{"id":10931,"date":"2011-12-05T12:00:00","date_gmt":"2011-12-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-070\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/"},"modified":"2020-11-02T17:20:23","modified_gmt":"2020-11-02T16:20:23","slug":"the-algorithmic-unconscious-part-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/","title":{"rendered":"Inconscio Algoritmico &#8211; Parte 2"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Questo saggio diviso in due parti presenta un\u2019indagine sulle \u201cprofondit\u00e0\u201d dei meccanismi algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale. Il cuore di questo studio \u00e8 la \u201cmemoria digitale\u201d che viene esplorata in relazione alle Algebre della logica, le nozioni del paradigma processuale, le griglie pre-rappresentative e l\u2019emergenza. In questo modo viene svelato \u201cl\u2019inconscio\u201d algoritmico della tecnologia di visualizzazione digitale, come ad esempio i paradossi e gli inconsci inerenti, gli incontrollabili flussi di dati, le inconsistenze latenti e le potenzialit\u00e0 del sistema. Emergono cos\u00ec nuove possibilit\u00e0 e nuovi modi di creare qualcosa di pi\u00f9 dei \u201cfenomeni\u201d puramente visuali.<\/p>\n<p><strong>Processo e traccia digitale<\/strong><\/p>\n<p>La tecnologia digitale ha introdotto notevoli cambiamenti non solo per quanto riguarda i domini della rappresentazione e dell\u2019organizzazione della conoscenza ma anche per quanto concerne l\u2019espansione della cognizione e dell\u2019espansione umana. Come sostiene <strong>Rejane Cantoni<\/strong>: \u201cLe tecnologie digitali porteranno dei cambiamenti che andranno dall\u2019installazione di nuovi modelli della rappresentazione e l\u2019\u2019organizzazione della conoscenza fino ad arrivare alla nostra trasformazione o espansione cognitiva\u201d. <strong>[1]<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39459\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-02.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fondamentalmente, con l\u2019avvento della tecnologia digitale, il processo non si \u00e8 soltanto trasformato in un temporaneo multimezzo ma viene considerato come una sorta di paradigma attraverso il quale possiamo mappare noi stessi e il mondo. Nel loro saggio \u201dProcess as Paradigm\u201d(presentato durante la sedicesima edizione del Simposio Internazionale di Arte Elettronica nella Ruhr, 2010) <strong>Luca Evers e Susanne Jaschko<\/strong> mettono in luce i vantaggi e i limiti di questo paradigma e il campo viene criticamente esplorato tra certezza e imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Il processo, non lineare e non deterministico, \u00e8 diventato uno dei paradigmi fondamentali nell\u2019arte e nella cultura contemporanea\u2026Questo paradigma mostra il fatto che oggi disponiamo di mezzi, concetti e tecnologie decisamente migliori per osservare la realt\u00e0. Di conseguenza abbiamo una comprensione maggiore ma allo stesso tempo risulta molto pi\u00f9 difficile dominare la realizzazione della realt\u00e0. Quest\u2019ultima \u00e8 un processo, in cui noi prendiamo parte, che coinvolge l\u2019intero sistema e che conserva numerose incertezze&#8221;. <strong>[2]<\/strong><\/p>\n<p>Gli oggetti \u201ccedono\u201d ai sistemi e le loro informazioni sull\u2019energia di materia rivelano che sono non-lineari e non-deterministici. Come viene citato da <strong>Manuel Castell<\/strong> e riportato negli scritti di<strong> Lev Manovich<\/strong>, uno spostamento del genere rispecchia il passaggio caratteristico dal modernismo all\u2019informazionalismo. Questo spostamento si manifesta in contesti pi\u00f9 ampi quali l\u2019arte e la scienza, come ad esempio \u201cla morte dell\u2019oggetto\u201d nell\u2019arte degli anni 60 e la nascita della fisica quantistica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39460\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-03.