{"id":10909,"date":"2011-10-03T12:00:00","date_gmt":"2011-10-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-068\/sound-body-volume-performativity-according-to-nico-vascellari\/"},"modified":"2020-11-02T17:15:30","modified_gmt":"2020-11-02T16:15:30","slug":"sound-body-volume-performativity-according-to-nico-vascellari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-068\/sound-body-volume-performativity-according-to-nico-vascellari\/","title":{"rendered":"Suono, Corpo, Volume. La Performativita&#8217; Per Nico Vascellari"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><em>Il testo \u00e8 pubblicato nel libro di Massimo Schiavoni &#8220;Performativi. Per uno sguardo scenico contemporaneo&#8221;, Camerano (AN); Gwynplaine Edizioni, 2011, pp. 254 \u00e2\u0080&#8221; 260 (ISBN 98-88-95574-20-2)<\/em><\/p>\n<p><strong>Nico Vascellari <\/strong>\u00e8 un artista italiano nato a Vittorio Veneto (TV) nel 1976. \u00c8 presentato dalla <strong>Monitor Gallery<\/strong> di Roma, una delle gallerie pi\u00f9 interessanti e attente alla ricerca nell&#8217;arte contemporanea italiana.<\/p>\n<p>Le sue opere e le sue performance sono presenti in occasioni e sedi prestigiose in Italia e all\u2019estero, come la Biennale di Venezia, il Palazzo delle Esposizioni e il MACRO di Roma, il Museion di Bolzano, il MAMBo di Bologna, il Tent di Rotterdam, la Los Angeles Crisp Gallery di Londra, il Marina Abramovic Institute di San Francisco, l\u2019Italian Academy della Columbia University a New York. Vascellari ha ottenuto vari riconoscimenti istituzionali tra cui nel 2010 il <strong>Premio Acacia<\/strong> (Milano), nel 2007 il <strong>Premio della Giovane Arte Italiana 2006-2007 <\/strong>del DARC di Roma, nel 2006 il <strong>Premio New York del Ministero degli Esteri and Columbia University<\/strong> di New York, nel 2005 il <strong>Premo Internazionale delle Performance<\/strong> (Dro, TN).<\/p>\n<p>Energico e ubiquo, artista e musicista, geniale e solo apparentemente sregolato, con cura e attenzione per il dettaglio, unisce nella propria opera la presenza fisica in movimento e i contenuti concettuali di riferimento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39529\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-02.png\" alt=\"numero68_Sound Body 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nico Vascellari<\/strong> artista comunica principalmente attraverso il linguaggio performativo, il video, l\u2019installazione. Questi tre ambiti di creazione incontrano il favore della sua espressivit\u00e0 poich\u00e9 sono in grado di esaltare buona parte delle componenti che ne caratterizzano la ricerca artistica.<\/p>\n<p>Performance, installazione e video sono i linguaggi della possibilit\u00e0, del costante mutamento, della rigenerazione. Questa \u201cteoria dell\u2019evoluzione\u201d \u00e8 un caposaldo del lavoro artistico di Vascellari: muoversi, spostarsi, cambiare, essere in movimento. Non staticizzare l\u2019opera, renderla nuova, renderla vera, renderla s\u00e9 e anche altro da s\u00e9; comunicarla qui ed ora, e trasformarla di nuovo nel futuro, come un essere vivente in costante crescita e cambiamento. L\u2019opera di Vascellari \u00e8, in ogni sua manifestazione, autonoma e impura.<\/p>\n<p>Senza voler peccare di semplificazione, nel breve testo qui presentato, attraverso l\u2019analisi di alcune opere di Vascellari, si vuol rendere conto di questa idea: quanto il movimento sia importante e incardinato nelle componenti individuate come cruciali nell\u2019arte di Vascellari: il suono, il corpo e il volume.<\/p>\n<p>Innanzitutto nel suono gi\u00e0 si esprime un graffiante e intimo istinto all\u2019azione, al gesto, al comportamento dinamico e attivo. La sonorit\u00e0 noise, hardcore, punk (che \u00e8 nota essere un punto di riferimento per la formazione di Vascellari) \u00e8 presente in tutte le \u201capparizioni\u201d dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Un suono che nelle performance \u00e8 molto vivo, pieno, forte, feroce, che risente della presenza attiva dell\u2019audience e delle esperienze di Vascellari musicista; un suono che in\u00a0digitale, nella sua rappresentazione mediata nelle opere video, diventa costante distorsione, dissonanza, incomprensibile armonia che riparte dalle origini della musica concreta e rotola gi\u00f9 nell\u2019era post-post-post-industriale.