{"id":10936,"date":"2011-12-05T12:00:00","date_gmt":"2011-12-05T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-070\/no-puns-intended-a-conversation-with-filippo-minelli\/"},"modified":"2020-11-02T17:20:54","modified_gmt":"2020-11-02T16:20:54","slug":"no-puns-intended-a-conversation-with-filippo-minelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-070\/no-puns-intended-a-conversation-with-filippo-minelli\/","title":{"rendered":"Non Sono Giochi Di Parole. Conversazione Con Filippo Minelli"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Dopo una chiacchierata autunnale con <strong>Filippo Minelli<\/strong>, artista nativo del bresciano, classe \u201883, volutamente ho deciso di non proporre qui un approfondimento del suo lavoro da un punto di vista di contenuto, connesso alla societ\u00e0, al tempo e alla storia delle persone e dei luoghi che si incontrano nelle sue opere. La ricerca artistica di Minelli richiede infatti, per la massima parte, un\u2019accettazione del ruolo di fruitore, il quale &#8211; anche nella contemplazione \u2013 si trova a prendere posizione verso un determinato modo di esplorare il mondo, e la visione e comunicazione di esso.<\/p>\n<p align=\"left\">Una prima conoscenza delle opere di <strong>Filippo Minelli<\/strong> guida &#8211; attraverso le immagini e le visioni che egli propone &#8211; al comune denominatore che le avvicina o allontana, e sempre le fa dialogare: lo spartiacque <strong>&#8220;parola\/silenzio&#8221;<\/strong>, un ambito di indagine che \u00e8 scelto per esplorare e generare, non per attribuire un senso all\u2019esistente.<\/p>\n<p align=\"left\">Partendo da un\u2019opera come <strong><em>Sound<\/em><\/strong> (2005), in cui la parola emerge dalla combustione di alcuni fusti in un campo di grano, \u00e8 la fotografia a restituire l\u2019azione, la quale produce una verbalizzazione. Leggere il suono all\u2019interno dell\u2019immagine consente un passaggio concettuale, attraverso la traslitterazione del piano della visione ad un sistema espressivo complesso, lucido e acuto, in cui parola, significato e rappresentazione conflagrano.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39498\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-02.png\" alt=\"numero70_No puns 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Questa acutezza \u00e8 alla base del lavoro di <strong>Filippo Minelli<\/strong>, che processa costantemente la realt\u00e0 visibile e udibile, aggiungendo tracce al contesto reale, che lascia emergere cos\u00ec tutta la sua evidente presenza e contestuale assenza.<\/p>\n<p align=\"left\"><em><strong>Contradictions <\/strong><\/em>(luoghi vari, dal 2007), nell\u2019ambito della <strong>&#8220;parola&#8221;<\/strong>, \u00e8 una serie in continua evoluzione, nella quale la scrittura a grande dimensione entra potentemente in contatto con lo scenario naturale\/urbanizzato in cui \u00e8 posta; qui, solo per fare un esempio, la parola \u201csecond life\u201d si trova sulla lamiera arrugginita posta al confine di un terreno a Phnom Penh in Cambogia (2007). E nella serie <strong><em>Lines<\/em><\/strong> (luoghi vari in Europa, dal 2009), nell\u2019alveo del <strong>&#8220;silenzio&#8221;<\/strong>, c\u2019\u00e8 una linea continua che scorre e si interrompe in pi\u00f9 linee all\u2019infinito, in una corsa sospesa tra natura e urbanizzazione, su cemento, pareti, industrie, onde di ferro zincato, neve. E sulla neve non si pu\u00f2 sentire.<\/p>\n<p align=\"left\">A fronte di questo approccio, ho parlato con <strong>Filippo Minelli <\/strong>di nuovi media, che sono al margine del suo lavoro, ma sui quali egli riflette per attraversare la propria ricerca.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Filippo, partiamo dalle origini. Hai studiato nuovi media per l\u2019arte: cosa ti ha dato questa formazione?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> Mi sono diplomato all&#8217;Accademia delle Belle Arti di Brera nel 2006, nell&#8217;ambiente pi\u00f9 sterile che abbia mai visto dopo il Deserto del Gobi. Ci si trascinava fra disorganizzazione e avanguardia a ritmi mediterranei, e cercavo di imparare quanto di meglio potevo dagli studenti pi\u00f9 avanti di me o dai pochi docenti disponibili. L\u2019ambito di studio mi ha reso pi\u00f9 sensibile alle implicazioni della diffusione della tecnologia nella vita quotidiana delle persone. Ho scelto questo tipo di formazione per avere nuovi strumenti di sperimentazione, ed ho avuto la conferma che la cosa che mi interessa fare \u00e8 creare indipendentemente da quello che mi trovo fra le mani.