{"id":10900,"date":"2011-10-03T12:00:00","date_gmt":"2011-10-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-068\/youre-doing-whatmake-a-living-inventing-your-job\/"},"modified":"2020-11-02T17:13:58","modified_gmt":"2020-11-02T16:13:58","slug":"youre-doing-whatmake-a-living-inventing-your-job","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/youre-doing-whatmake-a-living-inventing-your-job\/","title":{"rendered":"Cosa Fai Esattamente? Il Lavoro Non Si Trova, Lo Si Crea"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Sulla (lunga) strada in metropolitana verso la <strong>New York Science Hall<\/strong> che ospita la <strong>World Maker Faire<\/strong>, su nel Queens, c&#8217;\u00e8 giusto il tempo di sbirciare qualche <em>freepress<\/em> e riprendere l&#8217;articolo del &#8220;NYTimes&#8221; domenicale che non ho ancora finito di leggere. Un lungo pezzo sul declino della manifattura negli Stati Uniti dagli anni &#8217;50 ad oggi<strong> [1] <\/strong>e di come oramai la Cina sia diventata la nazione con la pi\u00f9 alta concentrazione di manifattura. A questo articolo si affiancano altri che parlano del crescente tasso di disoccupazione e di come, dato ancora pi\u00f9 preoccupante, uno statunitense su tre di quelli senza lavoro sia in questa condizione da oltre un anno. Dai contratti a lungo termine, alla disoccupazione a lungo termine. <strong>[2]<\/strong><\/p>\n<p>Di sicuro gli americani non se ne stanno con le mani in mano, sono pragmatici e non temono di sporcarsi le mani. Il mese prima lavorano in uno dei grattacieli di Manhattan e quello dopo ad un progetto sperimentale in un laboratorio nel Queens. Certo si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questa l&#8217;atmosfera che si respira all&#8217; <strong>Open Hardware Summit [2a] <\/strong>ma soprattutto alla <strong>Makerfaire<\/strong>. Progetti impossibili e improbabili che diventano realt\u00e0 e riescono a raggiungere sostenibilit\u00e0 economica con formule ed equilibrismi creati ad hoc. Non basta avere un&#8217;idea brillante, bisogna coltivarsi un team che ci lavori pi\u00f9 per passione che per soldi, mantenersi ricettivi delle esigenze di chi ne fa uso e soprattutto impegnarsi a farla conoscere in modo che la gente capisca e la supporti da vicino e da lontano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39359\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-02.png\" alt=\"numero68_ You re doing 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ad esempio, il caso di Benedetta, italiana trapiantanta negli USA e co-fondatrice insieme a Justin, di <strong>GroundLab<\/strong>. &#8220;Nel 2008 lavoravo per una societ\u00e0 di design qui a New York. Ad un certo punto ha iniziato a licenziare e non assumere. Quando mi hanno lasciato a casa abbiamo deciso che era venuto il momento di far partire la societ\u00e0 visto che era gi\u00e0 un anno che lavoravamo insieme a questo progetto. Ora siamo impegnate 70 ore a settimana. Non stiamo guadagnando chiss\u00e0 quanto, \u00e8 pi\u00f9 di una scelta di vita&#8221;.<\/p>\n<p>La loro societ\u00e0 si occupa di ricerca, sviluppo e prototipazione, supporta ong, gruppi di ricerca, universit\u00e0, organizzazioni umanitarie a trovare o creare soluzioni nella loro attivit\u00e0, basandosi principalmente su tecnologia <em>open-source<\/em>. Hanno raccontato del loro progetto all&#8217; <strong>Open Hardware Summit <\/strong>e sono presenti alla <strong>Makerfaire<\/strong>.<\/p>\n<p>Il loro stand ospita un leone di peluche che indossa un collare. Si tratta di un sistema di <em>tracking<\/em> per monitorare i leoni del Kenya<strong> [3]<\/strong> in modo che riescano a convivere con i guerrieri Masai e i loro pascoli. Quando un leone si sposta, il collare invia un sms ai ricercatori e uno ai Masai cos\u00ec da evitare conflitti territoriali e ulteriori uccisioni degli ultimi 2000 leoni rimasti in vita.