{"id":10941,"date":"2012-02-10T12:00:00","date_gmt":"2012-02-10T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-071\/italiano-drawing-the-invisible-urban-transcripts-2011\/"},"modified":"2020-11-02T17:26:08","modified_gmt":"2020-11-02T16:26:08","slug":"italiano-drawing-the-invisible-urban-transcripts-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/italiano-drawing-the-invisible-urban-transcripts-2011\/","title":{"rendered":"Drawing The Invisible. Urban Transcripts 2011"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span lang=\"it-IT\">La workshop unit <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Roma &amp; Urban Superbia: Drawing the Invisible <\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">si \u00e8 svolta a Roma dal 13 al 17 dicembre 2011, in quanto rientra nel workshop internazionale sulla citt\u00e0 dal titolo <\/span><span lang=\"en-US\"><strong>Urban Transcripts 2011: <\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Roma, la citt\u00e0 accidentale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La workshop unit <span lang=\"en-US\"><strong><em>Drawing the Invisible <\/em><\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00e8 stata creata e condotta da me (membro, inoltre, della commissione curatoriale della commissione per la revisione del progetto) in qualit\u00e0 di <em>guest tutor<\/em> responsabile per lo sviluppo di metodi creativi di ricerca, esplorazione, analisi e design urbani (compresa l\u2019organizzazione delle fasi del workshop), insieme alla dott.ssa <strong>Claudia Faraone<\/strong>, in qualit\u00e0 di <em>host tutor<\/em> responsabile della struttura tematica del workshop (Superbia\/Orgoglio), e dell\u2019organizzazione e gestione dell\u2019esplorazione in un giorno di Roma. <strong>[1]<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il workshop \u00e8 stato accreditato, dal punto di vista accademico, dall\u2019<strong>Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre<\/strong> e si \u00e8 svolto presso i suoi studi DipSU. Tra i partecipanti al workshop, era presente anche un gruppo internazionale di studenti aventi una formazione nel campo dell\u2019architettura, dell\u2019urbanistica, dei media digitali e non solo. Hanno partecipato al workshop: <span lang=\"en-GB\">Gebriel Admassu Askabe (Politecnico di Milano), Aslihan Ay G\u00fcng\u00f6r (Istanbul Technical University), Sepideh Farjami (Politecnico di Milano), Kyriaki Goti (Aristotle University of Thessaloniki), Surajkumar Nandakumar (Politecnico di Milano), Zohreh Shaghaghian (Politecnico di Milano) e Gregory Tsarouhas (Democretian University of Thrace).<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40474\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-02.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Attraverso innovativi metodi interdisciplinari applicati alla ricerca urbana, sono state esplorate una serie di questioni e temi legati all\u2019urbanit\u00e0 con riferimento alla particolare geografia della citt\u00e0 di Rom<\/span><span lang=\"it-IT\">. Uno dei principali obiettivi dei partecipanti era quello di ottenere una visione \u201cacuta\u201d, per considerare la citt\u00e0 come un complesso sistema interattivo. Il workshop ha consentito lo sviluppo di strategie di collaborazione che hanno sfidato i tradizionali metodi di analisi urbana ed i confini disciplinari, stimolando la creativit\u00e0 e l\u2019originalit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Fra i principali elementi pedagogici del workshop vi \u00e8 l\u2019esplorazione urbana, una serie di sessioni di gruppi di lavoro e di seminari integrati da varie attivit\u00e0 come conferenze, una mostra ed eventi mondani. I risultati del workshop sono stati illustrati a un elevato numero di professionisti e a un pubblico di non addetti il 17 dicembre 2011, nel corso della mia presentazione del progetto di lavoro <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drawing the Invisible <\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">alla conferenza <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Urban Transcripts 2011<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> e alla mostra <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Urban Transcripts 2011<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> (Urban Center Roma XI, Roma). <\/span><\/p>\n<p><em>Lo scopo di <\/em><span lang=\"it-IT\"><em><strong>Transcripts<\/strong> [i.e. Manhattan Transcripts] era preciso: descrivere gli elementi che solitamente vengono eliminati dalle tradizionali rappresentazioni architettoniche, cio\u00e8 la complessa relazione tra gli spazi ed i loro usi, tra set e copione, tra tipologia e programma, tra oggetti ed eventi\u2026 oltrepassando la tradizionale definizione di uso e di programma, i <strong>Transcripts<\/strong> hanno utilizzato il loro formato provvisorio per esplorare improbabili confronti.<\/em><\/span> <strong>[2]<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della workshop-unit <span lang=\"it-IT\"><em>Drawing the Invisible<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, il \u201cconfronto\u201d appena citato \u00e8 stato esplorato poich\u00e9 si verifica fra una superbia urbana in evoluzione e la nozione di interstizialit\u00e0. Nell\u2019ambito della citt\u00e0 di Roma, \u201csuperbia\u201d \u00e8 sinonimo di \u201corgoglio\u201d e caratterizza i luoghi \u201calti\u201d, privilegiati, esclusivi che hanno un\u2019autorit\u00e0 fisica e visuale, ma anche storica e sociale sulla citt\u00e0. Spesso la superbia viene percepita come qualcosa di visibile, tracciabile su una mappa, conosciuta, controllata, a volte emergente, in quanto gerarchica nello spazio urbano e nel territorio. Ma, la nozione di interstizialit\u00e0 che emerge caratterizza la crescita disorganica della citt\u00e0 e la nostra vita nelle citt\u00e0 contemporanee con la sua elusivit\u00e0, sempre in evoluzione e accidentale. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">L\u2019accidentale \u00e8 reso manifesto attraverso i contrasti e la complessit\u00e0 delle forme urbane in relazione allo skyline della citt\u00e0 e al loro contesto. Il confronto tra superbia e interstizialit\u00e0 \u00e8 stato analizzato scoprendo ed esplorando le interfacce, le interazioni, i conflitti e gli scambi che precedentemente non erano stati n\u00e9 visti n\u00e9 notati tra gli strati spaziali, informativi, architettonici e culturali della citt\u00e0 che destano preoccupazioni e che possono essere in vari modi fattori aggreganti o disgreganti.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40475\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-03.