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39499\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-03.png\" alt=\"numero70_No puns 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Silvia Scaravaggi: <\/strong>Che cosa significa nel tuo lavoro il binomio <strong>&#8220;parola\/silenzio&#8221;<\/strong>? Come lo esprimi? Qual \u00e8 il messaggio che vuoi trasmettere?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> Il binomio &#8220;parola\/silenzio&#8221; \u00e8 la sintesi del contemporaneo, l&#8217;era della comunicazione con il conseguente accumulo di dati e la necessit\u00e0 di estraniarsi. Non ho intenzione di trasmettere nessun messaggio, il ruolo dell&#8217;artista \u00e8 sempre stato quello di filtrare la realt\u00e0 e presentarla per quello che \u00e8 con i mezzi a sua disposizione. Scrivere, costruire, fotografare, filmare parole e silenzio per me \u00e8 esattamente come poteva essere scolpire una scena di guerra in una colonna al tempo dei romani o dipingere nel Rinascimento. Il punto di vista soggettivo esiste ma non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;obiettivo primario.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>E com\u2019\u00e8 la realt\u00e0 che presenti nelle opere della sezione Speech? Quanto muta attraverso di esse?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> \u00c8 una realt\u00e0 semplice e scarna. Qualcuno l&#8217;ha definita &#8220;disarmante&#8221;. Gioco sull&#8217;equilibrio fra la semplicit\u00e0 della realt\u00e0 e la complessit\u00e0 di sfumature che sono tante quante le esperienze vissute dal fruitore dei miei interventi, nella vita reale o nella documentazione delle azioni. La realt\u00e0 non muta \u00e8 sempre quella, e non ha nemmeno bisogno di noi a dirla tutta. \u00c8 mutato il mio occhio, il mio approccio e il mio carattere, come \u00e8 inevitabile che sia continuando a fare esperienze. Prima mi concentravo sull&#8217;aspetto urbano e sulla comunicazione perch\u00e9 mi sembravano molto attuali, ora mi interessano molte pi\u00f9 cose.<\/p>\n<p align=\"left\">A livello geografico il mio occhio si \u00e8 spostato dalle nazioni alle zone di confine, alle specificit\u00e0 dei luoghi, delle etnie, delle tradizioni non &#8220;statalizzate&#8221;, e credo che questa mia attitudine si manifesti anche nell&#8217;approccio ai media che uso: mi incuriosisce affrontare gli spazi che stanno fra fotografia e performance, interventi che intersecano vita pubblica e mondo virtuale, ricerca della bellezza o provocazione, senza chiudermi in una classificazione specifica.<\/p>\n<p align=\"left\">La riduzione dei costi della tecnologia da un lato e la possibilit\u00e0 di realizzare, sempre grazie alle nuove tecnologie, pressoch\u00e9 ogni idea dall&#8217;altro sono una combinazione perfetta per chi come me si fa distrarre continuamente da ci\u00f2 che ha intorno e cerca un approccio che potrebbe esser definito artigianale, perch\u00e9 si regge proprio sulla padronanza nell&#8217;utilizzo di vari media che non sono il fine ma semplicemente strumenti.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39500\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-04.png\" alt=\"numero70_No puns 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Silvia Scaravaggi: <\/strong>Hai pescato a piene mani nel linguaggio dell\u2019informatica e del web in <em>CTRL+ALT+DELETE <\/em>(2007), in <em>Contradictions<\/em>, in <em>Google world <\/em>(2008-2009). Come dialogano queste opere?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> Sono tutti lavori che riportano su un piano tangibile cose che nel pensiero collettivo sono relegate nell&#8217;etere, come internet, realt\u00e0 non tangibili governate da dinamiche sconosciute e imprevedibili. Sono interventi molto diversi fra loro per significato e approccio, ma sottolineano allo stesso modo un periodo storico confuso di sperimentazione sociale che si regge su contraddizioni e non su punti fermi.<\/p>\n<p align=\"left\">Non si \u00e8 ancora arrivati a considerare le nuove tecnologie come un semplice strumento per velocizzare processi in modo metodico, condividere informazioni magari in maniera organizzata e senza alle spalle interessi privati. C&#8217;\u00e8 un approccio religioso con tanto di speranze di miglioramento della condizione umana, venerazione dell&#8217;aldil\u00e0 (internet come entit\u00e0 astratta) e aspettativa verso il futuro che allontanano il ragionamento e offuscano gli aspetti oggettivamente positivi che si potrebbero raggiungere in fatto di conoscenza ridistribuita, che \u00e8 il primo passo per ridistribuire tutto il resto.