{"id":10932,"date":"2011-12-05T12:00:00","date_gmt":"2011-12-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-070\/arte-bio-diversa-il-pav-di-torino-tra-ecologia-e-transgenesi\/"},"modified":"2020-11-02T17:20:29","modified_gmt":"2020-11-02T16:20:29","slug":"arte-bio-diversa-il-pav-di-torino-tra-ecologia-e-transgenesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-070\/arte-bio-diversa-il-pav-di-torino-tra-ecologia-e-transgenesi\/","title":{"rendered":"Arte Bio-diversa. Il Pav Di Torino, Tra Ecologia E Transgenesi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Spedizioni in Antartide e bistecche di rana, stazioni meteo sonore e creature fluorescenti, provette e alberi cloni. Nuove frontiere della sperimentazione scientifica? No, ultimi traguardi dell&#8217;arte. Dna e tessuti organici sono usati come veri e propri medium artistici all&#8217;interno dei laboratori biotech.<\/p>\n<p align=\"left\">Artisti e biologi lavorano fianco a fianco per tentare di dare una risposta concreta a problemi come l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici sull&#8217;ecosistema, la salvaguardia della bio-diversit\u00e0, la clonazione di esseri viventi. Temi che l&#8217;arte prende in carico, non pi\u00f9 rappresentandoli, ma proponendo soluzioni. Se la sopravvivenza dell&#8217;ecosistema globale \u00e8 una priorit\u00e0 non solo etica, l&#8217;artista, analizzando il nostro rapporto con la biosfera, vuole ricordarci l&#8217;intima connessione con essa e la necessit\u00e0 della sua tutela. Ne discutiamo con <strong>Piero Gilardi<\/strong>, direttore dell&#8217;<strong>Art Program del PAV di Torino.<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Il PAV \u00e8, cos\u00ec come viene definito dai suo organizzatori, un parco-mondo. Un habitat verde sorto in un&#8217;ex area industriale.<strong> Il percorso espositivo permanente, <em>Bioma<\/em><\/strong>, \u00e8 composto da opere che testimoniano un incontro perfetto tra tecnologia e biologia, le quali confluiscono in ogni intervento artistico realizzato all&#8217;interno del parco. Dalle ceneri della precedente industria metalmeccanica, il PAV \u00e8 oggi un terreno fertile per quanti vogliono dare risposte sostenibili e praticabili alla difesa dell\u2019ambiente e alle esigenze della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39415\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-02.png\" alt=\"numero70_Arte Bio 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Il connubio tra l&#8217;impegno ecologico e la sensibilit\u00e0 estetica \u00e8 l&#8217;anima del progetto ed emerge sia dagli interventi <em>site-specific <\/em>degli artisti che hanno contribuito alla sua realizzazione, sia dalle numerose attivit\u00e0 organizzate dal suo staff. Operare per la sopravvivenza del <em>bios <\/em>\u00e8 sentita infatti, prima di tutto, come esigenza comune e vissuta in maniera partecipativa.<\/p>\n<p align=\"left\">La dedizione costante del pubblico \u00e8, perci\u00f2, parte essenziale della vita del parco: vivendo un luogo si pu\u00f2 fare di esso un\u2019opera d\u2019arte. Il carattere collettivo e partecipativo degli interventi di bioarte fa riferimento &#8211; osserva<strong> Piero Gilardi <\/strong> &#8211; ad un\u2019<strong>idea performativa <\/strong>che ha attraversato l&#8217;arte nell&#8217;ultimo secolo. Fin dall&#8217;epoca romantica c&#8217;era stata una tendenza a portare l&#8217;arte dentro la vita, gli artisti affermavano: &#8220;le mie performance, il mio vivere \u00e8 un&#8217;opera d&#8217;arte in s\u00e9&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\">Poi, negli anni &#8217;50, il movimento situazionista aveva espresso un&#8217;elaborazione pi\u00f9 complessa di questo concetto dichiarando che la vita quotidiana era un&#8217;opera d&#8217;arte. In seguito, negli anni &#8217;70, si svilupp\u00f2 una sorta di proto-arte relazionale, attraverso gli happening, le performance partecipative, attraverso le esperienze di creativit\u00e0 collettiva. All&#8217;alba del 2000, con la nascita della <strong>Bio Art <\/strong>e della <strong>Biotech Art<\/strong>, \u00e8 successo che la vita \u00e8 entrata nell&#8217;arte. Questo movimento ha il significato togliere l&#8217;arte dalla sua torre d&#8217;avorio e di immergerla invece nella vita relazionale e sociale dell&#8217;essere umano quale modalit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p align=\"left\">La creativit\u00e0 di solito noi la releghiamo a certi campi, come quello dell&#8217;estetica o dell&#8217;invenzione ma, attraverso questi nuovi concetti, tutto ci\u00f2 che ha un senso simbolico nel nostro interagire concreto con le persone, \u00e8 un\u2019espressione artistica.