<\/p>\n<p>Un particolare ritorno di un certo suono, rumore, clangore, richiama alla memoria dello spettatore che l\u2019ha vissuta l\u2019azione performativa, e del fruitore dell\u2019opera video l\u2019origine del fare artistico di Nico Vascellari. Non a caso, quindi, la prima indicazione che si palesa nell\u2019analisi dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista \u00e8 il suono. Esperienza sonora intesa, anche e soprattutto, come esperienza simbolica.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a partire da un video primordiale come <strong><em>Untitled Song<\/em><\/strong> (2004), caratterizzato da una lineare semplicit\u00e0 non narrativa, in cui protagonista \u00e8 il metallico suono di parti di una batteria che va a pezzi rotolando in un bosco quasi all\u2019infinito, si intende quale prevalenza assoluta abbia il suono e la suggestione sonora nell\u2019attivit\u00e0 Vascellari.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39530\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-03.png\" alt=\"numero68_Sound Body 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Esperienza musicale: Suono e Simbolo (o rito) <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A Great Circle <\/em><\/strong>(2003\/2004) \u00e8 un video basato su tre differenti performance. L\u2019apertura lascia presagire un\u2019ambientazione cupa e disperante, influenzata da sibili, ronzii, un barlume di una fioca luce che non svela pi\u00f9 di quanto non si possa immaginare. L\u2019incipit \u00e8 bruscamente interrotto a cinque minuti dall\u2019inizio dalle visioni diurne di un paesaggio montano, una dolina carsica attraversata nella sua bellezza naturale da una figura umana che si muove a piedi tra distese di fogliame e boschi innevati. Il personaggio, che proviene dalla performance <strong><em>Nodo Terziario <\/em><\/strong>(2003), \u00e8 accompagnato dal suono, cos\u00ec come la natura, ed entrambi si svelano come apparizioni improvvise ed evocative.<\/p>\n<p>Il simbolo o rituale \u00e8 qui fortemente suggerito dalle immagini, dall\u2019ambientazione e della caratterizzazione del personaggio protagonista. Egli indossa un vistoso mantello multicolore, aggregato con molteplici porzioni di tessuto, e ha il capo coperto da lana verde smeraldo, cammina lentamente fino a che non incontra un microfono che diventa lo strumento per l\u2019azione continua; il protagonista seguir\u00e0 costantemente il cavo che porta all\u2019oggetto simbolico\u00a0che si trasforma in urla e suono. Questa attivit\u00e0 sembra influenzare il corso della natura, in cui momenti di quiete e luce solare si alternano al buio notturno illuminato dalla luna.<\/p>\n<p>L\u2019ambientazione si intreccia con frame tratti dalla performance <strong><em>Glitter Secondario<\/em><\/strong> (2003): una band vestita con tute glitterate si esibisce in una stanza angusta. Intanto si fa notte nel video, e nei boschi si scatena il rito: luna, suono, lampi di luce, contrazioni\u2026<\/p>\n<p>&#8220;Ma chi sono i mostri che arrivano dalle selve, che mettono in crisi il modello della societ\u00e0 civile, lo ridicolizzano e lo\u00a0ribaltano? La forza primigenia della natura, l\u2019energia prorompente che non ha ancora conosciuto il limite delle leggi civili si incarnano in un personaggio dalle molteplici identit\u00e0 che si ripropone nella notte dei tempi in una dimensione che non conosce confini di tempo o di spazio: l\u2019Uomo Selvatico&#8221;. <strong>[1]<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39531\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-04.png\" alt=\"numero68_Sound Body 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il rimando ad una figura cos\u00ec presente nella tradizione popolare pagana, italiana e non solo, \u00e8 ispirato dalla presenza di un individuo fortemente legato al mondo animale, con una veste \u2013 <strong>citando ancora il saggio di Maria Altiero <\/strong>\u2013 a cui &#8220;possono essere applicati orpelli di diversi colori e soprattutto campanacci o oggetti capaci di produrre rumori assordanti. Il comportamento di questi personaggi \u00e8 sempre scomposto, estremamente violento e teso al