<\/p>\n<p>&#8220;Anche altre societ\u00e0 stanno sperimentando in questa direzione <em>do-it-yourself<\/em> e<em> open source<\/em> e sono riuscite a realizzare prodotti, mentre noi facciamo ancora molti servizi. I nostri clienti arrivano con un problema, se poi si trasforma in un prodotto, bene, ma spesso \u00e8 solo ricerca, <em>field testing<\/em> o altri servizi che loro non hanno <em>in-house<\/em>.<\/p>\n<p>Riusciamo a mantenerci e a mantenere il business. Speriamo continui a crescere com&#8217;\u00e8 successo finora. Abbiamo quattro o cinque collaboratori full-time e una cinquantina di part-time che vengono pagati ma che, soprattutto, mantengono i diritti di tutto quello che producono per noi e possono farne uso in altri progetti. Uno dei nostri obiettivi \u00e8 riportare la piccola e media produzione manifatturiera a NYC e la maggior parte delle cose che produciamo ha la dicitura <em>Made in NYC<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39360\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-03.png\" alt=\"numero68_ You re doing 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il socio di Benedetta, Justin \u00e8 cresciuto a Detroit e lavorato nell&#8217;ambito della <em>fabrication<\/em> per pi\u00f9 di dieci anni producendo principalmente oggetti di arredo o artistici per la gente che se lo pu\u00f2 permettere: &#8220;Molti laboratori artigianali locali si concentrano su questo tipo di clientela che richiede, per esempio, una scala di acciaio inox fatta a mano per loro loft o oggetti simili.<\/p>\n<p>Non si producono cose utili per la gente ma soprattutto beni di lusso.&#8221; E subito dopo per\u00f2 aggiunge &#8220;Credo che ci troviamo in una fase di cambiamento. Ci sono diversi fattori che adesso rendono possibile un business come il nostro, dove organizzazioni reali possono essere supportate nel risolvere problemi reali&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo la chiacchierata con il duo di <strong>Groundlab<\/strong> nel palco principale all&#8217;aperto della fiera inizia la presentazione di <strong>Josef Prusa<\/strong>, ventunenne della repubblica ceca. Il Live Stage della <strong>Makerfaire<\/strong> \u00e8 piuttosto nutrito di spettatori che aspettano di ascoltare il giovane sviluppatore di una delle stampanti 3d open-source <strong>RepRap<\/strong>. Parliamo della <em>Prusa Mendel<\/em>,<strong> [4] <\/strong>variante pi\u00f9 popolare perch\u00e8 semplice da assemblare, mantenere e pi\u00f9 facile da replicare (ossia stampare i pezzi che ti permettono di costruirne una copia esatta, autonomamente).<\/p>\n<p>Josef, al termine della sua performance, accetta di scambiare due parole con noi. &#8220;Non lavoro a tempo pieno sul progetto <strong>RepRap<\/strong>, sono ancora studente di economia &#8211; ci dice &#8211; anche se sarebbe di sicuro possibile poterlo fare; ma non voglio lanciarmi nel business troppo rapidamente. Ho visto cos&#8217;\u00e8 successo ad altre aziende, tutto si trasforma in una questione di soldi e il divertimento svanisce. Prendo ispirazione dal team di <strong>Arduino<\/strong>. Loro stanno riuscendo a concentrarsi nel creare nuove cose e innovare piuttosto che focalizzarsi sulla &#8220;money thing&#8221;.<\/p>\n<p>Quello dell&#8217;<em>open hardware<\/em> \u00e8 un contesto in cui \u00e8 possibile creare nuovi modelli di business reali. Per ora mi accontento di lavorare ai workshop, entrare in contatto sia con chi ha creato la <strong>RepRap<\/strong>, sia con la <em>community<\/em> di utenti. Mi piace lavorare con la gente e guadagnare qualche soldo in questo modo, ed \u00e8 grazie ai workshop che sono volato qui a New York.&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39361\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-04.png\" alt=\"numero68_ You re doing 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nonostante queste reali possibilit\u00e0, Josef racconta come la reazione della gente rispetto all&#8217;apertura dei codici sia ancora di sbalordimento e paura e la frase tipica che si sente dire \u00e8: &#8220;Ah non l&#8217;hai brevettato? Ma come fai a farci dei soldi? E&#8217; impossibile!