{"id":10903,"date":"2011-10-03T12:00:00","date_gmt":"2011-10-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-068\/the-speculative-exhibition-may-fiction-redefine-reality\/"},"modified":"2020-11-02T17:14:09","modified_gmt":"2020-11-02T16:14:09","slug":"the-speculative-exhibition-may-fiction-redefine-reality","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/the-speculative-exhibition-may-fiction-redefine-reality\/","title":{"rendered":"La Mostra Speculative. Potra La Fiction Ridefinire Il Reale?"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La mostra collettiva <strong>&#8220;Speculative&#8221;<\/strong>, allestita al <strong>LACE-Los Angeles Contemporary Exhibitions<\/strong>, dal 16 Giugno al 28 Agosto scorso, \u00e9 figlia di questi tempi incerti e psicotici scanditi da crack finanziari, licenziamenti a catena e catastrofi ambientali.<\/p>\n<p>Infatti mentre il cosidetto \u201cestabilishment\u201d, quell&#8217;un per cento che ha tratto immani profitti dalle speculazioni finanziarie degli ultimi anni, tenta di nascondere al mondo, con l&#8217;aiuto di accondiscendenti network <em>mainstream<\/em>, le voci di protesta che si levano ormai da decine di piazze americane occupate (per chi non lo sapesse, Liberty Plaza adiacente a Wall Street \u00e9 <span lang=\"zxx\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/occupywallst.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">occupata da quasi due settimane<\/a><\/span> ormai: <span lang=\"zxx\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/occupywallst.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/occupywallst.org\/<\/a><\/span> ), ci sono artisti, ricercatori, e designer che si interrogano sul presente e tentano di progettare scenari futuri.<\/p>\n<p>I curatori della mostra <strong>Zach Blas<\/strong> e <strong>Christopher O&#8217;Leary<\/strong>, hanno messo insieme un gruppo di artisti e designer &#8211; per lo pi\u00f9 ex studenti provenienti dal dipartimento di design e arte mediale dell&#8217;<strong>UCLA<\/strong> &#8211; che utilizzano strategie ed estetiche prestate dalle tradizioni della <em>science-fiction<\/em>, del design speculativo, delle pratiche situazionistiche, per mettere in risalto le disfunzioni del contemporaneo e provare a delineare strategie di uscita alternative.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39484\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-02.png\" alt=\"numero68_The speculative 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Leggiamo dal loro <em>statement<\/em> per il catalogo della mostra: \u201cOggi vediamo il mondo in cui viviamo come un posto invivibile, e al tempo stesso sull&#8217;orlo di una riconfigurazione radicale. Dalla crisi economica globale alle crescenti forme di odio e controllo, alla devastazione della nostra Terra, nuove frontiere e gabbie tormentano e terrorizzano il mondo a tutti i livelli, globale, nazionale, informatico, e biologico. In tutto il mondo si ripresenta la stessa uguale mercificazione della vita, della cultura, del corpo, della Terra. Ma nonostante ci\u00f2, crediamo che all&#8217;interno di questa stessa invivibilit\u00e0 ci sia il potenziale per agire e programmare nuovi modi, mondi e vite.<\/p>\n<p>Infatti assistiamo all&#8217;emergere di forme di protesta da ogni parte: dalle chiamate all&#8217;azione di gruppi militanti come <strong>The Invisible Committe<\/strong> (autori del testo <em>The Coming Insurrection <\/em> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Coming_Insurrection\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Coming_Insurrection<\/a>), alle proteste studentesche, alle insurrezioni della primavera araba, all&#8217;attivismo di <strong>WikiLeaks<\/strong> e <strong>Anonymous<\/strong>. Quella <em>speculativa<\/em> \u00e9 una forza unificante che accomuna i lavori in mostra e che evoca il potenziale del mondo che vogliamo, al livello politico, culturale, sociale, sessuale, tecnologico, biologico, economico, ecologico&#8221;.