{"id":51371,"date":"2017-05-15T12:57:17","date_gmt":"2017-05-15T10:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=51371"},"modified":"2017-05-15T12:58:07","modified_gmt":"2017-05-15T10:58:07","slug":"electropark-exchanges","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/sound\/electropark-exchanges\/","title":{"rendered":"Electropark Exchanges"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong>Electropark Exchanges<\/strong> si rinnova in citt\u00e0 proponendo un trittico di concerti\u00a0degno della miglior tradizione rinascimentale. Protagonisti saranno tre rinomati artisti canadesi in tre differenti ambienti\u00a0del complesso architettonico del teatro<strong> Franco Parenti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 23 Maggio \u2013 ore 21, Sala Grande<br \/>\nTIM HECKER [Vancouver \u2013 CAN]\n\u201cL\u2019Arcobaleno della Gravit\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Torna finalmente in Italia il pluripremiato compositore e sound artist canadese, dopo il successo raccolto dal suo ultimo e recente lavoro \u2018<em>Love Streams\u2019 <\/em>uscito per la storica etichetta 4AD, che ha mietuto consensi unanimi di pubblico e critica.\u00a0Evento unico e imperdibile, il primo della rassegna <strong>Exchange<\/strong> di quest\u2019anno, all\u2019interno della <strong>Sala Grande del Teatro Franco Parenti<\/strong> che accoglier\u00e0 le impalpabili superfici sonore dell\u2019artista in una sospensione onirica e stratificata di luci ed ombre, vuoto e volume.<\/p>\n<p>Negli anni quaranta e cinquanta mentre il mondo era lacerato dalla seconda guerra mondiale, scienzati da tutto il mondo studiavano strategiche soluzioni alternative di energia e carburanti. Arrivarono a progettare in via del tutto sperimentale speciali superfici convesse e paraboliche in grado di convogliare in un punto focale altissime frequenze sonore umanamente inudibili, riuscendo a far letteralmente lievitare piccole fibre di sughero e di legno, tramite il solo ausilio del suono.<\/p>\n<p>Siamo sicuri che l\u2019intensit\u00e0 di cui \u00e8 capace il maestro canadese ci far\u00e0 innavvertitamente dimenticare la gravit\u00e0 terrestre a cui siamo inevitabilmente abituati e certi, proiettandoci nel suo mondo sonoro fatto di astrazioni organiche, corrosive e dissonanti, in grado di staccarci da terra e dai sedili del teatro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51377\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark2.png\" alt=\"electropark2\" width=\"759\" height=\"596\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark2-300x236.png 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark2-600x471.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 13 Giugno &#8211; ore 21, Bagni Misteriosi<br \/>\nEGYPTRIXX [Toronto &#8211; CAN]\n\u201cGiochi nell\u2019acqua\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Dietro il faraonico moniker di <em>Egyptrixx<\/em> si nasconde il produttore elettronico <strong>David Psutka<\/strong>, proveniente da Toronto.\u00a0Il suo percorso musicale \u00e8 molto incline a fascinazioni e trasfigurazioni tanto \u00e8 vero che sono diversi i progetti su cui lavora contemporaneamente, da solista come Egyptrixx e pi\u00f9 recentemente <strong>Ceramic TL e in duo come Hiawatha e Anamai.<\/strong><\/p>\n<p>Fresco di pubblicazione con il suo nuovo e secondo album \u2018<em>Pure, Beyond Reproch<\/em>\u2019, uscito per l\u2019etichetta Halocline Trance, di cui \u00e8 propietario e promotore, l\u2019artista esplora e rielabora in atmosfere cangianti personali suggestioni che spaziano dalla house all\u2019ambient, dal metal al noise. Tale costante ricerca di stili differenti da esplorare attesta una poliedricit\u00e0 propria di una complessa forma geometrica solida, fatta di elementi fragili, superfici riflettenti ed ipnotiche.<\/p>\n<p>Sul finire degli anni ottanta l\u2019ormai affermato cineasta <strong>Peter Greenaway<\/strong>, alle prese con una ostica sceneggiatura per un thriller tragicomico, ebbe un\u2019idea folgorante osservando quei quaderni per bambini in cui si colora un disegno riempiendo le caselle\u00a0numerate con diversi colori. Inscen\u00f2 cos\u00ec una semplice trama in un enigma ad incastri, composto da una grande quantit\u00e0 di\u00a0elementi simbolici ed estetici cari all\u2019artista, dove nell\u2019opera appaiono in maniera pi\u00f9 o meno evidente o celata, tutta una serie di numeri in ordine crescente come se vi fosse in atto una sorta di conteggio, introdotto all\u2019inizio del film da una bambina che,\u00a0mentre salta la corda, conta e nomina le stelle, fermandosi a cento.