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Il disegno \u00e8 stato utilizzato non solo per \u201cinterpretare\u201d e \u201cdistricare\u201d ogni strato che costituisce la citt\u00e0 di Roma attraverso rilevamenti visuali analitici basati sull\u2019osservazione diretta di tutto il tessuto urbano, ma \u00e8 stato utile anche per proporre interventi sulla citt\u00e0, dedicandosi a quelli che possono essere definiti <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>inter-siti<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">, <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>no-siti<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> e <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>para-siti<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drawing the Invisible<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> ha dato la possibilit\u00e0 <\/span><span lang=\"it-IT\">ai partecipanti al workshop <\/span><span lang=\"it-IT\">di sfidare i confini spaziali e disciplinari allo stesso modo, sviluppando approcci innovativi basati sul disegno attraverso l\u2019uso di media diversi.<\/span><\/p>\n<p>I partecipanti al workshop hanno a che fare con la citt\u00e0 sia a \u201cmacro\u201d livelli (panorama\/cityscape) sia a \u201cmicro\u201d livelli (quartiere, singolo edificio, location specifica) che vanno dalla forte materialit\u00e0 urbana della citt\u00e0 alle sue zone liminali, sia in senso fisico sia in senso astratto, focalizzandosi su quartieri <span lang=\"it-IT\"><em>ad-hoc<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> o \u201cnomadi\u201d, sui vuoti urbani, sulle comuni risorse della citt\u00e0 a cui si pu\u00f2 accedere liberamente, su luoghi che non hanno propriet\u00e0, sull\u2019invisibile <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>cityscape<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> digitale con i suoi alti e bassi non lineari, ecc., oppure in contrapposizione alla scienza e alla tecnologia (come si nota negli edifici pi\u00f9 audaci), nel <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>panopticon<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> invisibile e nei sistemi di sorveglianza, negli edifici statali presenti in tutta la citt\u00e0 e, infine, nel purismo e nell\u2019idealismo di certi frammenti urbani.<\/span><\/p>\n<p>Drawing the Invisible<span lang=\"it-IT\"> ha consentito ai partecipanti di estendere e di trasformare la nozione di panorama per ottenere un processo interpretativo di ricerca urbana che agisca come un \u201cdisegno operativo\u201d. La nozione di \u201ctrascrizione\u201d ha ispirato lo sviluppo di strategie combinate di disegno, stratificazione e ricerca urbana che si servono di vari strumenti e processi di visualizzazione, documentazione e output. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">L\u2019unione degli strati dell\u2019analisi e delle strutture di osservazione \u00e8 avvenuta durante il processo di esplorazione e la sua elaborazione. Lavorando con la stratificazione e con la percezione, si \u00e8 avuta la possibilit\u00e0 di analizzare il modo in cui agisce la percezione quando \u00e8 legata alla vista e all\u2019esperienza, in relazione ai processi di disegno, dei media digitali come ad esempio la visualizzazione digitale, la creazione di modelli e diagrammi architettonici, di fotografie e video in 3D per cogliere lo spazio e l\u2019immaterialit\u00e0 della citt\u00e0 in vari modi creativi.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40476\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-04.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Metodologia <\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">La struttura metodologica di <em>Drawing the Invisible<\/em> \u00e8 stata presentata e analizzata durante la mia conferenza di apertura all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre <strong>[3]<\/strong>. La conferenza ha permesso di introdurre le riflessioni sullo spazio come elemento che si sta sviluppando nell\u2019architettura, nell\u2019arte, nella cyber teoria e nella scienza, insieme ai relativi casi di pratica spaziale. La definizione di spazio e dei suoi confini \u00e8 cambiata radicalmente a causa dell\u2019influenza della <strong>Fisica Quantistica<\/strong> e dell\u2019informazionalismo di <strong>Manuel Castell<\/strong> <strong>[4]<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo spazio \u00e8 una sostanza ricca di informazioni, relativistica e in evoluzione. Un esempio tipico di rivelazione di questa \u201csostanza\u201d pu\u00f2 essere <em>Sky Ear<\/em> di <strong>Usman Haque<\/strong>, dove vengono visualizzati i dati-topografie ambientali sconosciuti della citt\u00e0, ovvero i campi elettromagnetici <strong>[5]<\/strong>. Come in un ambiente disegnato, lo spazio risulta costruito come frammento di una sovrapposizione di griglie algoritmiche, geometriche, topologiche e strutturali che interagiscono dinamicamente. Una delle possibilit\u00e0 pi\u00f9 interessanti che ne deriva (e uno degli obiettivi pi\u00f9 importanti di <em>Drawing the Invisible<\/em>) \u00e8 rivelare in modo creativo i vari spazi interstiziali e le dinamiche di apparizione che nascono da un campo di complessit\u00e0 stratificate, da stati transitori di trasformazione e di scambio spaziale.<\/p>\n<p>Nuove tecniche basate sul disegno consentono di visualizzare questi elementi impercettibili ed invisibili in entrambi i micro e macro livelli spaziali.Un\u2019oscillazione tra atopie, utopie e distopie sfida i confini stabiliti tra progetto, mappa ed edificio, cos\u00ec come il loro significato. Incentrandosi sul \u201cdisegno operativo\u201d di <strong>Bernard Tschumi<\/strong>, la seconda parte della mia conferenza offre un\u2019analisi dettagliata del disegno, del diagramma e del loro sviluppo grazie all\u2019animazione endogena in alta qualit\u00e0 e ad altri strumenti digitali. Si pu\u00f2 descrivere il disegno come elemento esso stesso \u201cinterstiziale\u201d, in quanto attraversa gli stadi del processo creativo e dei confini disciplinari.<\/p>\n<p>La forma primaria del disegno \u00e8 il ricalco, definito anche traccia indicale, ovvero il segno visivo che un particolare processo lascia. In questo modo, il ricalco \u00e8 relazionale e, nonostante riguardi i processi fisici, va oltre, in quanto si tratta di un mezzo per formare costrutti astratti. Il diagramma implica sempre la significativa attivit\u00e0 di ricalco attraverso cui \u201caltera\/ricrea\u201d la realt\u00e0, e, a differenza del progetto architettonico, il diagramma non \u00e8 edificabile. Sebbene il diagramma sia caratterizzato da un tipo di virtualit\u00e0 che include un potenziale variabile, esso non \u00e8 chiaramente utopico <strong>[6]<\/strong>. Creato dall\u2019architetto <span lang=\"en-GB\"><strong>Bernard Tschumi<\/strong><\/span><span lang=\"en-GB\">, <\/span>il \u201cdisegno operativo<span lang=\"en-GB\">\u201d<\/span> pu\u00f2 essere realizzato in qualsiasi disciplina, usando qualsiasi mezzo, poich\u00e9 funge da precisa attivit\u00e0 di pensiero e di posizionamento critico.