<\/p>\n<p align=\"left\">Ecco, questa \u00e8 una teoria d\u2019intreccio tra arte e vita che ha un secolo di storia. E oggi la <strong>Biotech Art<\/strong> ne realizza un esempio particolare perch\u00e9 [&#8230;] come nel caso delle opere di <strong>Eduardo Kac<\/strong>, dalle ibridazioni nascono dei soggetti, non degli oggetti.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39416\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-03.png\" alt=\"numero70_Arte Bio 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>Proprio Eduardo Kac, che dell\u2019<strong>arte transgenica <\/strong>ha redatto il manifesto, sposta l&#8217;attenzione dall\u2019oggetto al soggetto artistico, definendo il suo lavoro \u201cdialogico\u201d e, per questo, auspica che vi sia un&#8217;integrazione sociale degli organismi che lui crea&#8230;<\/p>\n<p><strong>Piero Gilardi: <\/strong>Esatto, sovente lui fa l&#8217;esempio di <em>Alba<\/em>, il coniglietto verde fluorescente. Negli Stati Uniti i conigli non vengono mangiati come da noi in Europa, sono animali da compagnia, quindi considerati alla stessa stregua dei cani o dei gatti. E <em>Alba<\/em>, in quanto coniglio, ha una sua vita come soggetto animale [&#8230;]. Quando invece si parla di un robot si parla di un oggetto, non di un soggetto, totalmente prevedibile e controllabile.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>La novit\u00e0 pi\u00f9 importante delle pratiche bioartistiche rispetto alle ricerche che sperimentavano la connessione tra uomo e robot sta infatti proprio nella connessione con degli esseri animali o vegetali, ovvero con quella che Roberto Marchesini definisce teriosfera. Come si esprime il rapporto dell&#8217;uomo, da un lato, con l&#8217;alterit\u00e0 animale e, dall&#8217;altro, con la tecnosfera?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>Roberto Marchesini ha studiato a lungo l&#8217;animale e quella che \u00e8 l&#8217;interazione tra uomo e animale, per poi affrontare il tema delle tecnologie. La tecnosfera richiama per certi aspetti ilmondo animale [&#8230;] e questo perch\u00e9 nel mondo tecnologico e in particolare, nelle reti informatiche, c&#8217;\u00e8 un&#8217;autonomia simil-vivente. Io faccio sempre l&#8217;esempio di tutti i computer che lavoranogiorno e notte, ventiquattro ore su ventiquattro, nel mondo: sono collegati tra loro, elaborano e sono interconnessi con degli esseri umani ma, hanno una loro \u201cvitalit\u00e0\u201d, cio\u00e8 una capacit\u00e0 autonoma di elaborazione dei dati numerici.<\/p>\n<p align=\"left\">Questo li rende simili agli animali [&#8230;]. Allora, ritornando all&#8217;argomento di partenza, la biotech art crea degli esseri viventi, questi esseri hanno un loro sviluppo autonomo, nascono in quel laboratorio ma poi moriranno nella natura. Anche Alba \u00e8 nata in un laboratorio biotech di Aix en Provence e poi, dopo tre anni, \u00e8 morta.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39417\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-04.png\" alt=\"numero70_Arte Bio 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>Il fatto che queste forme d\u2019arte abbiamo la durata di una vita, quella della creatura, le rende paragonabili ad alcune attivit\u00e0 performative degli anni &#8217;70, quando l&#8217;operazione artistica coincideva con il tempo dell&#8217;intervento del performer, per poi morire? [&#8230;]. Inoltre, spesso gli interventi di Biotech Art incontrano difficolt\u00e0 ad essere riconosciuti e accettati come interventi artistici invece che scientifici, anche quando sono gli artisti a dichiarare apertamente che il loro scopo non \u00e8 il progresso della conoscenza scientifica.