{"id":47865,"date":"2016-03-16T12:58:06","date_gmt":"2016-03-16T10:58:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=47865"},"modified":"2016-05-02T10:36:43","modified_gmt":"2016-05-02T08:36:43","slug":"the-black-chamber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/web\/the-black-chamber\/","title":{"rendered":"The Black Chamber"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>La mostra <strong><em>Black Chamber<\/em><\/strong> \u00e8 una selezione di alcune delle opere pi\u00f9 emblematiche di una generazione di artisti e attivisti che si sono serviti di tecnologia e sociologia per sviscerare i fenomeni contemporanei della sorveglianza e della paranoia, oltre che l&#8217;ambiguit\u00e0 del voyerismo di massa e gli effettivi sistemi di controllo sui cittadini impiegati dalle corporazioni o dallo Stato.<\/p>\n<p>Operano talvolta al centro, ma pi\u00f9 spesso ai confini di questo immenso, misterioso e sfuggente mosaico di forze in perenne evoluzione: sono artisti post-studio, dissidenti politici, tecnologi ribelli e giornalisti anticonvenzionali. Questo miscuglio di personalit\u00e0 appassionate\u00a0 si prodiga per suggerire metodi di diffusione delle informazioni alternativi e sempre effimeri, che contrastino i processi automatizzati di controllo sui corpi e sulle fantasie collettive. Sanno bene che nessuna delle mappe esistenti \u00e8 affidabile al cento per cento.<\/p>\n<p>La posta in gioco consiste sia nel ruolo della tecnologia nel plasmare la cultura globale, sia nell&#8217;opportunit\u00e0 che viene data alla gente di elevarsi sul piano tecnologico, sociale e perfino estetico. I creativi e gli attivisti invitati a prendere parte alla <strong><em>Black Chamber<\/em><\/strong>, unendo la passione degli esploratori e dei superutenti con l&#8217;accuratezza del giornalismo investigativo, trasformeranno storie di problematiche associate al governo delle infrastrutture e al controllo sull&#8217;immaginario collettivo in forme visive sottili e peculiari.<\/p>\n<p><strong>Con:<\/strong> Jacob Appelbaum &amp; Ai Weiwei, Zach Blas, James Bridle, \u00c9milie Brout &amp; Maxime Marion, Simon Denny, Jill Magid, !Mediengruppe Bitnik, Metahaven, Laura Poitras, Evan Roth.<\/p>\n<p><strong>A cura di: <\/strong>Eva and Franco Mattes e Bani Brusadin.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47867\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-2.png\" alt=\"black 2\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-2-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 2005 <strong>i servizi segreti olandesi (AIVD)<\/strong> commissionarono a <strong>Jill Magid<\/strong> l&#8217;incarico di migliorare l&#8217;immagine del loro quartier generale, donando ad AIVD \u201cun volto umano\u201d. Cos\u00ec per i tre anni successivi Magid organizz\u00f2 incontri con impiegati volontari in luoghi pubblici casuali; avendo ricevuto come restrizione il divieto di utilizzare apparecchi audio o video, l&#8217;artista raccolse i dati sensibili dei lavoratori in appunti scritti a mano. Quegli stessi appunti diedero poi vita al progetto Article 12, parte del quale fu immediatamente censurato senza revisione preliminare e divenne consultabile solo ed esclusivamente dai servizi segreti stessi.<\/p>\n<p>La serie di bandiere <strong><em>Citizen Ex<\/em><\/strong> di <strong>James Bridle<\/strong> \u00e8 costituita da stendardi a grandezza naturale, realizzate sulla base dei dati del progetto <em>Citizen Ex:<\/em> \u201cOgni volta che ci connettiamo a internet attraversiamo il tempo, lo spazio e la legge\u201d afferma Bridle. Queste informazioni vengono archiviate e rilevate in diverse locazioni, vengono utilizzate per prendere decisioni su di noi e determinare i nostri diritti. Sono decisioni prese da persone, compagnie, Paesi e macchine, nel contesto di molti governi e giurisdizioni. <em>Citizen Ex<\/em> ci mostra dove questo accade, cercando di definire una nuova forma di \u201ccittadinanza algoritmica\u201d. Una forma di cittadinanza creata alla velocit\u00e0 della luce e nomade per natura, pur rivelando un sostrato fitto di dati, protocolli e regole.<\/p>\n<p>Nell&#8217;era della connessione onnipresente e di massa, l&#8217;intimit\u00e0, come l&#8217;effettiva rappresentanza politica, vengono paradossalmente mediate dalle tecnologie per uso \u201cpersonale\u201d. Ecco perch\u00e9 le rivelazioni di <strong>Edward Snowden<\/strong>, pur tradendo apparentemente il governo, hanno alterato in maniera fondamentale il nostro rapporto con la rete, con gli strumenti e con l&#8217;immaginario annesso. Sviluppatosi dalla collaborazione fra la cantante e artista <strong>Holly Herndon<\/strong> e <strong>Metahaven<\/strong>, <strong><em>Home<\/em><\/strong> getta le proprie fondamenta su quel \u201cvelo di dati\u201d fatto di loghi e simboli tratti dai documenti resi pubblici da Snowden. Come ha detto Metahaven: \u201cWikiLeaks e Snowden hanno usato delle \u2018informazioni\u2019 come materia prima per i cambiamenti politici, lasciando la palla al centro del campo di \u2018immaginazione\u2019 per fare la prossima mossa.