{"id":10896,"date":"2011-09-01T12:00:00","date_gmt":"2011-09-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/"},"modified":"2020-11-02T17:10:58","modified_gmt":"2020-11-02T16:10:58","slug":"arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/","title":{"rendered":"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">&#8221;Noi di <strong>Art\/Tapes\/22<\/strong> sentiamo che il video si trova su una frontiera avanzata nel sistema delle relazioni dell&#8217;arte e la sua profonda, strutturale immediatezza lo lancer\u00e0 indubbiamente verso una posizione vitale in futuro (nei termini di una riorganizzazione, su questa base, del fare arte e del comunicare). Per portare i nostri sforzi ad una piena fruizione, la diffusione deve estendersi oltre il circuito esistente delle gallerie e musei, per creare un sistema di scambio culturale incrociato &#8220;open-ended&#8221;&#8230; Grazie alla sua natura il medium del video unisce l&#8217;arte a molte altre discipline e funziona come catalizzatore per la corrente trasformazione di idee e di energie in pi\u00f9 generali forme di espressione&#8221;. <strong>[1]<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Tra il 1972-1976, un locale al piano terra di Via Ricasoli 22, a Firenze, \u00e8 stato la sede di una delle esperienze di riferimento per la nascita della video arte italiana. <strong>Maria Gloria Bicocchi<\/strong> e il marito Giancarlo fondarono l\u00ec <strong>art\/tapes\/22<\/strong>, centro per il video in movimento che da Firenze si spostava spesso verso le altre residenze della coppia, a Santa Teresa, vicino Follonica, e Sant\u2019Ippolito, nelle campagne volterrane, oppure raggiungeva, insieme ai nastri e attrezzature, gli studi degli artisti, le gallerie e centri culturali in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39296\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-02.png\" alt=\"numero67_ Art 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>art\/tapes\/22<\/strong> ha aggregato, durante la sua breve attivit\u00e0, nomi importanti della scena artistica italiana, tra i quali <strong>Vincenzo Agnetti, Alighiero Boetti, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Gino De Dominicis, Jannis Kounellis<\/strong> e molti altri, artisti provenienti per la maggiorparte dal Concettuale e dall\u2019Arte Povera, musicisti, compositori che, invitati da <strong>Maria Gloria Bicocchi<\/strong> e dei suoi collaborarori, si lasciano coinvolgere, a volte sedurre, dall\u2019allora nuovo medium, il video analogico, e lo utilizzano con una certa inconsapevolezza come strumento per documentare azioni e performance o da integrare con gli altri linguaggi da loro utilizzati.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Un uso intermediale dell\u2019audiovisivo analogico, video come strumento da far suonare, pennello per dipingere, lasciare una traccia, memoria elettronica di eventi altrimenti effimeri. Si ospitavano anche artisti stranieri, per la maggiorparte statunitensi, per i quali il video era gi\u00e0 a tutti gli effetti un linguaggio estetico autonomo del quale sondare caratteristiche proprie. Tra loro <strong>Vito Acconci, Douglas Davis, Frank Gillette, Taka Ito (Takahito) Iimura, Joan Jonas, Charlemagne Palestine e Bill Viola<\/strong>, direttore tecnico del centro dal \u201974 al \u201976.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Oltre che centro di produzione<strong> art\/tapes\/22<\/strong> \u00e8 stato anche archivio, centro di documentazione e distribuzione per artisti come <strong>Marina Abramovich, Dan Graham, David Hall, Alvin Lucier, Antoni Muntadas, Dennis Oppenheim, Steina e Woody Vasulka. Maria Gloria Bicocchi<\/strong> ed i suoi collaboratori si sono occupati di diffusione della cultura video secondo modalit\u00e0 differenti e multiformi, capaci di interagire con le idee di artisti dai trascorsi e le provenienze molto diverse e insieme, di costruire legami e collaborazioni nel magma del nascente collezionismo e mercato legato al viedo.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Esperienza culturale molteplice e in movimento, <strong>art\/tapes\/22<\/strong> \u00e8 stato un luogo fludo perch\u00e9 basato sulle relazioni che <strong>Maria Gloria Bicocchi<\/strong> ha intessuto, in soli quattro anni, con alcuni tra gli attori pi\u00f9 interessanti della scena artistica e culturale del periodo. Luoghi e case che vengono raccontate dalla Bicocchi sempre attraverso il ricordo di chi con lei le ha abitate, dei suoni che hanno riempito gli spazi, delle tracce di opere sulle pareti, degli oggetti che dal privato della sua casa si ritrovavano nei lavori degli artisti.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39297\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-03.png\" alt=\"numero67_ Art 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Una delle particolarit\u00e0 del centro \u00e8 stata quella di essere rappresentata da un gruppo di persone al lavoro e, solo secondariamente, dalla concretezza di uno spazio fisico, presente ma mai ufficiale. Lo staff, formato da <strong>Alberto Pirelli<\/strong>, tecnico del suono, e <strong>Carmine Fornari<\/strong>, cameraman esperto, <strong>Lesley Pinnock<\/strong>, assistente, ai quali dal \u201974 si aggiunge<strong> Bill Viola<\/strong>, rappresenta una modalit\u00e0 di produzione completamente altra rispetto ai consueti luoghi della produzione video del periodo.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Gli autori infatti arrivano ad<strong> art\/tapes\/22<\/strong> (in alcuni casi, come detto, \u00e8 il laboratorio che si sposta da loro), ed insieme a Maria Gloria Bicocchi e ai suoi aiutanti discutono, elaborano progetti, cercano soluzioni o improvvisano davanti alla video camera. Una reale creazione collaborativa che non \u00e8 mai una commissione o una forma di mecenatismo ma un lavorare insieme. Partecipazione nel lavoro e nella produzione, anche in termini economici, infatti nessuno degli artisti prodotti da art\/tapes\/22 ha mai ricevuto compensi se non in occasione di eventi espositivi.