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Uno \u201cspostamento paradigmatico\u201d di questo tipo modifica la nostra cognizione e la nostra percezione soprattutto per quanto riguarda i modi in cui definiamo il rapporto tra la forma e l\u2019informazione cos\u00ec come la nostra interazione con esse. Scavando a fondo delle varie \u201ccorrenti\u201d di dati, i cui \u201cflussi e reflussi\u201d caratterizzano non solo i meccanismi dei sistemi di visualizzazione digitale ma in generale anche il nostro contesto ambientale, ci imbattiamo in una dinamica transizionalit\u00e0 endogena che possiede vari stati e gradi di emergenza, causando la perdita di quello che viene definito essenziale\/ primario o \u201cbuona\u201d forma. Vengono attivati diversi tipi di realt\u00e0 intermedie che interagiscono dinamicamente, mettendo cos\u00ec in luce vari gradi di dimensionalit\u00e0 e interstizialit\u00e0 che possono essere creativamente esplorati.<\/p>\n<p>Seguendo la tesi di <strong>Manovich<\/strong> sul fatto che \u201cle reti dei software e dei computer ridefiniscono il vero concetto di forma\u201d, possiamo arrivare ad una conclusione simile a quella di Manovich secondo la quale \u201cspesso le nuove forme sono variabili, emergenti, distribuite e non direttamente osservabili\u201d. <strong>[4]<\/strong> Anche nel caso di \u201cprimitivi\u201d digitali, in cui sono immagazzinati vari comportamenti e dinamiche, ci imbattiamo in stati aperti di potenzialit\u00e0 come spiegato ad esempio nel lavoro dell\u2019architetto, vincitore del premio,<strong> Greg Lynn<\/strong>. <strong>[5]<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 evidente che un\u2019approfondita ricerca sistematica dei sistemi di visualizzazione digitale va oltre una semplice analisi che si limita semplicemente all\u2019immagine. Esempi di \u201ccorrenti\u201d di dati possono essere catturati visivamente come tracce digitali che possiedono i caratteri intrinseci delle informazioni. Queste tracce sono il risultato di meccanismi complessi, flussi inerenti e scambi di dati inconsistenti dei sistemi di visualizzazione digitale. Di conseguenza, dato che offrono un\u2019 adeguata e completa descrizione di se stesse, queste tracce digitali non solo si sottraggono ad unico sistema di riferimento ma anche ai principi superati e all\u2019estetica di una semplice produzione e lavorazione dell\u2019immagine cos\u00ec come ai tradizionali metodi di simulazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39461\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-04.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019indagine teorica e pratica di queste tracce digitali ci permette di svelare i meccanismi dei sistemi di visualizzazione digitale e persino le profondit\u00e0 degli algoritmi. Un\u2019indagine di questo tipo non si limita solo ad osservare gli effetti di superficie ma si allarga anche alla complessit\u00e0 e i semi-sotto prodotti dei dati dinamici si alternano tra i diversi livelli computazionali e modelli di infrastrutture informatiche.<\/p>\n<p>Le tracce digitali rivelano una moltitudine di stati virtuali che sottintendono vari campi di potenzialit\u00e0 interagenti. In aggiunta a questa condizione, si pu\u00f2 affermare che nell\u2019ambito della tecnologia digitale la nozione di potenzialit\u00e0 pu\u00f2 essere interpretata come il divario, ad esempio la mancanza di consistenza, trasparenza o immediatezza, che esiste tra utente e macchina e anche tra software e hardware e tra i vari livelli computazionali dei sistemi di visualizzazione digitale. Nonostante si supponga che questo divario possa essere colmato utilizzando linguaggi di programmazione adeguati, prevale ancora il discorso dell\u2019ingegneria del software.<\/p>\n<p>Un\u2019indagine di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere definito come una struttura intrinseca e geometria del sistema prima di qualsiasi produzione rappresentativa si rivela una sfida interessante. Si pu\u00f2 affermare che le griglie pre-rappresentative possono agire nelle profondit\u00e0 altamente instabili dei sistemi di visualizzazione digitale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39462\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-05.