{"id":51364,"date":"2017-05-15T11:04:02","date_gmt":"2017-05-15T09:04:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=51364"},"modified":"2017-05-15T11:05:54","modified_gmt":"2017-05-15T09:05:54","slug":"segni-leggeri-internet-non-e-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/web\/segni-leggeri-internet-non-e-per-sempre\/","title":{"rendered":"Segni leggeri. Internet non \u00e8 per sempre"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong>A cura di Alessandra Ioal\u00e8<\/strong><\/p>\n<p><strong>BAG Gallery<\/strong> di Parma ha aperto da qualche giorno\u00a0<strong>\u201cSegni Leggeri. Internet non \u00e8 per sempre\u201d<\/strong>, la bipersonale di <strong>Guido Segni e Luca Leggero<\/strong>. Una mostra inconsueta che la BAG decide di ospitare per la particolarit\u00e0 e la forza concettuale che contraddistinguono le ricerche dei due artisti toscani, posti in un dialogo di confronto che ne mette in evidenza i punti di tangenza, le peculiari caratteristiche e gli originali punti di vista su ci\u00f2 che concerne l\u2019uso e la presenza di Internet nella vita quotidiana di ciascun individuo contemporaneo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 si traduce in un percorso espositivo cronologico e tematico in cui si colloca una serie di opere realizzate dal 2013 al 2015, fino agli ultimi due lavori, presentati per la prima volta in questa occasione, che chiudono il percorso in galleria ma introducono gi\u00e0 le nuove possibilit\u00e0 di ricerca dei due autori.<\/p>\n<p>Riflettendo su tematiche attuali, ma ancora molto poco considerate, come l\u2019immateriale digitale, l\u2019obsolescenza programmata e la conseguente esigenza di materializzazione dell\u2019effimero in ambito web, <strong>Segni e Leggero sono riusciti ad andare ben oltre ci\u00f2 che noi possiamo definire new media art<\/strong>, proprio in favore di una multidisciplinariet\u00e0 che soddisfi, prima di tutto, esigenze estetico- espressive in accordo con la riflessione concettuale attuata, che pone le sue radici nel web per poi oltrepassare il confine virtuale e prendere vita in performance e materializzarsi in opere concrete attraverso l\u2019uso di supporti e la sperimentazione di materiali anticonvenzionali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51368\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri2.png\" alt=\"segnileggeri2\" width=\"759\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri2-300x203.png 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri2-600x406.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dalle prime opere su web del 2013, visibili solo online, che segnano il primo punto di tangenza delle due ricerche artistiche ragionando su l\u2019obsolescenza programmata, passando per progetti come la <strong>performance algoritmica \u201cA quiet desert failure\u201d elaborata da Guido Segni nel 2015 e la serie di tele <em>Google Art On Canvas<\/em> iniziata nel 2015 da Luca Leggero<\/strong>, che ampliano tale riflessione ai contenuti on line dei database di immagini stoccate nei server di Google Maps e Google Art. Incontriamo poi opere dal carattere pi\u00f9 critico e allo stesso tempo pi\u00f9 ironico, come le bandiere <strong><em>Facebook lgbt Flag<\/em> di Leggero<\/strong> del 2015 e le video performance online <strong><em>Work less Work all<\/em> di Segni<\/strong> del 2014, che riflettono sui fenomeni di massa generati all\u2019interno di sistemi propri dell&#8217;era digitale o post-digitale, in ambito socio-culturale e lavorativo. Infine ritroviamo i due artisti e la loro ricerca nuovamente vicini, stavolta per ci\u00f2 che concerne l\u2019esigenza di materializzare ci\u00f2 che nasce in ambito virtuale, con due opere inedite realizzate tra il 2016 e il 2017: <strong>il basso rilievo <em>Verba Volant<\/em> di Guido Segni e la serie di sculture <em>Google Material Art<\/em> di Luca Leggero<\/strong>.<\/p>\n<p>Con tali modalit\u00e0 di espressione di visioni, ironiche quanto mai critiche, su una realt\u00e0 sociale sempre meno reale e pi\u00f9 riversa in quella virtuale, con la preoccupazione della possibilit\u00e0 che arrivi anche per Internet il tempo di spirare, riproponendosi irrimediabilmente la problematica della\u00a0memoria e del mancato lascito ai posteri, i due artisti sono diventati ben presto rappresentanti significativi e le loro ricerche divenute punti di riferimento di questo campo dell\u2019arte in accordo con ci\u00f2 che sta accadendo nel panorama attuale nazionale e internazionale.