{"id":10898,"date":"2011-10-03T12:00:00","date_gmt":"2011-10-03T11:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-068\/the-particles-an-interview-to-alex-posada\/"},"modified":"2022-10-27T08:30:13","modified_gmt":"2022-10-27T07:30:13","slug":"the-particles-an-interview-to-alex-posada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-068\/the-particles-an-interview-to-alex-posada\/","title":{"rendered":"The Particles. Intervista Ad Alex Posada"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Rialziamo le serrande di Villa Tittoni Traversi e riaccendiamo i riflettori sul <strong>Kernel Festival<\/strong>, <em>kermesse<\/em> che ha inaugurato la torrida stagione festivaliera appena conclusasi, e di cui \u201cDigimag<em>\u201d<\/em> vi ha restituito uno spaccato a caldo nella <a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2104\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Issue 66 di Luglio-Agosto<\/a>. L\u2019ultima <em>postcard<\/em> che vi invio da Desio riguarda uno degli artisti pi\u00f9 apprezzati di questa edizione: <strong>Alex Posada<\/strong>, una presenza che \u00e8 stata in grado di soddisfare tanto i palati pi\u00f9 raffinati in materia di interattivit\u00e0, quanto i semplici curiosi che hanno preso parte alla tre giorni del Kernel.<\/p>\n<p>Passaporto spagnolo, una laurea in Ingegneria Elettronica, <strong>Alex Posada<\/strong> \u00e8 artista, creatore digitale, ricercatore nel campo dell\u2019interattivit\u00e0, docente di nuovi media presso master, corsi post-laurea e workshop. Intraprende la carriera artistica nel 2002 quando trapiantato a Barcellona comincia a collaborare con musicisti e artisti locali. Dal 2006 lavora come direttore e coordinatore del laboratorio di interattivit\u00e0 in <strong>Hangar<\/strong>, centro nevralgico di produzione di media art a Barcellona, ed \u00e8 co-fondatore del <strong>MID:<\/strong> <strong>Media Interactive Design<\/strong>, oltre a progetti come artista indipendente collabora con gruppi come <strong>Neuronoise<\/strong> e <strong>Dorktbot Barcellona<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38915\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-02.png\" alt=\"numero68_ The particles 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Intensa \u00e8 stata l\u2019attivit\u00e0 di <strong>Alex Posada<\/strong> al Kernel: un workshop, dal titolo &#8220;Open Hardware Lab&#8221;<em>,<\/em> improntato alla progettazione e realizzazione di prototipi di dispositivi elettronici e l\u2019esposizione, accanto ad altri nomi come <strong>Quayola <\/strong>e<strong> Angelo Plessas<\/strong>, della sua ultima fatica <em>The Particle <\/em>(2009), installazione multimediale che sperimenta le possibilit\u00e0 scultoree della luce in relazione alla velocit\u00e0, al colore e al suono.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>The Particle<\/em> indaga anche le possibilit\u00e0 del <strong>POV<\/strong>, meglio conosciuto come effetto di persistenza della visione, che consente di lasciare impressa sulla retina un\u2019immagine anche alcuni secondo dopo la sua assenza, restituendone cos\u00ec la percezione. In questo caso \u00e8 usato come effetto ottico per la definizione di uno spazio altro in cui immergere lo spettatore, regalandogli un\u2019esperienza sensoriale e cinestetica.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019opera, che si ispira ai processi di creazione dell\u2019universo e alla nascita della vita, tecnicamente \u00e8 costituita da una struttura in ferro a forma di airone dotato di un sistema di illuminazione e di uno sonoro azionabili secondo tre diverse modalit\u00e0: attraverso parametri inseriti dall\u2019artista, tramite sensori che captano i movimenti dei visitatori nello spazio espositivo o mediante una <em>touch interface<\/em>.<\/p>\n<p align=\"left\">Per tutti coloro che desiderino saperne di pi\u00f9 il riferimento \u00e8 il sito dell&#8217;artista (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/alexposada.net\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/alexposada.net\/blog\/<\/a>) in cui si trovano estratti video con una sorta di <em>making of<\/em> dell\u2019opera e una scheda Pdf in lingua inglese con una descrizione del lavoro, redatta con incredibile minuzia di particolari.<\/p>\n<p align=\"left\">Ho conosciuto Alex a Desio e riallacciato i contatti con lui al suo rientro da <strong>Ars Electronica<\/strong> per proporgli un\u2019intervista che si \u00e8 subito rivelata essere un piacevole <em>talk<\/em> a distanza.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38916\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-03.png\" alt=\"numero68_ The particles 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti:<\/strong> Per rompere il ghiaccio ti chiedo subito come ti sei trovato al <strong>Kernel Festival<\/strong>? Non male per essere la sua prima edizione, non credi? \u00c8 stata la tua prima volta in Italia?