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>Gli artisti enucleano dei significati artistici a dei fatti scientifici; la scienza \u00e8 capace di elaborare una comprensione molto complessa dei fenomeni della realt\u00e0 fenomenica ma non indaga n\u00e9 sul loro significato, n\u00e9 sul significato che hanno per l&#8217;uomo e per la vita della teriosfera. La chiave di lettura che tu hai sottolineato adesso, che \u00e8 quella dell&#8217;arte performativa e dell&#8217;arte partecipativa degli anni &#8217;70 si pu\u00f2 spiegare con questa metafora: se l&#8217;idea centrale antropologica \u00e8 quella dell&#8217;esperienza dell&#8217;arte che entra nella vita quotidiana di tutti, allora le performance, gli happening e tutti gli eventi creativi di coinvolgimento, che ci sono stati a partire dagli anni &#8217;60, creavano anche loro un soggetto, e questo soggetto era in realt\u00e0una nuova formazione sociale.<\/p>\n<p align=\"left\">Cio\u00e8, il pubblico coinvolto in un happening, degli anni &#8217;70, veniva a costituire una comunit\u00e0 creativa temporanea, che \u00e8 di pers\u00e9un nuovo soggetto, di carattere sociale e non di carattere individuale ma che ha tutte le caratteristiche di un soggetto, cio\u00e8 ha la capacit\u00e0 di generare e di evolvere. Invece, nei laboratori biotech <strong>Eduardo Kac, Marta De Menezes, il gruppo Symbiotica, George Gessert, Brandon Balleng\u00e9e<\/strong>, creano un soggetto che \u00e8 un individuo animale o vegetale ibridato&#8230;<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>E quindi, diversamente dalle esperienze che presentavanola vita nella sua essenza quotidiana, queste pratiche espongono esistenze ricreate, inesistenti prima dell\u2019intervento dell&#8217;artista ma che hanno, anch&#8217;esse, la capacit\u00e0 di evolvere e generare [&#8230;]. Proprio il rischio della trasmissibilit\u00e0 per via ereditaria dei caratteri somatici degli organismi ibridati \u00e8 uno degli ostacoli pi\u00f9 pressanti che la biotech art deve affrontare. Alcuni artisti, tra cui Marta De Menezes, condividono con gli scienziati con cui collaborano il principio di precauzione. Ma \u00e8 sempre un limite imposto, o auto-imposto, quello di non dare origine alla trasmissibilit\u00e0 delle mutazioni?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>No, ci sono state varie esperienze in varie fasi temporali, a partire dagli anni &#8217;90 ad oggi [&#8230;]. Negli anni &#8217;90, in ambito medico, le ibridazioni erano fatte in modo da non essere trasmissibili, e questo per il principio di precauzione. Poi, ad un certo punto, la conoscenza del genoma umano e dell&#8217;ecosistema umano complessivo, \u00e8 stata cos\u00ec avanzata che, invece, ci si \u00e8 fidati a fare delle ibridazioni trasmissibili, perch\u00e9 si \u00e8 visto che non potevano influenzare negativamente. Questo concetto, mantenuto comunque dai medici non \u00e8 altrettanto sostenuto, invece, dalle multinazionali dell&#8217;agricoltura che, non appena giungono a produrre un seme ibrido di nuovo tipo, lo immettono subito sul mercato, mentre invece bisognerebbe valutare che impatto ha quel seme sulle altre specie vegetali, ad esempio [&#8230;].<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39418\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-05.png\" alt=\"numero70_Arte Bio 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>Un riferimento, in ambito bio-artistico, \u00e8 il progetto <em>One tree<\/em> di <strong>Natalie Jeremijenko<\/strong>. Dopo aver prodotti in laboratorio una serie di alberi cloni di uno stesso arbusto, ha previsto di piantarli in varie zone della Bay Area di New York? Come inquadrare questo tipo d\u2019intervento e quale relazione con le esperienze biotech d\u2019ibridazione tra specie animali? Questa operazione pu\u00f2 essere considerata o no un&#8217;operazione di biotech art?