{"id":10908,"date":"2011-10-03T12:00:00","date_gmt":"2011-10-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-068\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/"},"modified":"2020-11-02T17:15:19","modified_gmt":"2020-11-02T16:15:19","slug":"lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/","title":{"rendered":"Lindsay Howard: Il 319 Scholes E La Curatela Online"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong>Lindsay Howard<\/strong> \u00e8 la direttrice del <strong>319 Scholes di Brooklyn<\/strong>, uno spazio attivissimo nella promozione e diffusione delle arti digitali attraverso mostre, workshop e live. L&#8217;approccio di ricerca scelto dal centro \u00e8 quello di esaminare la tecnologia e gli effetti che essa produce sulle nostre relazioni sociali e i nostri corpi, partendo dalla considerazione che l&#8217;elaborazione artistica sia la maniera migliore di controllare il potenziale della rete.<\/p>\n<p>La sua attivit\u00e0 si concentra nel coltivare nuove forme azzardate e sperimentali di utilizzo dei New Media e dare spazio a giovani talenti artistici. Fondato nel 2009, lo spazio \u00e8 diretto da un gruppo artisti e curatori, tra cui Lindsay, che nell&#8217;ultimo anno ha ideato una serie di eventi molto interessanti dentro e fuori dal 319, tra cui l&#8217;edizione locale di uno <strong>Speed Show <\/strong> in occasione della <strong>Ny Internet Week<\/strong>, la mostra per il <strong>Blip Festival <\/strong>e l&#8217;esposizione <strong>&#8220;Getting Closer&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Profonda conoscitrice della Net Art, nelle sue mostre ha dato spazio a punti di vista diversi sulla relazione attuale tra creazione artistica e web, ospitando tra gli altri artisti come<strong> Rafael Rozendaal, Francoise Gamma, il collettivo Dis Magazine e Nicolas Sassoon<\/strong>.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato con lei di come la rete abbia modificato non solo l&#8217;accesso degli artisti al mondo dell&#8217;arte ma anche quello dei curatori al lavoro degli artisti e di come Internet offra oggi una serie di spunti per giocare con il concetto sempre pi\u00f9 volubile di mostra, ridefinindo le pratiche curatoriali e il concetto di galleria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38128\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-02.png\" alt=\"numero68_ Lindsay 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Sono rimasta molto colpita dall&#8217;ultimo dei tuoi progetti, <strong>&#8220;Wallpapers&#8221;<\/strong>, e da come gli artisti invitati siano riusciti a ricreare uno spazio digitale all&#8217;interno del<strong> 319<\/strong>, giocando con i confini sempre pi\u00f9 labili che separano lo spazio reale e virtuale. Ci racconteresti come e quando \u00e8 nato il progetto?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Lindsay Howard<\/strong>: Per molto tempo ho seguito il lavoro di <strong>Nicolas Sassoon<\/strong> e <strong>Sara Ludy <\/strong>online, sia nel loro percorso artistico personale sia in quello collettivo. Lo scorso Gennaio, selezionai per la prima volta un loro lavoro, per l&#8217;esattezza un video per <strong>&#8220;Getting closer&#8221;<\/strong>, una mostra che ho curato sul senso dell&#8217;intimit\u00e1 e internet. Fu in quell&#8217;occasione che mi accorsi che nel loro lavoro erano ricorrenti una serie di isotopie tematiche quali spazio abitativo, case ed architettura.<\/p>\n<p align=\"left\">Per riportare alcuni esempi rimase molto colpita dal lavoro di Nicolas<em> HomLand Studies #2<\/em> e dalla ricerca fotografica <em>Transience<\/em> di Sara. Li contattai per chiedergli se avevano in mente qualche soluzione per dar vita a queste collaborazioni in uno spazio fisico. Risposero positivamente inviandomi una serie di bozze, e li invitai al 319 Scholes per farlo succedere.<\/p>\n<p><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Ho notato che hai collaborato con Nicolas Sassoon anche per il<strong> Blip Festival<\/strong>. Ti piacerebbe raccontarci come hai lavorato sulla curatela di questo evento?<\/p>\n<p><strong> Lindsay Howard<\/strong>: Gli organizzatori del <strong>Blip Festival<\/strong> mi chiesero se volevo curare una mostra per accompagnare le performance qui a New York. Intravidi un parallelismo tra i musicisti che si esibivano al festival ed alcuni degli artisti che al momento stavo seguendo online; entrambi stavano utilizzando tecnologia che la maggior parte delle persone considerano obsoleta per creare qualcosa di nuovo. Ripresi in mano Marshall McLuhan e inspirata della frase &#8220;Obsolescence never meant the end of anything, it&#8217;s just the beginning&#8221; selezionai le opere di<strong> Nicolas Sassoon, Sterling Crispin e Alexandra Gorczynski. <\/strong><\/p>\n<p>Ascoltammo tutti insieme alcuni dei musicisti ospiti del <strong>Blip<\/strong> e discutemmo su come la mostra poteva coesistere con il resto delle attivit\u00e1 dell&#8217;<strong>Eyebeam<\/strong>. Per esempio, l&#8217;opera che Sterling decise di esporre (<em>Criping<\/em>), mostrava una barra di avanzamento al 48 % nell&#8217;esatto punto in cui il pubblico accedeva alla sala. Sembrava che fosse intenzionata ad iniziare a muoversi e a completare l&#8217;operazione per la fine della notte, ma la tensione iniziava a crescere nel momento in cui il pubblico si rendeva conto che era in un constante e frustante stato di stasi.