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Nel suo essere spazio non collocato, mobile e fluido, caratterizzato pi\u00f9 dalle relazioni che da una struttura produttiva consolidata, <strong>art\/tapes\/22<\/strong> ha rappresentato in Italia, uno dei pochi esempi di centro per il video, in grado di far nascere ed alimentare una scena fino a pochi anni prima inesistente sul nostro territorio, tanto meno in area fiorentina.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">Come ricorda <strong>David A. Ross<\/strong>, noto curatore e critico Statunitense di video arte, tra la fine degli anni Sessanta e l\u2019inizio degli anni Settanta, il percorso che il video si trovava ad intraprendere per slegarsi dal \u2018genitore terribile\u2019 rappresentato dalla televisione rendeva imprescindibile la creazione non solo di circuiti ma, prima ancora, di spazi, centri che consentissero concretamente agli artisti modalit\u00e0 di produzione altra da quelle <em>broadcasting<\/em>.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>[2]<\/strong><span lang=\"zxx\"> Negli Stati Uniti, culla della video arte per almeno i primi vent\u2019anni, questo percorso \u00e8 stato reso possibile grazie al sostegno di fondi federali o statali che hanno fatto emergere e progressivamente istituzionalizzato realt\u00e0 inizialmente indipendenti, gestite da gruppi di artisti e connotate da una certa radicalit\u00e0 politica. In seguito la matrice \u2018pubblica\u2019 nella produzione della videoarte si ritrova nel ruolo di laboratorio creativo assunto da molte emettenti televisive statali.<\/span><strong> [3]<\/strong><span lang=\"zxx\"> Accanto al ruolo fondamentale avuto dalle istituzioni pubbliche anche il settore privato ha dato il suo contributo, in particolare per la creazione di canali di diffusione e distribuzione.<\/span><strong> [4]<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39298\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-04.png\" alt=\"numero67_ Art 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">In Europa la situazione era molto pi\u00f9 frastagliata, per non dire dispersa &#8211; la Gran Bretagna finanziava il lavoro degli artisti attraverso fondi del <strong>Brithish Film Institute<\/strong> e del <strong>Brithish Council;<\/strong> l\u2019ente governativo in Francia e il <strong>Goethe Insitut<\/strong>, per la Germania, si occupavano invece principalmente di sovvenzionare la promozione degli artisti all\u2019estero, attraverso eventi espositivi.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">In Italia, fatta eccezione per il <strong>Centro Video Arte del Palazzo dei Diamanti di Ferrara<\/strong><\/span><span lang=\"zxx\"> <strong>[5]<\/strong>, fondato nel 1972 da <strong>Lola Bonora<\/strong> e da lei diretto fino al 1994, unica istituzione pubblica dedicata al video, la video arte emerge nel contesto artistico grazie all\u2019interesse di pochi pionieri, nel totale disinteresse istituzionale: oltre a <strong>Maria Gloria Bicocchi, Luciano Giaccari<\/strong> che fonda a Varese nel 1967 lo Studio 970\/2, infine <strong>Paolo e Gabriella Cardazzo<\/strong>, della <strong>Galleria Cavallino<\/strong>, che si dedicano al video dal 1972. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Cosetta Saba<\/strong> evidenzia come gli aspetti socio-economici legati alle attivit\u00e0 di produzione della video arte siano da sempre indissolubilmente connessi con la dimensione sociale e culturale del consumo, dimensione del consumo che genera un problema di &#8220;sopravvivenza selettiva&#8221;: &#8220;<span lang=\"zxx\">La dimensione sociale e culturale del consumo sembra agire due volte: la prima in fieri, si d\u00e0 nella scelta produttiva (investimenti finanziari) e nella contemporaneit\u00e0 della Storia, la seconda si d\u00e0 nella scelta di riattualizzazione che passa anche attraverso le pratiche di restauro (e dunque sostegno finanziario).&#8221;<\/span> <strong>[6]<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\">La storia di <strong>art\/tapes\/22<\/strong> in quanto centro di produzione termina proprio per una mancanza di sostenibilit\u00e0 del progetto, dovuta sia alla mancanza di attenzione istituzionale che all\u2019assenza di mercato o collezionismo legato al video. E\u2019 il 1976 quando <strong>Maria Gloria e Giancarlo Bicocchi <\/strong>devolvono il fondo di 129 videotape da loro realizzati o distribuiti all\u2019<strong>ASAC Archivio Storico delle Arti Contemporanee &#8211; La Biennale di Venezia<\/strong>. Ci\u00f2 ha permesso di mantenere le opere in un <em>corpus<\/em> storicamente coerente. Ma la dimensione del consumo ha inflitto la sua seconda ondata: il fondo, ad eccezione dei primi periodi dalla cessione, ha sub\u00ecto una gestione che ha sfiorato per molti anni l\u2019oblio e l\u2019incuria, fino al rischio della perdita delle opere stesse, dovuta alla particolare obsolescenza del supporto.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Maria Gloria Bicocchi, insieme ad un gruppo di artisti, curatori e studiosi, durante una tre giorni dedicata ad <strong>art\/tapes\/22 <\/strong>tenutasi a Follonica lo scorso Maggio, a cura di <strong>Anna Mazzanti<\/strong>, ha proposto una petizione nei confronti dell\u2019ASAC per chiedere la salvagurdia e la riattualizzazione del fondo.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39299\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-05.png\" alt=\"numero67_ Art 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">Oltre trent\u2019 anni di dimenticanza nelle politiche culturali rappresentano indubbiamente un episodio tra i peggiori dell\u2019incapacit\u00e0, nel nostro paese, di riconoscere l\u2019audiovisivo elettronico all\u2019interno del nostro patrimonio culturale. L\u2019allarme lanciato da <strong>Maria Gloria Bicocchi<\/strong> e da molti di quegli autori che hanno reso possibile l\u2019esperienza di <strong>art\/tapes\/22<\/strong> appare quindi pi\u00f9 che fondato. