{"id":52157,"date":"2017-09-12T15:00:18","date_gmt":"2017-09-12T13:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=52157"},"modified":"2017-09-18T11:17:06","modified_gmt":"2017-09-18T09:17:06","slug":"screen-city-biennial-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/","title":{"rendered":"Screen City Biennial 2017"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong>Screen City Biennial<\/strong> a Stavanger, la prima biennale nordica dedicata all&#8217;immagine espansa in movimento nei luoghi pubblici, ritorna ad ottobre per la sua terza edizione (in precedenza <strong>Screen City Festival 2013 e 2015)<\/strong>. La Biennale presenta opere che esplorano la relazione fra immagini in movimento, suono, tecnologia e spazio urbano. Le architetture di Stavanger trasformeranno l&#8217;esposizione delle immagini in movimento espanse in un\u2019esperienza tridimensionale, multi-sensoriale e tattile, con programmi di proiezioni e installazioni in galleria.<\/p>\n<p><strong>Migrating stories<\/strong><\/p>\n<p>Dopo decenni di intensa globalizzazione, il mondo si ritrova a ripiegarsi su s\u00e9 stesso nonostante i continui sviluppi tecnologici e la comunicazione in rete. L\u2019idea stessa di migrazione \u00e8 intrappolata nel divario tra una visione di coesistenza globale e la paura degli altri. Pu\u00f2 l\u2019arte rispondere a questo interrogativo?<\/p>\n<p><strong>Screen City Biennial 2017<\/strong> trasporta questi timori verso una prospettiva globale in seguito alle recenti ridefinizioni di geografie, confini e identit\u00e0 in relazione ai concetti di spazio e appartenenza. <strong>Intitolata <em>Migrating stories<\/em>,\u00a0 la Biennale 2017<\/strong> prende come punto di partenza le attuali condizioni dello spostamento come cornice tematica per esaminare le forme complesse della transizione di oggi. La Biennale presenta immagini espanse in movimento realizzate da una vasta gamma di artisti internazionali che affrontano le attuali criticit\u00e0 relative alle migrazioni. Le opere riflettono su viaggio, diaspore e post-colonialismo, sul mutamento di luoghi e sulle realt\u00e0 \u201caliene\u201d. La riflessione degli artisti provenienti da diversi paesi del mondo, si indirizzer\u00e0 inoltre verso temi riguardanti il futuro post-petrolifero e la migrazione in relazione ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52161\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Contesto e programma della Biennale<\/strong><\/p>\n<p>La programmazione si svolge principalmente nell\u2019area portuale di Stavanger che, data la sua collocazione architettonica all\u2019interno del paesaggio, riveste un ruolo speciale nell&#8217;affrontare le attuali complessit\u00e0 legate alla migrazione. Le mostre si svolgono anche nelle istituzioni e nei luoghi della cultura di Stavanger, inclusi la <strong>Stavanger Concert Hall<\/strong>, la <strong>Stavanger Kunsthall<\/strong> e il <strong>Kunstmuseum<\/strong>, il <strong>Maritime Museum<\/strong>, il <strong>Rogaland Kunstsenter<\/strong> e molti altri.<\/p>\n<p>Il programma completo della Screen City Biennial combina mostre, videoproiezioni e installazioni di immagini espanse in movimento, con una particolare attenzione alle installazioni negli spazi pubblici e una serie di conferenze che si collegano al Programma di Ricerca della Biennale. Il programma verr\u00e0 divulgato tramite una rivista di ricerca online, un\u2019app e un catalogo cartaceo.<\/p>\n<p>Le opere includono video, live cinema, audio-video, light art, realt\u00e0 virtuale e aumentata, e computer gaming, che presentano l&#8217;esperienza spaziale contemporanea in ambienti visivi tecnologicamente avanzati, integrati nel contesto urbano.