<\/p>\n<p><strong>Nella sontuosa sede dei Bagni Misteriosi<\/strong> l\u2019artista canadese creer\u00e0 una caleidoscopica scansione temporale incorniciata dal ritmo tranquillo delle onde della piscina, tramite collisioni percussive e sonorit\u00e0 granulari ci catturer\u00e0 in un incantesimo\u00a0geometrico e plastico capace di farci vagare attoniti ed in equilibrio attorno al perimetro della vasca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51378\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark3.png\" alt=\"electropark3\" width=\"759\" height=\"596\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark3.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark3-300x236.png 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark3-600x471.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 4 Luglio \u2013 Ore 21, Sala Testori<br \/>\nMARIE DAVIDSON [Montreal &#8211; CAN]\n\u201cSpecie di Spazi\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ospite del terzo e ultimo appuntamento di Electropark Exchanges sar\u00e0 <strong>Marie Davidson, rivelazione dell\u2019elettropop contemporaneo<\/strong> emersa dal prolifico epicentro culturale di Montreal, gi\u00e0 attiva come membro di lunga data degli <strong>Essaie Pas (DFA Records) e DKMD<\/strong>.<\/p>\n<p>Da giovane promessa della vivace comunit\u00e0 sperimentale canadese in poco tempo ha affinato i suoi molti talenti, stupendo tutti con le sue prime composizioni a suo nome, pubblicando \u2018<em>Perte d\u2019identit\u00e9<\/em>\u2019 nel 2014 seguito da \u2018<em>Un Autre Voyage<\/em>\u2019 e dal recente \u2018<em>Adieux Au Dancefloor<\/em>\u2019, uscito l\u2019anno scorso per Cititrax e menzionato da molti come disco dell\u2019anno, rivelandosi artista matura e completa in possesso della giusta combinazione di confidenza come presenza dal vivo, vulnerabilit\u00e0 nella scrittura di testi e indubbie capacit\u00e0 vocali.<\/p>\n<p><strong>Georges Perec<\/strong>, geniale scrittore parigino, amava osservare dalla finestra il laborioso brulicare di forme, movimenti ed energie proprie di una metropoli. Diede cos\u00ec alle stampe una sorta di bestiario di spazi, cercando di mappare e mostrare diverse specie, come di norma viene fatto con le differenti specie del mondo degli animali o delle piante. Prendendo spunto dalla tassonomia, disciplina della classificazione, inizi\u00f2 cos\u00ec ad analizzare i pi\u00f9 vari ed eventuali dati spaziali, una stanza, una citt\u00e0, l\u2019europa, il mondo nella sua totalit\u00e0. Un po\u2019 per gioco ed un po\u2019 come pretesto per parlare del suo rapporto con la letteratura, si accorse ben presto che doveva partire dal descrivere lo spazio proprio del foglio bianco che aveva davanti, con i limiti fisici imposti dal bordo ed il materiale con cui esso da circa un millennio viene fabbricato, cio\u00e8 la carta. Quanti ettari di foresta occorreranno per permettergli di scrivere quello che ha in mente?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51379\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark4.png\" alt=\"electropark4\" width=\"759\" height=\"596\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark4.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark4-300x236.png 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/electropark4-600x471.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Marie Davidson<\/strong> tramite ritmi ipnotici, sintetizzatori minimali ed un lento declamare dei suoi testi riesce a descrivere e a dare forma a complessi stati d\u2019animo, facendo immergere gli ascoltatori in ossessionanti immagini emotive e attraenti. La sua speciale lente d\u2019ingrandimento mette a fuoco anche i particolari pi\u00f9 insignificanti e reconditi, riuscendo a padroneggiare e trasformare una indagine del quotidiano su pi\u00f9 livelli, nelle pieghe pi\u00f9 nascoste e nei suoi anfratti generalmente trascurati o rimossi. La scrittura della giovane artista canadese dar\u00e0 origine ad uno spazio sonoro ed emozionale che, sfuggendo alle pareti grezze della Sala Testori, potr\u00e0 espandersi a sua volta in un altro spazio, quello vivente dell\u2019esperienza e nel ricordo degli spettatori.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Electropark Exchanges si rinnova in citt\u00e0 proponendo un trittico di concerti\u00a0degno della miglior tradizione rinascimentale. Protagonisti saranno tre rinomati artisti canadesi in tre differenti ambienti\u00a0del complesso architettonico del teatro Franco Parenti. 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