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">Stupisce per\u00f2 che in scritti, interviste, come pure nel testo della petizione, non venga mai fatta mensione del lavoro di preservazione digitale del fondo da parte dei <strong>Laboriratori CREA e La Camera Ottica dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine<\/strong><\/span> <strong>[7]<\/strong><span lang=\"zxx\">, commissionato dall\u2019ASAC. Questo intervento, realizzato nel 2006, di certo non esaurusce il lungo lavoro di studio e ricerca richiesti per realizzare il recupero e la valorizzazione che il fondo meriterebbe, ma rappresenta un passo importante: si \u00e8 ricostruito un tracciato genealogico individuando la storia di copie e duplicati dalla matrici originarie per avviare una <\/span><span lang=\"zxx\"><em>recensio <\/em><\/span><span lang=\"zxx\">del fondo e confrontare le differenti generazioni di nastri; \u00e8 stato avviato uno studio della documentazione storica legata al<em> corpus<\/em>, insieme alla produzione di nuovi documenti <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">(interviste, questionari, conversazioni); si \u00e8 procedendo ad una diagnostica dello stato di conservazione dei supporti originari ed ad una serie di interventi mirati alla loro conservazione; \u00e8 stata effettuata la trasposizione su intermediari di conservazione e la realizzazione di copie d\u2019accesso, consultabili in diversi formati. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">Un intervento importante voluto dall\u2019ASAC che per\u00f2 non esaurisce una serie di questioni legate all\u2019effettiva possibilit\u00e0 di accesso ai materiali preservati come pure a politiche di valorizzazione, disseminazione e riattualizzazione del <\/span><span lang=\"zxx\"><em>corpus<\/em><\/span><span lang=\"zxx\">, necessarie affinch\u00e9 rispetto all\u2019esperienza di <strong>art\/tapes\/22<\/strong> si fondi una effettiva \u2018storia plurale\u2019<\/span> <strong>[8]<\/strong><span lang=\"zxx\"> collocata nel presente, che alimenti dialogo e confronto tra studiosi e critici, anche generazionalmente distanti. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Se le problematiche relative al destino del <em>corpus<\/em> di lavori sono un tema che ci interessa molto approfondire in futuro su Digimag, presentiamo di seguito un\u2019intervista a <strong>Maria Gloria Bicocchi<\/strong>, tratta da un dialogo realizzata in video da<strong> Laura Cherubini, <\/strong>docente, critica e curatrice, con la regia di <strong>Mario Gorni,<\/strong> fondatore del centro per l\u2019arte contemporanea <strong>Careof di Milano<\/strong>. La versione integrale del documento \u00e8 consultabile presso l\u2019archivio del <strong>DOCVA (Documentation Center for Visual Arts<\/strong>, Fabbrica del Vapore di Milano, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.careof.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.careof.org<\/a>). Un grazie gli autori per averne concesso la pubblicazione.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39300\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-06.png\" alt=\"numero67_ Art 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> Come ti venne in mente di creare art\/tapes\/22?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Avevo sentito parlare della <strong>Video-Galleria di Garry Shum<\/strong><\/span> <strong>[9]<\/strong><span lang=\"zxx\">, e mi aveva molto affascinato. Ho sempre odiato vendere e comprare, non mi piace lavorare prima, mi piace lavorare con gli artisti, creare qualcosa con loro e lavorare per questo, non per vendere un quadro o altro. <\/span> Noi eravamo dei neofiti, io e Giancarlo, mio marito. All\u2019epoca avevamo gi\u00e0 dei bambini e vivevamo a Firenze in Via Ricasoli 22 e successe, per coincidenza, sai la vita \u00e8 piena di coincidenze, basta accorgersene, che al piano di sotto del mio palazzo restasse vuoto un negozio per bambini di vestiti orribili. Cos\u00ec l\u2019affittai, era uno spazio immenso, con una piccola corte in fondo e una stanzina nella corte che io feci diventare stanza per ospitare gli artisti.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Mario Gorni:<\/strong> Per produrre? Come facevate?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Avevamo comprato delle macchine professionali per il 1\/2 pollice da un negozio di Firenze: una portapack che era pesantissima da tenere in spalla, poi una telecamera fissa, da studio. Il montaggio si faceva con la matita grassa; delle avventure incredibili. Poi si compr\u00f2 un Revox, che non serviva a niente. Per\u00f2 Alberto Pirelli, che era un musicomane incredibile disse &#8220;Ci vuole assolutamente il Revox!&#8221;<\/span> <strong>[10]<\/strong><span lang=\"zxx\">. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> E come avevi scelto i tuoi collaboratori?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Andai alla <strong>Galleria Schema di Alberto Moretti.<\/strong> C\u2019erano questi giovanissimi ragazzi pugliesi che stavano a Firenze per studiare all\u2019Universit\u00e0. E chiesi: &#8220;Ne sai qualcosa di videtape?&#8221;. Loro: &#8220;No, ma mi appassiona, imparo volentieri&#8221;. Son venuti da noi e dopo pochi giorni siamo andati a Roma a conoscere <strong>Kounellis<\/strong>, a <strong>Gino (De Dominicis, n.d.a.)<\/strong>. Tutti dicevano: &#8220;figurati se Kounellis ti riceve!&#8221;. Io invece l\u2019ho contattato e mi ha richiamato. E non solo, mi ricordo che aveva un bellissimo lavoro in terra con delle frecce sul quale si camminava e poi c\u2019era il pappagallo, che era l\u00ec e chiamava &#8220;Kounellis, Kounellis&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Era pieno di opere e insieme di mozziconi&#8230;era la sua prima casa, al centro di Roma, ma con le finestre dentro delle corti da periferia, bellissima! Mi ricordo una finestra sgangherata aperta sulle pareti grigie, fuori sedie scassate, Gianni che fumava, il caff\u00e9&#8230;.meraviglioso. E dopo tre giorni \u00e8 arrivato a Firenze.