<\/p>\n<p>Il disegno operativo riguarda le seguenti categorie: \u201cdiagramma concettuale\u201d, \u201ctrascrizione\u201d, \u201csequenza trasformazionale\u201d e \u201cdisegno scalare intercambiabile\u201d. Per mezzo della \u201ctrascrizione\u201d, la realt\u00e0 architettonica pu\u00f2 essere interpretata o, in altre parole, \u201cletta\u201d, spesso attraverso scenari teorici e non-realistici. La \u201csequenza trasformazionale\u201d comprende l\u2019animazione che si pu\u00f2 applicare non solo alle forme, ma anche agli spazi e ai programmi. Il processo e il prodotto finale sono entrambi importanti.<\/p>\n<p>Una sequenza trasformazionale \u00e8 \u201caperta\u201d quando non ha una fine, come quando, ad esempio, contiene sequenze di un altro ordine convergenti o giustapposte; \u00e8 \u201cchiusa\u201d quando ha una fine prevedibile per via dell\u2019esaurimento, della circolarit\u00e0 o della ripetizione del processo. Nella sequenza trasformazionale, le caratteristiche del rapporto tra ripetizione e variazione nella successione sono fondamentali <strong>[7]<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40477\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-05.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Secondo <strong>Henri Lefebvre<\/strong>, nonostante il fatto che una differenza \u201cindotta\u201d derivi dall\u2019esistenza di una \u201copposizione\u201d, essa non compromette ma \u201crimane all\u2019interno\u201d del sistema che forma. Al contrario, una differenza \u201cprodotta\u201d deriva dall\u2019esistenza di una \u201ccontraddizione\/trascendenza\u201d poich\u00e9 questa presuppone la frammentazione di un sistema [e]\u2026 nasce da\u2026 un abisso\u201d <strong>[8]<\/strong>. Le sequenze trasformative possono essere o \u201cseparate\/ripetute\u201d, dunque prevedibili dal punto di vista matematico, oppure \u201ccontinue\/iterative\u201d.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Queste ultime non hanno \u201corigini\u201d in quanto tali, ma \u201cpunti di partenza\u201d. Secondo l\u2019architetto <strong>Greg Lynn<\/strong>, vincitore di vari riconoscimenti, a seconda delle variabili utilizzate in un\u2019animazione, le sequenze che si ottengono possono essere aperte, se hanno un \u201csistema strutturato in modo indefinito\u201d<strong>[9]<\/strong>. Infine, il \u201cdisegno scalare intercambiabile\u201d consiste, fondamentalmente, nel combinare tutte le categorie summenzionate in un \u201cunico concetto trasformazionale eterogeneo\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019architettura contemporanea e nei settori della pratica spaziale ad essa connessi, la nozione di disegno operativo ha subito continue modifiche grazie a VR. Fondamentalmente, il disegno operativo si presenta tra le sue manifestazioni visive come un campo di potenzialit\u00e0 che si sviluppa nel corso del tempo. L\u2019opera di <strong>Lynn<\/strong> rappresenta un tipico caso di come la nozione di disegno operativo possa essere estesa attraverso l\u2019animazione digitale endogenica, in relazione allo spazio interstiziale <strong>[10]<\/strong>. Poich\u00e9 opposti alla tradizionale \u201cstasi da terra piatta\u201d, la purezza e l\u2019autonomia formale dell\u2019architettura convenzionale, gli spazi interstiziali nascono per mezzo della \u201ccollaborazione per nascondere il contesto e rivelare l\u2019oggetto\u201d <strong>[11]<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo spazio viene disegnato attraverso un\u2019interazione dinamica tra micro paesaggi e paesaggi globali dove la forza e il movimento virtuale sono contenuti nella \u201ctettonica del gradiente curvo\u201d <strong>[12]<\/strong>. La forma diventa un luogo complesso e in evoluzione. I ricalchi operativi si ritrovano nei progetti architettonici di <strong>Lynn<\/strong>; la sua opera \u00e8 stata ispirata soprattutto dagli elementi del flusso e del passaggio. L\u2019aspetto principale di questi progetti \u00e8 lo spazio delle fasi, ovvero uno spazio di profonde dinamiche di interazioni attive che indicano il passaggio da una \u201cpurezza autonoma\u201d a una \u201cspecificit\u00e0 contestuale\u201d.<\/p>\n<p>Dato che rappresenta una delle caratteristiche principali dell\u2019opera di <strong>Lynn<\/strong>, la traccia virtuale (imprint) \u00e8 \u201cmemorizzata\u201d nelle topologie digitali. Gli intervalli interstiziali che ne derivano possono assumere la forma di preoccupanti \u201cspazi provvisori tra esterno e interno\u201d che hanno \u201csuperfici composite\u201d dove le potenzialit\u00e0 e le dinamiche non sono eliminate, unite, assorbite o trasformate, ma memorizzate <strong>[13]<\/strong>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Lo spazio interstiziale \u00e8 stato uno degli elementi dominanti nella pratica architettonica di <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Peter<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Eisenman<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">, sia in termini di processo del progetto che di prodotto finale, poich\u00e9 introduce l\u2019elemento dell\u2019imprevisto gi\u00e0 all\u2019interno del progetto stesso. La nozione di interstizialit\u00e0 \u00e8 molto legata ai meccanismi del diagramma in quanto \u201csi presentano\u201d tra le fasi del completamento di un progetto. La creazione di diagrammi digitali, come quella che avviene al <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Wexner Centre<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">, si basa sui processi di \u201cmappatura\u201d e di \u201cscavo artificiale\u201d<\/span><strong>[14]<\/strong><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">I relativi spazi nascono dal contrasto virtuale delle griglie topografiche e strutturali spostate. Gli elementi del progetto architettonico interagiscono tra di loro durante il processo di progetto con cui viene realizzata la traccia, in modo da modificare i loro contenuti e contemporaneamente modificarsi essi stessi. In quanto prodotti finiti, gli edifici di <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Eisenman<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> sono costituiti da un accumulo di \u201cresti\u201d prodotti dalle varie fasi di progetto, sfidando l\u2019estetica funzionale dell\u2019architettura tradizionale ed i metodi lineari dei processi di progetto.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Durante la mia conferenza, inoltre, ho presentato casi particolari di come vengono analizzati gli spazi interstiziali nella mia attivit\u00e0. Nel mio lavoro, nuovi metodi di disegno specifico del luogo vengono sviluppati in ambienti virtuali semi immersivi (<\/span><span lang=\"en-GB\"><strong>Boolean Cubes<\/strong><\/span><span lang=\"en-GB\">: <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Rotation &amp; Intersection series<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">, iniziate nel 2004), <\/span><span lang=\"it-IT\">consentendo la realizzazione del ricalco e l\u2019interazione con semiprodotti e sottoprodotti dei flussi algoritmici che restano non costruiti, e con i paradossi che ne derivano, attraverso metodi diversi di intervento spaziale innovativo. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Gli spazi interstiziali possono essere mostrati in modo creativo usando mezzi materiali\/immateriali come la luce e la linea, come anche attraverso processi di realizzazione di disegni e di diagrammi, per aprire le interfacce di VR e costruire architettura. Attraverso la creazione di inter-passaggi, \u00e8 stato possibile mostrare gli strati eterogenei di uno spazio architettonico quando interagiscono fra di loro. Vengono mostrate le dimensioni nascoste e le dinamiche dello spazio architettonico che resta libero, elusivo e non costruito <\/span><strong>[15]<\/strong><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Un\u2019altra linea parallela di ricerca riguarda invece l\u2019interessante affermazione dei paradossali <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Algorithmic Infra-spaces<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\"> (2008-2011) <\/span><span lang=\"it-IT\">che<\/span><span lang=\"en-GB\">, <\/span><span lang=\"it-IT\">non essendo visibili<\/span><span lang=\"it-IT\">sul computer e sugli attuali display e proiezioni VR, sono stati mostrati in modo creativo attraverso diagrammi realizzati a mano. Questi infra-spazi mostrano le \u201ctracce\u201d visive degli interscambi nascosti tra i tipi ideali, descrittivi e invalidi di geometria digitale dato che si verificano nel momento del passaggio da un \u201cterreno\u201d algoritmico all\u2019altro <\/span><strong>[16]<\/strong><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40478\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-06.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Per quanto riguarda i panorami della citt\u00e0 e il disegno basato sull\u2019osservazione, il progetto <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drawing the Unplanned City<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00e8 costituito da una serie di disegni della citt\u00e0 di Atene (esposti alla mostra internazionale <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Urban Transcripts 2010<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">) <\/span><strong>[17]<\/strong><span lang=\"it-IT\">. Particolare attenzione \u00e8 stata rivolta all\u2019espansione incontrollata e disordinata di Atene, che ha avuto luogo lungo tutti i suoi assi spaziali verticali e orizzontali contemporaneamente. Nel momento in cui si ottiene una panoramica di questa citt\u00e0 non pianificata, ci\u00f2 che emerge \u00e8 una griglia urbana frammentata e disordinata. La nozione tradizionale di orizzonte e le qualit\u00e0 della localit\u00e0 sono diffuse, poich\u00e9 un labirinto interscalare in espansione di edifici appare dinanzi all\u2019osservatore.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Il disegno \u00e8 utilizzato come processo di lettura spontanea della citt\u00e0, ma anche come processo di astrazione visiva creativa. Diciamo che generalmente si evita di assumere un punto di vista idealistico e generalizzato come modo per ignorare l\u2019attuale collage di architetture eterogenee della citt\u00e0. Le sbavature a matita e i delicati delineamenti formano ambigue architetture \u201cliquide\u201d sulla superficie semitrasparente, liscia e delicata del foglio da ricalco. Un contrasto interessante emerge tra le qualit\u00e0 di queste \u201carchitetture\u201d e la materialit\u00e0, il peso, la solidit\u00e0, la rigidit\u00e0, la ruvidit\u00e0 e l\u2019apparente stabilit\u00e0 delle pi\u00f9 recenti forme architetturali che dominano il <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>city-scape<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. Cos\u00ec, i disegni invitano a riscoprire la citt\u00e0; la sua fragilit\u00e0 e la sua futilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> La citt\u00e0 pu\u00f2 essere percepita come un paesaggio incompiuto fatto di cambiamenti costanti. Alcuni disegni mostrano spazi che normalmente sono invisibili e ignorati in quanto non hanno valore estetico, sono angusti o semplicemente dimenticati. Contrasti interessanti e combinazioni imprevedibili stimolano un\u2019esplorazione creativa dei vari sedimenti architettonici, rivelando in modo indiretto ci\u00f2 che viene dato per scontato oppure non viene notato normalmente.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40479\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-07.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Esplorazione urbana della Superbia di Roma <\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La prima fase di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drawing the Invisible<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> ha riguardato la mappatura esperienziale della citt\u00e0 e la raccolta di dati. La lettura esperienziale e la mappatura provvisoria dell\u2019eterogeneo city-scape \u00e8 iniziata con un\u2019esplorazione urbana di Roma, facendo una passeggiata di un giorno per la citt\u00e0. I partecipanti hanno raccolto informazioni servendosi dei mezzi che preferivano (fotografia, video, dispositivi portatili, disegno, appunti e non solo).<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Lo scopo era sviluppare nuovi modi di vedere, sfidare ci\u00f2 che normalmente viene dato per scontato o sfugge all\u2019attenzione. Ci si \u00e8 concentrati sull\u2019identificazione e sulla mappatura dei sotto e semiprodotti dell\u2019architettura e dell\u2019urbanistica, sulle propriet\u00e0 accidentali e incidentali della citt\u00e0 che sono state trovate nei territori emergenti, nelle zone sottosviluppate, ma anche nelle zone complesse e ambigue.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Superbia<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> rappresenta pi\u00f9 che una semplice tipologia per organizzare lo spazio ed \u00e8 per questo che suggerisce l\u2019esclusivit\u00e0 della visione della citt\u00e0 quando viene percepita da posti privilegiati che a volte risultano sconosciuti o per nulla familiari alla maggior parte della gente <\/span><strong>[18]<\/strong><span lang=\"it-IT\">. Questi posti possono comprendere non solo la vista di zone storiche della citt\u00e0 grazie alla loro posizione collinare, ma anche terrazze private situate in edifici altissimi di alloggi sociali\/pubblici. All\u2019interno di questo quadro tematico, si pu\u00f2 cogliere la nozione di accidentale attraverso panoramiche inaspettate sovrapposte, in quanto osservate da prospettive e posti diversi. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">All\u2019interno della citt\u00e0 \u00e8 possibile distinguere diversi tipi di superbia legati al paesaggio\/terreno (il colle Capitolino, dove si trova il Municipio, e il Gianicolo, che rappresenta la visione ideale della citt\u00e0), alla vita lussuosa e alla sua esclusivit\u00e0 (attici, centri commerciali), ai luoghi sacri (Santa Maria Maggiore), alle costruzioni urbane come le torri e i monumenti che vanno da quelli dell\u2019antica Roma a quelli del periodo fascista (Vittoriano).