{"id":52849,"date":"2017-11-27T15:00:10","date_gmt":"2017-11-27T13:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=52849"},"modified":"2017-12-08T12:59:52","modified_gmt":"2017-12-08T10:59:52","slug":"remedial-works","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/science\/remedial-works\/","title":{"rendered":"Remedial Works"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><em><strong>Remedial Works<\/strong> <\/em>\u00e8 una mostra collettiva che unisce le opere di sei artisti australiani ed internazionali, che esplorano i nuovi materiali tipici delle societ\u00e0 globalizzate contemporanee e i loro potenziali effetti sul corpo umano, l\u2019ambiente e i rapporti interpersonali.<\/p>\n<p>La mostra prende in esame come oggi ci poniamo all\u2019interno di questo ambiente unico di superfici e sostanze \u2013 da metalli rari ed ingredienti della moderna scienza alimentare a beni di consumo, cosmetici e farmaci \u2013 che siano essi palliativi o tossici, tutti connessi al capitale.<\/p>\n<p>Richiamando la massima \u201c\u00e8 la dose che fa il veleno\u201d, le opere esposte in questa mostra si concentrano sulla linea sottile che separa la capacit\u00e0 dei prodotti di curare da quella di inquinare, sia i corpi che la terra. Pur riconoscendo che la maggior parte della popolazione \u00e8 inserita all\u2019interno di un sistema di produzione industriale e di consumo, <em>Remedial Works<\/em>, alla luce di tutto questo, si chiede quale ruolo possa svolgere l&#8217;arte nel processo di risanamento e guarigione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52850\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong>Anicka Yi<\/strong>, vincitrice del premio <strong>Hugo Boss 2016<\/strong> presenta il suo film in 3D <strong><em>The Flavor<\/em><\/strong><em> <strong>Genome<\/strong><\/em>, un racconto inventato nel quale un profumista raggiunge la foresta amazzonica per estrarre un composto da una rara e mitologica orchidea. Il film sviluppa l\u2019interesse e la ricerca di Yi sul modo in cui la politica penetra nei nostri sensi e su come i pregiudizi di razza, genere e sessualit\u00e0 influiscano sulle nostre percezioni.<\/p>\n<p><strong><em>On Demand<\/em><\/strong><strong>, <\/strong>delle recenti sculture del duo collaborativo lituano <strong>Pakui Hardware,<\/strong>si appropriano delle immagini satellitari della NASA che raffigurano la superficie di Marte\u00a0 tagliandole ed ingrandendole finch\u00e9 l\u2019opera comincia ad assumere l\u2019aspetto di una pelle infiammata o infetta. In questo modo il loro lavoro fonde le superfici corporee con il paesaggio, il macroscopico e il microscopico, il vicino e l\u2019estremamente lontano.<\/p>\n<p>La serie video di <strong>Shana Moulton<\/strong>, <strong><em>Whispering Pines,<\/em><\/strong> rappresenta l&#8217;alter ego dell&#8217;artista, l\u2019ipocondriaca \u201cCynthia\u201d, alla ricerca dell\u2019ottima salute spirituale, fisica e mentale. Ogni video vede Cynthia cimentarsi in mondo surreale e magico con le promesse della nuova era del consumo moderno. Lo yogurt \u201cActiva\u201d la rende effimera e senza peso, i farmaci trasformano il suo corpo in creta e il latte detergente rimuove gli strati di carne per portare alla luce un improbabile nucleo di energia pura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52851\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Il nuovo ed importante lavoro dell\u2019artista di Melbourne <strong>Sophie Cassar<\/strong>, nasce dalla sua personale esperienza di una malattia cronica. Composta da un collage di libri d&#8217;artista, oggetti assemblati e film realizzati con un iPhone e video trovati online, l\u2019opera impiega la bellezza come una strategia divertente e allo stesso tempo devastante per analizzare le azioni di ragazze e donne malate.