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39301\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-07.png\" alt=\"numero67_ Art 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> Quel\u2019\u00e8 stato il primo video che avete prodotto?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Con <strong>Giuseppe Chiari<\/strong>, che era un amico. Il titolo del video era <\/span><span lang=\"zxx\"><em>Il suono<\/em><\/span> <strong>[11]<\/strong><span lang=\"zxx\">, bellissimo. Subito dopo con <strong>Vincenzo Agnetti<\/strong> siamo andati da lui e abbiamo fatto quello coi numeri, quello in cui lui parla usando invece delle perole i numeri&#8230;d\u00e0 i numeri<\/span> <strong>[12]<\/strong><span lang=\"zxx\">. Si mangiava da lui sui sellini di bicicletta e si dormiva nel pulmino, non avevamo molti soldi e quelli che c\u2019erano li usavamo per i video. Si era comprato un pulmino <em>Transit<\/em> giallo, sai con cinque figli comunque serviva; s\u2019andava con Alberto Pirelli e Nuccio Fornari e si dormiva in strada, nel pulmino. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Mario Gorni:<\/strong> Quindi non tutti i video erano prodotti nel magazzino di vestiti per bambini?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Alcuni, come nel caso di Agnetti, sono girati direttamente negli studi degli artisti. Non solo, prima che entrassimo effettivamente nel magazzino abbiamo girato molti video a casa mia: io mandavo fuori i bambini, si vuotava il soggiorno. Tanti video sono stati fatti l\u00ec.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Mario Gorni:<\/strong> Ti accordavi con l\u2019artista per fare un certo lavoro che lui progettava o realizzare una sua idea iniziale?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Fino ad un certo punto. Con Agnetti si, ad esempio, avevamo un cannovaccio addiritttura. Per gli altri invece non c\u2019era un progetto, come con <em>Jannis<\/em> (Kounellis)<\/span> <strong>[13]<\/strong><span lang=\"zxx\">: lui \u00e8 arrivato da noi portando le labbra d\u2019oro<\/span> <strong>[14]<\/strong><span lang=\"zxx\"> e la maschera di Apollo.<\/span> <strong>[15]<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Mario Gorni:<\/strong> Quindi il video era pensato e realizzato direttamente in studio o dove capitava di poter girare?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Si, esattamente. Poi sono andata a Parigi con due vdeo che erano di Kounellis e Chiari, ospite di <strong>Lucio Amelio<\/strong> per la fiera di Basilea del 1974, portando tutte le attrezzature video, carica di borse pesantissime. La sera prima dell\u2019apertura, mentre si allestiva lo<em> stand<\/em>, vedo una signora un po\u2019 grassoccia, seduta su una cassa di legno che guardava i miei video. Dopo un po\u2019 mi chiede: &#8220;Ma lei perch\u00e9 fa video?&#8221;; cos\u00ec abbiamo parlato un po\u2019. Poi mi dice: &#8220;Con chi vorrebbe fare un video?&#8221;. E io: &#8220;Vorrei farlo con Vito Acconci&#8221;&#8230;.E lei: &#8220;E\u2019 un mio artista, io sono <strong>Ileana Sonnabend<\/strong>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">Poco dopo l\u2019ho incontrata a cena con il marito Michael e <strong>Leo (Castelli).<\/strong> Mi ha invitata a Parigi, per fare un contratto, era pronto un avvocato. Alla fine firmammo un <\/span><span lang=\"zxx\"><em>gentelman agreement<\/em> per cui io per 5 anni potevo fare video con i loro artisti, per\u00f2 dovevo pagare la produzione. Dopo 5 anni i video sarebbero rimasti a loro&#8230;5 anni non sono trascorsi perch\u00e9 art\/tapes\/22 \u00e8 finito prima. E cos\u00ec ho iniziato a lavorare con Acconci, che ha fatto cinque video con me<\/span> <strong>[16]<\/strong><span lang=\"zxx\">. E&#8217; rimasto tanti mesi con noi.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39302\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-08.png\" alt=\"numero67_ Art 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong> Mario Gorni:<\/strong> Che tipo di supporto avevi, di aiuto per le produzioni?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Aiuti veri, nel senso persone che lavoravano con me, c\u2019erano all\u2019inizio solo<strong> Nuccio Fornari <\/strong>e Alberto Pirelli. Poi succede una cosa: dopo sei mesi &#8211; un anno, dopo Parigi, andai a New York per incontrare Ileana e Leo Castelli. C\u2019erano due realt\u00e0 che mi volevano come partner. L\u00ec ho conosciuto <strong>David Ross<\/strong> e lui era con Bill Viola. Ho trascorso un mese l\u00ec con loro per una serie di eventi e progetti. Una sera a cena David mi propone: &#8220;Bill ha finito ora la Siracuse University, avrebbe bisogno di farsi le ossa, vorresti averlo con te?&#8221;. Aveva diciannove o vent\u2019anni, \u00e8 arrivato da noi e all\u2019inizio ha dormito in stanza con Stefano, mio figlio. E\u2019 restato due anni, dal 74 al 76. Esperienza bellissima.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> Ha iniziato fin da subito a fare video o qualche tempo dopo essere arrivato da voi?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Da subito. Quando aveva un po\u2019 di tempo libero. Era un gran lavoratore, pazzesco, puntualissimo, instancabile, pignolo. Nel tempo libero faceva video o si rilassava: aveva la sua stanza isolata, che era il suo eremo, si metteva l\u00ec, nella posizione del loto, due mezze palline da ping pong sugli occhi, le cuffie per non sentire rumori. In questo modo si rilassava.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong> Mario Gorni:<\/strong> Invece per quanto riguarda i sostegni economici?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Zero, solo un marito che poteva permettersi di appoggiare il progetto, che ha messo tutto in questa cosa qui. Non entrava nulla.