{"id":11684,"date":"2012-04-02T08:43:42","date_gmt":"2012-04-02T08:43:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/?p=11684"},"modified":"2020-11-02T17:28:43","modified_gmt":"2020-11-02T16:28:43","slug":"post-internet-e-post-gallerie-conor-backman-e-la-reference-gallery","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-072\/post-internet-e-post-gallerie-conor-backman-e-la-reference-gallery\/","title":{"rendered":"Post Internet e Post Gallerie. Conor Backman e La Reference Gallery"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"LEFT\">Uno dei fondatori della <strong>Reference Gallery<\/strong> di Richmond, VA, che pu\u00f2 essere ragionevolmente considerata una delle migliori gallerie del mondo tra quelle localizzate in un piccolo centro, <strong>Conor Backman<\/strong> \u00e8 anche BFA student alla <strong>Virginia Commonwealth University<\/strong>. Aperta nell&#8217;autunno del 2009, la Reference Gallery ha contribuito a definire quella crescente inerzia nell&#8217;ambito dell&#8217;arte post-internet per mezzo di un flusso costante di mostre, circolazione digitale di contenuti e network di attenzione distribuiti.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il suo programma \u00e8 infatti caratterizzato da eventi curati (e con lavori di) da alcuni dei pi\u00f9 importanti soggetti nell&#8217;ambito di questa nuova tendenza dell&#8217;arte contemporanea di entrare in contatto con le condizioni della produzione culturale di oggi, pur evitando molti dei pi\u00f9 pericolosi problemi della new media art tradizionale.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">La pratica artistica dello stesso <strong>Conor Backman<\/strong>, sebbene influenzata dalle idee su come le immagini e le mostre si diffondono nello spazio digitale, rimane fortemente radicata nel discorso parallelo della pittura e della scultura. Il suo lavoro \u00e8 quindi apparso di recente in alcune importanti mostre presso<strong> Art Blog Art Blog<\/strong> e <strong>Mixed Greens Gallery<\/strong>, entrambe di base a New York<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40563\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-02.png\" alt=\"numero72_Post Internet 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\"> Robin Peckham<\/span>:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Come hai deciso di farti coinvolgere nel progetto di apertura di una galleria (probabilmente\u00a0l&#8217;ultima cosa a cui pensa\u00a0la maggior parte\u00a0degli studenti d&#8217;arte) cos\u00ec precocemente nella tua carriera? E perch\u00e9 hai scelto un modello commerciale piuttosto che uno finanziato tramite borsa di studio?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Conor Backman<\/strong>: La mia partecipazione alla <strong>Reference Gallery<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/referenceartgallery.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/referenceartgallery.com\/<\/a>) ha avuto inizio con l\u2019organizzazione di una serie di mostre collettive nel mio appartamento. \u00c8 iniziato tutto con la semplice idea di esporre\u00a0il mio lavoro e\u00a0quello\u00a0di pochi colleghi di scuola in\u00a0un momento in cui\u00a0vi era\u00a0una piccola opportunit\u00e0 di\u00a0mettere in mostra le nostre opere a Richmond\u00a0al di fuori della\u00a0classe.\u00a0 Nella seconda mostra\u00a0erano\u00a080\u00a0gli artisti\u00a0coinvolti nel progetto. \u00c8 diventato ben presto\u00a0evidente\u00a0che c&#8217;era la\u00a0necessit\u00e0 di uno spazio come questo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\u00c8 stato in occasione delle prime mostre che ho incontrato James, Edward e Ross, i miei compagni co-proprietari alla Reference. Pochi mesi dopo ci siamo trasferiti in un negozio in centro. Viviamo\u00a0sopra la\u00a0galleria, il che\u00a0ci tiene\u00a0costantemente impegnati\u00a0e mantiene l&#8217;affitto\u00a0a buon mercato in modo\u00a0che\u00a0vendere non sia indispensabile per rimanere autonomi. Noi siamo\u00a0uno spazio commerciale\u00a0solo\u00a0per impostazione predefinita e impostiamo il programma come un\u2019organizzazione non a scopo di lucro.