<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">I principali luoghi delle esplorazioni urbane dei partecipanti sono stati il <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Corviale<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> e l\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>EUR<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> per via del loro status controverso e delle loro particolari caratteristiche geografiche e architettoniche. Essendo uno degli edifici pi\u00f9 alti di Roma, l\u2019EUR \u2013 cos\u00ec chiamato dopo la tanto desiderata Esposizione Universale di Roma del 1942 \u2013 \u00e8 caratterizzato da uno stile razionalistico e rappresenta le potenti e grandiose gesta architettoniche del Fascismo. Guardando la citt\u00e0 dall\u2019alto dell\u2019EUR, si ottiene una vista panoramica di questo quartiere economico in cui si trovano sedi ministeriali, uffici, appartamenti, e l\u2019ENI \u2013 la sede centrale della multinazionale italiana di petrolio e gas \u2013 al centro. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Dopo la seconda guerra mondiale, la \u201cmonumentalit\u00e0\u201d della citt\u00e0 moderna che era stata realizzata negli anni Ottanta comprendeva progetti ad alta intensit\u00e0 di alloggi sociali strutturati in torri. Si ha un cambiamento dalla \u201cmonumentalit\u00e0\u201d che trasmette l\u2019idea di potere attraverso l\u2019architettura all\u2019 \u201cutopia\u201d urbanistica del Movimento Moderno che punta a soddisfare i bisogni sociali. All\u2019enorme richiesta di alloggi si \u00e8 risposto invece attraverso il Corviale, un edificio lungo quasi un chilometro che dicono sia talmente solido e robusto da frangere il vento ponentino.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40480\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-08.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sviluppo del progetto <\/strong> <strong>Mappatura della citt\u00e0<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Nella prima met\u00e0 della seconda fase di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drawing the Invisible<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, i partecipanti sono stati invitati a sviluppare nuove tipologie di disegno come modo di \u201cleggere\u201d la citt\u00e0, non solo per mostrare ci\u00f2 che solitamente \u00e8 invisibile, ma anche per estendere la definizione e il potenziale interdisciplinare come mezzo di interpretazione e di analisi spaziale e urbana. Questa fase \u00e8 stata realizzata attraverso strategie combinate di mappatura, disegno, stratificazione &amp; ricerca urbana. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Essendo l\u2019EUR \u2013 una sorta di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>panopticon<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> della citt\u00e0 \u2013 il loro principale punto panoramico, i partecipanti al workshop hanno ideato processi e codici speciali per realizzare una mappatura dettagliata non solo dei vari strati della citt\u00e0 di Roma, ma anche dei loro rapporti e delle interstizialit\u00e0 che ne derivano. I partecipanti hanno fatto diverse fotografie dai punti pi\u00f9 alti dell\u2019EUR durante la loro esplorazione urbana di Roma che sono poi state utilizzate per creare panorami. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">I piani visivi sono stati definiti gerarchicamente attraverso una codificazione riassunta per colori. In questo modo, lo studio degli strati della citt\u00e0 \u00e8 stato realizzato attraverso un\u2019analisi dei piani della citt\u00e0 e i contrasti fra il \u201ccostruito\u201d e il \u201cnon costruito\u201d. Sono state create varie strategie e processi visivi per identificare e analizzare le coordinate della citt\u00e0, sviluppando l\u2019iconografia e la mappa-simbolo, interpretando e mappando i rapporti dinamici tra i molteplici strati della citt\u00e0 e la vista, e mostrando la citt\u00e0 in pianta.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019introduzione dei parametri della citt\u00e0 codificati in base al colore e al simbolo \u00e8 stata molto importante. Questi parametri consistevano in quelli che possono essere definiti <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>inter-siti<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> (incroci stradali, corsi d\u2019acqua, ponti, ecc.), <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>para-siti <\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">(discariche, aree di sviluppo urbano ad-hoc, abusivismo edilizio, ecc.) e <\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>non-siti<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> (aree non edificate o luoghi che sono in fase di costruzione, ecc) della zona specifica di Roma, i quali rappresentano i sottoprodotti cabarettistici della sua superbia urbana. La ricerca comprende, inoltre, i vari alti e bassi degli strati invisibili delle zone internet della citt\u00e0 (flusso civile, zone protette, ecc.). <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">I conseguenti rapporti di questi strati della citt\u00e0 sono stati successivamente mappati grazie a una semplice serie di simboli per creare le zone \u201cneutrali\u201d, \u201cdi interazione\u201d, \u201cdi scambio\u201d, \u201cdi interfaccia\u201d, \u201cdi contrasto\u201d. In un secondo momento, la mappatura per panorami \u00e8 stata trasformata in pianta e questo cambiamento, seppur utilizzando le stesse modalit\u00e0, ha stimolato nuovi modi operativi di interpretare la topografia della citt\u00e0 attraverso lo sviluppo di varie strategie e processi di creazione di diagrammi digitali.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40481\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-09.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Strati urbani comunicanti<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Nella seconda parte della seconda fase di <em>Drawing the Invisible<\/em>, i partecipanti hanno <span lang=\"it-IT\">sviluppato<\/span> modalit\u00e0 combinate di mappatura e <span lang=\"it-IT\">di <\/span>modellatura del terreno in 3D per visualizzare l\u2019impercettibile interstizialit\u00e0 della citt\u00e0 cos\u00ec come emerge dall\u2019interazione tra i suoi strati urbani, fornendo una visione dei terreni estremamente complessa. Il sistema di mappatura della fase precedente <span lang=\"it-IT\">\u00e8 stato<\/span> impiegato insieme aparticolari coordinate che mostravano le aree in cui operavano le interazioni dinamiche tra gli strati urbani, per visualizzare i terreni, in relazione diretta con la pianta della citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">La tappa pi\u00f9 significativa di questa fase finale \u00e8 stata sviluppare processi <span lang=\"it-IT\">misti <\/span>di disegno digitale per visualizzare ed esplorare a fondo il \u201cdialogo\u201d tra morfologia emergente del terreno e pianta della citt\u00e0. Come si evince <span lang=\"it-IT\">dalle <\/span>qualit\u00e0 <span lang=\"it-IT\">di