{"id":52228,"date":"2017-09-19T11:00:57","date_gmt":"2017-09-19T09:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=52228"},"modified":"2017-09-21T17:43:40","modified_gmt":"2017-09-21T15:43:40","slug":"are-we-all-addicts-now","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/are-we-all-addicts-now\/","title":{"rendered":"Are We All Addicts Now?"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La mostra e progetto di ricerca <strong><em>Are We All Addicts Now?<\/em><\/strong> esplora le caratteristiche seduttive del digitale e la sua capacit\u00e0 di creare dipendenza. L\u2019opera dell\u2019artista <strong>Katriona Beales<\/strong> affronta le condizioni sensuali e tattili della vita online: il colore saturo e il fascino contemplativo degli schermi brillanti, la potenziale assuefazione da infiniti scroll e flussi di notifiche. La sua nuova opera per <em>Are We All Addicts Now?<\/em> ripensa gli spazi privati in cui si svolge la nostra esistenza digitale.<\/p>\n<p>La mostra comprende sculture di vetro con schermi incorporati, opere realizzate con immagini in movimento e tessuti stampati in digitale. Il lavoro di Beales \u00e8 arricchito da <strong><em>Feral Practice<\/em><\/strong><em>, <\/em>una nuova opera di sound-art dell\u2019artista e curatrice <strong>Fiona MacDonald<\/strong>. Beales celebra la sensualit\u00e0 e l\u2019attrattivit\u00e0 degli spazi online, ma critica il modo in cui le nostre interazioni vengono canalizzate in piattaforme progettate per creare dipendenza; il modo in cui le aziende sfruttano la gamification e le tecniche di neuromarketing per tenere l\u2019utente attaccato al dispositivo, per pilotare un traffico senza fine e monetizzare ogni nostro click.<\/p>\n<p>L\u2019artista suggerisce che arrendendoci alle norme comportamentali della rete ci dimostriamo dei \u201cperfetti soggetti capitalisti\u201d. Per <strong>Furtherfield<\/strong>, Beales ha costruito una sorta di \u201cletto\u201d infossato su cui i visitatori sono invitati a salire, dal quale si pu\u00f2 osservare un globo di vetro brillante che oscilla, con falene virtuali che colpiscono ripetutamente i bordi di uno schermo inserito al suo interno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52229\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un\u2019istallazione video che ricorda una slot machine mostra un rullo di immagini che ruotano in modo ipnotico, alimentate dal movimento dei visitatori della galleria. Beales in questo modo ricrea i singolari e a volte inquietanti contrasti sperimentati durante i suoi viaggi insonni attraverso l&#8217;infinita sequenza di immagini online: prodotti di bellezza messi sullo stesso piano della morte; gatti senza pelo e poliziotti armati.<\/p>\n<p>Tavoli con piani in vetro sostengono le curve amorfe di pesanti sculture di vetro che rifrangono le luci multicolori dei piccoli schermi nascosti al loro interno. La visualizzazione di dati di rilevamento oculare (raccolti in diretta dai visitatori della galleria) si disperde sul soffitto. Sul muro esterno della galleria un LED scorrevole mostra un testo che Beales ha compilato raccogliendo gli interventi sui forum online a proposito della dipendenza da internet.<\/p>\n<p>Mentre Beales si concentra sull\u2019ineludibilit\u00e0 della connessione guidata dalla macchina, <em>Feral Practice<\/em> ci attira nelle reti presenti in natura. <strong><em>Mycorrhizal Meditation<\/em><\/strong> \u00e8 un\u2019opera di sound art scaricabile gratuitamente dai manifesti che si trovano nella <strong>Furtherfield Gallery<\/strong> e in Finsbury Park. L&#8217;opera assume la forma di una meditazione guidata, un viaggio attraverso il corpo umano e il \u201cmondo sotterraneo\u201d della terra viva lungo una rete micorrizica fatta di radici vegetali e fili fungini.<\/p>\n<p><em>Mycorrhizal Meditation<\/em> combina registrazioni di voci e di suoni, di movimenti e ritmi in ambienti boscosi. <em>Feral Practice<\/em> complica l\u2019idea di natura come \u201cdefinitiva disintossicazione digitale\u201d e ci rende consapevoli della sorprendente interconnessione che caratterizza la natura extra-umana, quella \u201cwood-wide-web\u201d che precede la nostra connettivit\u00e0 digitale da millenni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52230\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Are We All Addicts Now?<\/em> \u00e8 organizzata in collaborazione con l\u2019artista e curatrice Fiona MacDonald, la dottoressa <strong>Henrietta Bowden-Jones,<\/strong> psichiatra clinica, e la curatrice <strong>Vanessa Bartlett<\/strong>. La mostra \u00e8 accompagnata da un libro progettato da <strong>Stefan Schafer<\/strong> e curato da Vanessa Bartlett e Henrietta Bowden-Jones, che unisce le opere e i testi di Beales e di MacDonalds a saggi redatti da collaboratori in materia di antropologia, cultura digitale, psicologia e filosofia.<\/p>\n<p>Questo libro rappresenta il primo studio interdisciplinare sull\u2019ambito emergente della dipendenza da internet. I collaboratori presenteranno i loro saggi ad un congresso indetto da Vanessa Bartlett presso la <strong>Central Saint Martins<\/strong> per il prossimo novembre. Le copie del libro sono in vendita in anteprima sul sito della <strong>Liverpool University<\/strong> <strong>Press<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Beales: <strong><em>Entering the Machine Zone<\/em><\/strong> \u00e8 stata co-commissionata dalla <strong>Science Gallery London<\/strong>, parte del <strong>King\u2019s College <\/strong>di Londra. Una replica di questo lavoro verr\u00e0 presentata nell\u2019ambito di <strong>HOOKED<\/strong>, la stagione inaugurale della nuova Science Gallery di Londra, curata da <strong>Hannah Redler<\/strong>.