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Cosa c\u2019\u00e8 nell\u2019attitudine contemporanea ai nuovi media che ti va stretto?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> I nuovi media sono uno strumento in pi\u00f9 che ho voluto conoscere e continuer\u00f2 ad approfondire per avere pi\u00f9 strumenti per creare. Avere padronanza delle tecniche \u00e8 importante, saper creare ambienti interattivi offre una possibilit\u00e0 di espressione molto ampia, ma non ho l&#8217;interesse feticista o la fretta di renderlo il mio strumento prediletto. Ci sono molti esempi di tecnologia utilizzata per fini artistici che sono parchi-gioco per adulti e vengono tenuti in considerazione per la mancanza di conoscenze necessarie a valutarli al di l\u00e0 della novit\u00e0. Nell&#8217;arte come nella vita sono convinto che quando non si ha niente da dire sia pi\u00f9 sobrio stare in silenzio che continuare a proporre rumore, per quanto raffinato possa sembrare.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39501\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-05.png\" alt=\"numero70_No puns 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Silvia Scaravaggi: <\/strong>La tua attivit\u00e0 passa attraverso il web, nel senso che nella rete prendi appunti, lasciando una traccia di quello che fai, e attraverso la rete \u00e8 possibile farsi un\u2019idea della tua ricerca. Quanto \u00e8 importante l\u2019aspetto performativo\/attuativo e quanto la restituzione? Questa restituzione avviene attraverso canali privilegiati, penso ad esempio alla fotografia?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> Mi piace vivere e creare le condizioni per i miei interventi anche al di l\u00e0 delle sinergie istituzionali o espositive, quindi se dovessi dividerla in percentuali direi 70% performativo e 30% restituzione. La fotografia \u00e8 un mezzo al quale sono molto affezionato perch\u00e9 \u00e8 una forma di diffusione diretta ma non invasiva come il video, ed \u00e8 lo strumento pi\u00f9 adatto a documentare gran parte della mia produzione. Preferisco avere un motivo per scegliere un mezzo rispetto ad un altro, e fino a quando non ho la necessit\u00e0 di utilizzare qualcosa di pi\u00f9 complesso sfrutto la cosa pi\u00f9 semplice.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>In che senso il video \u00e8 invasivo? Come lo hai usato?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> Il video ha dei tempi dati da chi lo ha girato, a volte non ti d\u00e0 il tempo di assimilarlo e a volte ti obbliga a dargli l&#8217;attenzione irritante dei bimbi che fanno capricci. E spesso ha anche un audio. Da questo punto di vista la fotografia \u00e8 pi\u00f9 gentile, non pretende pi\u00f9 di quello che le vuoi dare. Sto lavorando a una serie di video sul tema della percezione, incentrata sulla soggettivit\u00e0 del futuro e per il momento ho utilizzato il video quasi senza montaggio, cercando di lasciare i tempi della vita normale per sottolineare l&#8217;attesa per un traguardo che non esiste.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi:<\/strong> E con la polaroid hai un rapporto privilegiato, quale?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli:<\/strong> Parte del mio lavoro \u00e8 legato al viaggio e utilizzo la polaroid soprattutto in queste situazioni. Viaggio spesso per curiosit\u00e0 e per trovare i luoghi adatti in cui intervenire, nei viaggi faccio creare manufatti (per esempio le bandiere del mio progetto in corso <strong><em>Flags<\/em><\/strong>) e raccolgo, trovo o compro altrettanti oggetti del posto o testimonianze del suo passato. Le polaroid sono istantanee e se ne ha esperienza come elemento singolo nel posto in cui vengono scattate e quindi appartengono a quel posto, legame che non si crea nella fotografia scattata, ma sviluppata\/stampata altrove.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39502\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-06.png\" alt=\"numero70_No puns 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Silvia Scaravaggi: <\/strong>Nel 2011 hai portato avanti un progetto costruito attraverso un blog: <strong><em>Chemoterapy update <\/em><\/strong>(<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/chemotherapyupdate.tumblr.