<\/p>\n<p>Quasi tutte le opere in mostra sono in prima assoluta, o comunque prodotte negli ultimi due-tre anni, e variano molto per tecniche, stili, e approcci. Tra quelli pi\u00f9 tipicamente \u201csituazionisti\u201d per stile e linguaggio, c&#8217;\u00e9 sicuramente il lavoro di <strong>Casey Alt<\/strong>, un artista che esplora il modo in cui le interfacce informatiche mediano potere e cultura: al centro della sua opera c&#8217;\u00e9 infatti una sarcastica critica al design commerciale come strategia dominante di ingegnerizzazione di controllo sociale.<\/p>\n<p>Nel suo progetto <em><strong>Slightly Sociopathic Software<\/strong> (Software leggermente sociopatico <\/em>2007<em>), <\/em><strong>Casey Alt<\/strong> usa la tattica estetica del <em>detournement<\/em> per mettere in risalto le aberrazioni (psico) sociali e schizofreniche che emergono dal mix micidiale di etica corporativistica e uso amorale dei <em>social network: <\/em>l&#8217;autore inventa un brand fittizio, <span lang=\"zxx\"><strong><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/vacillogix.com\/software.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>VacilLogix<\/em><\/a><\/strong><\/span><em>,<\/em> la cui missione consiste \u201cnel favorire la sociopatia, uno delle spinte primarie della evoluzione umana\u201d.<\/p>\n<p>Sempre dalla <em>mission<\/em> del brand <em>VacilLogix<\/em> leggiamo che \u201cil modo migliore per fare profitto \u00e9 contribuire con soluzioni innovative a profondi problemi culturali &#8211; e non ci vuole tanto a capire che il nostro mondo sta nel bel mezzo di grossi problemi culturali. Ma noi vediamo queste sfide quasi insormontabili come incredibili opportunit\u00e0 di profitto. La nostra fiducia nel progetto si basa sulla convinzione che, fin da quando ci sono stati social network, c&#8217;\u00e8 stata anche la sociopatia\u201d. I prodotti di punta di <em>VacilLogix<\/em> sono software che \u201csfruttano la potenza dei <em>social network<\/em> per aggirare norme sociali\u201d. La compagnia produce quattro <em>killer-application<\/em> che \u201cti permettono di avere quell&#8217;attitudine sociopatica che ti porta al successo\u201d: Deceptionist&#x2122; , EntitlementManager&#x2122; , StalkBroker&#x2122; and StatusGuard&#x2122; .<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39485\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-03.png\" alt=\"numero68_The speculative 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di una matrice simile, ma con un approccio sicuramente meno situazionista, \u00e9 il lavoro <span class=\"Stile2\" lang=\"zxx\">Material Evidence<\/span><strong><em> (<\/em>2010)<\/strong> di <strong>Claudia Salamanca &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.laclaud.com\/?p=116\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.laclaud.com\/?p=116<\/a><\/strong>, un&#8217;artista colombiana che sta al momento lavorando al suo dottorato di ricerca al Dipartimento di Retorica dell&#8217;Universit\u00e0 della California, a Berkley. Sia nella pratica artistica che nella ricerca teorica esplora le relazioni tra l&#8217;idea di morte e il corpo.<\/p>\n<p>In <em>Material Evidence<\/em>, la Salamanca si riappropria di un video-documento fatto dal <em>Colombian Government\u2019s Technical Investigation Team<\/em> (gruppo di investigazione tecnica del Governo Colombiano) in cui si vede una procedura di identificazione standard effettuata da un poliziotto. La rielaborazione fatta dalla Salamanca consiste nell&#8217;introduzione di un elemento disturbante nel frame video, una sorta di \u201cbuco nero\u201d che si sposta all&#8217;interno della cornice video.<\/p>\n<p>Lasciando la problematica delle strutture di potere ed entrando invece in un territorio di indagine delineato dal rapporto tra uomo e ambiente, troviamo il lavoro di <strong>Pinar Yoldas<\/strong>, artista di origine turca, laureata all&#8217;<strong>UCLA<\/strong> nel 2009. Il suo progetto <strong><em>SuperMammal &#x2122; , NeoLabium &#x2122; and other species of excess (2011) <\/em><\/strong>&#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/pinaryoldas.info\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/pinaryoldas.info<\/a> \u00e9 una serie di artefatti, <em>specimen,<\/em> inglobati in piccoli vasi trasparenti stile laboratorio chimico, le cui forme e fisiologie sono ispirate da possibili futuri risvolti e mutazioni delle tecniche riproduttive di Madre Natura.