<\/p>\n<p>In preparazione della mostra, agli artisti <strong>Charlotte Webb<\/strong> e <strong>Connor Rigby<\/strong> \u00e8 stata commissionata una serie di gif e tweet per stimolare il dibattito sulla natura dei dispositivi digitali creati per generare dipendenza e sui risvolti etici e politici che riguardano questo argomento. E&#8217; possibile partecipare alla discussione @furtherfield su Twitter e Instagram usando l\u2019hashtag #addictsnow.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52231\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Katriona Beales \u00e8 un\u2019artista che crea manufatti digitali, immagini in movimento e installazioni, mettendo in rilievo la fisicit\u00e0 della vita digitale. <em>Are We All Addicts Now?<\/em> sviluppa l&#8217;opera del 2015 <strong><em>White Matter<\/em><\/strong> (una commissione della FACT per <strong><em>Group Therapy: Mental Distress in a Digital Age<\/em><\/strong>) che \u00e8 ora in mostra all\u2019<strong>Universit\u00e0 del New South Wales<\/strong> di Sydney, nel quadro dell\u2019<strong>Anxiety Festival<\/strong> (settembre 2017). Beales ha ricevuto un MA dal <strong>Chelsea College of Arts<\/strong> ed ha un profilo su rhizome.org.<\/p>\n<p>Fiona MacDonald \u00e8 un\u2019artista, curatrice e scrittrice specializzata nelle relazioni tra umano e non-umano. Come <em>Feral Practice<\/em>, lavora in coproduzione con un collettivo di soggetti umani e non. Gli attuali progetti includono <strong><em>Foxing<\/em><\/strong>, (vedasi PEER London, 2017) <strong><em>Ant-ic Actions<\/em><\/strong> (vedasi Ethical Entanglements, Bloomsbury Press, in arrivo) <strong><em>Homo Mycelium<\/em><\/strong> e <strong><em>Wood to World<\/em><\/strong> (Londra, Kent, Aberdeen 2015-17).<\/p>\n<p>Vaness Barlett \u00e8 una ricercatrice e curatrice che lavora tra l\u2019Australia e il Regno Unito. Studia e insegna alla <strong>UNSW Art &amp; Design<\/strong> di Sydney, dove indaga il rapporto tra le tecnologie digitali e la salute psichica attraverso una pratica curatoriale riflessiva. La sua recente mostra <em>Group Therapy: Mental Distress in a Digital Age<\/em> \u00e8 stata esposta al <strong>FACT (Foundation for Art and Creative Technology) UK<\/strong> nel 2015 e inaugurer\u00e0 alla <strong>UNSW Galleries<\/strong> di Sydney a settembre 2017.<\/p>\n<p>La dott.ssa Charlotte Webb \u00e8 un\u2019artista e accademica anomala. Realizza mostre e conferenze a livello internazionale, focalizzandosi sul web come mezzo di esercizio creativo, pensiero critico e azione collettiva.<\/p>\n<p>La Furtherfield Gallery si trova al centro di Finsbury Park e attrae un gran numero di visitatori grazie all\u2019insolita posizione della galleria. Jenny Judova di Fad magazine ha inserito la Furtherfield Gallery nella top five delle gallerie di Londra che trattano di New Media Art, mentre l\u2019ArtSlant ha incluso la galleria tra \u201cI migliori spazi d\u2019arte no-profit di Londra\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52232\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/addicts3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Furtherfield \u00e8 un\u2019organizzazione artistica rinomata a livello internazionale specializzata in laboratori, mostre e dibattiti volti a incrementare e diversificare il coinvolgimento del pubblico con le tecnologie emergenti. Alla Furtherfield Gallery e al <strong>Furtherfield Lab<\/strong> nel Finsbury Park di Londra, si coinvolgono pi\u00f9 persone nella creativit\u00e0 digitale, scavalcando le barriere attraverso collaborazioni uniche con una rete internazionale di artisti, ricercatori e partner.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019arte Furtherfield cerca nuove, fantasiose risposte man mano che la cultura digitale cambia il mondo e il nostro modo di vivere. \u201cNon ci sono altre gallerie come quella di Furtherfield. Situata al centro del Finsbury Park, attrae persone di tutte le estrazioni sociali e si concentra sulla tecnologia contemporanea e su come questa influenzi la vita delle persone e il mondo in cui viviamo.\u201d (<strong>Liliane Ljin<\/strong>, artista)<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.furtherfield.org\/\">www.furtherfield.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.otheragents.net\/\">www.otheragents.net<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vanessabartlett.com\/\">www.vanessabartlett.com<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.feralpractice.com\/\">www.feralpractice.com<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.katrionabeales.com\/\">www.katrionabeales.com<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/bit.ly\/2vGUxVY\">bit.ly\/2vGUxVY<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova mostra alla Furtherfield Gallery esplora le caratteristiche seduttive del digitale e la sua capacit\u00e0 di creare dipendenza. 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