&#8221;.<\/p>\n<p>Camminando tra gli stand dell&#8217;area Craft mi imbatto in <strong>Owyn Rock<\/strong>, responsabile del <strong>Textile Arts Center<\/strong> <strong>[5] <\/strong>che avevo incontrato qualche giorno prima visitando <strong>Yield [6]<\/strong>, la mostra di design di capi scarto-zero. Non pensavo di trovarla qui, impegnata a mostrare come si tingono i tessuti con colori naturali.<\/p>\n<p>Mi fermo a parlarle per saperne di pi\u00f9 della sua esperienza a New York, dato che chi si occupa di design \u00e8 spesso refrattario a mostrarsi troppo entusiasta del <strong>DIY<\/strong> e di tutto ci\u00f2 che riguarda la scena dei &#8220;maker&#8221;: &#8220;In realt\u00e0 abbiamo organizzato Yield proprio per colmare il divario che c&#8217;\u00e8 tra designers e maker &#8211; ci spiega Owyn. Nel mondo della moda hanno bisogno di questo ritorno al fare perch\u00e8 le cose vadano avanti e la gente che acquista ha bisogno di sapere come sono fatte le cose.<\/p>\n<p>Se vuoi creare vestiti e venderli non sottocosto in un periodo di crisi come quella che stiamo attraversando, devi fargli capire il come e il perch\u00e8. Siamo un centro per le arti tessili, non vogliamo essere identificati in modo specifico con uno dei due ambiti, dato che il nostro scopo \u00e8 fare formazione a chi ne ha bisogno.<\/p>\n<p>Incontriamo spesso studenti che escono dalle migliori scuole di moda e di design che non possiedono le conoscenze base. Per esempio, sono designer per la stampa e non hanno mai fatto una serigrafia. Iniziano a lavorare direttamente con il computer, creando prodotti senza capire il processo di produzione che potrebbe aiutarli a progettare meglio. Si puo&#8217; diventare pi\u00f9 innovativi se si capisce come le cose sono fatte realmente.&#8221;<\/p>\n<p>Il centro ha sede a Brooklyn e hanno appena aperto un secondo spazio a Manhattan. Offrono corsi serali e durante i weekend (12 ore di corso in un mese costa circa 200$ pi\u00f9 l&#8217;utilizzo gratuito degli Open Studio per fare pratica), focalizzati a chi sta gi\u00e0 lavorando e ha bisogno di rinnovare\/approfondire le proprie conoscenze.<\/p>\n<p>I loro istruttori sono principalmente <em>freelance <\/em>che lavorano come designer, insegnano in altre istituzioni, hanno la propria linea di prodotti e fanno anche consulenza ad aziende pi\u00f9 grandi. <strong>Owyn Rock<\/strong> pensa sia proprio questo il modello, la differenziazione: &#8220;Se vuoi avere una professione creativa devi diventare creativo anche nel modo in cui fai business&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39362\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-05.png\" alt=\"numero68_ You re doing 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Altro approccio \u00e8 poi quello di <strong>Bare Conductive [7]<\/strong>, una piccola <em>start-up<\/em> londinese per lo sviluppo di materiali conduttivi. Questo autunno hanno lanciato i loro primi due prodotti a base di tempera per condurre segnali elettrici sulle superfici su cui viene stesa, compresa la pelle del corpo.<\/p>\n<p>Isabel, una delle quattro socie, racconta che tutto \u00e8 nato dalle ricerche degli ultimi anni di universit\u00e0 al <strong>Royal College of Art<\/strong>: &#8220;Questo era il nostro progetto di tesi &#8211; ci racconta &#8211; ci \u00e8 venuta l&#8217;idea di una tempera conduttiva partendo dall&#8217;idea di rendere accessibile a tutti la possibilit\u00e0 di creare circuiti, sia bambini che adulti.