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> Perch\u00e9 voi pagavate le macchine, ospitavate gli assistenti e i tecnici, invitavate gli artisti. Che poi, mi ricordo, quando gli artisti erano da te stavano meravigliosamente<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Si, ospitare gli artisti era come stare in famiglia, erano amici. Mi occupavo di tutto, anche del ristorante, si mangiava da me o in un ristorante l\u00ec vicino dove avevano un conto aperto che poi saldava Giancarlo. Si, poi ad un certo punto andammo sotto. Perch\u00e9 non entravano soldi. Di mostre ce ne sono state moltissime nel 1974 a Bruxelles, a Parigi&#8230;<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39303\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-09.png\" alt=\"numero67_ Art 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> Perch\u00e9 quello \u00e8 stato l\u2019anno in cui \u00e8 esploso il discorso sul video&#8230;<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> S\u00ec e in quell\u2019occasione tutti ci siamo ringalluzziti perch\u00e9 si poteva pagare un minimo gli artisti. Loro non hanno mai preso una lira da me tranne quando facevamo una mostra, per\u00f2 noi producevamo tutto il lavoro. Io ho dato tutta la collezione alla Biennale per non dividere i video, altrimenti sarebbe stato molto pi\u00f9 redditizio venderli separatamente. Ma io volevo rispettare il <em>corpus<\/em>. Quando ho consegnato alla Biennale tutti i miei video avevano una letteratura: le schede, le recensioni che erano uscite con i riferimenti alle riviste, molte fotocopiate dall\u2019originale.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Insomma c\u2019era un bel pacco di documenti che accompagnava ogni video. Quando ho consegnato i materali ho segnalato di non smembrare i video dai testi. All\u2019ASAC avevano invece un metodo diverso, quindi i documenti legati ai video sono stati catalogati tra i peridodici, per cui \u00e8 impossibile risalire alla letteratura, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente! I miei video alla Biennale non hanno pi\u00f9 un riferimento e c\u2019era un pacco incredibile di documenti. Tutto ci\u00f2 \u00e8 allucinante. Comunque, ad un certo punto, mi sono accorta che c\u2019erano sessanta milioni di lire di debito e la banca chiedeva la fideiussone a Giancarlo, allora ho detto basta.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong> Mario Gorni:<\/strong> E rapporti con le televisioni? La possibilit\u00e0 ed esempio, di utilizzare i tuoi video in Rai?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Da noi veniva spesso <strong>Roberto Faenza<\/strong>, il quale voleva fare una televisione via cavo con programmi d\u2019artista, una specie di <em>telestreet<\/em>. Si voleva dare alle persone la possibilit\u00e0 di vedere altro dai soli canali. Non siamo riusciti a fare nulla. Era un periodo spaventoso, la gente non aveva nessuna idea di cosa fossero non solo la video arte ma il mezzo in s\u00e9. Anche lasciando stare l\u2019arte, non c\u2019erano canali televisivi neanche per altro: non avevano capito che il mondo si poteva aprire con questi strumenti. Tornando alla fine di art\/tapes\/22.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">E\u2019 mancata una figura che gestisse gli aspetti economici. Giancarlo \u00e8 stato sempre presente sia economicamente che umanamente ma, diciamolo pure, non \u00e8 mai stato un amministratore. Nesuno dei due era capace. Poi ci mancava anche una persona che si occupasse della parte commerciale, della vendita. Noi si faceva con tutto con grande entusiasmo, emozione, si lavorava con gli artisti, per\u00f2 mancavano questi aspetti.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\">C\u2019\u00e8 stata una mostra molto bella all&#8217;<strong>Univeristy Art Museum<\/strong> di Long Beach, nel 2008<\/span> <strong>[17]<\/strong><span lang=\"zxx\">. Io sono arrivata l\u00ec e c\u2019era tutto <strong>art\/tapes\/22 <\/strong>ricostruito anche con le installazioni di <strong>Daniel Buren<\/strong><\/span> <strong>[18]<\/strong><span lang=\"zxx\">. La gioia pi\u00f9 grande! E mi sentivo come Kosuth perch\u00e9 c\u2019erano i miei scritti serigrafati sui muri bianchi. Una mostra bellissima e non sai che accoglienza ho avuto&#8230;tanti studenti e poi la <strong>Getty Research Institute<\/strong> mi ha fatto il libro in inglese<\/span> <strong>[19]<\/strong><span lang=\"zxx\">. Dico questo non tanto per darmi delle arie quanto per dire che in Italia non succedono queste cose. Poi quando lavoravo io, non ne parliamo nemmeno. Firenze non si \u00e8 proprio accorta dei video. Giusto quelli della <strong>Galleria Schema<\/strong> certo, ma solo loro.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39304\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-10.png\" alt=\"numero67_ Art 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><span lang=\"zxx\"><strong>Laura Cherubini:<\/strong> E <strong>Base<\/strong><\/span> <strong>[20]<\/strong><span lang=\"zxx\"> c\u2019era gi\u00e0?<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Loro c\u2019erano, i fedelissimi. Per\u00f2 erano i soliti cinque. Ci si spostava dall\u2019<strong>art\/tapes\/22<\/strong> a <strong>Schema<\/strong> e ad<strong> Area<\/strong>. S\u2019era sempre noi! Erano praticamente delle cose private. Ti ricordi quando facevo le cene fuori la galleria Area di<strong> Bruno Cor\u00e0 e Michele Guidugli<\/strong>? La galleria era uno spazio che avevo tenuto io per un paio di mesi in cui esponevamo un po\u2019 di grafica e avevo iniziato a fare un po\u2019 di video. Poi la presero Corallo e Guidulli ed era molto molto politicizzata. C\u2019era una trattoria,<em> Poldo<\/em>, a Piazza Salterelli accanto allo spazio e tutti i mercoled\u00ec sera rimaneva aperto solo per noi.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">E l\u00ec venivano tutti quelli che passavano da Firenze, il mercolded\u00ec in genere c\u2019erano molte inaugurazioni. E si stava l\u00ec tutti, nella piazzetta, con il bicchiere in mano e si mangiava sui tavolini&#8230;nessuno si domandava chi pagava. Pagava Giancarlo. Ma va benissimo cos\u00ec perch\u00e9 questo ha fatto nascere delle cose che vanno ben al di l\u00e0 di una cena, ha fatto nascere delle cose impagabili: amicizia, opere, apertura di mente&#8230;anche l\u2019apertura di mente \u00e8 un\u2019opera, e te la porti dietro.