{"id":53467,"date":"2018-02-15T15:00:55","date_gmt":"2018-02-15T14:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=53467"},"modified":"2018-02-21T15:09:02","modified_gmt":"2018-02-21T14:09:02","slug":"una-grande-retrospettiva-di-andreas-gursky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/una-grande-retrospettiva-di-andreas-gursky\/","title":{"rendered":"Una grande retrospettiva di Andreas Gursky"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">L\u2019<strong>Hayward Gallery<\/strong> di Londra mette in scena la prima importante retrospettiva delle opere dell\u2019acclamato fotografo tedesco <strong>Andreas Gursky<\/strong> (Germania, 1955) nel Regno Unito. Ampiamente considerato come uno dei pi\u00f9 importanti fotografi dei nostri tempi, Gursky \u00e8 conosciuto per immagini di grande formato e spesso spettacolari, che ritraggono luoghi e scenari emblematici dell\u2019economia globale e della vita contemporanea.<\/p>\n<p>La retrospettiva presenta sessantotto delle fotografie pi\u00f9 innovative dell\u2019artista, a partire dagli anni \u201980 fino ad includere otto nuovi lavori che saranno esposti per la prima volta. <strong><em>Andreas Gursky<\/em><\/strong> segna anche il cinquantesimo anniversario della Hayward Gallery ed \u00e8 la prima mostra che si tiene nella Galleria dopo la sua ristrutturazione.<\/p>\n<p>Per la prima volta in assoluto, le luci del tetto piramidale della galleria consentono alla luce naturale di illuminare gli spazi sottostanti. La mostra include alcune delle opere pi\u00f9 conosciute dell\u2019artista tra cui <strong><em>Paris, Montparnasse<\/em><\/strong> (1993), una fotografia immensa e iconica raffigurante un blocco di appartamenti apparentemente infinito; e <strong><em>Rhine II<\/em><\/strong> (1999\/2015), una visione raffinata e ritoccata digitalmente di un fiume come simbolo minimalista contemporaneo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53468\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Kamiokande<\/em><\/strong> (2007) presenta la vasta cisterna d\u2019acqua sotterranea all\u2019interno del Kamioka Nucleon Decay Experiment, Giappone; e <strong><em>May Day IV<\/em><\/strong> (2000\/2014) che raffigura centinaia di partecipanti al Mayday, un festival di musica techno che si tiene in Germania da\u00a0 diversi anni. Adottando spesso una visione aerea, queste immagini di grande formato, che competono per dimensione con i dipinti monumentali, vantano una grande quantit\u00e0 di dettagli catturati con precisione, tutti incredibilmente a fuoco.<\/p>\n<p>Tra gli otto nuovi lavori della mostra <strong><em>Pyongyang VI<\/em><\/strong> (2007\/2017) e<strong><em> Pyongyang VII<\/em><\/strong> (2007\/2017) documentano i Mass Games della Corea del Nord, uno spettacolo di danza e acrobazie di un gruppo meticolosamente coreografato in onore del precedente dittatore del paese Kim Il-Sung, mentre <strong><em>El Ejido<\/em><\/strong> (2017) raffigura il ciglio di una strada spagnola ricoperta di rifiuti. Molte di queste nuove opere dimostrano anche la recente sperimentazione di Gursky con la tecnologia delle fotocamere dei cellulari e rappresentano una separazione rispetto alle sue immagini pi\u00f9 famose.<\/p>\n<p>In un formato pi\u00f9 piccolo, <strong><em>Ibiza<\/em><\/strong> (2016) e <strong><em>Mobile Nr. 1<\/em><\/strong> (2016) misurano meno di un metro per un metro e adottano l\u2019immagiinario apparentemente spontaneo della tecnologia dei telefoni cellulari, mentre <strong><em>Utah<\/em><\/strong> (2017), un\u2019opera cinematografica di grandi dimensioni ispirata ad una fotografia che Gursky aveva scattato con il suo smartphone da un\u2019automobile in movimento, \u00e8 un omaggio all\u2019ingombrante ruolo che i cellulari ricoprono nella cultura visiva contemporanea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53469\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019arte di Gursky \u00e8 guidata dall&#8217;interesse e dalla comprensione delle forme di esistenza collettiva e include la rappresentazione di imponenti strutture costruite dall\u2019uomo, enormi gruppi di persone in nightclub, fabbriche, arene e vasti paesaggi. Come lui stesso ha affermato: \u201cPunto ad un solo obiettivo: l\u2019enciclopedia della vita.