morfologia e <\/span>superficie, dato che il terreno si forma dalle interazioni, <span lang=\"it-IT\">dai conflitti<\/span> e dagli scambi delle zone materiali e immateriali della citt\u00e0, le caratteristiche pi\u00f9 importanti emerse sono la porosit\u00e0 e la fluidit\u00e0<span lang=\"it-IT\">. <\/span>Un simile terreno di interstizialit\u00e0 propone un modo particolare di visualizzare queste dinamiche urbane. La qualit\u00e0 dei confini tra la pianta della citt\u00e0 e il terreno \u00e8 determinata dalle <span lang=\"it-IT\">correzioni<\/span> che sono state applicate alla geometria e alla trasparenza del terreno<span lang=\"it-IT\">,<\/span> in relazione alla mappa e alle coordinate della citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">A livello <span lang=\"it-IT\">di localit\u00e0<\/span> relativamente \u201cmicro\u201d, \u00e8 possibile identificare costantemente <span lang=\"it-IT\">i tipi<\/span> riconoscibili di <strong>para-siti<\/strong> (<span lang=\"it-IT\">in quanto<\/span> eccessiva giustapposizione di poligoni, per esempio), <strong>non-siti<\/strong> (<span lang=\"it-IT\">in quanto<\/span> spazi vuoti\/rotture) e <strong>inter-siti<\/strong> (<span lang=\"it-IT\">in quanto<\/span> poligoni intersecati), come anche le loro interazioni. In questo modo, questo terreno mostra <span lang=\"it-IT\">gli<\/span> strati urbani <span lang=\"it-IT\">ignorati <\/span>e le loro interazioni e pone l<span lang=\"it-IT\">e<\/span> bas<span lang=\"it-IT\">i<\/span> per passare alla fase successiv<span lang=\"it-IT\">a<\/span> del progetto in cui <span lang=\"it-IT\">vengono<\/span> proposti interventi <span lang=\"it-IT\">urbani<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40482\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-10.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Corviale: nascondere il contesto\/rivelare l\u2019oggetto<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Nella terza parte della seconda fase di <em>Drawing the Invisible<\/em>, i partecipanti al workshop si sono concentrati sulla costruzione del controverso edificio <strong>Corviale<\/strong> che ha suscitato molte polemiche e dibattiti riguardanti il suo ruolo, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 <span lang=\"it-IT\">di una<\/span> sua riprogrammazione e restauro. Essendo lungo quasi un chilometro, il Corviale si presenta come un muro urbano che \u201csi intromette\u201d completamente nel paesaggio cittadino.<\/p>\n<p align=\"left\">I partecipanti al workshop hanno ideato dei metodi per rendere <span lang=\"it-IT\">interessante<\/span> <span lang=\"it-IT\">dal punto di vista creativo <\/span>il carattere \u201cmonolitico\u201d e \u201crazionalista\u201d del Corviale, \u201crompendo\u201d il suo elemento concettuale e strutturale fondamentale, ovvero il suo sistema cartesiano di assi spaziali che determina strutturalmente il nucleo dell\u2019edificio<span lang=\"it-IT\">,<\/span> come risulta nel lungo corridoio del Corviale e nei vuoti centrali verticali.<\/p>\n<p align=\"left\">L<span lang=\"it-IT\">\u2019obiettivo<\/span> di rinegoziare <span lang=\"it-IT\">gli attuali<\/span> confini monolitici e normativi del Corviale \u00e8 stato <span lang=\"it-IT\">realizzato<\/span> elaborando una strategia che permettesse di \u201cnascondere\u201d il contesto urbano del Corviale, ma allo stesso tempo di \u201crivelarne\u201d l\u2019edificio. Il nuovo sistema spaziale creato per realizzare questo <span lang=\"it-IT\">obiettivo<\/span>, ha tenuto presente le coordinate di interstizialit\u00e0 interne ed esterne e le loro interazioni dinamiche. In questo modo \u00e8 stato possibile superare la logica, i presupposti e i limiti del sistema spaziale cartesiano che tradiziionalmente generano uno spazio completamente controllato, ordinato e inerte.<\/p>\n<p align=\"left\">Questa fase \u00e8 iniziata con l\u2019analisi della documentazione fotografica dei partecipanti e <span lang=\"it-IT\">de<\/span>gli schizzi <span lang=\"it-IT\">basati sull\u2019<\/span>osservazione della loro visita al Corviale durante la fase di esplorazione urbana. L\u2019obiettivo era quello di identificare i tipi di <strong>para-siti<\/strong>, per esempio le aree di cui si sono riappropriati i senzatetto e gli interventi di abusivismo edilizio; i tipi di <strong>non-siti<\/strong> che comprendono gli spazi in disuso o dimenticati<span lang=\"it-IT\">,<\/span> e di <strong>inter-siti<\/strong> come, ad esempio, gli ingressi interni ed esterni ed il sistema di raccordi.<\/p>\n<p align=\"left\">Questi tipi di spazio rappresentano i <span lang=\"it-IT\">sotto e semi<\/span>prodotti emergenti e accidentali del Corviale per quanto riguarda la sua qualit\u00e0 architettonica e la sua funzione <span lang=\"it-IT\">di<\/span> soluzione per <span lang=\"it-IT\">alloggi sociali<\/span>. Quest\u2019ultim<span lang=\"it-IT\">o aspetto<\/span> si contrappone agli usi effettivamente che gli abitanti fanno dello spazio e ad altri fattori <span lang=\"it-IT\">incontrollabili<\/span> come nelle dinamiche urbane, come l\u2019inevitabile ingerenza del degrado, ecc. L\u2019analisi di codificazione <span lang=\"it-IT\">per<\/span> colori dell\u2019edificio ha rivelato i parametri del Corviale precedentemente ignorati e ha <span lang=\"it-IT\">stimolato<\/span> i partecipanti a sviluppare un nuovo \u201csistema spaziale di assi\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">I vari sedimenti fisici e impercettibili del Corviale sono stati rilevati attraverso una serie di interventi <span lang=\"it-IT\">trasformativi<\/span> <span lang=\"it-IT\">su<\/span>i suoi confini. Dato che le varie coordinate comunicanti dell\u2019interstizialit\u00e0 esterna e interna lasciano le loro \u201ctracce\u201d sui confini del Corviale, questi ultimi diventano porosi, transitori, quasi preoccupanti. <span lang=\"it-IT\">Tali <\/span>coordinate dinamicamente <span lang=\"it-IT\">in evoluzione <\/span>intervengono nel sito del Corviale e nell\u2019edificio cos\u00ec da trasformarlo in un <span lang=\"it-IT\">assembramento<\/span> di strati <span lang=\"it-IT\">codificati per <\/span>color<span lang=\"it-IT\">i<\/span> di <span lang=\"it-IT\">piani dai<\/span> tagli irregolari offrendo un orientamento frammentario e rotatorio, ed una serie di \u201cangoli rotti\u201d che definiscono un punto di vista non convenzionale, non solo della citt\u00e0, ma anche del Corviale stesso. Quello che prima era invisibile diventa visibile e vice versa.<\/p>\n<p align=\"left\">Nella parte finale di questa fase, il diagramma digitale \u00e8 usato anche per rivelare una struttura web che, sovrapposta ai piani stratificati del Corviale, <span lang=\"it-IT\">mappa il modo in cui<\/span> gli strati urbani immateriali e materiali interagiscono dinamicamente influenzando il Corviale in quanto sistema di coordinate urbane. Inoltre, i danneggiamenti del corridoi<span lang=\"it-IT\">o<\/span> interno che domina il Corviale vengono visualizzati attraverso una rete poligonale e multidimensionale desunta dalle fotografie del particolare corridoio.