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>S\u00ec, ci sono vari livelli, ci sono degli interventi su organismi complessi animali o interventi pi\u00f9 semplici, come quelli su organismi vegetali. Il significato specifico, che vuole esprimere la Jeremijenko, \u00e8 che \u00e8 necessario riaprire la biodiversit\u00e0. L&#8217;azione dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente, d\u2019inquinamento con sostanze che alterano la composizione dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua e anche lo sfruttamento delle risorse, ad esempio la deforestazione, \u00e8 stata molto incisiva sulla caduta della biodiversit\u00e0 animale, in particolare degli insetti, ma poi anche degli uccelli e dei piccoli mammiferi.<\/p>\n<p align=\"left\">Allora, l&#8217;azione antropica sul pianeta ha ristretto la biodiversit\u00e0 la quale \u00e8 il presupposto dell&#8217;ibridazione, cio\u00e8 dell\u2019incontro evolutivo tra due alterit\u00e0, di due esseri viventi, di due soggetti che, dopo essersi ibridati, si ristrutturano completamente. C&#8217;\u00e8 uno scambio che \u00e8 strutturale e come risultato porta la nascita di un essere pi\u00f9 complesso. Molti artisti sentono questa esigenza di accrescere la biodiversit\u00e0, e si prefiggono l&#8217;obiettivo di salvaguardare la natura, anche adottando una posizione critica nei confronti, ad esempio, delle multinazionali [&#8230;].<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>Una posizione che non di rado sfocia in vere e proprie azioni di protesta e che testimonia proprio quanto sia importante, per questi artisti, la connessione con l\u2019ecosistema animale e vegetale. Potrebbe chiarirmi cosa si intende oggi per biodiversit\u00e0 compensativa?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>E&#8217; la risposta alla mutagenesi in atto a causa dell&#8217;inquinamento e del disastro ambientale causato dall&#8217;uomo. Quindi, \u201ccompensativo\u201d ha il significato di andare a cercare quegli elementi che possono ristabilire un equilibrio con gli ambienti, quegli elementi che possono aiutareadadattarci ad un ambiente degradato in maniera irreversibile. Non possiamo illuderci di poter tornare a una situazione ante periodo industrialista, perch\u00e9 ormai il pianeta \u00e8 troppo compromesso e, quindi, una strategia antropica deve esseredoppia, da un lato bisogna ricercare il pi\u00f9 possibile l&#8217;equilibrio ma, dall&#8217;altro, fare prevenzione e cercare di adattarsi a queste situazioni ormai irreversibili.<\/p>\n<p align=\"left\">Ad esempio, alcuni aspetti di questa ricerca sono gli esperimenti per vivere in fondo al mare, altre esperienze sono quelle per permetterci di vivere all&#8217;Artico. Gli scienziati partecipano a queste indagini, ma vi partecipano per darvi senso e, invece, gli artisti accompagnano queste avventure e ne fanno emergere il significato profondo: l&#8217;uomo \u00e8 impegnato e dovr\u00e0 sempre di pi\u00f9 combattere le cause dell&#8217;inquinamento, ma dovr\u00e0 anche rassegnarsi a vivere in ambienti estremi. Dell&#8217;inquinamento ambientale ci sono degli aspetti che sono irreversibili&#8230;<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39419\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-06.png\" alt=\"numero70_Arte Bio 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>Queste indagini rappresentano un esempio di come la creativit\u00e0 artistica abbia molto in comune con la creativit\u00e0 scientifica; nel senso che l&#8217;arte vuole uscire dall&#8217;oggetto e da se stessa per contribuire alla tutela dell&#8217;ambiente. La scienza, a sua volta, potrebbe trovare degli spunti interessanti dalla mente creativa di un artista? [&#8230;]\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>S\u00ec, ricordo benissimo uno scienziato a Parigi, che diceva questo: &#8220;Auando noi studiamo un fenomeno alla fine, grazie all&#8217;informatica, riusciamo a formulare pi\u00f9 modelli per spiegare lo stesso fenomeno. Allora, l\u00e0 ci soccorre l&#8217;artisticit\u00e0 e, cio\u00e8, viene scelto il pi\u00f9 bello in senso artistico, che ha un&#8217;anima, contiene un messaggio ed esprime un significato nuovo&#8221;[&#8230;]. Hai citato prima la distinzione tra un elaborato artistico vivente e un elaborato rappresentativo.