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada: <\/strong>Il <span lang=\"en-GB\"><strong>Kernel<\/strong><\/span><strong> Festival<\/strong> \u00e8 stato una piacevole sorpresa per me. Non mi aspettavo che gli organizzatori riuscissero per la prima edizione a coordinare una programmazione cos\u00ec ricca e a mettere in piedi una macchina gi\u00e0 cos\u00ec collaudata. Mi \u00e8 piaciuta molto l&#8217;idea di associare la musica al <span lang=\"en-GB\"><em>video mapping<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">,<\/span> \u00e8 qualcosa che non avevo mai visto prima d\u2019ora. Anche l&#8217;esposizione \u00e8 stata curata in maniera interessante e lo spazio, Villa Tittoni, si \u00e8 rivelato un luogo davvero affascinante per allestire un festival del genere. In pi\u00f9 per me ha rappresentato una tappa importante, in quanto effettivamente \u00e8 stata la prima occasione per presentare il mio lavoro alla platea italiana.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti:<\/strong> Al Kernel hai tenuto anche un workshop, integrare la programmazione di un festival con momenti di partecipazione attiva da parte del pubblico \u00e8 una formula non sempre vincente ma ormai sempre pi\u00f9 frequente che permette di forzare le logiche stantie a cui sono legati i festival, a volte vetrine estetiche appanaggio esclusivo di pochi addetti ai lavori, per creare invece dei luoghi di confronto, di scambio e di libera circolazione del sapere; per te poi il ruolo del docente non \u00e8 una novit\u00e0 sei spesso a contatto con quanti potrebbero essere gli artisti di domani. Vorrei sapere in generale cosa ne pensi e come vivi questo ruolo, se ci sono dei messaggi che ti preme far passare, e che tipo di <em>feedback<\/em> ricevi.<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-US\"><strong>Alex Posada: <\/strong><\/span>Penso che sia molto importante inserire nella programmazione di un festival momenti che mettano in luce anche le metodologie, i processi alla base di una pratica artistica e non soltanto il suo risultato finale. Questa \u00e8 una tendenza che attualmente non credo sia diffusa quanto dovrebbe nella maggior parte dei festival. I partecipanti sono molto pi\u00f9 motivati e per loro l&#8217;esperienza diventa pi\u00f9 gratificante se lo stesso artista che si esibisce o espone durante la <em>kermesse<\/em> accorcia le distanze tra opera e fruitore attraverso workshop pratici che permettono agli spettatori di entrare nel processo delle cose.<\/p>\n<p align=\"left\">Naturalmente la crescita non \u00e8 unidirezionale, c\u2019\u00e8 un feedback significativo anche per il docente. Personalmente sono molto orgoglioso quando uno dei miei studenti intraprende la strada artistica, crea un\u2019opera, mi sento in qualche modo responsabile.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38917\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-04.png\" alt=\"numero68_ The particles 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti:<\/strong> In una recente intervista rilasciata per un magazine spagnolo hai affermato di non sentirti un artista, di preferire la definizione di creatore multidisciplinare, probabilmente proprio per la tua formazione che non \u00e8 artistica in senso letterale. Se ti chiedessi per\u00f2 di tracciare una genealogia artistica in cui inserire il tuo lavoro, cio\u00e8 delle possibili parentele con artisti con cui al di l\u00e0 dei risultati estetici ottenuti senti di condividere una visione artistica, una modalit\u00e0 di approccio, di chi vorresti essere l\u2019erede e quali tra i contemporanei senti affine alla tua prospettiva?<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-US\"><strong>Alex Posada: <\/strong><\/span><span lang=\"en-US\">Questo \u00e8 un quesito che non mi sono ancora mai posto, lascio questo arduo compito alla rilettura di qualche esperto di arte<\/span>. Mi piace quello che faccio e lo faccio senza pensarci troppo. Ho dei riferimenti a cui attingo, che mi guidano a seconda dell\u2019esigenza che mi si propone. Al momento per\u00f2 preferisco concentrare le mie energie per la formazione di nuovi talenti e per contribuire, con il mio lavoro, allo sviluppo di progetti di altri artisti di <strong>Hangar<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti: <\/strong>Quando hai cominciato a pensare di applicare la tua formazione tecnico-scientifica all\u2019ambito artistico? Quale credi sia l\u2019anello di congiunzione tra questi due ambiti?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada:<\/strong> L&#8217;arte digitale, i nuovi media, le tecnologie in generale mettono in evidenza lo stretto legame che unisce arte e scienza. Siamo in un momento in cui pi\u00f9 nulla pu\u00f2 essere considerato per compartimenti stagni, tutto si alimenta reciprocamente. \u00c8 molto emozionante perch\u00e9 l\u2019era in cui viviamo mi ricorda molto il Rinascimento in cui arte e scienza convivevano bene insieme. Gli artisti erano anche scienziati e viceversa, basta pensare al caso di Leonardo Da Vinci, che ha dimostrato come queste due aree possono, anzi, devono andare di pari passo.