<\/p>\n<p>Una vera e propria \u201cescursione biogenetica sul futuro del desiderio, della sessualit\u00e0 e dell\u2019intimit\u00e0\u201d. Cos\u00ec la Yoldas descrive il proprio progetto per presentare le sue tre \u201ccreature\u201d: <em>SuperMammal&#x2122;,<\/em> che dispiega una simmetria radiale delle glandole mammarie, <em>MegaMale&#x2122;,<\/em> un arrangiamento lineare di forme ispirate ad organi maschili, e <em>NeoLabium&#x2122;,<\/em> livelli di labia arrangiati in maniera esponenziale, che possono potenzialemente espandersi e crescere all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Questi tre pezzi seguono la serie <em><strong>Fabula (2009)<\/strong> &#8211; <\/em><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/pinaryoldas.info\/Fabula\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/pinaryoldas.info\/Fabula\/<\/a><em>,<\/em> che consiste appunto in una serie di pseudo-creature mutanti in contenitori di vetro accompagnate da disegni e foto. Nel creare queste forme di vita fittizie, <strong>Pinar Yoldas<\/strong> ha preso spunto dalle famose &#8220;isole di spazzatura sommerse&#8221; che vagano negli abissi dei nostri oceani, e ha immaginato le possibili mutazioni che possono scaturire dalle interazioni della fauna marina con tali habitat artificiali. \u201crendendo intenzionalmente indistinguibili le differenze tra maschio e femmina, microbo e umano, organico e sintetico, <em>Fabula<\/em> provoca e accentua la presa di coscienza del proprio corpo, in particolare rispetto alle problematiche di sessualit\u00e0 e mortalit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39486\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-04.png\" alt=\"numero68_The speculative 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In maniera simile lavora <strong>Zach Blas<\/strong> che affronta tematiche quali corpo e sessualit\u00e0, anche se con una estetica e approccio completamente differente. Blas, da sempre interessato alle dinamiche tra nuovi media, politica e <em>queer studies<\/em>, espone un progetto su cui ha lavorato negli ultimi quattro anni : <em><strong>Queer Technologies<\/strong> &#8211; <\/em><span lang=\"zxx\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.queertechnologies.info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.queertechnologies.info\/<\/a><\/span> . Il progetto consiste in una serie di applicazioni, strumenti e soluzioni tecnologiche mirate all&#8217;attivismo <em>queer<\/em>.<\/p>\n<p><em>Queer Technologies <\/em>vuole essere una sorta di critica \u201cad alto valore finzionale\u201d delle tecnologie di comunicazione esistenti e del carattere eternormativo, capitalista e militarizzato che tali tecnologie hanno finito per avere. I \u201cprodotti\u201d usciti dal mondo delle <em>Queer Technologies<\/em> hanno nomi come <em>Gay Bombs<\/em>, <em>transCoder<\/em>, e <em>Fag Face Mask<\/em> Vediamoli in dettaglio.<\/p>\n<p><em>Facial Weaponization Suite &amp; Fag Face Masks<\/em> \u00e9 un set di strumenti che aiuta gli utenti a falsificare i controlli biometrici sui propri volti e di conseguenza generare falsi dati. Sono comprese una serie di maschere, da indossare ad esempio di fronte a dispositivi di sorveglianza, che \u201canonimizzano\u201d il proprio volto, rendendone inefficace la decodifica biometrica.<\/p>\n<p>Secondo Blas \u201coggigiorno, l&#8217;esistenza stessa \u00e9 un modo di controllo. Il non-esistere \u00e9 l&#8217;unica strategia valida per fuggire dal controllo. Il <em>Facial Weaponization Suite<\/em> rende i nostri visi invisibili. Il non-esistere significa essere totalmente deprivati da ogni identit\u00e0 rappresentabile che sia intellegibile, non essendo codificata in nessun algoritmo. L&#8217;essere non-esistenti fa sparire la tua identit\u00e0 nella nebbia, e la nebbia rende le rivolte possibili.