<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong> Mario Gorni:<\/strong> Ma sostegni pubblici ad esempio?<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Maria Gloria Bicocchi:<\/strong> Si avevo provato a chiederne, al comune di Firenze, ma non me ne hanno mai dati, non mi hanno mai neanche nemmeno risposto. Ad un certo punto, ho scritto a Carlo Ripa di Meana, una lettera, raccontando cosa avevamo creato. Doppo 3\/4 mesi mi arriva una telefonata: &#8220;Sono Ripa di Meana, sono a Firenze&#8221;. Cos\u00ec l\u2019ho incontrato, con l\u2019architetto Vittorio Gregotti, e sono venuti a visitare lo studio. Poi si \u00e8 cominciato l\u2019iter che \u00e8 durato un anno per la cessione a loro del<em> corpus<\/em>. Il tutto \u00e8 durato un anno perch\u00e9 non sapevano se accettare, se era una cosa interessante&#8230;<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39305\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-11.png\" alt=\"numero67_ Art 11\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-11.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-11-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span lang=\"zxx\"> Dopo infinite riunioni, incontri e tempo ci \u00e8 arrivata la telefonata per annunciarci che accettavano. Cos\u00ec ho dato via il fondo alla Biennale e venduto i macchinari ad una televisione privata di Pistoia. E\u2019 stato un momento tristissimo per me, dar via tutto. Terribile. Non scorder\u00f2 mai la sensazione di svuotamento. Era il 1976.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\"><em>Procida, 7 settembre 2010<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Bibliografia:<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\">M. G. Bicocchi, A. Hutchison, A. Bonito Oliva, D. A. Ross, B. Viola,<em> art\/tapes\/22<\/em>, UAM Publication, 2009<\/p>\n<p lang=\"zxx\">M. G. Bicocchi,<em> Tra Firenze e Santa Teresa dentro le quinte dell\u2019arte (\u201973\/\u201987) art\/tapes\/22<\/em>, Ed. Cavallino, Venezia, 2003<\/p>\n<p lang=\"zxx\">M. G. Bicocchi, (a cura di), <em>American in Florence, Europeans in Florence<\/em>, catalogo, Firenze, 1974<\/p>\n<p lang=\"zxx\">S. Bordini, <em>Le molte dimore. La videoarte in Italia negli anni Settanta. Un linguaggio meticcio<\/em>, in <em>La coscienza luccicante, dalla videoarte all&#8217;arte interattiva<\/em>, catalogo, P. Sega Serra Zanetti e M. G. Tolomeo, (a cura di) Roma, 1998, disponibile anche http:\/\/www.laboratorioeurisko.it\/dimore.html<\/p>\n<p lang=\"zxx\">S. Bordini, <em>Videoarte &amp; Arte, Tracce per una storia<\/em>, Roma, Lithos, 1995<\/p>\n<p lang=\"zxx\">V. Collavini, <em>Amnesie italiane. Lo strano caso di art\/tapes\/22<\/em>, in Silvia Bordini, (a cura di), Video art in Italia, in \u2018Ricerche di storia dell\u2019arte\u2019, 88, 2006, pp.25-38<\/p>\n<p lang=\"zxx\">E. L. Francalanci, <em>Videotapes (art\/tapes\/22)<\/em>, catalogo della mostra 809, Cavallino, Venezia 1975<\/p>\n<p lang=\"zxx\">S. Fulvio, (a cura di), Gli art\/tapes dell\u2019Asac, Venezia, 1977<\/p>\n<p lang=\"zxx\">C. G. Saba, (a cura di), <em>Arte in videotape<\/em>. <em>art\/tapes\/22, collezione ASAC &#8211; La Biennale di Venezia. Conservazione restauro valorizzazione<\/em>, ASAC Biennale di Venezia\/Silvana Editoriale, Venezia, 2007<\/p>\n<p lang=\"zxx\">C. G. Saba, <em>Autour de art\/tapes\/22. Penser la pr\u00e9servation de la bande vid\u00e9o. Un introduction<\/em>, in \u201cCin\u00e9ma &amp; Cie. International Film Studies Journal\u201d, 8, \u201cCin\u00e9ma et art contemporain\/Cinema and contemporary art\u201d, Fall 2006, pp. 160-169<\/p>\n<p lang=\"zxx\">F. Salvatori, (a cura di), <em>Gli art\/tapes dell\u2019ASAC<\/em>, Ca\u2019 Corner della Regina, catalogo della mostra a cura di M. G. Bicocchi, La Biennale di Venezia, ASAC, Venezia, 1977<\/p>\n<p lang=\"zxx\">J. P. Trefois, <em>Art video: retrospettive e prospettive, 50 tappe nella storia dell\u2019arte video<\/em>, La Biennale di Venezia, catalogo, L\u2019immagine elettronica, Bologna, 1983<\/p>\n<p lang=\"zxx\">V. Valentini, (a cura di), <em>Cominciamenti. Gerry Shum<\/em>, <em>Art\/Tapes 22, Lafontaine, Pirri, Eitetsu Hayashi<\/em>, De Luca, Roma, 1988<\/p>\n<p lang=\"zxx\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><strong>[1]<\/strong> &#8211; <em>Americans in Florence: Europeans in Florence<\/em>, catalogo della mostra, Long Beach Museum of art, California 1974, in V. Valentini, (a cura di), <em>Cominciamenti. Gerry Shum<\/em>, <em>Art\/Tapes 22, Lafontaine, Pirri, Eitetsu Hayashi<\/em>, De Luca, Roma, 1988, pag 85,<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\"><strong>[2]<\/strong> &#8211; D. A. Ross, <em>art\/tapes\/22<\/em>, in M. G. Bicocchi,<em> Tra Firenze e Santa Teresa dentro le quinte dell\u2019arte (\u201973\/\u201987) art\/tapes\/22<\/em>, Ed. Cavallino, Venezia, 2003<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><strong>[3]<\/strong> &#8211; Hill C.,<em> A<\/em><em>ttention! Production! Audience!: Performing Video in its First Decade<\/em> <em>1968-1980<\/em>, 1995, in Archivio Experimental Tv Center, http:\/\/www.experimentaltvcenter.org\/history\/pdf\/hillattention.pdf<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><strong>[4]<\/strong> &#8211; David Ross ricorda in particolare il lavoro svolto in questo senso dal mercante Howard Wise<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\"><strong>[5]<\/strong> &#8211; Vedi L. Magri, (a cura di<em>), Centro Video Arte Ferrara 1974-94<\/em>, Ferrara, 1995<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><strong>[6]<\/strong> &#8211; C.G. Saba, <em>Introduzione. La Memoria delle immagini: art\/tapes\/22. Restauro e \u201criattualizzazione\u201d<\/em>, in C. G. Saba, (a cura di), <span