{"id":48171,"date":"2016-04-20T16:02:19","date_gmt":"2016-04-20T14:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=48171"},"modified":"2016-05-02T10:24:06","modified_gmt":"2016-05-02T08:24:06","slug":"lexposition-imaginaire-the-imaginary-exhibition","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/web\/lexposition-imaginaire-the-imaginary-exhibition\/","title":{"rendered":"L\u2019Exposition Imaginaire. (The Imaginary Exhibition)"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>Mentre ci adattiamo alle condizioni attuali del nostro mondo digitale, cambiamo anche il modo in cui percepiamo l\u2019arte. Di questi tempi chiunque pu\u00f2 dare uno sguardo alle mostre facendo clic su un pulsante o con un tocco sullo schermo e accedere ai siti web di musei e gallerie.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la presenza fisica di un\u2019opera d\u2019arte su un display in un dato luogo sta diventando sempre pi\u00f9 secondaria alla luce della circolazione globale delle riproduzioni. Come affrontano le sedi espositive tale tendenza alla dematerializzazione? Le aspettative di una mostra possono essere completamente soddisfatte se il suo contenuto viene trasferito in un archivio virtuale?<\/p>\n<p><em>L\u2019Exposition Imaginaire<\/em>\u00a0cerca di rispondere a queste domande con una variet\u00e0 di formati. Il nome della mostra deriva dal famoso <strong>Museo Immaginario<\/strong> inventato da <strong>Andr\u00e9 Malraux<\/strong> nel 1947. Per questo progetto, lo scrittore e l\u2019ex <strong>Ministro francese della Cultura<\/strong> hanno riunito insieme fotografie di sculture di diverse epoche e culture per creare un \u201c<em>museo senza muri<\/em>\u201d. Il progetto del libro, intitolato \u201cLe Mus\u00e9e imaginaire de la sculpture mondiale\u201d, non era di essere un\u2019enciclopedia, ma era invece interessato a un dialogo visivo tra opere d\u2019arte provenienti da varie ere e paesi d\u2019origine differenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Exposition-imaginaire-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-48174\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Exposition-imaginaire-2.png\" alt=\"Exposition imaginaire 2\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Exposition-imaginaire-2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Exposition-imaginaire-2-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 centrale, in questa serie di pubblicazioni, uno sguardo comparativo degli oggetti d\u2019arte, la scoperta degli stessi motivi che caratterizzano tutte le storie dell\u2019arte e l\u2019evoluzione unica del linguaggio visivo. Il museo virtuale sottoforma di libro ha reso possibile la creazione di sempre nuove combinazioni, dato che l\u2019azione di camminare per gli spazi espositivi \u00e8 stata sostituita dallo sfogliare le pagine. Questo tipo di museo \u00e8 un archivio e deposito di conoscenza, ma, soprattutto, un armadio di meraviglie che colleziona elementi che, come tali, non sarebbero mai venuti a contatto l\u2019uno con l\u2019altro. In questo modo <strong>Malraux<\/strong> ha anticipato lo sviluppo di una cosa che oramai \u00e8 diventata quotidiana.<\/p>\n<p>Oggi internet rende disponibili, in qualsiasi momento e ovunque, rappresentazioni di opere d\u2019arte, video e visite virtuali di gallerie e musei. \u00c8 questo l\u2019inizio della fine delle mostre? O \u00e8 invece l\u2019avvio di un nuovo inizio con formati espositivi completamente diversi?