<\/p>\n<p>La nuova opera scultorea dell\u2019artista <strong>Jess Tan<\/strong>, che vive e lavora a Perth, \u00e8 ricca di immaginazione ed assembla oggetti trovati e acquistati per creare risultati disordinati e al contempo raffinati, attraenti e ripugnanti. Per il<strong> PICA<\/strong> l&#8217;artista ha creato un\u2019istallazione che allude ad un santuario privato, un luogo di intima evasione.<\/p>\n<p>Tan si interessa di come i significati personali possano essere incorporati in materiali e oggetti. Nelle sue opere utilizza qualsiasi materiale naturale, capelli, componenti di plastica da quattro soldi, profumi per l\u2019aromaterapia e cosmetici, spesso trovando similitudini strutturali e allusioni sorprendenti e poetiche lungo il percorso.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di <em>Remedial Works<\/em>, l\u2019artista del New South Wales <strong>Clare Milledge<\/strong> ha ricreato <strong><em>Strigiformes<\/em>; <em>Binocular<\/em>, <em>Binaural<\/em><\/strong>, una performance artistico-sciamanico recentemente\u00a0 realizzata al<strong> National Museum of Art, Architecture and Design<\/strong> di Oslo, Norvegia. Per la prima volta Milledge, nota per i suoi dipinti realizzati al contrario sul retro di lastre di vetro e per le sue istallazioni cumulative, mette in scena un\u2019opera performativa in Australia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52852\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/remedial3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Come affermato dal curatore <strong>Andrew Varano, <\/strong>in questa mostra si affrontano la malattia e la guarigione del corpo umano e della terra, la riparazione e l\u2019inquinamento dell\u2019ambiente quanto la soggettivit\u00e0, i sensi, il linguaggio poetico e l&#8217;immaginazione. Il direttore del PICA <strong>Amy Barrett-Lennard<\/strong> ha dichiarato: \u201cIl PICA \u00e8 lieto di sostenere Andrew Varano, un talentuoso curatore dell\u2019Australia occidentale, nello sviluppo e nella rappresentazione di <em>Remedial Works<\/em>. Questa \u00e8 una mostra che affronta questioni urgenti per tutti noi, che viviamo in un mondo globalizzato fatto di ricchezza, ambizione e paura.\u201d<\/p>\n<p><em>Remedial Works<\/em> \u00e8 stata inaugurata alla presenza del dott. <strong>Zarri Siddiqui<\/strong>, presidente pakistano in Australia e professore associato in formazione medica presso l\u2019<strong>UWA<\/strong>, insieme ad un\u2019altra mostra: <strong><em>I don\u2019t want to be there when it happens<\/em><\/strong>. Entrambe le esposizioni verranno corredate da un programma pubblico appositamente curato, comprendente conferenze dell\u2019artista e del curatore, una performance di Clare Milledge, un\u2019opera coreografica di <strong>Jay Emmanuel<\/strong>, degli open studio e un vivace evento multiculturale presentato insieme a <strong>illUMEnate WA<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/pica.org.au\/show\/remedial-works\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/pica.org.au\/show\/remedial-works\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/pica.org.au\/show\/i-dont-want-to-be-there-when-it-happens\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/pica.org.au\/show\/i-dont-want-to-be-there-when-it-happens\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attualmente in mostra al Perth Insititute of Contemporary Art, una collettiva che presenta le opere di sei artisti australiani e internazionali che esplorano i materiali tipici delle societ\u00e0 globali contemporanee, e come questi possano influenzare il corpo umano e l&#8217;ambiente, chiedendosi quale ruolo pu\u00f2 svolgere l&#8217;arte nel processo di risanamento e guarigione.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":52853,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[328,330],"tags":[29,63,37],"class_list":["post-52849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news-agenda","category-science","tag-audiovideo","tag-performing-art","tag-photography","agenda-2017-11"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Remedial Works &#8226; 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