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38918\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-05.png\" alt=\"numero68_ The particles 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti: <\/strong>Andiamo al tuo ultimo lavoro: <em>The Particle, <\/em>\u00e8 un esempio di arte generativa, puoi spiegarmi dal punto di vista tecnico qual \u00e8 il funzionamento di quest\u2019opera?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada: <\/strong>In <em>The Particle<\/em> tutto quello che vediamo e udiamo \u00e8 il risultato di un complesso sistema che genera informazioni in tempo reale. I processi sono simili a opere di arte generativa visiva dove le forme nascono, si sviluppano, muoiono e si rigenerano senza soluzione di continuit\u00e0. In questo caso il sistema funziona allo stesso modo, ma ci\u00f2 che vediamo \u00e8 dato da una struttura cinetica di quattro sfere concentriche di colore generate a partire da quattro pixel di informazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Quindi il risultato \u00e8 un lavoro che esplora le potenzialit\u00e0 tridimensionali della luce, partendo da un dispositivo che di base, a livello visivo \u00e8 molto semplice, cio\u00e8 costituito da una struttura ad airone, con un asse centrale attorno a cui ruotano, a velocit\u00e0 variabile, quattro anelli semicircolari rispettivamente di 30, 60, 90 e 120 cm di diametro. Ogni anello di luce \u00e8 formato da un elevato numero di LEDs RGB controllato da un <em>hardware<\/em> specifico.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti: <\/strong><em>The Particle<\/em> si presenta come un\u2019imponente macchina con una propria risonanza interna, qual \u00e8 il rapporto che si instaura tra luce e suono? Quale invece con lo spettatore?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada: <\/strong>I processi visivi sono perfettamente sincronizzati con il suono <em>surround<\/em> grazie al <em>software<\/em> programmato usando la piattaforma MaxMSP: \u00e8 il software che gestisce tutte le informazioni in tempo reale, utilizzando parametri estratti da sequenze e funzioni matematiche. L\u2019effetto che ne consegue \u00e8 la creazione di forme e luci in tre dimensioni che innescano un\u2019esperienza coinvolgente, sinestetica e a tratti ipnotica. L&#8217;obiettivo \u00e8 indurre lo spettatore a vivere una esperienza contemplativa, che risulta essere differente da persona a persona.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019importante \u00e8 lasciarsi andare senza remore, godere fino in fondo dell&#8217;esperienza. Ovviamente ci sono persone che non amano questo genere di cose e a cui di conseguenza l\u2019opera non trasmette nulla. Personalmente, nonostante siano circa due anni che porto in giro per il mondo <em>The Particle<\/em>, vengo ancora rapito dalla sua carica ipnotica come se fosse la prima volta.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38919\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-06.png\" alt=\"numero68_ The particles 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti: <\/strong>Quali sono state le fasi del processo creativo per la realizzazione di <em>The Particle<\/em>? E, in generale per sviluppare i tuoi lavori hai elaborato un \u201cmetodo Posada\u201d o i processi vengono reinventati tutte le volte ex-novo?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada:<\/strong> Non adotto un metodo preciso, non esiste un metodo codificato applicabile a tutti i miei lavori. Ogni progetto \u00e8 il frutto della necessit\u00e0 creativa del momento e delle <em>chance<\/em> espositive che ti si presentano. <em>The Particle<\/em> mi \u00e8 stato commissionato dallo <strong>Strobe Festival<\/strong> di Amposta. Il mio amico <strong>Mesa Blai <\/strong>stava curano una expo con artisti locali sul tema dell&#8217;origine della vita. Mi \u00e8 stato chiesto di ideare un\u2019installazione cinetica sul tema e dato che nei miei precedenti lavori avevo gi\u00e0 sperimentato l\u2019utilizzo dei leds \u00e8 stato naturale usarli anche in <em>The Particle<\/em>, questa la genesi dell\u2019opera.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alessandra Coretti:<\/strong> Conduci la tua attivit\u00e0 artistica non soltanto come solista ma anche in equipe con gruppi come <strong>Neuronoise<\/strong> e <strong>Dorkbot Barcellona.<\/strong> Che tipo di collettivi sono?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada: <\/strong>Appena mi sono trasferito a Barcellona ho cominciato a collaborare con collettivi come <strong>Riereta.net<\/strong>, <strong>Telenoika<\/strong>, <strong>Neuronoise<\/strong> o <strong>Dorkbot Barcellona<\/strong>. Siamo sostanzialmente un gruppo di amici con interessi e gusti comuni, abbiamo iniziato ad organizzare corsi, laboratori ed eventi anche di intrattenimento. Il nostro \u00e8 sempre stato un rapporto improntato alla condivisione, al confronto e allo scambio reciproco di saperi.