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40483\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-11.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 11\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-11.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-11-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Epilogo<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Drawing the Invisible<\/em> \u00e8 stato un progetto ambizioso, che ha coinvolto concetti e sfide compl<span lang=\"it-IT\">essi,<\/span> espandendosi in un settore di ricerca interdisciplinare. <em>Drawing the Invisible<\/em> ha permesso la creazione di nuovi metodi <span lang=\"it-IT\">e strumenti d<\/span>i disegno <span lang=\"it-IT\">importanti<\/span> non solo per la progettazione architettonica, ma anche per altri tipi di pratiche spaziali e per la ricerca. I partecipanti hanno sviluppato la loro creativit\u00e0, <span lang=\"it-IT\">la loro <\/span>originalit\u00e0, <span lang=\"it-IT\">le loro<\/span> <span lang=\"it-IT\">capacit\u00e0 professionali e di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>problem-solving<\/em><\/span> attraverso il loro lavoro collaborativo di gruppo. I metodi di disegno che sono stati i<span lang=\"it-IT\">deati<\/span>, sono risultati molto funzionali poich\u00e9 hanno permesso una mappatura critica e analitica dell\u2019ambiente urbano che ha <span lang=\"it-IT\">stimolato<\/span> e reso possibile lo sviluppo di modalit\u00e0 di \u201cinterpretazione\u201d e di \u201cintervento\u201d estremamente ricch<span lang=\"it-IT\">e<\/span> e stimolanti nella citt\u00e0 sia <span lang=\"it-IT\">su<\/span> macro che <span lang=\"it-IT\">su <\/span>micro scala.<\/p>\n<p align=\"left\">Dato che <span lang=\"it-IT\">la <\/span><em>workshop<\/em><span lang=\"it-IT\"><em>-unit<\/em><\/span> \u00e8 stata realizzata durante un<span lang=\"it-IT\">a discorso e un concorso<\/span> nazionale per rigenerare e riprogrammare alcuni dei siti visitati come il Corviale, i risultati del workshop mostrano un importante potenziale riguardo al<span lang=\"it-IT\">la capacit\u00e0 di apportare un<\/span> interessante e <span lang=\"it-IT\">netto<\/span> contributo a questo <span lang=\"it-IT\">settore<\/span>, in termini di strategia di progettazione,processo e pensiero, invece <span lang=\"it-IT\">di<\/span> offrire semplicemente una negazione superficiale delle condizioni <span lang=\"it-IT\">attuali<\/span> o tentando di abbellire senza criticare e<span lang=\"it-IT\"> di rendere<\/span> <span lang=\"it-IT\">attraenti<\/span> dei <span lang=\"it-IT\">luoghi<\/span> particolari.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>Drawing the Invisible<\/em> ha permesso ai partecipanti di valutare come il loro modo d\u2019interpretare l\u2019impegno per la citt\u00e0 sia cambiato, di <span lang=\"it-IT\">sistemare<\/span> e valutare il loro lavoro sia in termini di processo<span lang=\"it-IT\"> che<\/span> di risultato e, soprattutto, di portare avanti le sfide e le possibilit\u00e0 che sono emerse durante la loro partecipazione al workshop.<span lang=\"it-IT\"> Come emerso <\/span>dalla valutazione formale dei risultati <span lang=\"it-IT\">nel corso del<\/span>la Presentazione del Workshop dei partecipanti al DipS<span lang=\"it-IT\">U<\/span>, <span lang=\"it-IT\">ma anche dall\u2019interesse e dai feedback entusiasti espressi dai<\/span> partecipanti <span lang=\"it-IT\">ne<\/span>l giorno della Conferenza presso l\u2019Urban Center Roma XI, i risultati di <em>Drawing the Invisible<\/em> possono definirsi di alta qualit\u00e0 e <span lang=\"it-IT\">rappresentano<\/span> un grande potenziale per una futura espansione.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-12.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40484\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-12.png\" alt=\"numero71_Drawing The invisible 12\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-12.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/numero71_Drawing-The-invisible-12-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Lo sviluppo futuro della ricerca potrebbe includere la creazione di sistemi interattivi di mappatura online, integrati con applicazioni interattivedi realt\u00e0 miste, al fine di promuovere ulteriormente i risultati dell<span lang=\"it-IT\">a workshop unit<\/span>, attraverso il coinvolgimento di una pi\u00f9 ampia rete interdisciplinare di architetti, scienziati, artisti e altri.<span lang=\"it-IT\"> Attualmente,<\/span> <em>Drawing the Invisible<\/em> <span lang=\"it-IT\">si \u00e8 ulteriormente ampliata <\/span>come iniziativa indipendente e<span lang=\"it-IT\">, a questo scopo,<\/span> \u00e8 stato creato un blog <span lang=\"it-IT\">ad essa dedicato<\/span>. Il <em>Drawing the Invisible Blog<\/em> funziona come una piattaforma digitale: promuove una serie <span lang=\"it-IT\">di<\/span> attivit\u00e0 <span lang=\"it-IT\">e di progetti <\/span>internazionali<span lang=\"it-IT\"> del <\/span>passato e <span lang=\"it-IT\">imminenti dell\u2019iniziativa<\/span>, migliora il forum online, facilita le comunicazioni delle attivit\u00e0 dei suoi membri, <span lang=\"it-IT\">e <\/span>sostiene la diffusione delle risorse importanti tra cui il materiale di ricerca e le pubblicazioni.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/drawingtheinvisible.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"en-GB\">http:\/\/drawingtheinvisible.wordpress.com\/<\/span><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.urbantranscripts.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"en-GB\">http:\/\/www.urbantranscripts.org\/<\/span><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.urbantranscripts.org\/documents\/UT2011_04_workshop_programme.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"en-GB\">http:\/\/www.urbantranscripts.org\/documents\/UT2011_04_workshop_programme.pdf<\/span><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>References:<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[1] &#8211; <\/strong>Fratzeskou, Eugenia &amp; Claudia Faraone, Rome City &amp; Urban Superbia: Drawing the Invisible, in Urban Transcripts 2011 Workshop Programme, http:\/\/www.urbantranscripts.org\/documents\/UT2011_04_workshop_programme.pdf, pp.10-15.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[2] &#8211; <\/strong> From the introduction to the Manhattan Transcripts in Damiani, Giovanni ed., Bernard Tschumi, Geneve: Skira, 2003, p. 34.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[3] &#8211; <\/strong> Fratzeskou, Eugenia, \u2018Rome City &amp; Urban Superbia: Drawing the Invisible \u2013Working Methods\u2019, in Cities Methodologies Lecture 1, Urban Transcripts 2011: Rome, the accidental city international workshop, Roma Tre University, Mattatoio, Rome, 13\/12\/11.