{"id":10889,"date":"2011-09-01T12:00:00","date_gmt":"2011-09-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-067\/art-networked-culture-tallin-and-the-new-media-art\/"},"modified":"2020-11-02T17:12:28","modified_gmt":"2020-11-02T16:12:28","slug":"art-networked-culture-tallin-and-the-new-media-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/art-networked-culture-tallin-and-the-new-media-art\/","title":{"rendered":"Arte E Cultura Di Rete A Tallin. L&#8217;estonia E La New Media Art"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">In Estonia, precisamente a Tallinn, Capitale della Cultura Europea 2011, \u00e8 stata allestita la pi\u00f9 grande mostra di quest&#8217;anno dal titolo <strong>Gateways: Art and Networked Culture<\/strong>, ospitata al <strong>KUMU Art Museum<\/strong>. Per l&#8217;occasione la curatrice tedesca <strong>Sabine Himmelsbach<\/strong> ha riunito alcuni dei pi\u00f9 interessanti artisti Europei di New Media Art: <strong>Eva e Franco Mattes, Aram Bartholl, Thomson &amp; Craighead<\/strong>, <strong>Sa\u0161o Sedla\u010dek, Julius Popp, Christina Kubisch<\/strong>,<strong> Les Liens Invisibles<\/strong>, per citare solo alcuni tra i ventisette partecipanti.<\/p>\n<p>Non deve sorprendere il fatto che una grande mostra sulla <strong>Networked Culture<\/strong> si tenga proprio a Tallinn, visto che l&#8217;Estonia \u00e8 uno dei pochi paesi al mondo dove l&#8217;accesso a Internet \u00e8 tutelato come diritto umano. Per capire quanto qui l&#8217;utilizzo della rete sia diffuso e abbia radicalmente cambiato anche le abitudini quotidiane, basta pensare che lo scorso anno ben il 90% della popolazione Estone ha utilizzato il metodo on-line per effettuare il pagamento delle tasse.<\/p>\n<p>Tallinn inoltre si \u00e8 classificata come una delle citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili al mondo, dotata di molte zone WiFi gratuite. Non a caso, il flusso di informazioni invisibili che abita il paesaggio della citt\u00e0 \u00e8 stato la suggestione che ha ispirato molti degli artisti presenti alla mostra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38863\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-02.png\" alt=\"numero67_ Art &amp; Networked 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>All&#8217;entrata del <strong>KUMU Art Museum<\/strong>, \u00e8 stato allestito il <strong><em>Tallinn Wall<\/em><\/strong>, creato da <strong>Thomson &amp; Craighead<\/strong>. Un muro con una serie di poster tratti dagli status di Twitter e Facebook. Nell&#8217;<em><strong>Electrical Walk Tallinn<\/strong><\/em> di <strong>Christina Kubisch<\/strong> invece, dei suoni invisibili provenienti da dispositivi elettro-magnetici come bancomat, centraline elettriche, autobus, guidano i visitatori in una passeggiata virtuale della citt\u00e0.<\/p>\n<p>La visualizzazione di informazioni nascoste \u00e8 uno dei temi principali dell&#8217;esposizione, come dimostra l&#8217;opera di <strong>Julius Popps,<\/strong> <strong><em>Bit.Fall<\/em>,<\/strong> in cui una stampante ad acqua fissata al soffitto, restituisce parole sotto forma di gocce d&#8217;acqua, come fossero vecchi caratteri bitmap. Queste parole sono il risultato delle titolazioni pi\u00f9 frequenti provenienti da una serie di news raccolte da differenti portali di informazione.<\/p>\n<p>Per alcuni secondi, prima che si disperdano sul pavimento \u00e8 possibile leggere le parole che &#8220;piovono&#8221; dal tetto. L&#8217;acqua viene riciclata e riutilizzata per creare nuove parole in un ciclo infinito, mentre contemporaneamente i portali a cui esse sono collegate ci forniscono costantemente nuove informazioni. Impossibile non lasciarsi sedurre dalle cascate di parole, un&#8217;esperienza incantevole ed estatica.<\/p>\n<p>Un altro tema portante della mostra \u00e8 il riutilizzo delle informazioni e il <em>mash-up<\/em>. Nella socie\u00e0 odierna, non c&#8217;\u00e8 perdita di informazioni. Se vuoi creare il tuo quotidiano o il tuo canale televisivo in rete non hai bisogno di scrivere o produrre materiale, puoi semplicemente selezionare, assemblare e mescolare le informazioni provenienti da pi\u00f9 fonti. Il <em><strong>TV-BOT 2.0 World News As Soon As It Happens!<\/strong><\/em> di<strong> Marc Lee<\/strong> \u00e8 un esempio di canale televisivo basato sulla rete che raccoglie notizie da fonti diverse e le mischia in un nuovo canale.