<\/p>\n<p>Dopo aver terminato la tesi, siamo stati contattati da Sony che ci ha proposto di usare la nostra tempera per un progetto di video in cui un gruppo di danzatori interagivano. Accettammo di farlo e da l\u00ec capimmo che c&#8217;era un potenziale mercato per la nostra idea. L&#8217;azienda \u00e8 stata fondata con un piccolo finanziamento privato e dopo due anni di lavoro abbiamo lanciato i primi due prodotti&#8221;.<\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4SJCxN7xxxI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4SJCxN7xxxI<\/a><\/p>\n<p>Le chiedo quanto abbia contato la possibilit\u00e0 di essere in un contesto in cui c&#8217;era libert\u00e0 di sperimentazione, e quanto la crisi economica abbia influito sul loro percorso: &#8220;All&#8217;epoca frequentavamo un corso dove il nostro focus era la sperimentazione e si basava pi\u00f9 sul processo che non sul prodotto finale. Non ci hanno richiesto di dire quale sarebbe stato il risultato, eravamo liberi di sperimentare e fino all&#8217;ultimo non avremmo saputo se quell&#8217;idea si sarebbe trasformata in qualcosa oppure no.<\/p>\n<p>Senza questo tipo di contesto non credo saremmo giunti ad un\u2019idea del genere e credo che gli <em>hackerspace<\/em> e i <em>makerpaces<\/em>, in questo senso, abbiano un valore incredibile perch\u00e8 rendono disponibili a molte persone gli strumenti per sperimentare, condividere idee e conoscenza.<\/p>\n<p>Quando ci siamo laureati era il 2009, economicamente un periodo terribile per cercare lavoro. Credo che se fosse stato un momento pi\u00f9 favorevole probabilmente avremmo tutti trovato un lavoro fisso e ognuno sarebbe andato per la propria strada. Ma visto che non c&#8217;erano molte opzioni, ci siamo fissati sul nostro progetto. In un certo senso \u00e8 stato meglio che non avessimo avuto opportunit\u00e0 lavorative perch\u00e8 ci ha obbligato a cercare un valore in quello che avevamo creato.&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39363\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-06.png\" alt=\"numero68_ You re doing 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Poco pi\u00f9 in l\u00e0, sotto uno dei tendoni pi\u00f9 grandi della fiera, un&#8217;altra start-up si sta facendo strada e questa volta nel panorama di prodotti e servizi che facilitano la prototipazione rapida: <strong>Tinkercad [8]<\/strong> \u00e8 la piattaforma online di modellazione 3d per artisti e &#8220;maker&#8221;.<\/p>\n<p>Parlo con Mikko, uno dei fondatori, che rivela subito come fossero inizialmente anche loro dei &#8220;maker&#8221;, esattamente come i frequentatori della <strong>Makerfaire<\/strong>. Dopo aver acquistato una delle prime stampanti <strong>3d Makerbot<\/strong> si sono accorti che c&#8217;era un vuoto da colmare perch\u00e8 i software 3d professionali in circolazione erano troppo complessi e non riucivano a produrre file che comunicassero facilmente con le stampanti 3d.<\/p>\n<p>&#8220;Il mio collega lavorava in Google &#8211; ci spiega Mikko &#8211; ma dopo il primo figlio ha deciso di rientrare in Finlandia. Io nel frattempo stavo cambiando lavoro e quindi abbiamo deciso di creare questa <em>start-up<\/em> con un piccolo fondo privato. Stiamo lavorando da due anni per capire chi sono i nostri utenti principali, quello che vogliono e quali caratteristiche del prodotto dobbiamo supportare per stimolarli a lavorare di pi\u00f9 col 3d&#8221;.<\/p>\n<p>Quasi tutti in <strong>Tinkercad <\/strong>hanno fatto esperienza in web services e anche nell&#8217;industria del <em>gaming online<\/em> e da questi ambiti prendono ispirazione per creare un sistema che li renda sostenibili: &#8220;La nostra idea si basa da un lato sulle<em> royalties<\/em> verso i servizi di stampa 3d, dall&#8217;altra nell&#8217;offrire gratuitamente il software e lo spazio per mantenere i file, lasciando la possibilit\u00e0 a chiunque di scaricarli e di conseguenza far pagare un contributo mensile a chi invece vuole tenere le proprie modellazioni in un&#8217;area privata, sino ad arrivare all&#8217;acquisto di piccoli