{"id":47021,"date":"2016-01-14T16:30:31","date_gmt":"2016-01-14T14:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=47021"},"modified":"2016-05-02T10:36:47","modified_gmt":"2016-05-02T08:36:47","slug":"manfred-mohr-artificiata-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/news-agenda\/manfred-mohr-artificiata-ii\/","title":{"rendered":"Manfred Mohr: Artificiata II"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>In occasione della sua seconda mostra al <strong>Carroll \/ Fletcher<\/strong>, il pioniere dell\u2019arte digitale <strong>Manfred Mohr<\/strong> presenta una serie di nuovi pezzi facendo una mappa delle sue ricerche formali dello spazio teorico in lavori generativi basati su uno schermo, disegni e dipinti a getto d\u2019inchiostro.<\/p>\n<p>Uno dei primi artisti di sempre a produrre disegni a computer, Mohr inizialmente si esercit\u00f2 come pittore, e ha realizzato rigorosamente minimi dipinti e disegni sin dalla fine degli anni \u201950. L\u2019Espressionismo Astratto inform\u00f2 i suoi primi lavori, ma l\u2019artista velocemente crebbe con diffidenza nei confronti della mancanza di controllo inerente alla pratiche espressioniste.<\/p>\n<p>Ispirato dal pensiero del filosofo <strong>Max Bense<\/strong> secondo cui una forma d\u2019arte \u201cpulita e logica\u201d fosse possibile \u2013 ed in effetti auspicabile \u2013 Mohr inizi\u00f2 a sviluppare ci\u00f2 che chiam\u00f2 \u201cun\u2019estetica programmata\u201d mentre viveva a Parigi negli anni \u201960. Presto introdusse algoritmi e requisiti formali al suo processo di pittura per creare opere d\u2019arte che esprimevano la sua visione in modo pi\u00f9 razionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47023\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-2.png\" alt=\"Manfred Mohr Artificiata 2\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-2-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nello stesso periodo, incontr\u00f2 il compositore <strong>Pierre Barbaud<\/strong>, conosciuto per il suo ruolo nella formazione della prima \u201cmusica algoritmica\u201d, un incontro che lo avvert\u00ec delle possibilit\u00e0 artistiche offerte dalle allora nascenti tecnologie informatiche.<\/p>\n<p>Gli eventi avvenuti a maggio del 1968 cambiarono radicalmente l\u2019accesso di Mohr a questi nuovi strumenti. Appena le universit\u00e0 aprirono a tutti nel periodo successivo alle proteste degli studenti e dei lavoratori a Parigi, l\u2019artista pot\u00e9 usare un computer all\u2019universit\u00e0 di Vincennes.<\/p>\n<p>I disegni \u2013 realizzati a mano ma calcolati su una macchina \u2013 seguirono a breve. I primi disegni a computer prodotti con i programmi informatici di Mohr erano fatti su una cartuccia al Laboratorio Nazionale di Brookheaven nel 1969.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47024\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-3.png\" alt=\"Manfred Mohr Artificiata 3\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-3.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-3-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I primi esperimenti condussero Mohr su un percorso che ha seguito tutt\u2019oggi, nonostante la resistenza da parte del mondo dell\u2019arte all\u2019idea del computer come un mezzo artistico legittimo. Subito dopo i primi lavori a Vincennes, gli fu permesso l\u2019accesso ad una delle prime macchine trafilatrici guidata da un\u00a0 computer \u2013 un plotter a getto d\u2019inchiostro Benson \u2013 all\u2019Istituto di Meteorologia di Parigi.<\/p>\n<p>Di notte, dopo che i macchinisti andavano a casa, Mohr\u00a0 poteva usare il vasto CDC del computer e questo plotter per dare forma ai suoi esperimenti lavorando con programmi informatici e per sviluppare un sistema controllato, che attivava nuove forme visive fondate sugli algoritmi che egli aveva scritto.<\/p>\n<p>L\u2019artista ha offerto la sua prima mostra al <strong>ARC \u2013 Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris<\/strong> nel 1971, un punto di svolta, oggi ampiamente riconosciuto come la prima mostra di arte digitale.<\/p>\n<p>La musica ha sempre avuto una grande influenza su Mohr, sassofonista nonch\u00e9 artista, che suonava regolarmente in gruppi jazz e rock. Allo stesso modo di un musicista che suona uno strumento, Mohr trov\u00f2 il veicolo perfetto per le sue ricerche nella forma geometrica del cubo, la forma motrice del suo lavoro dal 1973.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47025\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-4.png\" alt=\"Manfred Mohr Artificiata 4\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-4.