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e1 di curare una mostra d&#8217;arte per un festival di musica costitu\u00ed per me un&#8217;opportunit\u00e1 unica: la domanda che mi posi era come coinvolgere il pubblico in una esperienza cos\u00ec lontana da quella offerta da una tipica galleria d&#8217;arte. Scelsi di selezionare quindi lavori altamente estetici e accessibili in modo rapido, che fossero capaci di generare un veloce e forte impatto. Ho notato che in realt\u00e1 molti curatori di gallerie online, tendono ad utilizzare una strategia molto simile.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38129\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-03.png\" alt=\"numero68_ Lindsay 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Torniamo a parlare un secondo di <strong>&#8220;Wallpapers&#8221;<\/strong>. Sono rimasta impressionata dalla doppia natura dell&#8217;installazione, cos\u00ec statica e dinamica allo stesso tempo. Penso che i due artisti abbiamo trovato una formula capace di trasformare lo spazio in una GIF realmente immersiva.<\/p>\n<p><strong> Lindsay Howard<\/strong>: Si &#8220;Wallpapers&#8221; mi ha fatto davvero vedere le GIF in una maniera nuova ed inaspettata. In quell&#8217;occasione, lo spazio del 319 fu ricoperto completamente da migliaia di pixel. Era come se fosse stata attivata una nuova funzione capace di fare &#8220;zoom&#8221; sulla vita reale, invertendo la proporzione di scala tra schermo e osservatore. Nicolas e Sara si recarono sul posto una settimana prima della mostra, per fare alcuni test con le luci e adattare le proiezioni allo spazio.<\/p>\n<p>Trovarono una forma davvero creativa per sottolineare alcuni dettagli del lavoro che in genere passano inosservati sullo schermo del computer, come ad esempio il modo in cui i pixel bianchi sono composti da pixel pi\u00fa piccoli rossi, verdi e blu. Un qualcosa che diventa evidente solo quando sono proiettati su larga scala.<\/p>\n<p><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Pensi che l&#8217;interattivit\u00e1 sia una buona una risorsa per esibire opere di arte digitale in una galleria d&#8217;arte, ovvero per trasporre nel mondo reale un tipo d&#8217; arte che fino a poco tempo fa era consultabile solo in rete?<\/p>\n<p><strong> Lindsay Howard<\/strong>: In realt\u00e1 questo show non incorporava nessun dispositivo interattivo, perlomeno nel senso letterale del termine, ma era piuttosto lo spazio in questo caso a dar vita ed incoraggiare un senso di giocosit\u00e0. Lessi il libro di <strong>Pat Kane<\/strong> &#8220;Play Ethic&#8221; in quel periodo, e devo ammettere che mi fece pensare alle gallerie in un modo nuovo. Cap\u00ec che la galleria non deve solo fornire la possibilit\u00e0 di contemplare i lavori ad una certa distanza, ma consentire una esperienza d&#8217;interpretazione collettiva. Il gioco, e l&#8217;interazione, possono dar vita a un senso unico dello stare insieme, rompendo le barriere sollevate da diversit\u00e0 e differenza di provenienza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38130\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-04.png\" alt=\"numero68_ Lindsay 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Pensi sia facile esporre opere di questo tipo a New York?<\/p>\n<p><strong> Lindsay Howard<\/strong>: In citt\u00e0 ci sono una serie di spazi gestiti dagli artisti stessi che sembrano essere sempre pi\u00f9 interessati all&#8217; arte digitale, oltre a spazi che sono stati dei pionieri in questo senso come <strong>Eyebeam<\/strong>. Onestamente, a New York il segreto \u00e8 crearti la tua propria opportunit\u00e0. A Giugno ho curato uno <strong>Speed Show<\/strong>, dal titolo <strong>&#8220;Awareness of Everything&#8221;<\/strong>, ovvero un evento in cui l&#8217;organizzatore affitta un Internet Cafe per una notte e gli artisti sono invitati ad esibire il loro lavoro dal vivo sui vari pc connessi. Lo Speed Show \u00e8 una piattaforma modello, un p\u00f2 come <strong>BYOB<\/strong>: non richiede al curatore di possedere una galleria, n\u00e8 tanto meno di dover mettere a disposizione una strumentazione tecnologica.<\/p>\n<p><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Mi sembra che in un certo senso i progetti che hai curato finora siano caratterizzati dalla volont\u00e0 di creare momenti di &#8220;vita reale&#8221;, per esibire lavori creati invece con il computer e per connettere in un certo senso gli artisti. Ci parleresti, in questo senso, del progetto curatoriale di ricontestualizzare una piattaforma come <strong>Dump.Fm<\/strong> all&#8217; interno di una galleria? Pensi che le gallerie si possano trasformare in un luogo d&#8217;incontro?<\/p>\n<p><strong>Lindsay Howard<\/strong>: Lo spero davvero! &#8220;Dump.Fm Irl&#8221;, la mostra che organizzai lo scorso Ottobre presso il 319 Scholes, ha ospitato i lavori prodotti dagli utenti del famoso sito di image-sharing. La serata inizi\u00c3\u0083\u00c2\u00b2 come una tipica inaugurazione, ma alla fine la gente ballava in mezzo alle proiezioni e molte persone stavano catturavano, con l&#8217;applicazione &#8220;3frames&#8221;, immagini di loro stessi che interagivano con le opere, per poi creare nuove Gig da utilizzare sulla piattaforma stessa.