<\/p>\n<p>In <strong><em>Real-Time Family<\/em><\/strong>, <strong>Hanna Haaslahti<\/strong> usa una tecnica simile per creare l&#8217;album fotografico di una famiglia virtuale, utilizzando foto caricate dagli utenti su Flickr. Le immagini sono un documento in tempo reale di ci\u00f2 che la gente comune \u00e8 impegnata a fare in un determinato momento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38864\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-03.png\" alt=\"numero67_ Art &amp; Networked 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una delle opere pi\u00f9 d&#8217;impatto della mostra \u00e8 sicuramente <strong><em>Real Snail Mail <\/em><\/strong>di <strong>Boredomeresearch<\/strong>. Entrando nella pagina web <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.realsnailmail.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.realsnailmail.net<\/a>, si possono mandare mail agli amici, senza per\u00f2 avere la certezza di quando arriveranno. Innanzitutto la mail giace in un giardino artificiale di 1 metro x 5 metri, costruito nella hall della mostra, dove vivono i &#8220;messaggeri&#8221;: lumache dotate di un chip. Quando una lumaca attraversa un disco con la scritta&#8221; collect&#8221;, la mail viene caricata sul chip posizionato sulla loro conchiglia, e quando dopo, molto dopo, passa sul disco con lascritta &#8220;send&#8221;, la mail viene finalmente inviata al destinatario.<\/p>\n<p><em>Real Snail Mail<\/em> ci riporta al tempo in cui i messaggi venivano consegnati da messaggeri reali, e anche se oggi siamo abituati ad essere in contatto in pochi minuti con qualsiasi parte del mondo, l&#8217;opportunit\u00e0 di recapitare un messaggio tramite un messaggero fisico (anche se \u00e8 una lumaca) render\u00e0 l&#8217;esperienza esclusiva e personale.<\/p>\n<p>Uno degli artisti Estoni presente alla mostra <strong><em>Gateways<\/em><\/strong> \u00e8 il non ancora trentenne <strong>Ivar Veerm\u00e4e,<\/strong> che vive e lavora tra Tallinn e Berlino. Le sue opere, spesso realizzate con l&#8217;ausilio di nuove tecnologie, indagano le relazioni tra gruppi diversi in spazi pubblici. Abbiamo chiesto a Veerm\u00e4e di parlarci delle sua opera<strong><em> Don&#8217;t be evil<\/em><\/strong> e della collaborazione che intrattiene con un altro artista estone, <strong>Karel Koplimets<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38865\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-04.png\" alt=\"numero67_ Art &amp; Networked 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson:<\/strong> Parlami di<em> I Don&#8217; t be evil,<\/em> in cui hai utilizzato il servizio My Maps di Google per eliminare tutta la pubblicit\u00e0 e le insegne nel paesaggio cittadino di Tallinn&#8230;<\/p>\n<p><strong>Ivar Veerm\u00e4e:<\/strong> <em>I Don&#8217;t be evil<\/em> \u00e8 uno slogan non ufficiale di Google Inc., proposto da uno dei suoi ingegneri Paul Buchheit. Fa parte della politica aziendale di Google, il cui <em>leitmotiv<\/em> \u00e8 che \u00e8 possibile fare (tanti) soldi senza fare (molto) male. Stiamo usando i loro slogan ed anche la loro tecnologia My Maps per scoprire se le regole sulla &#8220;libert\u00e0 di informazione&#8221; delle politiche di Google possano essere minate. L&#8217;idea di fondo \u00e8 quella di riconquistare lo spazio urbano come piattaforma pubblica di scambio e partecipazione. Penso che in un era di ubiquit\u00e0 informatica, in cui i confini tra privato e pubblico sono sempre pi\u00f9 labili, lo spazio pubblico potrebbe essere ridefinito come spazio accessibile.<\/p>\n<p>Ma la discussione tra pubblico e privato distoglie l&#8217;attenzione dalle problematiche, spesso sottovalutate, relative alla propriet\u00e0 e all&#8217;uso delle informazioni. Anche il paesaggio di Tallinn (e di altre citt\u00e0) \u00e8 molto controllato ed organizzato, di default gli spazi urbani sono qualcosa a cui non potresti mai aggiungere niente di tuo. Nel nostro esperimento cerchiamo di mostrare le possibilit\u00e0 per creare delle proprie regole all&#8217;interno di un sistema. In quest&#8217;opera un altro aspetto \u00e8 molto importante: tutta la pubblicit\u00e0 viene cancellata, con questo facciamo riferimento ai meccanismi pubblicitari nascosti in Internet (cio\u00e8 quelli utilizzati da Google).<\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson:<\/strong> L&#8217;Estonia per tradizione \u00e8 caratterizzata da uno scenario artistico piuttosto tradizionale: qual&#8217;\u00e8 secondo te la situazione della New Media Art?