sovvertimento di quelle che sono le regole del quieto vivere&#8221;. <strong>[2]<\/strong><\/p>\n<p>Il rituale metamorfico ha un significato pi\u00f9 profondo nel collegamento, che la Altiero suggerisce, con il pensiero greco antico. L\u2019uomo delle selve rappresenta il saggio nel teatro greco, perci\u00f2 \u00e8 colui che attraverso il rituale, avendo vissuto nei panni del selvatico, ha compiuto un\u2019esperienza di iniziazione e conoscenza diretta dei significati delle origini dell\u2019uomo e della natura. L\u2019esperienza rituale \u00e8, dunque, un\u2019esperienza extraordinaria attraverso la quale l\u2019umano pu\u00f2 aumentare il proprio grado di conoscenza e consapevolezza per vivere in modo migliore.<\/p>\n<p>A rafforzare il senso di quanto sopra esposto, giungono le riprese della terza performance che completa l\u2019opera: <strong><em>Buio Primario<\/em><\/strong> (2003), il cui video \u00e8 dominato dall\u2019esperienza fisica ed emotiva di Vascellari, chiuso per una settimana all\u2019interno di uno spazio buio di circa quattro metri, alla ricerca di uno stadio primordiale in cui vivere, producendo, creando, sfamandosi, liberandosi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39532\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-05.png\" alt=\"numero68_Sound Body 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong> Esperienza performativa: Corpo e Volume <\/strong><\/p>\n<p>La scultura \u00e8 certamente un linguaggio guida per Vascellari. <strong>[3]<\/strong> L\u2019opera <strong><em>Revenge<\/em><\/strong> (2007), presentata inizialmente nella Sala Marceglia dell\u2019Arsenale in occasione della<strong> 52a Esposizione Internazionale d&#8217;Arte La Biennale di Venezia <\/strong>come installazione <em>site specific<\/em> e con tre performance con <strong>John Wiese<\/strong>, e in stadi successivi come video e performance (<strong>TTV Festival<\/strong> 2008, Riccione), \u00e8 rappresentativa della volont\u00e0 di dare forma, corpo e volume all\u2019ispirazione creativa.<\/p>\n<p>Un\u2019imponente parete concava ricavata da legno bruciato ospita sessanta amplificatori prestati da altrettante band e musicisti underground e diventa il palcoscenico ideale per il momento performativo. <strong>Nico Vascellari<\/strong> entra in azione collaborando con la parete: il rumore si amplifica, esce dagli altoparlanti e torna al microfono, la parete stessa prende vita, suona, mugola, sibila, si attiva in costante reazione con quando accade attorno.<\/p>\n<p>Il corpo \u00e8, dunque, inteso non tanto come fisicit\u00e0 ma come oggettualit\u00e0 e tridimensionalit\u00e0, della presenza e della visione, dell\u2019ascolto. \u00c8 il volume il minimo comune denominatore che avvicina oggetto concreto e sonorit\u00e0 immateriale. Sia il suono che la cosa, in quanto elemento installativo, scultoreo, possono essere qualificati e quantificati dal volume che li contraddistingue. L\u2019esperienza dell\u2019opera di Vascellari \u00e8 un\u2019esperienza volumetrica.<\/p>\n<p><strong><em>I hear a shadow<\/em><\/strong> (2009) \u00e8 l\u2019opera in cui meglio si sente, si sperimenta l\u2019importanza del volume: protagonista dello spazio (prima il <strong>Lambretto Art Project <\/strong>di Milano, poi il<strong> Museion<\/strong> di Bolzano) \u00e8 un\u2019enorme scultura monolitica di bronzo fuso, creata da un calco di un blocco di montagna ottenuto da un\u2019esplosione, la cui superficie gode dello speciale trattamento riservatole durante la realizzazione che l\u2019ha resa simile al carbone, una massa bruciata, segnata, incisa, e viva, stratificata, vecchia.<\/p>\n<p>Questa massa veterana accondiscende a un secondo trattamento che ha a che fare con il volume: il dialogo che<strong> Nico Vascellari<\/strong> intrattiene che essa durante le performance \u00e8 un discorso che richiama i suoni che provengono dall\u2019interno della terra, dai tempi che si sono sommati e accumulati, \u00e8 un continuo ritorno di frequenze, oscillazioni, pressioni generati dall\u2019azione dell\u2019artista sul corpo bronzeo, e fa s\u00ec che si percepiscano i suoni uniti ad altri suoni selezionati ed elaborati dai musicisti presenti duranti l\u2019azione performativa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39533\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-06.png\" alt=\"numero68_Sound Body 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza audiovisiva: Video e Installazione <\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019opera come <strong><em>A Great Circle <\/em><\/strong>(2003-2004) chiarisce, fin dagli inizi dell\u2019attivit\u00e0, che a <strong>Nico Vascellari<\/strong> non interessa il video come documentazione. Il video \u00e8 un\u2019opera completa, a s\u00e9 stante, con una propria autonomia e una propria forza.