lang=\"it-IT\"><em>Arte in videotape<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>art\/tapes\/22, collezione ASAC &#8211; La Biennale di Venezia. Conservazione restauro valorizzazione<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, ASAC Biennale di Venezia\/Silvana Editoriale, Venezia, 2007, pp 22-73, <\/span>nota 6 pag 67<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p><strong>[7]<\/strong> &#8211; Per approfondimenti sulle problematiche di restauro e descrizione del protocollo elaborato vedi A. Bordina, S. Venturini, <em>Preservare la videoarte: il fondo art\/tapes\/22 dell\u2019ASAC &#8211; La Biennale di Venezia<\/em>, in C. G. Saba, (a cura di), <span lang=\"it-IT\"><em>Arte in videotape<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>art\/tapes\/22, collezione ASAC &#8211; La Biennale di Venezia. Conservazione restauro valorizzazione<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, ASAC Biennale di Venezia\/Silvana Editoriale, Venezia, 2007, pp 194-213<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p><strong>[8]<\/strong> &#8211; Ivi nota 6, pag 25<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p><strong>[9]<\/strong> &#8211; Gerry Shum fonda nel 1969 la Fersenh-Galerie Berlin, trasferita nel 1971 a D\u00fcsseldorf con il nome di Video-galleria<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p><strong>[10]<\/strong> &#8211; Per lista dettagliata attrezzature utilizzate dal laboratorio vedi: C.G. Saba, <em>Introduzione. La Memoria delle immagini: art\/tapes\/22. Restauro e \u201criattualizzazione\u201d<\/em>, in C. G. Saba, (a cura di), <span lang=\"it-IT\"><em>Arte in videotape<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>art\/tapes\/22, collezione ASAC &#8211; La Biennale di Venezia. Conservazione restauro valorizzazione<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, ASAC Biennale di Venezia\/Silvana Editoriale, Venezia, 2007, nota 31 pag 69<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p><strong>[11]<\/strong> &#8211; Giuseppe Chiari, <em>Il suono<\/em>, 1974, 16\u2019, b\/n, mono, produzione art\/tapes\/22<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p><strong>[12]<\/strong> &#8211; Vincenzo Agnetti, <em>Documentario N\u00ba 2<\/em>, 1973, 8\u2019, b\/n, mono, produzione art\/tapes\/22<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p><strong>[13]<\/strong> &#8211; Jannis Kounellis realizza con art\/tapes\/22 il video No title, 1973, 25\u2019, b\/n, mono<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote14\">\n<p><strong>[14]<\/strong> &#8211; <span lang=\"it-IT\">Nel 1972, durante una mostra alla newyorkese Galleria Sonnabend, l\u2019artista si chiude la bocca con un calco in oro<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote15\">\n<p><strong>[15]<\/strong> &#8211; La maschera, copia del viso dell\u2019Apollo del Belvedere, \u00e8 utilizzata da Kounellis nell\u2019installazione performance <em>Apollo<\/em>, 1973<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote16\">\n<p><strong>[16]<\/strong> &#8211; I video realizzati da Vito Acconci a Firenze sono: <em>Come Back<\/em>, 1973, 33\u2019 24\u2019\u2019, b\/n, mono; <em>Full circle, 1973<\/em>, 33\u2019 24\u2019\u2019, b\/n, mono; <em>Indirect Approches<\/em>, 1973, 32\u2019 49\u2019\u2019, b\/n, mono, prodotto in colaborazione con Castelli-Sonnabend Video Film Corporation; Theme Song, 1973, 33\u2019 19\u2019\u2019, b\/n, mono.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote17\">\n<p><strong>[17]<\/strong> &#8211; <em>art\/tapes\/22<\/em>, a cura di Alice Hutchison, 04\/09\/2008-09\/10\/2008, University Art Museum (UAM), Long Beach, Los Angeles. Catalogo: M. G. Bicocchi, A. Hutchison, A. Bonito Oliva, D. A. Ross, Bi. Viola,<em> art\/tapes\/22<\/em>, , UAM Publication, 2009<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote18\">\n<p><strong>[18]<\/strong> &#8211; Daniel Buren, <em>Vid\u00e9o-souvenir, \u201cRecouvrant\/Effa\u00e7ant\u201d<\/em>, 1974, video installazione<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote19\">\n<p><strong>[19]<\/strong> &#8211; Catalogo della mosra, nota 16<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote20\">\n<p><strong>[20]<\/strong> &#8211; Videobase<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote21\">\n<p><strong>[21]<\/strong> &#8211; Mostra itinerante (Italia, Stati Uniti, Jugoslavia, Olanda) organizzata nel 1974 da art\/taoes\/22. Catalogo: M. G. Bicocchi, (a cura di), <em>American in Florence, Europeans in Florence<\/em>, Firenze, 1974<\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il 1972-1976, un locale al piano terra di Via Riccasoli 22, a Firenze, \u00c3\u00a8 stato la sede di una delle esperienze di riferimento per la nascita della video arte italiana. Maria Gloria Bicocchi e il marito Giancarlo fondarono l&#8217;art\/tapes\/22, centro per il video in movimento che da Firenze si spostava spesso verso le altre residenze della coppia, a Santa Teresa, vicino Follonica, e Sant&#8217;Ippolito, nelle campagne volterrane, oppure raggiungeva, insieme ai nastri e attrezzature, gli studi degli artisti, le gallerie e centri culturali in Italia e all&#8217;estero.<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":39295,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,220],"tags":[41,53,71],"class_list":["post-10896","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-067","tag-cinema","tag-interviews","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Between 1972 and 1976, a venue on the ground floor in Via Riccasoli 22, in Firenze, acted as the main setting for one of the key moments that brought about the video art in Italy. At that very address, Maria Gloria Bicocchi and her husband Giancarlo founded art\/tapes\/22, the center for the moving video, which started in Florence, but then followed the couple as they were traveling to other residences, in Santa Teresa, near Follonica, and Sant\u00c3\u00a2\u00e2\u0082\u00ac\u00e2\u0084\u00a2Ippolito, in the Volterra countryside, reaching (complete with tapes and equipment) artists\u00c3\u00a2\u00e2\u0082\u00ac\u00e2\u0084\u00a2 studio, galleries and cultural centres in Italy and abroad.