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Matrice di trasformazione e memoria<\/strong><\/p>\n<p>La matrice matematica \u00e8 definito come un sistema tradizionale per l\u2019osservazione del mondo ed \u00e8 una soluzione per il controllo e, in definitiva, per l\u2019eliminazione del disordine, dell\u2019entropia, dell\u2019asimmetria e dell\u2019incoerenza. Ian Charles Braid ha implementato una matrice come regolatore tra il livello binario ed il livello di grafica digitale dei sistemi di modellazione 3D, per evitare la conversione diretta dell\u2019aritmetica binaria in volumi digitali, in quanto questo si \u00e8 dimostrato essere estremamente problematico. In questo modo,<strong> Braid<\/strong> ha creato un modello numerico fatto di matrici di trasformazione che mediano tra il sistema di redazione\/modellazione e il modello binario del sistema di visualizzazione digitale.<\/p>\n<p>Il problema legato ad una imprecisa visualizzazione \u00e8 sorto a causa delle inesatte conversioni tra i diversi livelli della infrastruttura informatica. In particolare, come ha affermato Braid, \u201cnon \u00e8 rintracciabile un immediata corrispondenza tra le operazioni Booleane sui volumi e le operazioni Booleane sui bit. <strong>[6]<\/strong> Tale mancanza di corrispondenza \u00e8 venuta alla luce quando Braid ha tentato di risolvere i problemi del suo primo progetto. Tra questi la difficile visualizzazione dei solidi attraverso un gran numero di bit, la trasformazione illogica e la disposizione di tali solidi.<strong> [7]<\/strong><\/p>\n<p><strong>Braid<\/strong> ha creato speciali algoritmii per applicare le operazioni booleane ai solidi, invece di visualizzare direttamente come queste operazioni erano state applicate ai bit. Ha implementato questa soluzione utilizzando una \u201cmatrice di trasformazione\u201d per descrivere le propriet\u00e0 metriche di un solido. <strong>[8]<\/strong> La matrice descrive le combinazioni gerarchiche di solidi, consentendo la creazione di modelli 3D attraverso la geometria solida costruttiva. <strong>[9]<\/strong> In questo modo, i confini di un solido sono stati visualizzati sul sistema di redazione, dopo che i loro elementi geometrici erano stati specificati sul modello numerico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39463\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-06.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, gli errori di conversione non possono essere eliminate nella maggior parte delle applicazioni CAD e di modellazione. Il calcolo esatto o la regolarizzazione attraverso l\u2019uso di vincoli programmabili rimangono obbiettivi non raggiungibili, nonostante l\u2019implementazione della matrice di trasformazione. <strong>[10]<\/strong> In conclusione secondo <strong>Christoph M. Hoffmann<\/strong> \u201cl\u2019interazione tra il calcolo simbolico e il calcolo aritmetico \u00e8 un aspetto cruciale della modellazione solida\u201d. <strong>[11] <\/strong>In seguito a tali problematiche intrinseche di calcolo, i risultati di visualizzazione possono essere contraddittori e sproporzionati rispetto ai loro dati di input per l\u2019imprecisione di queste conversioni. <strong>[12]<\/strong><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare esaminando il caso della matrice di trasformazione di Braid, i meccanismi di calcolo dei sistemi di visualizzazione digitale non sono affatto manipolabili n\u00e9 prevedibili. Anche se il funzionamento di alcune applicazioni si basa apparentemente su una tipologia di elaborazione dei dati pi\u00f9 diretta, i principi di funzionamento dei sistemi di visualizzazione digitale rimangono sostanzialmente simili. Si tratte di sistemi estremamente complessi ad alto grado di astrazione che contengono una serie di comportamenti sconosciuti oltre a gradi variabili di instabilit\u00e0 e di emergenza.<\/p>\n<p>Attraverso la matrice non si controllano solo le dinamiche contrastanti e le conversioni incompatibili tra livelli alti di astrazione basati sulla sintassi\/semiotica e livelli pi\u00f9 bassi di calcolo del sistema. La questione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. I livelli pi\u00f9 bassi del sistema mantengono la loro variabilit\u00e0 intrinseca, indipendentemente dalle interazioni esterne e dai dati di ingresso, mentre gli stati intercambiabili di eccesso e di riduzione, i limiti della macchina, la casualit\u00e0, e le incompatibilit\u00e0 tra i diversi livelli di calcolo governano ancora di pi\u00f9 il sistema.