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[4] &#8211; <\/strong> Connor, Steven, in Going Aerial. Air, Art, Architecture, ed. Monika Bakke, Jan Van Eyck Academie, Maastricht, The Netherlands, 2006, pp.121-2. Manovich, Lev, 2005, The Poetics of Augmented Space, http:\/\/www.manovich.net\/DOCS\/Augmented_2005.doc, accessed: 17\/9\/2010. For detailed essays on \u2018informationalism\u2019 and the ways of visualising and interacting with invisible virtual city-scapes refer to Fratzeskou, Eugenia, \u2018Mapping Uncertainty\u2019, in Mapping and the User Experience Panel of ISEA 2011 Istanbul Conference\u2013 The 17th International Symposium on Electronic Art (Sabanci University, 14 \u2013 21 September 2011), http:\/\/isea2011.sabanciuniv.edu\/paper\/mapping-uncertainty, and my essays in Digimag Issues 52, 55, 60-61, 63-67, 69-70, https:\/\/digicult.it\/en\/Archive\/EugeniaFratzeskou.asp<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[5] &#8211; <\/strong> Haque, Usman in Going Aerial. Air, Art, Architecture, ed. Monika Bakke, Jan Van Eyck Academie, Maastricht, The Netherlands, 2006,pp. 64-66, 72, 75, 77.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[6] &#8211; <\/strong> For an extensive investigation on interstitiality and drawing refer to Dr Eugenia Fratzeskou\u2019s postdoctoral research papers published in Digimag (Digicult): https:\/\/digicult.it\/en\/Archive\/EugeniaFratzeskou.asp [EN], https:\/\/digicult.it\/Archive\/EugeniaFratzeskou.asp [IT], Eisenman, Peter, Diagram diaries, London: Thames &amp; Hudson, 1999, Fratzeskou, Eugenia, \u201cInventing New Modes of Digital Visualisation in Contemporary Art\u201d in Special Issue &#8220;Transactions,&#8221; Leonardo 41, No. 4 (2008), p. 422, Fratzeskou, Eugenia, \u201cUnfolding Space\u201d, in I SEA2010 RUHR: Conference Proceedings, http:\/\/www.isea2010ruhr.org\/files\/redaktion\/pdf\/isea2010_proceedings_p53_fratzeskou.pdf, pp.491-2, Fratzeskou, Eugenia, Visualising Boolean Set Operations: Real &amp; Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2009, Fratzeskou, Eugenia, New Types of Drawing in Fine Art: The Role of Fluidity in the Creation Process, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2010, Fratzeskou, Eugenia, Operative Intersections: Between Site-Specific Drawing and Spatial Digital Diagramming, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2010.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[7] &#8211; <\/strong> Tschumi, Bernard, \u201cOperative Drawing\u201d, in De Zegher, Catherine &amp; M. Wigley, eds., The Activist Drawing: Retracing Situationist Architectures from Constant\u2019s New Babylon to Beyond, MIT Press, 2001, pp. 135, 137. Tschumi, Bernard, Architecture &amp; Disjunction, MIT Press, 1996, pp. 165-166, 196-197.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[8] &#8211; <\/strong> Lefebvre, Henri, The Production of Space, (tr. D. Nicholson-Smith), Blackwell, 1991 (1974), pp. 372-374.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[9] &#8211; <\/strong> Lynn, Greg, Animate Form, New York: Princeton Architectural Press, 1999, pp.33, 39.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[10] &#8211; <\/strong> Ibid. For an extensive essay of Greg Lynn\u2019s work also refer to Fratzeskou, Eugenia, Operative transformations ( Parts 1-2), in Digimag Issues 66 (July-August 2011), &amp; 67 (September 2011), https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2120, https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2146.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[11] &#8211; <\/strong> Lynn, Greg, Animate Form, New York: Princeton Architectural Press, 1999, pp. 29 &#8211; 30.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[12] &#8211; <\/strong> Ibid, p. 31.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[13] &#8211; <\/strong> Ibid, pp. 10 &#8211; 11, 13, 14 &#8211; 15, 18, 25 \u2013 26, 108, 124-125, 143, 150. 152, 165.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[14] &#8211; <\/strong> Eisenman, Peter, Diagram diaries, Thames &amp; Hudson, London, 1999, p.34. Anthony Vidler, The Architectural Uncanny: Essays in the Modern Unhomely, MIT Press, 1992, pp.119, 194, 196 (see also pp. 118, 121).<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[15] &#8211; <\/strong> Selected phases of the series has been shown in several occasions including ISEA 2010 Ruhr and ISEA 2011 Istanbul [refer also to Eugenia Fratzeskou, Visualising Boolean Set Operations: Real &amp; Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art, LAP \u2013 Lambert Academic Publishing, 2009 and Fratzeskou, Eugenia, \u201cInventing New Modes of Digital Visualisation in Contemporary Art\u201d in Special Issue &#8220;Transactions&#8221;, Leonardo 41, No. 4 (2008)].<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[16] &#8211; <\/strong> Dr Eugenia Fratzeskou, Algorithmic Infra-Spaces, paper, pen &amp; pencil, 2008-10, A number of these drawings was shown in Dr Eugenia Fratzeskou, \u2018Interspatiality &amp; Dystopia\u2019 project, part of the Un-built international architecture research programme Exhibition &amp; Conference, SARCHA\/The Athens Byzantine &amp; Christian Museum, Athens, November 2008. Refer also to Fratzeskou, Eugenia, \u2018Tracing Infra-spaces: Complicated beginnings &amp; elliptical ends\u2019, in in Digimag, Issue 61, February 2011, https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1985<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[17] &#8211; <\/strong> Fratzeskou, Eugenia, \u2018Drawing the Unplanned City\u2019 project, shown in Urban Transcripts 2010: Athens, urban (r)evolution through individual spontaneity in the absence of planning&#8221;, Kollektiva.net\/Booze Cooperativa Gallery, Athens, 16-26 December 2010. http:\/\/www.urbantranscripts.org\/2010\/urbantranscripts.swf. A detailed report on the project in Fratzeskou, Eugenia, \u2018Urban Transcripts 2010: Over the Skin of the City\u2019, Digimag, Issue 62, March 2011, https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2007.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[18] &#8211; <\/strong> For more details on the urban exploration refer to Fratzeskou, Eugenia &amp; Claudia Faraone, \u2018Themes to be explored\u2019, in Rome City &amp; Urban Superbia: Drawing the Invisible, in Urban Transcripts 2011 Workshop Programme,<\/p>\n<p>http:\/\/www.urbantranscripts.org\/documents\/UT2011_04_workshop_programme.pdf, pp.11-12.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La workshop unit Roma &#038; Urban Superbia: Drawing the Invisible si \u008f svolta a Roma dal 13 al 17 dicembre 2011, in quanto rientra nel workshop internazionale sulla citt\u0088 dal titolo Urban Transcripts 2011: Roma, la citt\u0088 accidentale<\/p>\n","protected":false},"author":172,"featured_media":40473,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,224],"tags":[57,65],"class_list":["post-10941","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-071","tag-architecture","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Drawing The Invisible. 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