<\/p>\n<p>Screen City Biennial 2017 \u00e8 curata da <strong>Daniela Arriado<\/strong> e <strong>Tanya Toft<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52162\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Futura mobilit\u00e0 nell\u2019era Trump-Brexit<\/strong><\/p>\n<p>Il mondo non \u00e8 mai stato cos\u00ec in movimento da quando si attraversano i mari su gommoni per fare la spola tra due nazioni. Tuttavia le recenti reazioni nazionalistiche hanno portato al voto per la Brexit e alla richiesta di costruzione di muri di confine. <strong>Budhaditya Chattopadhyay<\/strong> e <strong>Duncan Speakman<\/strong> esplorano queste contraddizioni della nostra societ\u00e0. <strong><em>Exile and Other Syndromes<\/em><\/strong> (2015-2017) di Chattopadhyay emancipa la personalit\u00e0 nomade affiancando l\u2019informazione territoriale in tempo reale alla memoria di un altro posto in un altro tempo con un\u2019installazione generativa che comprende la diffusione del suono multicanale il testo modulato come visualizzazione di registrazioni sul campo.<\/p>\n<p>L\u2019audio walk di Speakman <strong><em>It Must Have Been Dark By Then<\/em><\/strong> permette agli utenti di riflettere riguardo la scomparsa degli spazi e la conservazione della memoria. Tramite l\u2019app i partecipanti sono invitati a intraprendere un viaggio attraverso il loro ambiente di origine e in vari luoghi conosceranno avvenimenti specifici come la formazione delle pianure alluvionali di New Orleans, la crescita delle dune del Sahara in Tunisia o la nascita delle citt\u00e0 rurali fantasma abbandonate in Lettonia.\u00a0 Queste storie e questi luoghi distanti tra loro si collegheranno all\u2019immediato ambiente fisico del partecipante a Stavanger, evidenziando come il mondo continuer\u00e0 ad essere sempre pi\u00f9 interconnesso nonostante i confini fisici.<\/p>\n<p><strong><em>Virtual\u00a0 U.S.\/Mexico\u00a0 Border<\/em><\/strong> \u00e8 il progetto d\u2019arte pubblica e realt\u00e0 aumentata di <strong>John Craig\u00a0 Freeman <\/strong>che documenta la crisi migratoria del Nord America. La commissione per questa edizione della <em>Screen City Biennial<\/em> include scene di realt\u00e0 aumentata geo-localizzate realizzate sul posto, al confine tra U.S.A. e Messico, visibili su smartphone e tablet lungo lo storico lungomare di Stavanger.<\/p>\n<p><strong>Far risaltare l\u2019importanza delle storie diasporiche personali<\/strong><\/p>\n<p>Migrazione e diaspora sono temi delicati che sovente sono trattati meglio quando gli artisti scavano all\u2019interno della loro esperienza personale.\u00a0 L\u2019installazione interattiva <strong><em>Poet on Earth<\/em><\/strong> (2017) di <strong>Yucef Merhi <\/strong>racconta il suo personalissimo viaggio lungo 39 anni come artista e migrante venezuelano. Installato in un container, <em>Poet on Earth<\/em> presenta una rete interattiva di ricordi che mostrano momenti significativi della vita dell&#8217;artista, evocati in ordine cronologico dai movimenti e dal coinvolgimento intimo dello spettatore. Ogni ricordo sar\u00e0 un canale che lo spettatore sar\u00e0 in grado di mandare avanti e indietro, giocando sulla fluidit\u00e0 di essere migrante, nomade e cittadino senza patria.<\/p>\n<p><strong>Nuove condizioni di \u201calienazione\u201d (spostamento verso un nuovo luogo o realt\u00e0)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 incline a creare nuovi mondi per evadere dalla realt\u00e0 attraverso il progresso tecnologico, le conseguenze della storia o la finzione narrativa. Nella <em>Screen City Biennial<\/em> 2017, tre artisti affrontano il tema dell\u2019alienazione, descrivendo una situazione in cui i migranti si sentono alienati nei loro nuovi ambienti o forzati a sentirsi \u201calieni\u201d all\u2019interno della loro nuova realt\u00e0. <strong><em>Swerve (You\u2019re Gonna Die Up There)<\/em><\/strong> (2016) di <strong>Soren Thilo Funder<\/strong> ha come oggetto la conversazione tra l\u2019astronauta Billy Cutshaw e il suo io futuro.\u00a0 Nella narrazione Funder si appropria di tecniche cinematografiche per creare illusioni che riflettono sulla propaganda e i meccanismi usati nelle battaglie ideologiche come la corsa allo spazio durante la Guerra Fredda. In <strong><em>Alien Tourist<\/em><\/strong> (2017) di <strong>Maria von Hausswolff <\/strong>scene di foreste e dune sabbiose si confondono per diventare un unico luogo disorientato dove il legame spazio\/tempo si allenta e dove corpi umani appaiono in posizioni fisse, come statue.