<\/p>\n<p>In seguito ad una tale complessit\u00e0, non si verificano solo una oscillazione paradossale fra la spazialit\u00e0 binaria, semiotica e geometrica, ma si stabilisce anche un interazione tra quella solida e quella liquida . Tale oscillazione influenza la definizione del confine e delle condizioni e causa il verificarsi per default di stati di dimensionalit\u00e0 ellittica, eccessiva e multipla.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39464\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-07.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I meccanismi di interazione tra i diversi livelli di calcolo di un sistema di visualizzazione digitale possono essere approfonditi in relazione alla \u201cmemoria\u201d artificiale e all\u2019opera di<strong> Sigmud Freud<\/strong> &#8211; A note upon the <em>Mystic Writing Pad<\/em> (1925). Il <em>Mystic Writing Pad<\/em> non pertiene solo alla teoria dei media per come si occupa delle operazioni essenziali della memoria, ma riguarda anche il concetto di traccia digitale e di disegno digitale.<\/p>\n<p>Come descritto da <strong>Rosalind Krauss<\/strong>, il <em>Mystic Writing Pad<\/em> freudiano opera come un \u201cWunderblock\u201d: mentre lo strato superiore registra nuove impressioni dal mondo, queste vengono contemporaneamente trasferite sulla lastra di cera sottostante. \u00c8 solo durante questo processo periodico che entrambi gli strati possono essere ritoccabili.<\/p>\n<p>Se lo strato superiore del <em>Mystic Writing Pad<\/em> mostra una profondit\u00e0 pressoch\u00e9 prospettica dovuta all\u2019eccessivo colore delle nuove impressioni, il secondo strato mantiene costantemente una superimposizione non gerarchica delle esperienze personali. <strong>[13]<\/strong> Il primo strato ricorda la funzione di memoria di breve termine o \u201cfunzionante\u201d, mentre il secondo strato svolge il ruolo di memoria di lungo termine.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo \u00e8 il \u201csedimento\u201d della nostra esperienza che viene elaborato come conoscenza che si trasforma in preconcetto. L\u2019interazione tra la memoria di breve e di lungo termine determina l\u2019assimilazione e la rielaborazione delle vecchie e delle nuove informazioni. Come spiegato da <strong>Crick Francis e Christof Koch<\/strong>, l\u2019interpretazione del mondo visuale e la creazione di rappresentazioni aventi come centro lo spettatore che conducono a rappresentazioni \u201ccognitive\u201d sono i risultati di questa interazione. <strong>[14]<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39465\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-08.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La memoria artificiale, che funziona pi\u00f9 come una memoria \u201cpotenziata\u201d a lungo termine, non \u00e8 destinata a deteriorarsi. Si adatta fino a un certo punto, ma manca di procedimenti e del vero sviluppo della memoria umana. Ogni informazione \u00e8 immagazzinata e classificata secondo il proprio formato, dimensione e la data di inserzione o modifica. Normalmente, ogni gruppo mantiene la propria indipendenza dal resto. L\u2019utente pu\u00f2 accedervi in qualunque momento oltre che copiarlo all\u2019infinito. Semplicemente cliccando le opzioni \u201crimedia\u201d o \u201cricrea&#8221;, l&#8217;informazione \u00e8 perfettamente ripristinata, si recupera il tempo perso e gli errori sono &#8220;perfettamente&#8221; corretti.<\/p>\n<p>Come descrive l&#8217;artista ed educatore <strong>Leo Duff<\/strong>: &#8220;L\u2019uso dei nuovi media dona una nuova dimensione all\u2019uso della memoria nel disegno, in particolare la memoria a lungo termine. \u201cRicorder\u00e0\u201d e immagazziner\u00e0 immagini per noi. Quello che sarebbe stato precedentemente cancellato pu\u00f2 essere tagliato e salvato nel caso in cui decidessimo di reintrodurlo nel disegno in un secondo momento. Questo rende l\u2019 importantissimo processo editoriale del disegno (sia automatico che analizzato con cura) pi\u00f9 facile o pi\u00f9 complicato?&#8221;.