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Abbiamo deciso presto per\u00f2 di non usare lo status non-profit in quanto credevamo avrebbe rallentato le cose, sia per la durata del processo applicativo, sia per la dipendenza dalle sovvenzioni. Per quanto riguarda l\u2019aver avviato questo progetto durante il periodo scolastico, sento che sia stato il momento migliore. L\u2019universit\u00e0 fornisce una rete incredibile e un sistema di supporto attraverso docenti, studenti laureati, ex alunni e artisti in visita. \u00c8 da qui che proviene la maggior parte dei visitatori delle nostre mostre.<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Robin Peckham<\/span>:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">In che modo la gestione dello spazio ha influenzato la tua pratica artistica? Ho il sospetto che possa essere pi\u00f9 evidente il modo in cui il tuo lavoro e i tuoi interessi hanno definito il programma, ma mi piacerebbe sapere come il lavoro curatoriale e amministrativo abbiano reso all\u2019interno dello Studio.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Conor Backman<\/strong>: Le mie esperienze<\/span><span lang=\"it-IT\"> presso la <strong>Reference<\/strong> hanno influenzato enormemente la mia pratica artistica. Mi piacerebbe pensare alla galleria come ad un altro aspetto del mio lavoro, non come qualcosa di distaccato da esso (sebbene il mio lavoro con la galleria si svolga in uno spazio molto diverso rispetto al mio studio di esercitazione). L&#8217;influenza della\u00a0galleria\u00a0pu\u00f2 essere vista\u00a0direttamente\u00a0nel contenuto di\u00a0determinate opere. Una parte di questa influenza \u00e8 pi\u00f9 sottile e fornisce informazioni su come io considero il pubblico, l\u2019esposizione, la mercificazione\u00a0di oggetti d&#8217;arte e lo spazio espositivo, ossia come un teatro. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Alcuni dei\u00a0miei lavori recenti indagano su temi relativi all\u2019esposizione fisica di un\u2019opera in un ambiente galleristico, in particolare\u00a0quando\u00a0inizia un pezzo e quando \u00e8 pronto\u00a0per essere esposto. Un\u2019opera come <strong><em>Untitled Artist\u2019s Lunch<\/em><\/strong> \u00e8 da leggersi come se un veicolo tradizionale da appendere su un muro della galleria (in questo caso una tela allungata) non fosse ancora stato messo nella sua posizione finale, ossia con le spalle all\u2019osservatore e, addirittura, venisse usato come\u00a0un sostegno\u00a0su cui\u00a0appoggiare il\u00a0cibo, che ha danneggiato\u00a0l\u2019&#8221;opera&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"> Il rapporto con un mondo reale, con l\u2019oggetto pratico, ha impedito al potenziale spettatore\u00a0di\u00a0esperire l\u2019opera. In un altro lavoro, <strong><em>Xenia<\/em><\/strong>, \u00e8 tutto invertito. Si tratta di ci\u00f2 che si vede tradizionalmente all\u2019inaugurazione di una galleria, un vassoio con del cibo da offrire agli ospiti, ma riprodotto in un materiale non commestibile.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Una fonte primaria di influenza deriva dai dibattiti circa le opere che esponiamo. <\/span><span lang=\"it-IT\">Tra questi troviamo le conversazioni durante le aperture con gli spettatori, che sono per lo pi\u00f9 colleghi artisti, oppure scambi di idee, sia di persona che attraverso il web,\u00a0con artisti espositori riguardo il modo in cui curano le loro opere, o ancora dialoghi tra gli altri membri di Reference sulla\u00a0futura programmazione. Discutere di potenziali temi per mostre di gruppo spesso porta la conversazione a focalizzarsi su interessi che abbiamo l\u2019uno nel lavoro dell\u2019altro. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Spesso, piuttosto che modellare la gestione in base ai nostri interessi, queste conversazioni riconfermano e si dilungano su idee su cui stiamo indagando nei nostri lavori. In\u00a0questo modo, il lavoro che\u00a0presentiamo\u00a0\u00e8 pi\u00f9 influente\u00a0nei nostri studi\u00a0rispetto al nostro\u00a0lavoro\u00a0in\u00a0programmazione. A volte una mostra non ha un tema ben definito inizialmente, ma una volta che la mostra \u00e8 stata installata vengono fuori diversi temi. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Ognuno di noi ha diverse idee riguardo a ci\u00f2 su cui si incentra la mostra. Queste idee,\u00a0almeno per me,\u00a0spesso\u00a0si sviluppano nel\u00a0mio studio\u00a0poco dopo. Un\u2019altra influenza, forse la pi\u00f9 diretta, \u00e8 completamente latente e deriva dal vivere per un mese insieme alle opere di qualcun altro e dal prendersi del tempo per comprenderle fino in fondo.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40564\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-03.png\" alt=\"numero72_Post Internet 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\"> Robin Peckham<\/span>:<\/strong> L&#8217;<\/span><span lang=\"it-IT\">elemento secondo me pi\u00f9 interessante, \u00e8 probabilmente il modo in cui Reference si inserisce\u00a0nella cultura\u00a0dell\u2019arte\u00a0Internet e Post-Internet. Pu\u00f2\u00a0tracciare\u00a0un breve profilo\u00a0di come\u00a0hai visto\u00a0questo sviluppo? \u00c8 sempre stato un obiettivo della galleria? E come vedi il possibile ruolo dello spazio di mattone e malta nel contributo a questo discorso?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Conor Backman<\/strong>: Il nostro pensiero riguardo il Post-Internet in relazione alla galleria si \u00e8 formato organicamente, a partire dal problema della nostra posizione al di fuori\u00a0di un\u00a0centro d&#8217;arte\u00a0come New\u00a0York.\u00a0Prima\u00a0 ci concentravamo pi\u00f9\u00a0sullo spazio fisico, ma poi ci siamo sempre pi\u00f9 interessati al problema del pubblico online visto che c\u2019eravamo resi conto del grande problema dovuto al traffico in questa zona.<strong> Brad\u00a0Troemel<\/strong>,\u00a0un artista di base a New York che in passato\u00a0gestiva una galleria chiamata <strong>Scott Projects<\/strong> a Chicago, ha scritto un saggio\u00a0che descrive\u00a0gli &#8220;spazi doppi\u201d durante il periodo della nostra apertura.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La nostra terza mostra alla Reference Gallery, <strong>&#8220;Mirrors&#8221;<\/strong>, \u00e8 stata curata da Troemel, che ha costruito un\u2019esibizione digitale basata sulle immagini\u00a0della galleria\u00a0vuota e\u00a0che \u00e8 stata poi\u00a0proiettata\u00a0nello spazio. La pagina dell\u2019evento\u00a0su Facebook per\u00a0&#8220;<strong>Mirrors&#8221;<\/strong>\u00a0registra ancora\u00a0150 presenze,\u00a0ma in realt\u00e0\u00a0il numero effettivo di persona presenti\u00a0all\u2019apertura\u00a0era\u00a0molto minore. Molte\u00a0altre mostre \u00a0hanno affrontato\u00a0i problemi dell&#8217;audience\u00a0online e della documentazione. In <strong><em>Image Objects<\/em><\/strong> di <strong>Artie Vierkant,<\/strong> ad esempio, l&#8217;artista\u00a0utilizzava una gamme di<em> tool<\/em> di Photoshop\u00a0per produrre\u00a0la documentazione\u00a0alterata\u00a0del suo lavoro\u00a0per il rilascio\u00a0sul web.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">In\u00a0<em>Starmap<\/em>,\u00a0una serie di mostre\u00a0che ha avuto luogo in\u00a0un\u00a0modello della galleria in scala\u00a01 :\u00a01, quando\u00a0\u00e8 stata documentata e\u00a0rilasciata sottoforma di immagini jpeg\u00a0era virtualmente\u00a0indistinguibile dalle mostre precedenti esposti nella struttura vera e propria.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Il nostro\u00a0obiettivo \u00e8 sempre\u00a0stato quello di creare\u00a0un programma che\u00a0mostra<\/span><span lang=\"it-IT\">sse\u00a0una vasta gamma di\u00a0lavori\u00a0che noi consideriamo\u00a0attuali e rilevanti. \u00c8 stato\u00a0ancora pi\u00f9 importante\u00a0per noi il fatto di essere\u00a0consapevoli del potere\u00a0di Internet\u00a0in quanto strumento\u00a0di visualizzazione, diffusione e come nuova forma\u00a0di partecipazione, piuttosto che esporre direttamente l\u2019opera che parla dei problemi derivanti da Internet. <strong>Gene\u00a0McHugh<\/strong>\u00a0affronta questo\u00a0punto\u00a0nel suo saggio\u00a0sul\u00a0<strong>&#8220;Post-internet<\/strong>&#8220;, affermando\u00a0che la chiave \u00e8 il riconoscimento, o ci\u00f2 che\u00a0<strong>Guthrie Lonergan<\/strong>\u00a0chiama\u00a0&#8220;Internet-aware&#8221;. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Sono\u00a0interessato a\u00a0riconoscere\u00a0queste possibilit\u00e0\u00a0e <\/span><span lang=\"it-IT\">questi problemi direttamente\u00a0nel mio lavoro. La mia opera <strong><em>Ashen to\u00a0Ashen<\/em><\/strong>\u00a0afferma di essere natura fisica, anche se allo stesso tempo mette tutto in discussione in quanto ricreazione di un <em>trompe l&#8217;oeil<\/em> di un oggetto che rappresenta uno spazio virtuale. In\u00a0questo caso l&#8217;oggetto\u00a0\u00e8 una\u00a0pagina di carta 8,5 x\u00a011cm, stampata\u00a0direttamente da Internet, recante la\u00a0data della stampa, link per ulteriori informazioni\u00a0e un testo descrittivo\u00a0dell&#8217;immagine, il tutto\u00a0ricreato\u00a0in acciaio. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">L&#8217;acqua sgocciola\u00a0dal soffitto\u00a0sul materiale originale emettendo un suono\u00a0altrimenti impossibile da creare. <\/span><span lang=\"en-US\">Una \u201cpag\u201d legge \u201cif_a_tree_falls_in_the_forest.jpg.\u201d. <\/span><span lang=\"it-IT\">L\u2019altra, \u201cbiggie sky\u2019s the limit\u201d: \u00e8 il testo tratto da un video di YouTube famoso per la sua creazione\u00a0postuma e\u00a0che \u00e8\u00a0stato censurato, ma non completamente\u00a0rimosso,\u00a0per violazione\u00a0del diritto d&#8217;autore.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40565\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-04.png\" alt=\"numero72_Post Internet 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Robin Peckham<\/span>:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Sembra che uno degli aspetti chiave della questione sia la rappresentazione dell&#8217;oggetto d&#8217;arte. Come\u00a0vedi il\u00a0rapporto tra la\u00a0jpg\u00a0e l&#8217;oggetto fisico? O tra la galleria e il sito web? E possiamo mettere a\u00a0confronto i modalit\u00e0 di\u00a0circolazione della mostra\u00a0e\u00a0quelli che sono i canali blog o i reblog e le citazioni Tumblr-style?<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Conor Backman<\/strong>: I problemi\u00a0che circondano\u00a0l&#8217;immagine di un\u00a0opera\u00a0e l&#8217;oggetto\u00a0artistico esistono dall&#8217;invenzione\u00a0della macchina fotografica.\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Ancor prima della macchina fotografica, le riproduzioni allontanavano l\u2019osservatore dall\u2019originale in cambio di\u00a0una copia pi\u00f9\u00a0accessibile.\u00a0Un\u00a0primo esempio\u00a0pu\u00f2 essere visto nell\u2019uso che\u00a0<strong>Andrea\u00a0Malraux<\/strong>\u00a0fa\u00a0della fotografia,\u00a0in modo da creare\u00a0un &#8220;museo\u00a0senza pareti&#8221;. I nostri professori\u00a0di storia dell&#8217;arte hanno ancora il\u00a0problema basilare di mostrare diapositive di lavoro o immagini in bianco e nero dei quadri nei libri di testo. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Questi sono problemi che esistono da molto tempo e Internet rappresenta l\u2019ultima fase, nonch\u00e9 lo strumento che tenta di avvicinare gli spettatori che sono lontani a\u00a0un&#8217;esperienza originale\u00a0e primaria\u00a0di oggetti d&#8217;arte. Internet\u00a0consente l&#8217;accesso\u00a0immediato ai\u00a0video ad alta definizione, in grado di fornire\u00a0una panoramica completa\u00a0della scultura, e\u00a0permette di visualizzare a pieno\u00a0i dettagli grazie all\u2019alta\u00a0risoluzione\u00a0dei colori sui cellulari. Tutto ci\u00f2 ci fa avvicinare sempre di pi\u00f9 all\u2019opera, ma \u00e8 ancora un\u2019esperienza mediata.