<\/p>\n<p>Alcune storie sembrano inventate, ma le paure e gli avvenimenti che hanno dato loro vita sono certamente autentiche. <strong><em>Ghosts<\/em><\/strong> di <strong>Tobias Zielony <\/strong>narra la storia degli abitanti di una casa per rifugiati di Berlino che udivano voci e vedevano fantasmi nelle docce durante la notte. Tra l\u2019altro, una delle pi\u00f9 grandi sinagoghe della citt\u00e0, una volta sorgeva nelle vicinanze, cos\u00ec come una stazione ferroviaria, da cui partivano i treni per i campi di concentramento.\u00a0 Il film di Zielony cattura la paura e l\u2019angoscia che la barriera tra il passato e cosa sta accadendo oggi possa essere meno solida di quanto piaccia immaginare al senso comune.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52163\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Migrazioni in relazione ai cambiamenti climatici <\/strong><\/p>\n<p>Le migrazioni umane e i cambiamenti climatici sono tanto pi\u00f9 collegati tra loro di quanto venga riportato nei media. <strong>Shezad Dawood<\/strong> nota che il <strong><em>Leviatano<\/em><\/strong>, ciclo di 10 film, in cui l\u2019artista collega l\u2019attivit\u00e0 umana all\u2019ecologia marina, \u00e8 un poema epico. Basandosi sulla scoperta che la strada dal Nord Africa a Lampedusa considera una sporgenza nel fondale che influenza i cambiamenti climatici, il film collega le sorti dei gamberi turchi e del fitoplancton con quella dei rifugiati che rischiano la propria vita attraversando il Mediterraneo.<\/p>\n<p>In <strong><em>Water Will Be There<\/em><\/strong> <strong>Eric Corriel<\/strong> immagina come ci si potrebbe sentire se il livello dell\u2019acqua aumentasse fino a sommergere le stesse citt\u00e0. Giocando con le presunte conseguenze dei cambiamenti climatici, l\u2019istallazione specifica del sito rende la questione dell\u2019innalzamento del livello del mare qualcosa di pi\u00f9 concreto. <strong><em>Barents<\/em><\/strong> (2015) di <strong>HC Gilje<\/strong> assume un approccio pi\u00f9 concettuale grazie ad un filmato sui confini marittimi tra Norvegia e Russia con una telecamera che ruota lentamente sul suo stesso asse mostrando confini invisibili, limiti e il potenziale per un innato disastro nell\u2019oceano. Enrique Ramirez ha contribuito con un simbolico gesto di empatia nei confronti dei rifugiati che hanno attraversato i mari. In <strong><em>Arriving with Nothing<\/em><\/strong> l\u2019artista invita quattro stranieri a saltare nelle acque del Mare del Nord e galleggiare. Dunque per far fronte all\u2019immigrazione norvegese un atto simile a quello della ministra Sylvi Listhaug nel Mediterraneo riguardo al quale, ha dichiarato che nonostante non sia possibile mettere tutti nelle loro posizioni, \u00e8 possibile provare a guardare dal loro punto di vista.<\/p>\n<p><strong>Riconcettualizzare lo schermo negli spazi pubblici\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Partendo dalle sue origini come fonte di luce, oggi l\u2019immagine in movimento continua ad espandere il modo di espressione cinematografico, sonico, telefonico, aumentato, reattivo e computazionale. Continua a sfidare la percezione umana nelle condizioni della nostra esistenza comunicativa contemporanea, che sta diventando sempre pi\u00f9 multi dimensionale, multi temporale e multi sensoriale. Parte di tale evoluzione comprende il ruolo dello \u201cschermo\u201d e come gli artisti lo utilizzano in maniere insolite. <strong><em>Consequence<\/em><\/strong>, di <strong>John Cleater<\/strong>, con la sua passeggiata audio visiva nella realt\u00e0 aumentata e l\u2019istallazione, \u00e8 un racconto virtuale che va a finire oltre l\u2019area portuale di Stavanger. Sviluppata in collaborazione con la Stavanger Symphony Orchestra (SSO), l\u2019opera creer\u00e0 un viaggio che sposta il suono dalla sala al porto e conduce indietro il porto nella sala.