oggetti virtuali in 3d, un po&#8217; come la gente f\u00e0 in Farmville&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39364\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-07.png\" alt=\"numero68_ You re doing 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/numero68_-You-re-doing-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 proprio un mix di attivit\u00e0, di esperienze maturate altrove, che si riconfigurano per creare la giusta formula. Dall&#8217;individuazione di un bisogno, alla creazione di un prodotto o servizio, alla sua diffusione, vendita e anche modifica, magari grazie al<em> feedback<\/em> di una community di appassionati, sino alla creazione di workshop di base o avanzati. Tutto questo rende possibile la sostenibilit\u00e0 di molti progetti basati anche sull&#8217;<em>hardware<\/em> aperto. Quello che li unisce, e che emerge dalle loro parole, \u00e8 s\u00ec l&#8217;entusiasmo per i loro progetti, ma soprattutto l&#8217;aver raggiunto il risultato concreto di mantenersi lavorando a tempo pieno a qualcosa che li appassiona veramente. E di cui spesso pu\u00f2 beneficiarne l&#8217;intera comunit\u00e0 di &#8220;maker&#8221;.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2011\/09\/11\/business\/is-manufacturing-falling-off-the-us-radar-screen.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.nytimes.com\/2011\/09\/11\/business\/is-manufacturing-falling-off-the-us-radar-screen.html<\/a><\/p>\n<p><strong>[2]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/blogs.wsj.com\/economics\/2011\/07\/21\/long-term-unemployment-by-state\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/blogs.wsj.com\/economics\/2011\/07\/21\/long-term-unemployment-by-state\/<\/a><\/p>\n<p><strong>[2a]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.openhardwaresummit.org\/documentation-2011\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.openhardwaresummit.org\/documentation-2011\/<\/a><\/p>\n<p><strong>[3]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/home.groundlab.cc\/lioncollars.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/home.groundlab.cc\/lioncollars.html<\/a><\/p>\n<p><strong>[4]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/reprap.org\/wiki\/Prusa_Mendel\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/reprap.org\/wiki\/Prusa_Mendel<\/a><\/p>\n<p><strong>[5]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/textileartscenter.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/textileartscenter.com\/<\/a><\/p>\n<p><strong>[6]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.textileartscenter.com\/yield\" target=\"_parent\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.textileartscenter.com\/yield<\/a><\/p>\n<p><strong>[7]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/tinkercad.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.bareconductive.com\/<\/a><\/p>\n<p><strong>[8]<\/strong> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/tinkercad.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/tinkercad.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla (lunga) strada in metropolitana verso la New York Science Hall che ospita la World Maker Faire, su nel Queens, c&#8217;\u00e8 giusto il tempo di sbirciare qualche freepress e riprendere l&#8217;articolo del NYTimes domenicale che non ho ancora finito di leggere. 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It&#039;s a long piece about the twilight of the US manufacturing sector, started from the 50&#039;s to nowadays [1], and about the definite takeover of China. [:it]Sulla (lunga) strada in metropolitana verso la New York Science Hall che ospita la World Maker Faire, su nel Queens, c&#039;\u00e8 giusto il tempo di sbirciare qualche freepress e riprendere l&#039;articolo del NYTimes domenicale che non ho ancora finito di leggere. 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