<\/p>\n<p>Pi\u00c3\u0083\u00c2\u00b9 tardi venni a sapere da Mark Tribe che durante la sua lezione del corso &#8220;Art of Curating&#8221; alla Brown University di New York, consultarono la documentazione dell&#8217;inaugurazione, nella stessa settimana del corso in cui analizzarono &#8220;Relational Aesthetics&#8221; di Nicolas Bourriad. In questa circostanza, l&#8217;atmosfera era intenzionalmente libera, visto che quello che avevo fatto era organizzare una chat room; il fatto che si sviluppassero relazioni causali tra i partecipanti e che scaturissero conversazioni impreviste faceva parte dell&#8217;idea di invitare il pubblico a vedere e capire cosa si nascondeva dietro Dump, in un contesto reale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38131\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-05.png\" alt=\"numero68_ Lindsay 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero68_-Lindsay-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Silvia Bianchi:<\/strong> Ci potresti raccontare qualcosa rispetto ai tuoi progetti futuri.<\/p>\n<p><strong> Lindsay Howard<\/strong>: Sto organizzando un nuovo show con <strong>Parallelograms<\/strong>, una pubblicazione online che si occupa di promuovere progetti artistici basati sul web, e allo stesso tempo sto scrivendo un saggio per una mostra sulla realt\u00e0 aumentata curata da <strong>Krystal South<\/strong> per il Portland Art Museum. Sto anche lavorando con vari curatori invitati a contribuiti alla programmazione della nuova stagione del 319 Scholes. Ci\u00f2 che mi d\u00e0 energia \u00e8 la versatilit\u00e0 dei progetti su cui lavoro: tutti sono collegati con Internet e i nuovi media, ma allo stesso tempo sono diversissimi tra loro. A dimostrare la vitalit\u00e0 e l&#8217;amplia gamma di interessi e di estetiche di questa community di artisti emergenti, che st\u00e0 ridisegnando i confini del web.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/lindsayhoward.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/lindsayhoward.net\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/319scholes.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/319scholes.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/319scholes.org\/july-14-2011-wallpapers-by-nicolas-sassoon-and-sara-ludy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/319scholes.org\/july-14-2011-wallpapers-by-nicolas-sassoon-and-sara-ludy\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/speedshow.net\/awareness-of-everything\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/speedshow.net\/awareness-of-everything\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/blipfestival.org\/2011\/blip-festival-gallery\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/blipfestival.org\/2011\/blip-festival-gallery\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/gettingcloser.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/gettingcloser.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lindsay Howard \u00c3\u00a8 la direttrice del 319 Scholes di Brooklyn, uno spazio attivissimo nella promozione e diffusione delle arti digitali attraverso mostre, workshop e live. 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L'approccio di ricerca scelto dal centro \u00c3\u00a8 quello di esaminare la tecnologia e gli effetti che essa produce sulle nostre relazioni sociali e i nostri corpi, partendo dalla considerazione che l'elaborazione artistica sia la maniera migliore di controllare il potenziale della rete.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-10-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T16:15:19+00:00","og_image":[{"width":500,"height":350,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/netart_silviabianchi05.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Silvia Bianchi","twitter_misc":{"Scritto da":"Silvia Bianchi","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/","url":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/","name":"Lindsay Howard: Il 319 Scholes E La Curatela Online &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/netart_silviabianchi05.jpg","datePublished":"2011-10-03T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-11-02T16:15:19+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ea4500c9c7aa1116d6a9ba979e76084f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/netart_silviabianchi05.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/netart_silviabianchi05.jpg","width":500,"height":350},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/lindsday-howard-319-scholes-and-online-curating\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Lindsay Howard: 319 Scholes And Online Curating"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ea4500c9c7aa1116d6a9ba979e76084f","name":"Silvia Bianchi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/silvia-bianchi-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/silvia-bianchi-96x96.jpg","caption":"Silvia Bianchi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/silvia-bianchi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/152"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10908"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10908\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60093,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10908\/revisions\/60093"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}