<\/p>\n<p><strong>Olivia Mcgilchrist<\/strong> incorporer\u00e0 sequenze video a suono, oculus rift, cuffie e a una struttura di legno in una barca. Quando lo spettatore indosser\u00e0 il Rift, entrer\u00e0 in uno spazio 3D dove le sequenze audio visive mostrano frammenti dello spettacolo da entrambi i lati della maschera dal proxy di una GoPro: la videocamera montata sulla testa indossata dai membri della tradizionale band del carnevale giamaicano \u201cJonkonnu\u201d. <strong>Telcosystem<\/strong> creer\u00e0 un nuovo viaggio audio visivo in 3D per esplorare i limiti dell\u2019apparato sensoriale umano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52164\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity4.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity4.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Curatori ospiti <\/strong><\/p>\n<p>Il programma online riflette l\u2019obiettivo della Screen City Biennial di essere accessibile oltre la zona geografica di Stavanger con ulteriori attivit\u00e0 espositive con immagini ingrandite in movimento in formati di presentazione online, mobili e ibridi.<\/p>\n<p>Oggi stiamo assistendo ad una fase emergente delle piattaforme digitali per esporre e distribuire l\u2019immagine in movimento, che ha inaugurato una nuova strada per il lavoro di espositore freelance online, gli eventi e le biennali. A proposito di argomenti globali, dobbiamo esplorare le vie pi\u00f9 appropriate per poter raggiungere il pubblico mondiale e trarre vantaggi dai potenziali sociali, culturali e politici di Internet per diffondere i contenuti artistici oltre qualsiasi limite e confine. Lo scopo della Screen City Biennial \u00e8 quello di incoraggiare questo sforzo e spingere gli artisti e gli espositori a spianare questa strada.<\/p>\n<p><strong>I curatori ospiti In\u00eas Grosso, Fernanda Parente, Vanina Saracino, Tina Sauerlander e Olaf St\u00fcber<\/strong>, ognuno dei quali ha selezionato un\u2019opera, curano la mostra online, presentando gli artisti:\u00a0<strong>Christa Joo Hyun D&#8217;Angelo \/ David Blandy &amp; Larry Achiampong \/ Marcel Odenbach \/ Sam Wolson &amp; Trevor Snapp \/ Vasco Ara\u00fajo<\/strong><\/p>\n<p>Il pubblico \u00e8 invitato a leggere attentamente l\u2019introduzione dell\u2019espositore all\u2019opera, la sua interfaccia ed esperienza prima di poterla ammirare. \u00c8 possibile accedere all\u2019esibizione online dal 12 al 31 ottobre 2017 dal sito della Biennale.<\/p>\n<p><strong>Il journal SCB<\/strong><\/p>\n<p>Il journal SCB rende la Screen City Biennial una piattaforma di discussione su cui esporre conoscenze, domande e curiosit\u00e0. Permette di discutere e far emergere novit\u00e0 riguardo all\u2019arte negli spazi pubblici, tra cui principalmente quelle forme d\u2019arte che estendono \u201cl\u2019immagine animata\u201d (in senso lato) a situazioni urbane e necessit\u00e0 del momento. Oltre ad articoli teorici, il journal include ricerche sull\u2019arte, interviste agli artisti, riflessioni degli espositori, documenti di ricerca e gli articoli di, tra gli altri, <strong>Nilgun Bayraktar, Maeve Connolly, Teresa Dillon, Catrien Schreuder, Peter Weibel and Annika Wik<\/strong>. La rivista contiene programmi di eventi pubblici e inserti con il Biennial\u2019s Research Program.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-52165\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Team<\/strong><\/p>\n<p><strong>Daniela Arriado<\/strong> (Norvegia\/Cile) \u00e8 Direttrice e fondatrice di Screen City Biennial, e di Art Republic, una piattaforma dedicata all\u2019arte digitale e allo spazio pubblico. Si occupa di esplorare nuovi approcci curatoriali verso i vasti confini delle esperienze cinematografiche e dell\u2019audiovisivo, che sono alla base della vision dello Screen City, fondato nel 2013. Questo approccio ha anche rafforzato il suo impegno in progetti pilota che riguardano scenari cittadini e piattaforme di streaming online per videoarte e animazione, con lo scopo di aprire nuove strade per la distribuzione e la diffusione dell\u2019immagine animata al pubblico. Daniela \u00e8 membro del <strong>PNEK<\/strong> (<strong>Production Network for Electronic Arts, in Norvegia<\/strong>) e consulente curatoriale per organizzazioni artistiche a Berlino, Tel Aviv e Lisbona. Daniela Arriado vive a Berlino.