\u201d<\/p>\n<p><em>Gay Bombs<\/em> \u00e9 una sorta di <em>techno-pamphlet<\/em> e manifesto dell&#8217;attivismo <em>queer<\/em>: \u201cun corpo mutante, una multitudine, un assemblaggio <em>queer<\/em> terroristico che sfrutta le nuove sensibilit\u00e0 dell&#8217;essere <em>queer tecnologico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>TransCoder <\/em>invece, un \u201cPacchetto di Programmazione dell&#8217;anti-linguaggio <em>queer<\/em>\u201d, \u00e9 uno pseudo linguaggio di programmazione \u201corientato alla transcodifica tra livelli culturali e livelli computazionali\u201d. Questo SDK finzionale, ispirato al quinto principio dei nuovi media di <strong>Manovich <\/strong>\u2013 la transcodifica appunto, flirta con i linguaggi dell&#8217;informatica e della semiotica, offrendo \u201clibrerie ispirate a teorie <em>queer <\/em>come tentativo di liberare la morsa dei lacci ontologici ed epistemologici delle tecnologie dominanti e interrompere il flusso di circolazione tra culture eteronormative, coding, e interfacce visuali\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39487\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-05.png\" alt=\"numero68_The speculative 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>TransCoder ha ispirato <strong>Micha Cardenas<\/strong> (membro anche del network di autori di Digicult) e il gruppo <strong>Electronic Disturbance Theatre<\/strong> di cui fa parte, ad inserire alcuni contenuti poetici nel <strong><em>Transborder Immigrant Tool<\/em><\/strong>, un progetto di disobbedienza civile finalizzato all&#8217;aiutare gli immigranti illegali nella loro traversata del confine tra Messico\/USA, offrendo loro una serie di tecnologie GPS a basso costo &#8211; <span lang=\"zxx\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/bang.calit2.net\/xborderblog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/bang.calit2.net\/xborderblog\/<\/a><\/span><\/span> .<\/p>\n<p>Questo progetto (non presente in mostra) attir\u00f2 una serie di critiche dai media a da gruppi conservatori che denunciavano gli autori di favorire l&#8217;immigrazione illegale, e l&#8217;Universit\u00e0 della California di San Diego (a cui gli autori del progetto erano affiliati in qualit\u00e0 di ricercatori o artisti) apr\u00ec addirittura un&#8217;indagine per investigare il possibile uso illegale di fondi pubblici, ma poi il caso fu archiviato.<\/p>\n<p><strong>Micha Cardenas<\/strong>, insieme a <strong>Elle Mehramand<\/strong>, hanno invece esposto a LACE il progetto <strong><em>virus.circus.laboratory <\/em>(2011)<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/transreal.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/transreal.org\/<\/a>, un\u2019installazione di oggetti, interfacce e artefatti utilizzati in passate performances, nelle quali i due artisti hanno utilizzato dati biometrici, <em>wearable electronics<\/em>, diverse interfacce aptiche e <em>teledildonics<\/em>.<\/p>\n<p>Un approccio sicuramente meno carnale ma sempre con un certo carattere performativo ha il lavoro di <strong>Xarene Eskandar<\/strong>, che esplora le relazioni tra architettura, corpo, ambiente e societ\u00e0. Eskandar, ricercatrice, designer e artista mediale con background in moda, interior design e live-media, \u00e9 interessata alle relazioni simbiotiche tra tecnologia e uomo, in un \u201ctentativo si creare punti di incontro tra dimensioni ed ecologie cosi detti utopici\u201d<br \/>\n(<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/cargocollective.com\/xarene\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/cargocollective.com\/xarene<\/a>).