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47868\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-3.png\" alt=\"black 3\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-3.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-3-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Satoshi Nakamoto<\/strong> \u00e8 il creatore di <strong><em>Bitcoin<\/em><\/strong>, un rivoluzionario e infalsificabile sistema di pagamento che permette di eseguire transazioni online in modo anonimo. Il contante virtuale \u00e8 ampiamente utilizzato sulle darknets, reti private che garantiscono l\u2019anonimit\u00e0 a chi ha una cattiva reputazione, soprattutto a causa delle attivit\u00e0 di criminali informatici che esse agevolano (traffico di droga, contraffazione, ecc.). Dal suo primo messaggio pubblico fino alla sua scomparsa il 12 dicembre del 2010, Nakamoto ha fatto di tutto per preservare la sua identit\u00e0. <strong>\u00c9milie Brout &amp; Maxime Marion<\/strong> hanno deciso di provare l\u2019esistenza di <strong>Satoshi Nakamoto<\/strong> utilizzando la tecnologia da lui creata.<\/p>\n<p><strong><em>The Personal Effects of Kim Dotcom<\/em><\/strong> di <strong>Simon Denny<\/strong> \u00e8 una collezione di copie, rapine e limitazioni del \u201creale\u201d contrabbando. Ci\u00f2 forma un punto centrale concreto per quella che potrebbe essere vista come una delle pi\u00f9 importanti discussioni legali del momento, coinvolta cos\u00ec com\u2019\u00e8 in confini, legge, spettacolo e per cosa significhi rubare, essere sorvegliato, e chi possiede cosa.<\/p>\n<p><strong><em>La Fag Face Mask<\/em><\/strong>, contraddistinta dal colore rosa, \u00e8 una delle cinque maschere nella collezione di <strong>Zach Blas<\/strong>, chiamata <em>Facial Weaponization Suite<\/em>. Aggregando scansioni facciali biometriche di una moltitudine di uomini omosessuali, Blas ha creato un singolo composto facciale, che ha manipolato per creare qualcosa di eccessivo e senza forma. Se ottenere visibilit\u00e0 nella societ\u00e0 in rete vuol dire contribuire a un database opaco e privato o solo essere sottoposti alla sorveglianza dello stato, allora <em>Fag Face Mask<\/em> \u00e8 un esempio di ci\u00f2 che Blas chiama \u201ctecnologie omosessuale\u201d, una forma di pubblico sperimentale, ingegneria di base contraria che sfida la nozione di tecnologia come un obiettivo, in particolare quando \u00e8 usato come uno strumento di controllo automatico sulle persone.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47869\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-4.png\" alt=\"black 4\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-4.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-4-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47870\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-5.png\" alt=\"black 5\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-5.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/black-5-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>Panda-to-Panda<\/em><\/strong>, un progetto congiunto dell\u2019artista cinese <strong>Ai WeiWei<\/strong> e dell\u2019hacktivist e dissidente politico\u00a0 <strong>Jacob Appelbaum<\/strong>, non riguarda la sorveglianza ma la segretezza. Ci dovrebbe essere assoluta trasparenza per tutti quelli che esercitano potere pubblico; la privacy \u00e8 invece per gli altri. Sfortunatamente, la realt\u00e0 dei governi e delle societ\u00e0 in rete rivela che \u00e8 vero il contrario.<\/p>\n<p><em>Panda-to-Panda<\/em> sembra un dolce panda giocattolo di peluche, quando in realt\u00e0 \u00e8 una versione condensata delle strategie di resistenza collettiva adottate da milioni di persone in Cina (\u201cpanda\u201d come una famosa parola in codice per parlare di censura e per aggirarla) o altrove (come una crittografia o tecnologie decentrate peer-to-peer).<\/p>\n<p>La regista vincitrice dell\u2019Oscar <strong>Laura Poitras<\/strong> ha ripreso delle scene di <em>Panda-to-Panda<\/em> nel film <em>The Art of Dissent<\/em>, un cortometraggio che mostra l\u2019empatia e l\u2019impegno personale e politico di tre persone che hanno dovuto lasciare i loro paesi e che erano o sono ancora oggetto di sorveglianza indiscriminata ed opaca a causa delle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" 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