<\/p>\n<p>La memoria artificiale registra le interdipendenze e i link del passato e del presente (come opposizione alle relazioni vere e proprie) tra vari elementi e riguarda l\u2019andamento del design e della pratica creativa in vari modi, per esempio fasi particolari del processo di creazione potrebbero essere sospese, accorciate, omesse, giustapposte, ecc.<strong>[15]<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che tende ad essere dimenticato \u00e8 che la memoria artificiale \u00e8 un frammento che deriva da un sistema complesso pi\u00f9 grande che \u00e8 caratterizzato da vari gradi d&#8217;instabilit\u00e0; da un assemblaggio di livelli computazionali che interagiscono attivamente e imprevedibilmente, flusso di dati e matrici. Siamo in grado di cogliere il grado crescente di complessit\u00e0, inconsistenza e instabilit\u00e0 dei sistemi di visualizzazione digitale, specialmente quando si lavora con il modello architettonico 3D e VR, al posto di applicazioni di produzione di immagini.<\/p>\n<p>La componente dell\u2019imprevisto deriva non tanto dall\u2019interazione tra l\u2019input dell\u2019utente e l\u2019informazione immagazzinata, ma anche dai difetti del sistema che ostacolano la regolare funzione della matrice trasformazionale e causano la memoria artificiale da generare. In particolare, la gerarchia e la regolarit\u00e0 dell\u2019ordine aritmetico della matrice di trasformazione, cos\u00ec come la solidit\u00e0 del sistema, vengono danneggiate dal rumore, dalla saturazione dei dati, ecc.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39466\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-09.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La matrice di trasformazione descrive numericamente un solido digitale come una struttura dati composta da vertici, margini e lati. Come spiega Braid, solo \u201ci vertici e i margini, a differenza dei lati, sono esplicitamente immagazzinati per ogni oggetto\u201d e creati nuovamente in ogni operazione e trasformazione.<\/p>\n<p>Braid spiega anche che \u201cogni lato generato dall\u2019intersezione [dei lati originali] giace su un lato originale&#8221;. In seguito, le facce di un solido \u201cmostrano tracce della propria costruzione\u201d , mantenendo quindi le caratteristiche dei solidi originali. Le caratteristiche in questione includono il colore, l&#8217;orientamento e la triangolazione dei solidi originali. Inoltre, dato che Braid riduce il numero di informazione immagazzinata per ogni solido, le &#8220;connessioni tra i margini e le facce perdono importanza&#8221;.<strong>[16]<\/strong><\/p>\n<p>Di conseguenza, i lati di un solido non sono esplicitamente definiti e le connessioni tra i vertici, i margini e i lati potrebbero rompersi.iii In questo caso , l\u2019orientamento dei lati potrebbe essere troppo ambiguo e dunque gli elementi geometrici di un solido potrebbero essere confusi. Dato che un solido \u00e8 definito \u201cinvalido\u201d a causa della sua struttura, le caratteristiche e i comportamenti non risultano corretti. Questa condizione problematica diventa pi\u00f9 evidente e cresce persino quando una semplice trasformazione, come la rotazione, \u00e8 applicata al solido.<strong>[17]<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esistenza del paradosso algoritmico e dell\u2019imprevisto viene alla ribalta, come i risultati inconsistenti e inaspettati descritti sopra derivano dall\u2019uso di un sistema consistente solo apparentemente. La creazione di un modello digitale 3D che pu\u00f2 essere studiato \u00e8 un passaggio non lineare tra gli incidenti algoritmici e di de\/ri-generazione.<\/p>\n<p>Quando si lavora con simili sistemi instabili, viene raggiunto un punto in cui non possiamo rivelare del tutto il processo di creazione che abbiamo seguito. Ogni tentativo in questa direzione, ci riporta a una condizione diffusa, piuttosto che a un \u201cepicentro\u201d, a un\u2019origine. Manca una gerarchia, una stablit\u00e0 e una solidit\u00e0. Un insieme coerente e consistente \u00e8 dunque dimostrato che sia arbitrario. Questa condizione fa aumentare ci\u00f2 che Gilles Deleuze chiama &#8220;perdite&#8221;, in quanto sinonimo di &#8221; non distinzione&#8221; e &#8221; infra-spazi\u201d.