<\/p>\n<p><strong>Tanya Toft Ag<\/strong> (Danimarca) \u00e8 una curatrice, ricercatrice, scrittrice e docente che si occupa di esaminare la Media Art urbana come un ambito di criticit\u00e0 nella cultura digitale contemporanea e nei contesti urbani ed estetici dei media. \u00c8 curatrice e responsabile della ricerca artistica di Screen City Biennial 2017. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo a ha curato tra gli altri: il <strong>S\u00e3o Paulo Digital Festival<\/strong> del 2013 e quello del 2014 con Mar\u00eclia Pasculli, tenutosi al SESI Digital Art Gallery (San Paolo); il <strong>Nordic Outbreak<\/strong> nel 2013-2014 proposto dallo <strong>Streaming Museum di New York<\/strong> e nei paesi nordici, curato in collaborazione con Nina Colosi; e <strong>Voyage to the Virtual<\/strong> (2015) alla Scandinavia House (New York). Ha curato la pubblicazione del testo <strong>Digital Dynamics in Nordic Contemporary Art<\/strong> (Intellect, 2018) e cocurato quella di <strong>What Urban Media Art Can Do &#8211; Why, When, Where, and How?<\/strong> (av edition, 2016). Tanya Toft vive a Berlino.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/2017.screencitybiennial.org\/\">screencitybiennial.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/journal.screencitybiennial.org\/\">journal.screencitybiennial.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.tanyatoft.com\">tanyatoft.com<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.artrepublic.no\/\">artrepublic.no<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritorna ad ottobre la terza edizione di Screen City Biennial a Stavanger, la prima biennale nordica dedicata all&#8217;immagine espansa in movimento nei luoghi pubblici, con un  programma denso di eventi e opere d\u2019arte che esplorano la relazione fra immagini in movimento, suono, tecnologia e spazio urbano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":52195,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[29,54,64,73],"class_list":["post-52157","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-audiovideo","tag-live-cinema","tag-public-art","tag-virtual-reality","agenda-2017-09"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Screen City Biennial 2017 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Screen City Biennial 2017 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Screen City Biennial in Stavanger, the first Nordic Biennial dedicated to the expanded moving image in public space, returns in October for its third edition, presenting a rich program of events and artworks exploring the relationship between moving images, sound, technology and urban space.[:it]Ritorna ad ottobre la terza edizione di Screen City Biennial a Stavanger, la prima biennale nordica dedicata all&#039;immagine espansa in movimento nei luoghi pubblici, con un programma denso di eventi e opere d\u2019arte che esplorano la relazione fra immagini in movimento, suono, tecnologia e spazio urbano.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-09-12T13:00:18+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-09-18T09:17:06+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1400\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione Digicult\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione Digicult\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/\",\"name\":\"Screen City Biennial 2017 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png\",\"datePublished\":\"2017-09-12T13:00:18+00:00\",\"dateModified\":\"2017-09-18T09:17:06+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7f7953dd7d02dc6fca67d18299fbfa0e\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png\",\"width\":1400,\"height\":600},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Screen City Biennial 2017\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7f7953dd7d02dc6fca67d18299fbfa0e\",\"name\":\"Redazione Digicult\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/simbolo-grigio-96x96.