<\/p>\n<p align=\"left\">Questa distinzione viene molto usata nel campo della bioarte, perch\u00e9 ci sono molti artisti che, rispetto alla natura, fannouna sorta di \u201cspettacolino\u201d descrittivo, invece altri mettono davvero in atto dei processi naturali, in genere nella forma delle ibridazioni, ma non solo. Allora, nel momento in cui l&#8217;arte \u00e8 l&#8217;arte, concepita veramente come fatto antropologico di fondo, abbandona la separatezza della comunicazione estetica ed entra nella vita, si prende la responsabilit\u00e0 della vita [&#8230;].<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>La maggioranza dei bioartisti dichiarano, infatti, che \u00e8 non solo necessario, ma inevitabile, interrogarsi eticamentesul proprio lavoro e assumerne pienamente la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>L&#8217;artista partecipa a quelle che sono le sfide della vita sociale dell&#8217;uomo. La responsabilit\u00e0 di condividere i tentativi dell&#8217;uomo, di evolvere e superare questa crisi, sul piano della geopolitica, della globalizzazione ecc&#8230; Ma c&#8217;\u00e8 ancora un significato che salta fuori: la cultura umana fino ad ora \u00e8 stata auto-referenziale, questa immersione nel vivente che noi oggi facciamo, determinate operazioni compensative, diversit\u00e0 biotech, determinano una grossa partecipazione alla vita della biosfera e non pi\u00f9 la preoccupazione dell&#8217;uomo di sopravvivere al meglio nella natura.<\/p>\n<p align=\"left\">Da questo punto di vista, la cultura umana, la filosofia, il pensiero, l&#8217;arte dell&#8217;uomo, fino ad adesso sono state auto- referenziali. Il resto del vivente, la natura, gli animali sono sempre stati visti come accessori, da impiegare con criteri usa e getta. Solo adesso ci preoccupiamo. Allora, \u00e8 per questo che l&#8217;arte entra nella vita, perch\u00e9 l&#8217;arte lavora ad un livello molto profondo e, quindi, al livello di questo impulso vitale dell&#8217;uomo di uscire dalla crisi che lui stesso ha causato, trovando un rapporto trasparente e continuo con l&#8217;insieme del vivente&#8230;<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39420\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-07.png\" alt=\"numero70_Arte Bio 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_Arte-Bio-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Laura Capuozzo: <\/strong>A proposito del rapporto tra natura e <em>techne<\/em>, emerge una riflessione rispetto alle modalit\u00e0 con cui l&#8217;uomo e la sua cultura, nel passato, ha usato la tecnica per forgiare la natura e, quindi, ha utilizzato i suoi artefatti per sottomettere il vivente. Oggi, con l&#8217;utilizzo delle biotecnologie, pu\u00f2 l&#8217;uomo andare in senso contrario? Alla luce, in pratica, di questa sua nuova responsabilit\u00e0 e passione nei confronti della tutela della biosfera, potrebbe utilizzare la tecnica in maniera diversa, per favorire la natura e non per assoggettarla?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Piero Gilardi: <\/strong>La tecnica, di per s\u00e9, non \u00e8 n\u00e9 negativa, n\u00e9 positiva. Se si guarda al mondo del vivente, tutte le specie animali hanno delle strategie astutissime per sopravvivere ed evolvere. Anche noi esseri umani abbiamo delle tecniche sofisticate di sopravvivenza e di co-evoluzione. L\u2019uomo pu\u00f2 quindiutilizzare la tecnica, sulla base di questa nuova coscienza ologenica.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.parcoartevivente.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.parcoartevivente.it\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Artisti e biologi lavorano fianco a fianco per tentare di dare una risposta concreta a problemi come l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici sull&#8217;ecosistema, la salvaguardia della bio-diversit\u0088, la clonazione di esseri viventi. Temi che l&#8217;arte prende in carico, non pi\u009d rappresentandoli, ma proponendo soluzioni. Se la sopravvivenza dell&#8217;ecosistema globale \u008f una priorit\u0088 non solo etica, l&#8217;artista, analizzando il nostro rapporto con la biosfera, vuole ricordarci l&#8217;intima connessione con essa e la necessit\u0088 della sua tutela. 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