\u201d<\/p>\n<p>Alla fine degli anni \u201980, Gursky ha riprodotto un ampio catalogo della vita contemporanea che includeva siti commerciali, industriali e turistici in tutto il mondo, realizzando immagini che attirano l\u2019attenzione sul cambiamento della nostra relazione con la natura e registrano gli effetti della globalizzazione nella vita quotidiana.<\/p>\n<p>A partire da <strong><em>Chicago, Board of Trade III<\/em><\/strong> (2009), una rappresentazione della frenesia della Borsa, passando per il grande centro di distribuzione raffigurato in <strong><em>Amazon<\/em><\/strong> (2016), e ancora dalla marea di dolcetti colorati economici di <strong><em>99 Cent II, Diptych<\/em><\/strong> (2001) fino ad arrivare agli scaffali inspiegabilmente vuoti di <strong><em>Prada II<\/em><\/strong> (1997), le sue immagini forniscono una vasta documentazione visiva della nostra epoca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53470\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni Gursky ha fatto uso in maniera crescente di tecniche di post produzione digitali per creare fotografie senza precedenti dal punto di vista della dimensione, precisione, composizione e complessit\u00e0, e ha anche aumentato notevolmente le potenzialit\u00e0 di queste tecniche.<\/p>\n<p>Recentemente gli esperimenti di Gursky nella manipolazione di immagini lo hanno condotto alla creazione di esempi di \u2018fotografia immaginaria\u2019, ampliando il suo implicito interrogativo riguardo la nostra fiducia nella veridicit\u00e0 concreta delle immagini. Come ha commentato l\u2019artista, oggi \u201cla realt\u00e0 pu\u00f2 essere mostrata solo se la si costruisce\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Review<\/em><\/strong> (2015) mostra una scena artefatta in cui il Cancelliere tedesco Angela Merkel e i suoi tre predecessori osservano il <strong><em>Vir Heroicus Sublimis<\/em><\/strong> di <strong>Barnett Newmann<\/strong> (1950-51) che sembra sovrastarli. Seguendo un filo conduttore sviluppatosi durante tutta la carriera di Gursky, dal punto di vista estetico numerose immagini recenti si avvicinano pi\u00f9 alla pittura astratta che alla fotografia documentaria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53471\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gursky4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Per esempio, <strong><em>Untitled XIX<\/em><\/strong> (2015), raffigura acri di tulipani olandesi che, grazie ad una ripresa aerea, appaiono come una composizione semi-astratta di bande di colori sobriamente variegati. Sfiorando il confine tra astrazione e rappresentazione, queste opere sottolineano le questioni precedenti che ricorrono in tutte le opere dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Ralph Rugoff<\/strong>, Direttore dell\u2019Hayward Gallery, ha affermato: \u201cSono emozionato di riaprire l\u2019Hayward Gallery con la mostra di un artista che ha creato alcune delle immagini pi\u00f9 efficaci della sua generazione dal punto di vista visivo, opere che non hanno solo cambiato il linguaggio della fotografia, ma l\u2019intera arte di creare immagini.<\/p>\n<p>La perspicacia con cui l\u2019artista progetta le immagini e l\u2019ingegnosit\u00e0 con cui le compone, hanno reso le fotografie di Gursky capaci di provocare il pubblico e di farlo riflettere nuovamente sul panorama sociale contemporaneo in tutto il mondo. Vero innovatore impegnato a riflettere e a ritrarre i tempi in cui viviamo, Gursky \u00e8 l\u2019artista perfetto per inaugurare il cinquantesimo anniversario dell\u2019Hayward.\u201d<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CdOxpTARGx4?rel=0\" width=\"760\" height=\"428\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p><em>Andreas Gursky<\/em> \u00e8 curata dal Direttore dell\u2019Hayward Gallery Ralph Rugoff in collaborazione con l\u2019artista. La mostra \u00e8 supportata da<strong> Christie\u2019s, Mondrian London at Sea Containers e Sotheby\u2019s.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.andreasgursky.com\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.andreasgursky.com\/en<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.southbankcentre.co.uk\/venues\/hayward-gallery\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.southbankcentre.co.uk\/venues\/hayward-gallery<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima importante retrospettiva della Gran Bretagna di Andreas Gursky ha aperto all&#8217;Hayward Gallery di Londra recentemente ristrutturata. 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