<\/p>\n<p>Per rendere evidente questa indipendenza del video, Vascellari cerca il pi\u00f9 possibile di evitare un\u2019interazione ritmica e didascalica tra suono e immagini. Nel video non si vede quasi mai chiaramente, l\u2019immagine resta sempre evocativa, suggerisce di immaginare quello che sta per accadere. La percezione mossa, sincopata, \u00e8 una caratteristica costante delle riprese video, contraddistinte da un montaggio frenetico e da una continua sovrapposizione, stratificazione dei piani di visione e di suono.<\/p>\n<p>Per l\u2019introduzione, la costruzione e l\u2019esibizione del video, <strong>Vascellari <\/strong>utilizza sia l\u2019immersione totale nell\u2019ambiente video-installativo sia la visione frontale su monitor. Le modalit\u00e0 di incontro tra opera, spazio e fruitore sono evidenti in un\u2019opera come <strong><em>HYMN<\/em><\/strong> (2008), installazione presentata in occasione di Manifesta 7, all\u2019interno della<strong> Ex Manifattura tabacchi<\/strong> di Rovereto (TN). In questa installazione, liricamente composta, il video \u00e8 proposto come proiezione immersiva restituita nell\u2019ambiente su frammenti di perspex, specchio e legno. In modo del tutto differente, nell\u2019installazione <strong><em>Lago Morto<\/em><\/strong> (2009) per la <strong>Kunsthaus di Graz<\/strong>, il tour della band Lago Morto, tenutosi a Vittorio Veneto nel maggio 2009, \u00e8 proposto con video simultanei su diversi monitor per una visione frontale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39534\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-07.png\" alt=\"numero68_Sound Body 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero68_Sound-Body-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 nella presentazione, nella modalit\u00e0 di fruizione che il video mantiene alcune peculiarit\u00e0 della performance: la preponderanza della realt\u00e0 boschiva e delle sue tradizioni, l\u2019underground, la contaminazione, la citazione, la stratificazione, la costante modificazione. Queste prerogative, che restano intatte al passaggio dalla performance al video, sono le basi dell\u2019esperienza performativa e dell\u2019esperienza audiovisiva dell\u2019opera di <strong>Nico Vascellari<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.monitoronline.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.monitoronline.org<\/a><\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1] &#8211;<\/strong>M. Altiero, L\u2019uomo selvatico nel carnevale: il rituale di Cournon, in A.M. Monteverdi, La maschera<br \/>\nVolubile, Pisa, Titivillus Edizioni, 2000, pp. 39-44.<\/p>\n<p><strong>[2] &#8211;<\/strong> Ibidem.<\/p>\n<p><strong>[3] &#8211;<\/strong> A tal proposito, si rimanda al testo di A. Lissoni, Tempered from living between a rock and a hard place, in<br \/>\nCatalogo della mostra \u201cNico Vascellari\u201d (a cura di L. Ragaglia, 5.6-29.8.2010, Museion, Bolzano), Milano,<br \/>\nMousse Publishing, 2010, pp. 112-119.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nico Vascellari \u00c3\u0083\u00c2\u00a8 un artista italiano nato a Vittorio Veneto (TV) nel 1976. \u00e9 presentato dalla Monitor Gallery di Roma, una delle gallerie pi\u00c3\u0083\u00c2\u00b9 interessanti e attente alla ricerca nell&#8217;arte contemporanea italiana<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":39528,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,221,308],"tags":[40,63,71],"class_list":["post-10909","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-068","category-sound","tag-focus","tag-performing-art","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Suono, Corpo, Volume. 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