<strong>[19]<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39467\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-10.png\" alt=\"numero70_The algorithmic 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019intervento del paradosso \u00e8 il sintomo dell\u2019arbitraria e difettosa natura della tecnologia di per s\u00e9. La realizzazione di una pi\u00f9 ampia complessit\u00e0 delle coordinate in cui un programma \u00e8 pianificato e che genera incongruenze tra la causa e l\u2019effetto, richiama l\u2019attenzione sugli elementi di paradosso ed emergenza nella tecnologia, e lancia la sfida per &#8220;delineare&#8221; creativamente le complessit\u00e0 e gli stati intermedi. <strong>[20]<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>References:<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1] &#8211;<\/strong> Cantoni, Rejane, \u201cIntelligent Environments: Research and Experiments in Interactive Cinema\u201d, in ISEA2010 RUHR Conference Proceedings, eds., Judith Funke, Stefan Riekeles, Andreas Broeckmann, Hartware MedienKunstVerein, Revolver Verlag, Berlin, 2010, p. 431.<\/p>\n<p><strong>[2] &#8211;<\/strong> Evers, Lucas &amp; Susanne Jaschsko, \u201cProcess as paradigm\u201d, in ISEA2010 RUHR Conference Proceedings, eds., Judith Funke, Stefan Riekeles, Andreas Broeckmann, Hartware MedienKunstVerein, Revolver Verlag, Berlin, 2010, p. 419.<\/p>\n<p><strong>[3] &#8211;<\/strong> Lev Manovich\u2019s official Web Site, \u201cThe Poetics of Augmented Space\u201d, (2005), http:\/\/www.manovich.net\/DOCS\/Augmented_2005.doc (accessed September 17, 2010) and Lev Manovich, \u201cAbstraction and Complexity\u201d, NeMe, article no. 94, (2005), http:\/\/www.neme.org\/main\/94\/abstraction-and-complexity (accessed November 8, 2010).<\/p>\n<p><strong>[4] &#8211;<\/strong> Lev Manovich\u2019s official Web Site, \u201cThe shape of information\u201d, (2005), http:\/\/www.manovich.net\/DOCS\/IA_Domus_3.doc, (accessed September 17, 2010).<\/p>\n<p><strong>[5] &#8211;<\/strong> Fratzeskou, Eugenia, \u201cOperative Transformations (Part 2)\u201d, in Digimag, Issue 67, September 2011, https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2146, (accessed November 8, 2011).<\/p>\n<p><strong>[6] &#8211;<\/strong> Braid, Ian Charles, Designing with Volumes, Cambridge, Cantab Press, 1974, p. 29, (113, 28).<\/p>\n<p><strong>[7] &#8211;<\/strong> Ibid, pp. 27-29,35 (35,38).<\/p>\n<p><strong>[8] &#8211;<\/strong> Ibid, p. 30.<\/p>\n<p><strong>[9] &#8211;<\/strong> Ibid, pp. 28-31.<\/p>\n<p><strong>[10] &#8211;<\/strong> Mantyla, Martti, An introduction to solid modelling, computer science Press, Rockville Md, 1988, p. 111, Hoffmann, Christoph M., Robustness in Geometric Computations, (Journal of Computer and Information Science and Engineering, 1(2), June 2001, pp.143-155) http:\/\/www.cs.purdue.edu\/homes\/cmh\/distribution\/PubsRobust.html, (accessed March 12, 2004) pp.3,6. Hoffmann, Christoph M., Solid &amp; Geometric Modelling, Morgan Kauffmann Publications, 1989, pp. 5, 39 (33).<\/p>\n<p><strong>[11] &#8211;<\/strong> Ibid, p. 8.<\/p>\n<p><strong>[12] &#8211;<\/strong> Fratzeskou, Eugenia, Visualising Boolean Set Operations: Real &amp; Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2009, pp. 73, 75-77.<\/p>\n<p><strong>[13] &#8211;<\/strong> Krauss, Rosalind, The Optical Unconscious, MIT Press (October Book), 1998 (1993), pp. 54-57.<\/p>\n<p><strong>[14] &#8211;<\/strong> Francis, Crick and Christof Koch, \u201cThe Problem of Consciousness\u201d, Searchlight: Consciousness at the Millennium, ed. L. Rinder, Thames &amp; Hudson, London, 1999, pp. 141-143. For a creative approach on the relationship between digital memory and diagramming see Fratzeskou, Eugenia, \u201cPrimary Solids\u201d (March 2002), in TRACEY Drawing &amp; Visualisation Research Journal, Loughborough University, UK, http:\/\/www.lboro.ac.uk\/departments\/sota\/tracey\/journal\/dat\/fratzeskou.html (accessed November 8, 2011).<\/p>\n<p><strong>[15] &#8211;<\/strong> Duff, Leo, ed., Editorial introduction to \u201cMapping and Memory\u201d Issue (May 2001), in TRACEY Drawing &amp; Visualisation Research Journal, Loughborough University, UK, http:\/\/www.lboro.ac.uk\/departments\/sota\/tracey\/journal\/mam1.html (accessed November 15, 2001).