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/simbolo-grigio-96x96.png\",\"caption\":\"Redazione Digicult\"},\"description\":\"Digicult \u00e8 dal 2005 una delle principali piattaforme in Rete che esamina l\u2019impatto delle tecnologie digitali e delle scienze su arte, design e cultura contemporanea. Digicult \u00e8 una testata editoriale che quotidianamente si occupa di pubblicare news, informazioni, articoli, interviste, report e saggi. Digicult ha una struttura liquida, siamo un vero e proprio network, una nuova categoria di professionisti mutevole e non classificata, che lavora in attraverso paradigmi estetici, culturali e tecnologici fluidi e condivisi.\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/mkadmin\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Screen City Biennial 2017 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Screen City Biennial 2017 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Screen City Biennial in Stavanger, the first Nordic Biennial dedicated to the expanded moving image in public space, returns in October for its third edition, presenting a rich program of events and artworks exploring the relationship between moving images, sound, technology and urban space.[:it]Ritorna ad ottobre la terza edizione di Screen City Biennial a Stavanger, la prima biennale nordica dedicata all'immagine espansa in movimento nei luoghi pubblici, con un programma denso di eventi e opere d\u2019arte che esplorano la relazione fra immagini in movimento, suono, tecnologia e spazio urbano.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2017-09-12T13:00:18+00:00","article_modified_time":"2017-09-18T09:17:06+00:00","og_image":[{"width":1400,"height":600,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png","type":"image\/png"}],"author":"Redazione Digicult","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione Digicult","Tempo di lettura stimato":"21 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/","name":"Screen City Biennial 2017 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png","datePublished":"2017-09-12T13:00:18+00:00","dateModified":"2017-09-18T09:17:06+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7f7953dd7d02dc6fca67d18299fbfa0e"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/screencity5.png","width":1400,"height":600},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/screen-city-biennial-2017\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Screen City Biennial 2017"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7f7953dd7d02dc6fca67d18299fbfa0e","name":"Redazione Digicult","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/simbolo-grigio-96x96.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/simbolo-grigio-96x96.png","caption":"Redazione Digicult"},"description":"Digicult \u00e8 dal 2005 una delle principali piattaforme in Rete che esamina l\u2019impatto delle tecnologie digitali e delle scienze su arte, design e cultura contemporanea. Digicult \u00e8 una testata editoriale che quotidianamente si occupa di pubblicare news, informazioni, articoli, interviste, report e saggi. Digicult ha una struttura liquida, siamo un vero e proprio network, una nuova categoria di professionisti mutevole e non classificata, che lavora in attraverso paradigmi estetici, culturali e tecnologici fluidi e condivisi.","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/mkadmin\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52157"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52196,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52157\/revisions\/52196"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}