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/chemotherapyupdate.tumblr.com<\/a>). Vorrei parlarne perch\u00e9 trovo che sia estremamente efficace nei contenuti e interessante come strategia di rifiuto di una visione sconsolata\/consolatoria dell\u2019esperienza\u2026<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filippo Minelli: <\/strong><em>Chemotherapy Update<\/em> in realt\u00e0 \u00e8 nato semplicemente come blog per aggiornare i miei parenti, amici e tutte le persone che non avrei potuto vedere per mesi sullo stato delle cure per guarire dal tumore che ho scoperto di avere nel 2010. \u00c8 stato un modo terapeutico di tenere impegnato il cervello con cose divertenti, per non cadere nel baratro dell&#8217;autocommiserazione o del conforto religioso in voga fra la popolazione onco-ematologica. Come dicevo non voglio uno strumento privilegiato con cui creare e in quel momento fra le mie mani c&#8217;erano solo un pigiama, un iPhone e la speranza di tornare in vita.<\/p>\n<p align=\"left\">Il pigiama me lo sono messo addosso e, in quella situazione in cui anche le cose pi\u00f9 piccole sembrano eventi importanti, ho iniziato ad utilizzare un&#8217;applicazione nata per impaginare posters, per eventi appunto, e ho documentato l&#8217;esperienza montando immagini e scritte. Avendo un inizio, una fine (per fortuna positiva) e un argomento specifico posso capire che adesso venga considerato un &#8220;progetto&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Se il progetto \u00e8 accidentale, non lo \u00e8 il processo. In molti casi stai proseguendo delle \u201cserie\u201d, mi riferisco ad esempio a <strong><em>Shapes<\/em><\/strong> e <strong><em>Lines<\/em><\/strong> che fanno parte della sezione <strong><em>Silence<\/em><\/strong>. In questo la processualit\u00e0 gioco un ruolo portante\u2026<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filip<\/strong><strong>po Minelli: <\/strong>Il processo \u00e8 una cosa che mi interessa molto perch\u00e9 offre la possibilit\u00e0 di cogliere verit\u00e0 e completezza nelle varie sfumature di una creazione, invece di presentare un oggetto o un&#8217;idea come unica possibilit\u00e0. In <em>Shapes<\/em> [una serie di <em>Silence<\/em>, avviata nel 2010, che si basa sulla visualizzazione di gas colorati nella natura, ndr] il processo diventa una questione anche tecnica e macchinosa perch\u00e9 bisogna saper scegliere le condizioni meteorologiche, cercare di prevedere i mutamenti o cogliere l&#8217;attimo per ottenere il risultato voluto. Al momento sto studiando flussi d&#8217;aria calda per ottenere il risultato di immobilit\u00e0\/movimento che voglio anche in video, ma \u00e8 difficilissimo perch\u00e9 basta un cambiamento di pressione o umidit\u00e0 per mandare all&#8217;aria tutto quello che hai preparato.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39503\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-07.png\" alt=\"numero70_No puns 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_No-puns-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Silvia Scaravaggi: <\/strong>Che differenza c\u2019\u00e8 tra processare il silenzio e processare la parola?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Filip<\/strong><strong>po Minelli: <\/strong>Non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza: processare la parola \u00e8 comunicare e quindi va scelto il momento, il luogo e il modo in cui \u00e8 meglio farlo. Per il silenzio \u00e8 una ricerca legata alla necessit\u00e0 di ritagliarsi uno spazio intimo e quindi anche qui non tutti gli ambienti e non tutti i tempi sono adatti. Compreso quando si tratta di una provocazione, perch\u00e9 anche questo rientra nei tempi, nei modi e nei luoghi adatti.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.filippominelli.com\/\">http:\/\/www.filippominelli.com<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/chemotherapyupdate.tumblr.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/chemotherapyupdate.tumblr.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una prima conoscenza delle opere di Filippo Minelli guida &#8211; attraverso le immagini e le visioni che egli propone &#8211; al comune denominatore che le avvicina o allontana, e sempre le fa dialogare: lo spartiacque parola\/silenzio, un ambito di indagine che \u008f scelto per esplorare e generare, non per attribuire un senso all&#8217;esistente.<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":39497,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,223],"tags":[53,58,37],"class_list":["post-10936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-issue-070","tag-interviews","tag-net-art","tag-photography"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Non Sono Giochi Di Parole. Conversazione Con Filippo Minelli &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-070\/no-puns-intended-a-conversation-with-filippo-minelli\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Non Sono Giochi Di Parole. 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