[:it]Tra il 1972-1976, un locale al piano terra di Via Riccasoli 22, a Firenze, \u00c3\u00a8 stato la sede di una delle esperienze di riferimento per la nascita della video arte italiana. Maria Gloria Bicocchi e il marito Giancarlo fondarono l&#039;art\/tapes\/22, centro per il video in movimento che da Firenze si spostava spesso verso le altre residenze della coppia, a Santa Teresa, vicino Follonica, e Sant&#039;Ippolito, nelle campagne volterrane, oppure raggiungeva, insieme ai nastri e attrezzature, gli studi degli artisti, le gallerie e centri culturali in Italia e all&#039;estero.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/claudia.dalonzo\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-09-01T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-02T16:10:58+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Claudia D&#039;Alonzo\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Claudia D'Alonzo\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"47 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/\",\"name\":\"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png\",\"datePublished\":\"2011-09-01T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-11-02T16:10:58+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/1914982d543a412b2352b963eb08d59f\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png\",\"width\":680,\"height\":496},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/1914982d543a412b2352b963eb08d59f\",\"name\":\"Claudia D'Alonzo\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudia-dalonzo1-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudia-dalonzo1-96x96.jpg\",\"caption\":\"Claudia D'Alonzo\"},\"description\":\"Claudia D\u2019Alonzo \u00e8 ricercatrice e curatrice indipendente, \u00e8 PhD in Audiovisual Studies e docente presso Accademia di Brera, Accademia G. Carrara di Bergamo, Master di Fondazione Fotografia Modena. \u00c8 curatrice della rassegna INBTWN per Centrale Fies. Ha curato progetti con: Cimatics, Careof, Digicult, ICA Milano, Subtle Technologies Festival. Ha scritto per Alfabeta2, Digicult, doppiozero, Exibart, Motherboard. Suoi saggi sono presenti in edizioni di Mimesis International e Amsterdam University Press\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/claudia.dalonzo\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/claudia-dalonzo\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Between 1972 and 1976, a venue on the ground floor in Via Riccasoli 22, in Firenze, acted as the main setting for one of the key moments that brought about the video art in Italy. At that very address, Maria Gloria Bicocchi and her husband Giancarlo founded art\/tapes\/22, the center for the moving video, which started in Florence, but then followed the couple as they were traveling to other residences, in Santa Teresa, near Follonica, and Sant\u00c3\u00a2\u00e2\u0082\u00ac\u00e2\u0084\u00a2Ippolito, in the Volterra countryside, reaching (complete with tapes and equipment) artists\u00c3\u00a2\u00e2\u0082\u00ac\u00e2\u0084\u00a2 studio, galleries and cultural centres in Italy and abroad.[:it]Tra il 1972-1976, un locale al piano terra di Via Riccasoli 22, a Firenze, \u00c3\u00a8 stato la sede di una delle esperienze di riferimento per la nascita della video arte italiana. Maria Gloria Bicocchi e il marito Giancarlo fondarono l'art\/tapes\/22, centro per il video in movimento che da Firenze si spostava spesso verso le altre residenze della coppia, a Santa Teresa, vicino Follonica, e Sant'Ippolito, nelle campagne volterrane, oppure raggiungeva, insieme ai nastri e attrezzature, gli studi degli artisti, le gallerie e centri culturali in Italia e all'estero.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/claudia.dalonzo","article_published_time":"2011-09-01T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T16:10:58+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Claudia D'Alonzo","twitter_misc":{"Scritto da":"Claudia D'Alonzo","Tempo di lettura stimato":"47 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/","name":"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png","datePublished":"2011-09-01T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-11-02T16:10:58+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/1914982d543a412b2352b963eb08d59f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Art-01.png","width":680,"height":496},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/arttapes22-interview-with-maria-gloria-bicocchi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Art\/tapes\/22. Intervista A Maria Gloria Bicocchi"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/1914982d543a412b2352b963eb08d59f","name":"Claudia D'Alonzo","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudia-dalonzo1-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudia-dalonzo1-96x96.jpg","caption":"Claudia D'Alonzo"},"description":"Claudia D\u2019Alonzo \u00e8 ricercatrice e curatrice indipendente, \u00e8 PhD in Audiovisual Studies e docente presso Accademia di Brera, Accademia G. Carrara di Bergamo, Master di Fondazione Fotografia Modena. \u00c8 curatrice della rassegna INBTWN per Centrale Fies. Ha curato progetti con: Cimatics, Careof, Digicult, ICA Milano, Subtle Technologies Festival. Ha scritto per Alfabeta2, Digicult, doppiozero, Exibart, Motherboard. Suoi saggi sono presenti in edizioni di Mimesis International e Amsterdam University Press","sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/claudia.dalonzo"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/claudia-dalonzo\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10896"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60074,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10896\/revisions\/60074"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}