<\/p>\n<p><strong>Ivar Veerm\u00e4e:<\/strong> L&#8217;Estonia, essendo un piccolo paese, ha uno scenario artistico limitato e non sono tantissimi gli artisti che lavorano nell&#8217;ambito dei New Media. Ma penso che presto potremmo essere testimoni di una seconda ondata di (New) Media Art. In una certa misura, negli anni &#8217;90 anche da noi si \u00e8 registrato un boom della video art e dell&#8217;arte in rete. Ormai l&#8217;uso di Internet \u00e8 diffusissimo anche in campo artistico e quasi tutti ormai hanno recepito le potenzialit\u00e0 della rete, come anche i suoi rischi.<\/p>\n<p>Un&#8217;ulteriore tendenza che vedo in Estonia \u00e8 l&#8217;inizio di un processo di centralizzazione della rete gestito dallo Stato e da societ\u00e0 private. Diverse attivit\u00e0 statali sono condotte da programmi e-state che da un lato semplificano le cose (e-finance, e-elections, ecc&#8230;), ma dall&#8217;altro forniscono allo stato un&#8217;immensa banca dati. Nel settore privato una grande azienda di media sta cercando di spingere il modello Apple (in Internet devi pagare per tutto) affinch\u00e8 diventi lo standard web-media in Estonia.<\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson:<\/strong> Oggi, quali sono i contesti in cui \u00e8 possibile vedere la New Media Art in Estonia?<\/p>\n<p><strong>Ivar Veerm\u00e4e:<\/strong> In Estonia i progetti di New Media sono spesso connessi ad altre discipline, come la danza, il teatro, la musica, le performance. Per le mostre, non ci sono gallerie esclusive dedicate alla New Media Art. I luoghi che ospitano abitualmente l&#8217;arte contemporanea a Tallinn sono: <strong>EKKM Museum, City Gallery of Tallinn, Hobusepea Gallery, Art Hall of Tallinn <\/strong>e<strong> KUMU<\/strong>, dove occasionalmente vengono allestite anche mostre dedicate alla New Media Art. Anche al <strong>Culture Factory Polymer<\/strong> a volte ci sono progetti basati sui New Media. E teatri come il <strong>Von Krahl, no99 <\/strong>e il<strong> Kanuti Gildi Saal<\/strong>, dedicato alla danza contemporanea; le loro opere sono spesso il risultato di soluzioni tecniche piuttosto interessanti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38866\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-05.png\" alt=\"numero67_ Art &amp; Networked 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un&#8217;altro personaggio con un ottima visuale all&#8217;interno della scena Estone dell&#8217;arte contemporanea \u00e8 <strong>Anders H\u00e4rm<\/strong>: classe 1977, <strong>curatore al Tallinn Art Hall<\/strong> e uno dei fondatori del <strong>EKKM (Contemporary Museum of Art, Estonia)<\/strong>. Abbiamo chiesto ad H\u00e4rm di parlarci della storia dell&#8217;EKKM e di cosa ha bisogno la scena estone per prosperare in futuro.<\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson:<\/strong> Puoi dirmi perch\u00e8 \u00e8 stato fondato l&#8217;EKKM e con quali obiettivi?<\/p>\n<p><strong>Anders H\u00e4rm:<\/strong> EKKM \u00e8 stato fondato nel 2007 come risposta alla necessit\u00e0 di colmare l&#8217;assenza di un museo d&#8217;arte contemporanea e pi\u00f9 in generale di spazi espositivi. Volevamo innanzitutto creare un luogo, un&#8217;istituzione. Probabilmente \u00e8 nato come un gioco ma ben presto \u00e8 diventato qualcosa di molto serio. Gli obiettivi del progetto sono molto ambiziosi. EKKM pu\u00f2 essere considerato come un&#8217;istituzione che si contrappone al settore pubblico e che include molti tratti inerenti alle normative tipiche delle istituzioni pubbliche, ma il suo obiettivo \u00e8 promuovere un altro tipo di istituzionalismo.<\/p>\n<p>L&#8217;EKKM \u00e8 una sorta di metodo auto-istituzionalizzato, il cui compito dovrebbe essere, nel contesto pubblico normale, quello di fungere da concetto di pubblico &#8220;perverso&#8221; e non convenzionale. Un compito separato \u00e8 la creazione inoltre di uno strano concetto di museo. Da un lato, occupare quella posizione mancante del museo di arte contamporanea, dall&#8217;altro chiedere costantemente a quale tipo di museo di arte contemporanea dovrebbe o potrebbe assomigliare. Cosa rende un museo un vero museo e che tipo di museo \u00e8 al momento possibile?<\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson<\/strong>: Per quanto riguarda la scena artistica alternativa a Tallinn?