<\/p>\n<p>Il lavoro in mostra, <strong><em>Architectural Organ I \/ Skin (2011)<\/em><\/strong> \u00e9 un\u2019evoluzione di un suo progetto precedente, <strong><em>Tentative Architectures (2009)<\/em><\/strong>, una serie di vestiti che, quando occorre, si comportano come se fossero architetture. Ispirate dal concetto di piega di <strong>Deleuze<\/strong> e le tecniche di origami, queste \u201carchitetture personali\u201d si relazionano al corpo come paesaggio, e al tempo stesso agiscono come interfaccia tra corpo e ambiente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39488\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-06.png\" alt=\"numero68_The speculative 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Leggiamo dal catalogo della mostra: \u201cPiegare \u00e9 nascondere, dispiegare \u00e9 rivelare. Una piega mantiene al tempo stesso queste due azioni opposte (nascondere e rivelare) in una sola dimensione della linea di piegatura. Una piega \u00e9 una molteplicit\u00e0 di potenzialit\u00e0 che aspettano di essere realizzate. Quindi una piega, un essere-divenire deleuziano, la linea-piano-come-forma, esiste su un piano di immanenza, pieno di possibilit\u00e0. La chiave per esistere su tale piano \u00e9 il desiderio. Piegare \u00e9 l&#8217;atto di inclusione-esclusione, del contenere l&#8217;interno e l&#8217;esterno, questo e quello. Uno desidera il piegare e dispiegare, o in altre parole, il cercare potenziali.\u201d<\/p>\n<p>All&#8217;interno di queste dinamiche del piegare-dispiegare, Xarene vede un potenziale per nuove relazioni tra l&#8217;uomo, la sua tecnologia e l&#8217;ambiente: \u201cl\u00e0 dove un secolo fa l&#8217;organizzazione scientifica ha reso l&#8217;uomo, a suo detrimento, pi\u00f9 efficiente nelle produzione di profitto, ora le reti, rendendo disponibili nuove relazioni con la Natura, rendono pi\u00f9 efficiente la produzione di conoscenza finalizzata a s\u00e9 stessa.\u201d<\/p>\n<p>Parlando di problematiche riguardanti l&#8217;uomo e il suo ambiente, il progetto di <strong>Michael Kontopoulos, <em>Water Rites (2011)<\/em> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.mkontopoulos.com\/?p=847\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.mkontopoulos.com\/?p=847<\/a>,<\/strong> ha come soggetto l&#8217;uso e abuso delle risorse idriche del nostro pianeta: il progetto comprende un video su due canali e l&#8217;esposizione di oggetti scenici compresi nel video, nel quale assistiamo allo svolgersi di una cerimonia arcaico-futurista dove avviene uno \u201cscambio d\u2019acqua\u201d da parte di una coppia non meglio identificata. Kontopoulos, artista e insegnante che fa base a Los Angeles, usa spesso nei suoi lavori elementi di fiction: in questo video sceglie un arido scenario post-industriale con reminiscenze neo-primitiviste per offrire una critica implicita alle pratiche culturali che si sviluppano intorno alla scarsit\u00e0 d&#8217;acqua, in particolare in relazione alla situazione geografica della California.<\/p>\n<p>Il punto di partenza per il video \u00e9 il racconto di <strong>Robert Heinlein<\/strong><em> &#8220;<\/em>Stranger in a Strange Land\u201d (Straniero in terra straniera<em>, <\/em>1961<em>)<\/em>, nel quale si racconta la storia di un bambino abbandonato su Marte e allevato da nativi marziani, che, al suo ritorno sulla Terra, si deve acclimatare agli usi e costumi umani, compreso il rapporto superbo e consumistico che abbiamo con l&#8217;acqua. Sull&#8217;arido pianeta Marte infatti lo scambio dell&#8217;acqua tra due individui \u00e9 un cerimoniale pieno di gesti rituali che, quando completati, legano indissolubilmente due individui attraverso il sacro titolo di \u201cfratelli d&#8217;acqua\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39489\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-07.png\" alt=\"numero68_The speculative 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sempre rivolto a tematiche simili \u00e9 il progetto presentato da <strong>Jeff Cain,<\/strong> <strong><em>El Camino Real <\/em>(2011)<\/strong>. In questo progetto l&#8217;autore mette in scena una presunta spedizione botanica ispirata dall\u2019importazione di una pianta di mostarda invasiva portata nel diciassettesimo secolo in California dal <em>conquistador<\/em> spagnolo Gaspar de Portola e che delineava proprio &#8220;El Camino Real&#8221;, un percorso di 966 km che andava da San Diego, al Sud delle California, su verso Nord fino a Sonoma.