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-4-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si mosse gradualmente verso l\u2019 \u201cipercubo\u201d nel 1978, un cubo di quattro oi pi\u00f9 dimensioni, che matematicamente pu\u00f2 esistere anche se \u00e8 difficile da comprendere del tutto: uno spazio che \u00e8 inimmaginabile e ancora calcolabile.<\/p>\n<p><strong><em>Artificiata II<\/em><\/strong> raccoglie diverse mappature animate dell\u2019ipercubo insieme ad una selezione di immagini tratte da questo processo, ci\u00f2 l\u2019artista chiama \u201c\u00eatres graphiques\u201d. La mostra \u00e8 una continuazione delle ricerche di Mohr sull\u2019astrazione geometrica come musica visiva, che \u00e8 inerente alla sua pratica ed \u00e8 enfatizzata in <strong><em>Artificiata I<\/em><\/strong>, il suo primo libro d\u2019artista.<\/p>\n<p>Inclusi dei pezzi fatti a mano dal 1969, questi erano gli ultimi lavori che l\u2019artista produsse manualmente. <em>Artificiata II<\/em> \u00e8 qui presentata insieme ai disegni originali di <em>Artificiata I<\/em>. Esposte insieme per la primissima volta, questi lavori sono un testamento sia della costanza rigorosa di Mohr che della sua ricerca approfondita.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47026\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-5.png\" alt=\"Manfred Mohr Artificiata 5\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-5.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-5-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 importante notare che per Mohr, ci\u00f2 che \u00e8 interessante non \u00e8 la matematica dell\u2019ipercubo stesso, bens\u00ec \u201cl\u2019invenzione visiva che ne risulta\u201d, il modo in cui queste forme altamente razionalizzate sono riflesse in due segni bidimensionali, per un effetto impressionante e sorprendentemente infinito.<\/p>\n<p>Durante il periodo di attesa, l\u2019artista crea gli algoritmi, le decisioni parametriche a caso integrate alla sua formula significano che non pu\u00f2 mai interamente prevedere il risultato. \u201cIl mio obiettivo artistico \u00e8 raggiunto quando un lavoro finito pu\u00f2 dissociare se stesso dal suo contenuto logico e pu\u00f2 presentarsi in modo convincente come un\u2019entit\u00e0 astratta indipendente\u201d, ha detto.<\/p>\n<p>Analizzati tramite la pittura, i blocchi di colore creano campi di tensione di tira e molla, che generano un disordine visivo. Il computer, come un\u2019estensione dell\u2019artista, permette a Mohr di raggiungere forme pi\u00f9 elevate di espressione umana, filtrate attraverso un codice algoritmico.<\/p>\n<p>Usando le parole del teorico d\u2019arte del computer <strong>Frieder Nake<\/strong>, ogni pezzo funziona come \u201cun grandioso scontro tra i limiti della percezione e l\u2019infinitezza della mente\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-47027\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-6.png\" alt=\"Manfred Mohr Artificiata 6\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-6.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Manfred-Mohr-Artificiata-6-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Manfred Mohr(nato il 1938, Pforzheim, Germania) vive e lavora a New York, USA. Ha scelto mostre soliste inclusa <em>Artificiata II, <strong>Bitforms, New York<\/strong><\/em> (2015); <strong><em>The Algorithm of Manfred Mohr<\/em><\/strong>. <strong><em>1963\u2212oggi, ZKM<\/em><\/strong> &#8211; <strong>Media Museum<\/strong>, Karlsruhe (2013); <strong><em>one and zero<\/em><\/strong>, Carroll \/ Fletcher, Londra (2012); <strong><em>Kunsthalle Bremen<\/em><\/strong> (2007) e Mus\u00e9e d&#8217;Art Moderne de la ville de Paris (1971).<\/p>\n<p>Ha esposto in mostre di gruppo presso prestigiose istituzioni come the <strong>National Museum of Modern Art<\/strong>, Tokyo (1984); <strong>Museum of Modern Art<\/strong>, New York (1980); e il <strong>Centre Pompidou<\/strong>, Parigi (1978, 1992). Il suo lavoro e le sue collezioni private si sono tenute nelle principali istituzioni internazionali compreso il <strong>Victoria and Albert Museum<\/strong>, Londra; Centre Pompidou, Parigi; <strong>Museum Ludwig<\/strong>, Colonia; <strong>Mus\u00e9e d&#8217;Art Contemporain<\/strong>, Montreal; e <strong>Borusan Art Collection<\/strong>, Istanbul.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.carrollfletcher.com\" target=\"_blank\">http:\/\/www.carrollfletcher.com\/<\/a><\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della sua seconda mostra al Carroll \/ Fletcher, il pioniere dell\u2019arte digitale Manfred Mohr presenta una serie di nuovi pezzi facendo una mappa delle sue ricerche formali dello spazio teorico in lavori generativi basati su uno schermo, disegni e dipinti a getto 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