<\/em><\/strong> ci mette a confronto con i temi pressanti con cui ci misuriamo mentre ci dirigiamo verso un&#8217;era molto prossima, dove intelligenza artificiale e macchine autonome guidate da algoritmi diventeranno parte integrante della nostra vita e del nostro corpo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53714\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Different Ways to Infinity &#8211; DWI<\/em><\/strong> di <strong>F\u00e9lix Luque S\u00e1nchez <\/strong>(BE), trasforma in un&#8217;esperienza visibile e udibile gli aspetti metafisici della scienza. Ci mostra che i sistemi dinamici e caotici sono costantemente in equilibrio tra ordine e caos, e che l&#8217;instabilit\u00e0 e l&#8217;imprevedibilit\u00e0 sono integrate in gran parte delle nostre realt\u00e0 quotidiane come dei processi evolutivi.<\/p>\n<p><strong><em>Axon<\/em><\/strong> di <strong>Joris Strijbos<\/strong> analizza le reti neurali come sequenze di impulsi elettrici che, secondo <strong>Jeff Hawkins<\/strong>, un giorno potrebbero portare alla creazione di macchine autonome e creative. Si tratta di un&#8217;opera audio-video composta da tre sculture robotiche che comunicano tra loro e il loro ambiente.<\/p>\n<p><strong><em>The Council<\/em><\/strong> di <strong>Frederik De Wilde<\/strong> (BE) prende la scultura <strong><em>Le Penseur<\/em><\/strong> di <strong>Rodin<\/strong> come punto di partenza per chiedersi su cosa potrebbe riflettere il Pensatore di oggi. Per rispondere a questa domanda De Wilde ha sviluppato un&#8217;intelligenza artificiale e ha costruito un sistema che funziona come una sorta di rete neurale iper-connessa, come la conosciamo dal nostro cervello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53715\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Recursion<\/em><\/strong> di <strong>Sascha Pohflepp<\/strong> (DE) \u00e8 un&#8217;opera video in cui l&#8217;artista ha sviluppato una IA in grado di leggere testi sulla biologia umana, le forme sociali, alcune opere sulla psicologia, l&#8217;economia, le emozioni, la scienza, la tecnologia, il corpo umano e simili. In seguito \u00a0la IA \u00e8 stata incaricata di comporre un testo che iniziasse con la parola \u201cUmano\u201d. La performer nel video legge il testo cos\u00ec composto: una delle domande che compaiono prima \u00e8 che tipo di tecnologia \u00e8 in grado di diventare intelligente o anche di pi\u00f9?<\/p>\n<p><strong><em>Activations, Autonomous Trap 001<\/em><\/strong> e <strong><em>Gradient Ascent<\/em><\/strong> di <strong>James Bridle <\/strong>(UK) sono caratterizzate da un approccio attivista che ci mostra i limiti della tecnologia e dei suoi aspetti prevedibili. Le opere assumono un atteggiamento critico nei confronti della tecnologia autonoma e ci mostrano con umorismo i possibili modi per interromperla. &#8220;Le opere hanno come soggetto principale l&#8217;auto con pilota automatico, testano la conoscenza umana e la percezione della macchina, rendono strategiche le modalit\u00e0 di resistenza ai regimi algoritmici e creano nuovi miti e possibilit\u00e0 poetiche per un&#8217;epoca di programmazione\u201d &#8211; J. Bridle&#8221;<\/p>\n<p>In <strong><em>The Kitten A.I<\/em><\/strong>. <strong>Pinar Yoldas<\/strong> ci presenta un futuro in cui una intelligenza artifciale sotto forma di un dolce gattino sale al governo da quando la nostra vecchia politica europea \u00e8 stata costretta a rallentare per affrontare le questioni urgenti di oggi come il declino ambientale, incertezze economiche, instabilit\u00e0 sociale e della situazione politica mondiale che genera infiniti flussi di rifugiati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53716\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Con <strong><em>Designer Babies <\/em><\/strong>invece, Pinar Yoldas ci mette di fronte anche alle possibilit\u00e0 offerte oggi dalla tecnlogia per migliorare la nostra composizione genetica, per eliminare un particolare difetto o per garantire che un particolare gene sia presente.<\/p>\n<p><strong><em>The Modular Body<\/em><\/strong> di <strong>Floris Kaayk<\/strong> (NL) spinge questo scenario ancora oltre e ci mostra il complesso processo della creazione di Oscar, una forma di vita artificiale costruita come un sistema modulare in cui \u00e8 possibile sostituire parti del corpo quando questo collassa. Il progetto + una sorta di documentario che ci coinvolge in tutti gli aspetti della creazione di tali forme di vita, che vanno dall&#8217;etica alla nostra ancora limitata comprensione del s\u00e9.<\/p>\n<p>L&#8217;immaginazione di scenari e argomenti artistici futuri \u00e8 intrapresa nel progetto<strong><em> Predictive Art Bot<\/em><\/strong> di <strong>Nicolas Maigret<\/strong> e <strong>Maria Roszkowska<\/strong> (FR), una critica ludica sulle promesse dell&#8217;uso di algoritmi per prevenire potenziali crimini e per rendere la nostra vita migliore e pi\u00f9 facile. Per questo progetto, hanno sviluppato algoritmi che ci suggeriscono strategie artistiche per il futuro, monitorando l&#8217;attuale dibattito arte, scienza e tecnologia che avviene su Internet (riviste, blog, ecc.).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53717\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/metamorf3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La <strong>V Biennale di Trondheim, Metamorf 2018<\/strong> &#8211; A Beautiful Accident &#8211; si rivolge al grande\u00a0 pubblico e anche ad artisti, designer, creatori e teorici. Allo stesso tempo Meta.Morf vuole ricercare, immaginare e speculare su come stiamo guardando al futuro dell&#8217;umanit\u00e0 nel contesto di una travolgente cultura tecnologica che ci offre gli strumenti per cambiare il nostro futuro.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/metamorf.no\/?project=about-meta-morf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/metamorf.no\/?project=about-meta-morf<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una grande domanda \u00e8: l&#8217;intera evoluzione pu\u00f2 essere vista come una crescita di intelligenza esponenziale? O dovremmo guardare ad essa come ad un percorso fatto di incidenti pi\u00f9 o meno grandi che hanno contribuito in maniera decisiva all&#8217;ascesa dell&#8217;essere umano, che quindi potrebbe essere considerato un &#8220;Beautiful Accident&#8221;? Questa mostra ci mette davanti ai temi pressanti di un&#8217;era ormai prossima in cui gli algoritmi saranno parte delle nostre vite.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":53718,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[328,330],"tags":[28,50,71],"class_list":["post-53712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news-agenda","category-science","tag-a-i","tag-hybrid-design","tag-video-art","agenda-2018-03"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Meta.Morf 2018. 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