<\/p>\n<p>L&#8217;installazione proposta comprende documentazione originale della ricerca e video di interventi sul luogo. Jeff Cain \u00e9 un artista e designer che lavora con scultura, video, suono, fotografia e performance. Il suo studio, <strong>Shed Research Institute<\/strong>, \u00e9 un organizzazione-ombrello per la ricerca indipendente, progetti di arte pubblica, e progetti <em>site-specific<\/em>: <span lang=\"zxx\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.shedresearch.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.shedresearch.net<\/a><\/span> .<\/p>\n<p>In maniera simile a Cain, anche <strong>Christopher O&#8217;Leary<\/strong> \u00e9 un artista che lavora con i linguaggi del video, fotografia e installazioni utilizzando strategie proprie dei nuovi media. O&#8217;Leary trae inspirazione dai mondi della <em>science fiction<\/em>, dei fumetti e dalla storia in generale, per esplorare fenomeni sociali e sottoculture narrative pop, come ad esempio quelle legate all&#8217;idea del \u201csuper eroe\u201d. Nel lavoro in mostra, <em>Blocking the Exits<\/em> (2011) &#8211; <span lang=\"zxx\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/cargocollective.com\/chrisoleary\/#1475475\/Blocking-the-Exits-2011\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/cargocollective.com\/chrisoleary\/#1475475\/Blocking-the-Exits-2011<\/a><\/span>, l&#8217;autore crea una narrativa basata su un mondo apocalittico dove quattro personaggi personificano i pilastri della civilizzazione, a rischio di disintegrazione: acqua, cibo, energia e comunicazioni.<\/p>\n<p>L&#8217;estetica di questo video-animazione, montato con tecniche miste di <em>morphing<\/em> e passo-uno, situata tra atmosfere <em>sci-fi<\/em> anni settanta e post-produzione contemporanea stile hollywoodiano, con le sue ambientazioni futuristiche e fumettose, restituisce allo spettatore un\u2019allucinata sensazione di precariet\u00e0 e incertezza, essendo lasciato da solo nell&#8217;interpretazione di ci\u00f2 che \u00e9 chiamato a vedere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39490\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-08.png\" alt=\"numero68_The speculative 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/numero68_The-speculative-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una sensazione &#8211; che in un certo senso fa da sfondo a tutte le opere in mostra &#8211; non tanto lontana da quella che ultimamente provano tanti di noi nella vita di tutti i giorni, chiamati a dimenarci e a trovare un senso tra le dinamiche complesse, perverse e fondamentalmente ingiuste di questi tempi.<\/p>\n<p>Crisi sociale, economica, ecologica, di rappresentanza politica, di accesso alle risorse. Problemi pi\u00f9 che reali, a cui dovranno seguire soluzioni reali. E se \u00e8 vero che l&#8217;Arte non trova soluzioni, ma dispiega problematiche, \u00e9 per\u00f2 anche vero che quando si parla di design \u00e9 necessario un riscontro realistico sul piano dell&#8217;attualizzazione delle strategie: in questo caso il linguaggio della fiction pu\u00f2 essere un arma a doppio taglio.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.welcometolace.org\/exhibitions\/view\/speculative\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.welcometolace.org\/exhibitions\/view\/speculative\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Speculative, allestita al LACE-Los Angeles Contemporary Exhibitions, dal 16 Giugno al 28 Agosto scorso, &eacute; figlia di questi tempi incerti e psicotici scanditi da crack finanziari, licenziamenti a catena e catastrofi ambientali.<\/p>\n","protected":false},"author":155,"featured_media":39483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,323,239,221],"tags":[48,65],"class_list":["post-10903","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-art","category-articles","category-issue-068","tag-hacking","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La Mostra Speculative. 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