<\/p>\n<p><strong>[16] &#8211;<\/strong> Fratzeskou, Eugenia, Operative Intersections: Between Site-Specific Drawing and Spatial Digital Diagramming, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2010, pp. 21-23.<\/p>\n<p><strong>[17] &#8211;<\/strong> Braid, Ian Charles, Designing with Volumes, Cambridge, Cantab Press, 1974, pp. 37-38, 116.<\/p>\n<p><strong>[18] &#8211;<\/strong> Fratzeskou, Eugenia, Visualising Boolean Set Operations: Real &amp; Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2009, pp. 75-77.<\/p>\n<p><strong>[19] &#8211;<\/strong> Ibid, pp.72-77 and Fratzeskou, Eugenia, \u201cInventing New Modes of Digital Visualisation in Contemporary Art\u201d in \u201cTransactions\u201d Special Issue, Leonardo 41, No. 4 (2008), p. 422.<\/p>\n<p><strong>[20] &#8211;<\/strong> Gilles Deleuze in Rajchman, John, Constructions, Writing Architecture Series, MIT Press, 1998, pp. 68, 71, 69-72.<\/p>\n<p><strong>[21] &#8211;<\/strong> Fratzeskou, Eugenia, New Types of Drawing in Fine Art: The Role of Fluidity in the Creation Process, LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2010, pp. 30-33.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo saggio diviso in due parti presenta un&#8217;indagine sulle &#8216;profondit\u0088&#8217; dei meccanismi algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale. Il cuore di questo studio \u008f la &#8216;memoria digitale&#8217; che viene esplorata in relazione alle Algebre della logica, le nozioni del paradigma processuale, le griglie pre-rappresentative e l&#8217;emergenza. In questo modo viene svelato &#8216;l&#8217;inconscio&#8217; algoritmico della tecnologia di visualizzazione digitale, come ad esempio i paradossi e gli inconsci inerenti, gli incontrollabili flussi di dati, le inconsistenze latenti e le potenzialit\u0088 del sistema. Emergono cos&#8221; nuove possibilit\u0088 e nuovi modi di creare qualcosa di pi\u009d dei &#8216;fenomen&#8221; puramente visuali.<\/p>\n","protected":false},"author":172,"featured_media":39458,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,223,330],"tags":[40],"class_list":["post-10931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-070","category-science","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Inconscio Algoritmico - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Inconscio Algoritmico - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]This two-part essay offers an investigation of the &#039;depths&#039; of the algorithmic workings of digital visualisation systems. The focal point of this study is digital &#039;memory&#039;, as explored in relation to the Algebras of Logic, the notions of process paradigm, pre-representational grids and emergence. In this way, the algorithmic \u008funconscious&#039; of digital visualisation technology - i.e. the inherent paradoxes and unknowns, the uncontrollable data flaws, the hidden inconsistencies, the exchanges and the potentialities of the system - is unveiled. New possibilities and ways of creating more than mere visual phenomena emerge[:it]Questo saggio diviso in due parti presenta un&#039;indagine sulle &#039;profondit\u0088&#039; dei meccanismi algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale. Il cuore di questo studio \u008f la &#039;memoria digitale&#039; che viene esplorata in relazione alle Algebre della logica, le nozioni del paradigma processuale, le griglie pre-rappresentative e l&#039;emergenza. In questo modo viene svelato &#039;l&#039;inconscio&#039; algoritmico della tecnologia di visualizzazione digitale, come ad esempio i paradossi e gli inconsci inerenti, gli incontrollabili flussi di dati, le inconsistenze latenti e le potenzialit\u0088 del sistema. Emergono cos&quot; nuove possibilit\u0088 e nuovi modi di creare qualcosa di pi\u009d dei &#039;fenomen&quot; puramente visuali.