<\/p>\n<p>In occasione della mostra sar\u00e0 realizzato il catalogo in edizione limitata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51369\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri3.png\" alt=\"segnileggeri3\" width=\"759\" height=\"596\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri3.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri3-300x236.png 300w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/segnileggeri3-600x471.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Luca Leggero<\/strong><\/p>\n<p>Con il suo lavoro ha prodotto una personale rilettura della storia dell\u2019arte mettendola in relazione <em>con il web. Ha usato i telefoni cellulari in modo alternativo, creando performance audio e video, composizioni musicali e installazioni. Recentemente si interessa alla sempre crescente influenza che i le grandi compagnie dot-com esercitano sulla nostra vita quotidiana. \u00c8 fondatore del collettivo <\/em>multimediale MAIS e fa parte del comitato editoriale della casa editrice di libri d\u2019artista Atypo.org. <em>Ultime es<\/em>posizioni: \u201c(More) Google Art on Canvas\u201c, City Art, Milan, \u201cGoogle Art on Canvas\u201c, ULTRA c\/o eflux, Udine, \u201cCon desiderio e con timore\u201c, Placentia Arte, Piacenza, \u201cBAU A3D\u201c, Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, \u201cXXIV waves for piano solo \u2013 <em>to David <\/em>Lynch\u201c, Lucca Film Festival, Lucca, \u201cContemporary Cities\u201c, HOC\/, Internet. Pubblicazioni: \u201cQuando l&#8217;arte catturata da Google torna su tela\u201d by Federico Martelli, The Creators Project; \u201cLibro d\u2019artista moltiplicato: segno, oggetto, ambiente come forme di comunicazione\u201d by Natalia Molchanova, Accademia di belle arti di Brera, Milan; \u201cUnderstanding Software: Why Software Studies Matter\u201d byArthur Teutler, UvA New Media Studies Course, University of Amsterdam; \u201cLuca Leggero, Contemporary Cities\u201d by Irene Panzani, Observatoirexpans\u00e9; \u201cISSUE #2 Interview with Luca Leggero\u201d by Giulia Daolio, HOC\/. <a href=\"http:\/\/www.leggerostudio.com\/\">www.leggerostudio.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Guido Segni<\/strong><\/p>\n<p>Vive e lavora in Italia, all\u2019estero e in Internet nelle intersezioni tra arte, cultura dei nuovi media e <em>allucinazioni digitali. Co-fondatore del gruppo Les Liens Invisibles, ha esposto internazionalmente in gallerie, musei (MAXXI Rome, New School of New York, KUMU Art Museum of Talinn) e festival di arte contemporanea e nuovi media (International Venice Biennale, Piemonte SHARE Festival, Transmediale). Ha recentemente vinto una menzione onoraria al Festival Transmediale di Berlino <\/em>(2011). Artista e Webdesigner, si occupa di arte e nuovi media dalla fine degli anni \u201890. Ha scritto <em>articoli e recensioni per le pi\u00f9 note riviste di <\/em>settore (Neural, Digicult). Insegna all\u2019Accademia di <em>Belle Arti di Carrara. Segue laboratori pratici e corsi di formazione legati al mondo della produzione digitale e multimediale. Ultime esposizioni: &#8220;A New Social Contract&#8221;, curated by Elena Giulia Abbiatici for OFF Biennale, Cairo, November 28 &#8211; December 29 2015; &#8220;Object&#8221; | <\/em>Pixxelpoint media art festival curated by Igor \u0160tromajer, Nova Gorica and Gorizia , November 27 \u2013 <em>December 4 2015; &#8220;(in)exactitude in science&#8221; @ The Wrong: New Digital Art Biennale, curated by Filippo Lorenzin and Kamilia Kard, November 1<\/em>\u2013 <em>January 31 2016; &#8220;Ego Update. Die Zukunft der digitalen Identit\u00e4t&#8221; curated by Alain Bieber, NRW-Forum, D\u00fcsseldorf , September 19 &#8211; January 17\u00a0<\/em><em>2016; &#8220;Random Access Memory&#8221; Media Art Festival, Art Museum Arad, Romania, October 17 &#8211; November 17, 2014; &#8220;Reality check&#8221; curated by Filippo Lorenzin, Spazio ULTRA, Udine, October 4\u00a0<\/em><em>&#8211; November 15 , 2014; &#8220;Pics or it didn&#8217;t happen&#8221; online solo exhibition at HOC Gallery, July 15 &#8211; October 15, 2014.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.bag-gallery.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.bag-gallery.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BAG Gallery di Parma ha aperto da qualche giorno \u201cSegni Leggeri. Internet non \u00e8 per sempre\u201d, la bipersonale di Guido Segni e Luca Leggero. 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