\u00a0 Da tempo ormai, coloro che sono interessati all\u2019arte non hanno visitato le mostre solo all\u2019interno dei musei o delle gallerie. Al contrario, hanno consultato piattaforme online come <a href=\"http:\/\/www.contemporaryartdaily.com\/\">Contemporary Art Daily<\/a>, guardando video delle opere su Vimeo <strong>(per esempio Oliver Laric, <em>Versions<\/em>, 2010)<\/strong> recuperando informazioni online. Tuttavia l\u2019esperienza dell\u2019opera d\u2019arte attraverso questi mezzi secondari non \u00e8 affatto uno sviluppo recente. Molto prima dell\u2019avvento di internet, c\u2019erano libri e riviste, guide turistiche e (pi\u00f9 tardi) canali televisivi che presentavano l\u2019arte senza vincolare le persone a un luogo preciso.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui <strong>Kunsthalle Wien<\/strong> \u2013 un\u2019istituzione senza una propria collezione permanente, impegnata nella creazione di mostre e festival in vari formati discorsivi \u2013 chiede se, e se si, come il design delle mostre sia cambiato e in che modo l\u2019istituzione stessa sia adesso costretta a rinnovarsi.<\/p>\n<p><em>L<strong>\u2019Exposition Imaginaire\u00a0<\/strong><\/em><strong>propone conferenze, seminari e discussioni<\/strong>, con l\u2019intervento di artisti, storici dell\u2019arte, architetti e studiosi, che si svolgeranno dal vivo all\u2019interno della mostra o che verranno trasmesse attraverso proiezioni video. Alla mostra sar\u00e0 presente anche un film collage, che suggerir\u00e0 alcuni aspetti del dibattito sulla dematerializzazione dell\u2019arte e la sua ricezione. Il video conterr\u00e0 inoltre anche una sezione di spezzoni estrapolati da varie conversazioni e conferenze, cos\u00ec da amplificare la gamma di argomenti affrontati per aiutarci a identificare le prospettive e i limiti della digitalizzazione dell\u2019arte.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/17805188?title=0&#038;byline=0&#038;portrait=0\" width=\"759\" height=\"427\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Conferenze e discussioni di\/con:\u00a0<\/strong>Defne Ayas, Erika Balsom, Paul Barsch &#038; Tilman Hornig, Dieter Bogner, Manuel Borja-Villel, Roger Bundschuh, Stefano Cernuschi, Sebastian Cichoki, Mathieu Copeland, Thomas Demand, Chris Fitzpatrick, Annie Fletcher,\u00a0Bernhard Garnicnig, Dorothea von Hantelmann, J\u00f6rg Heiser, Alexander Horwarth, Daniel Hug, Julian Irlinger, Lolita Jablonskien\u0117, Chris Kabel, Leon Kahane, Antje Krause-Wahl, Raimundas Malasauskas, Francesco Manacorda, J\u00fcrgen Mayer H, Thomas Meinecke, Markus Miessen, Nina M\u00f6ntmann, Forrest Nash, Philippe Pirotte, Florian Pollack, Chantal Pontbriand, Christian Rattemeyer\u200b, Dieter Roelstraete, Willem de Rooij, Bettina Steinbr\u00fcgge, Wolfgang Ullrich, Artie Vierkant, Markus Weisbeck, e altri.<\/p>\n<p><strong>Curatori:<\/strong>\u00a0Anne Faucheret, Lucas Gehrmann, Vanessa Joan M\u00fcller, Luca Lo Pinto, Nicolaus Schafhausen, Jan Tappe<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.kunsthallewien.at%20\" target=\"_blank\">www.kunsthallewien.at\u00a0<\/a><\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo digitale non sta cambiando solo le nostre abitudini, ma anche il nostro modo di percepire e vivere l&#8217;arte. Recarsi al museo sembra oggi una pratica in via d&#8217;estinzione, sostituita dalle passeggiate virtuali all&#8217;interno delle gallerie d&#8217;arte. La mostra cerca di rispondere a questi quesiti, osservando il fenomeno da varie prospettive.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":48173,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328,52],"tags":[],"class_list":["post-48171","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","category-web","agenda-2016-04"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L\u2019Exposition Imaginaire. (The Imaginary Exhibition)<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"The digital world is changing not only our habits, but also the way we perceive and experience art. 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