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38920\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-07.png\" alt=\"numero68_ The particles 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Alessandra Coretti: <\/strong>Sei appena stato a Linz, ospite di <strong>Ars Electronica<\/strong>, in generale stai girando tutti i pi\u00f9 importanti festival europei, in base a ci\u00f2 ti chiedo qual \u00e8 secondo te lo stato di salute attuale dell\u2019arte interattiva? Stiamo attraversando una fase di empasse, in cui spesso le tecnologie vengono usate un po\u2019 come <em>passepartout<\/em> per colmare in realt\u00e0 un vuoto di idee? Se credi sia cos\u00ec, dove pensi sia possibile attingere nuova linfa creativa oggi?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada:<\/strong> \u00c8 una domanda questa sull\u2019arte interattiva che mi pongono spesso, \u00e8 sotto gli occhi di tutti ormai che nel campo dell\u2019interattivit\u00e0 si sperimenta sempre meno, quindi i risultati tendono a essere meno interessanti ed innovativi. Dal mio punto di vista c\u2019\u00e8 stata una grande esplosione creativa nel decennio passato che adesso sta vivendo il suo momento di assestamento, \u00e8 simile a ci\u00f2 che \u00e8 successo alla musica elettronica negli anni Novanta che ha toccato il suo picco creativo per poi sedersi sui risultati ottenuti e diventare ripetitiva.<\/p>\n<p align=\"left\">La vera rivoluzione in atto \u00e8 quella che riguarda gli strumenti, non i contenuti. L\u2019accesso democratizzato alle nuove tecnologie e l\u2019aumento di hardware e software liberi stanno permettendo di realizzare cose impensabili fino a qualche anno fa.<\/p>\n<p align=\"left\">Ora chiunque, non solo chi ha una formazione da ingegnere elettronico, pu\u00f2 creare applicazioni pi\u00f9 o meno complete con un paio di settimane di allenamento. Le piattaforme <em>open source<\/em> come <strong>Arduino<\/strong>,<strong> Processing<\/strong>,<strong> PureData<\/strong>,e<strong> OpenFrameWorks<\/strong> stanno letteralmente creando nuovi strumenti di lavoro per gli artisti digitali. Io credo che questo sia il terreno in cui porre il futuro dell\u2019arte.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38921\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-08.png\" alt=\"numero68_ The particles 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero68_-The-particles-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Alessandra Coretti:<\/strong> So che il tour di <em>The Particle<\/em> non \u00e8 ancora terminato, non posso quindi congedarti senza chiederti dove possiamo prossimamente incontrarti e quali sono i tuoi prossimi impegni?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alex Posada:<\/strong> Sar\u00f2 il 29 e il 30 ottobre a Lincoln in Inghilterra per l\u2019inaugurazione del <strong>Frequency Festival<\/strong>. Attualmente l\u2019obiettivo a cui mi sto dedicando quasi a tempo pieno \u00e8 la creazione di uno studio di progettazione interattiva a Barcellona attraverso il quale sviluppare progetti artistici. Si chiama <strong>MID<\/strong>: <strong>Media Interactive Design<\/strong>, centro specializzato nella produzione di progetti multimediali interattivi: <em>interaction design<\/em>, installazioni, spettacoli\u2026<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/alexposada.net\/blog\/?lang=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/alexposada.net\/blog\/?lang=en<\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.kernelfestival.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.kernelfestival.net\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rialziamo le serrande di Villa Tittoni Traversi e riaccendiamo i riflettori sul Kernel Festival, kermesse che ha inaugurato la torrida stagione festivaliera appena conclusasi, e di cui \u00e2\u0080\u0098Digimag vi ha restituito uno spaccato a caldo nella Issue n.66. L&#8217;ultima postcard che vi invio da Desio riguarda uno degli artisti pi\u00c3\u00b9 apprezzati di questa edizione: Alex Posada, una presenza che \u00c3\u00a8 stata in grado di soddisfare tanto i palati pi\u00c3\u00b9 raffinati in materia di interattivit\u00c3 \u00c2 , quanto i semplici curiosi che hanno preso parte alla tre giorni del Kernel.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":38914,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,221],"tags":[29,80,53],"class_list":["post-10898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-068","tag-audiovideo","tag-interaction","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>The Particles. 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