<\/p>\n<p><strong>Anders H\u00e4rm:<\/strong> Penso sia una scena molto interessante, vivace ed attiva. Si trovano artisti interessanti ed alcune iniziative molto buone in aggiunta al progetto dell&#8217;EKKM, come ad esempio lo <strong>spazio MFRZ<\/strong>. La mancanza di denaro non riflette adeguatamente il potenziale della scena artistica; le cattive condizioni dei finanziamenti pubblici e la completa assenza del sistema delle gallerie commerciali sono gli elementi che caratterizzano il panorama artistico, questo \u00e8 certo.<\/p>\n<p>Per porre correttamente la domanda relativa all&#8217;essere alternativo, dovresti chiedere &#8220;alternativo a cosa&#8221;? Deve esserci qualcosa che sei in grado di chiamare &#8220;la regola&#8221;. Ma in Estonia nulla \u00e8 molto soggetto alle regole, anche <strong>Kumu<\/strong> opera su basi molto strane per essere una galleria nazionale rappresentativa e di grandi dimensioni; non ci sono fondi garantiti per le mostre, ad esempio. <strong>Kuhnsthanlle Tallinn<\/strong>, dove ho lavorato per dieci anni, soffre degli stessi problemi. La visione di una scena artistica pubblica basata sui compensi \u00e8 una novit\u00e0, le vecchie strutture sovietiche residue provano a controllare il sistema e a gestirlo secondo le loro condizioni, la mancanza di denaro e di conoscenza si vede dappertutto.<\/p>\n<p>Quello che vogliamo \u00e8 la normalit\u00e0, pagare al nostro staff un salario equo ed ai nostri artisti un compenso; questo \u00e8 davvero alternativo in Estonia.Per due anni siamo stati supportati dal progetto della Capitale della Cultura che ci ha veramente aiutati a raggiungere molti obiettivi. Se da qui in avanti riuscissimo a mantenere il livello di professionalit\u00e0 e la nostra anarchica vitalit\u00e0, ne saremmo molto felici, ma se non otterremo ulteriore supporto dal ministero della cultura o dalla citt\u00e0 per le nostre attivit\u00e0 e ci troveremo solo con l&#8217;anarchica vitalit\u00e0, allora non funzioner\u00e0.<\/p>\n<p>E&#8217; di vitale importanza per noi diventare entro la fine di quest&#8217;anno parte della scena artistica, solo cos\u00ec potremo continuare con ulteriori progetti di auto-istituzionalizzazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38867\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-06.png\" alt=\"numero67_ Art &amp; Networked 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero67_-Art-Networked-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson:<\/strong> E riguardo alla situazione della New Media Art?<\/p>\n<p><strong>Anders H\u00e4rm:<\/strong> L&#8217;EKKM ha nella nostra collezione un&#8217;opera new media molto interessante, <strong><em>Polyphonic Passport Photo<\/em><\/strong> di <strong>Reimo V\u00f5sa Tangsoo, Shawn\u00a0 Pinchbeck <\/strong>e<strong> Sulo Kallas<\/strong>, che trasforma la foto del passaporto in suoni e colori. L&#8217; EKKM quest&#8217;anno ha nominato per il K\u00f6ler Prize, il premio artistico dell&#8217;EKKM, <strong>Timo Toots<\/strong>, il cui <em><strong>Memopol vol 2<\/strong><\/em> \u00e8 stato un gran successo alla mostra <em>Gateways<\/em>. Ovunque la New Media Art \u00e8 piuttosto periferica, e l&#8217;Estonia non fa eccezione. Ovunque il problema principale dei New Media artist \u00e8 che si preoccupano troppo dei media e decisamente poco di come utilizzarli. Ma la buona arte emerge sempre.<\/p>\n<p><strong>Mathias Jansson:<\/strong> In conclusione, cosa serve all&#8217;Estonia per costruire una scena artistica di successo in Europa?<\/p>\n<p><strong>Anders H\u00e4rm:<\/strong> Superare il provincialismo che \u00e8 radicato profondamente in ogni individuo. Aprirsi al mondo e fermare queste politiche culturali iperprotettive verso l&#8217;interno e questo protezionismo nazionalista, attitudini conservatrici nei confronti della cultura. E, naturalmente, dato non trascurabile, ci vorrebbero maggiori fondi.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.goethe.de\/ins\/ee\/prj\/gtw\/enindex.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.goethe.de\/ins\/ee\/prj\/gtw\/enindex.htm <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ivarveermae.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ivarveermae.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/ekkm-came.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/ekkm-came.blogspot.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Estonia, precisamente a Tallinn, Capitale della Cultura Europea 2011, \u008f stata allestita la pi&ugrave; grande mostra di quest&#8217;anno anno dal titolo Gateways: Art and Networked Culture, ospitata al KUMU Art Museum. 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