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-12-05T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-02T16:20:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Eugenia Fratzeskou\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Eugenia Fratzeskou\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"29 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/\",\"name\":\"Inconscio Algoritmico - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png\",\"datePublished\":\"2011-12-05T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-11-02T16:20:23+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/b21e0c5437cf1519015e5def3d7fb8a9\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png\",\"width\":680,\"height\":496},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"The Algorithmic &#8220;unconscious&#8221; &#8211; Part 2\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/b21e0c5437cf1519015e5def3d7fb8a9\",\"name\":\"Eugenia Fratzeskou\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/eugenia-fratzeskou-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/eugenia-fratzeskou-96x96.jpg\",\"caption\":\"Eugenia Fratzeskou\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/eugenia-fratzeskou\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Inconscio Algoritmico - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Inconscio Algoritmico - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]This two-part essay offers an investigation of the 'depths' of the algorithmic workings of digital visualisation systems. The focal point of this study is digital 'memory', as explored in relation to the Algebras of Logic, the notions of process paradigm, pre-representational grids and emergence. In this way, the algorithmic \u008funconscious' of digital visualisation technology - i.e. the inherent paradoxes and unknowns, the uncontrollable data flaws, the hidden inconsistencies, the exchanges and the potentialities of the system - is unveiled. New possibilities and ways of creating more than mere visual phenomena emerge[:it]Questo saggio diviso in due parti presenta un'indagine sulle 'profondit\u0088' dei meccanismi algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale. Il cuore di questo studio \u008f la 'memoria digitale' che viene esplorata in relazione alle Algebre della logica, le nozioni del paradigma processuale, le griglie pre-rappresentative e l'emergenza. In questo modo viene svelato 'l'inconscio' algoritmico della tecnologia di visualizzazione digitale, come ad esempio i paradossi e gli inconsci inerenti, gli incontrollabili flussi di dati, le inconsistenze latenti e le potenzialit\u0088 del sistema. Emergono cos\" nuove possibilit\u0088 e nuovi modi di creare qualcosa di pi\u009d dei 'fenomen\" puramente visuali.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-12-05T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T16:20:23+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Eugenia Fratzeskou","twitter_misc":{"Scritto da":"Eugenia Fratzeskou","Tempo di lettura stimato":"29 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/","url":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/","name":"Inconscio Algoritmico - Parte 2 &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png","datePublished":"2011-12-05T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-11-02T16:20:23+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/b21e0c5437cf1519015e5def3d7fb8a9"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero70_The-algorithmic-01.png","width":680,"height":496},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/the-algorithmic-unconscious-part-2\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"The Algorithmic &#8220;unconscious&#8221; &#8211; Part 2"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/b21e0c5437cf1519015e5def3d7fb8a9","name":"Eugenia Fratzeskou","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/eugenia-fratzeskou-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/eugenia-fratzeskou-96x96.jpg","caption":"Eugenia Fratzeskou"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/eugenia-fratzeskou\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10931","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/172"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10931"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10931\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60112,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10931\/revisions\/60112"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}