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Una delle maggiori differenze\u00a0che Internet\u00a0(ora\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Post-internet\u00a0o\u00a0Web 2.0) crea, \u00e8\u00a0che lo spettatore\u00a0ora\u00a0pu\u00f2 essere anche un\u00a0partecipante attivo. Questo spiana il campo perch\u00e9 si tratta di qualcosa di gratuito e accessibile, e quindi pi\u00f9 democratico. Con un\u00a0blog\u00a0Tumblr,\u00a0una persona in qualunque parte del mondo pu\u00f2 ripubblicare, e quindi curare, un\u2019opera in un contesto del tutto nuovo a seconda delle immagini\u00a0e dei media\u00a0che lo circondano. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Un\u2019opera\u00a0particolare, che curiamo tra le altre selezionate in una mostra collettiva, pu\u00f2 assumere\u00a0una nuova vita con\u00a0significati precedenti,\u00a0reinterpretati e moltiplicati,\u00a0una volta che\u00a0la sua immagine circola\u00a0online. Un blog\u00a0consente\u00a0una sorta di\u00a0super-curatela che si diffonde\u00a0ad una velocit\u00e0\u00a0impossibile da raggiungere\u00a0in uno spazio\u00a0di mattoni e malta in cui vengono esposti oggetti fisici. La grande maggioranza\u00a0dei lavori sul\u00a0nostro blog\u00a0non \u00e8 mai\u00a0stata esposta o addirittura vista\u00a0in prima persona\u00a0dai soci\u00a0della<strong>\u00a0Reference Gallery<\/strong>, ma aggiungendole sul blog le abbiamo approvate, curate e dato loro un nuovo contesto. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">La galleria\u00a0offre al\u00a0lavoro un\u00a0particolare\u00a0contesto d\u2019arte mondiale, legittimit\u00e0, autorit\u00e0\u00a0e considerazione,\u00a0rendendolo quindi prezioso. Il sito web della nostra galleria, almeno fino a questo punto, funziona come\u00a0un indice, un database\u00a0e come biblioteca delle\u00a0opere esposte\u00a0ordinate secondo un ordine cronologico\u00a0di mostra. Sar\u00e0\u00a0emozionante vedere come\u00a0questo cambier\u00e0, diventer\u00e0 pi\u00f9 elastico, partecipativo e aperto a reinterpretazioni e nuove circolazioni da parte di chi visualizzer\u00e0 il blog in futuro.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40566\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-05.png\" alt=\"numero72_Post Internet 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero72_Post-Internet-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Robin Peckham<\/span>:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">A mio avviso,\u00a0uno dei modi in cui\u00a0questo tipo di\u00a0cose pu\u00f2 accadere \u00e8 dovuto al\u00a0fatto che\u00a0Richmond\u00a0\u00e8 un piccolo posto\u00a0relativamente lontano\u00a0dai\u00a0&#8220;centri&#8221; d&#8217;arte contemporanea. Per questo probabilmente non\u00a0\u00e8 lontano\u00a0rispetto alla distanza\u00a0che c\u2019\u00e8\u00a0qui a\u00a0Hong\u00a0Kong,\u00a0sempre\u00a0misurando\u00a0in termini di numero di\u00a0visitatori\u00a0che abbiamo, provenienti da New\u00a0York\u00a0o Berlino. Questa distanza \u00e8 un elemento fondamentale del modo in cui Reference Gallery opera? E saresti \u00a0favorevole promuovere\u00a0lo spazio come\u00a0un nodo\u00a0all&#8217;interno di un discorso maggiormente distribuito?<\/span><\/p>\n<p><strong>Conor Backman<\/strong>: <span lang=\"it-IT\">Richmond\u00a0ha dimostrato di essere\u00a0un luogo ideale per gestire una galleria,\u00a0a questo punto delle\u00a0nostre carriere.\u00a0In\u00a0una piccola citt\u00e0,\u00a0in cui c\u2019\u00e8 un interesse medio\u00a0relativamente alto\u00a0per le arti,\u00a0le persone sono state\u00a0ricettive\u00a0e hanno prestato\u00a0attenzione\u00a0al nostro progetto.<\/span><span lang=\"it-IT\">La partecipazione\u00a0\u00e8 pi\u00f9 facile\u00a0qui. L\u2019affitto \u00e8 economico, il che ci permette di disporre di uno spazio pi\u00f9 ampio che pu\u00f2 fare da galleria, sala lettura, sala musica o da studio.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/referenceartgallery.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/referenceartgallery.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei fondatori della Reference Gallery di Richmond, VA, che pu\u00da essere ragionevolmente considerata una delle migliori gallerie del mondo tra quelle localizzate in un piccolo centro, Conor Backman \u00cb anche BFA student alla Virginia Commonwealth University. 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