{"id":10887,"date":"2011-09-01T12:00:00","date_gmt":"2011-09-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-067\/touching-the-music-baschet-laboratory-of-sound-sculpture\/"},"modified":"2020-11-02T17:12:16","modified_gmt":"2020-11-02T16:12:16","slug":"touching-the-music-baschet-laboratory-of-sound-sculpture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-067\/touching-the-music-baschet-laboratory-of-sound-sculpture\/","title":{"rendered":"Toccare La Musica.laboratorio Di Scultura Sonora Baschet"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Sono strani, colorati, fatti di cartone, lamiere, barre di vetro, sottili baffi di metallo. Sono belli da vedere, ma soprattutto fanno venire voglia di toccarli. L&#8217;ambiguit\u00e0 del verbo &#8220;tocar&#8221;, che in spagnolo vuol dire anche suonare, sembra stata ispirata da loro. Basta sfiorarli con le dita appena umide ed emettono dei suoni magnifici, di quelli che gli strumenti tradizionali potrebbero uguagliare solo dopo anni di duro esercizio. Si tratta dei <em><strong>Cristal Baschet <\/strong><\/em>e delle altre opere dei fratelli <strong>Fran\u00e7ois e Bernard Baschet<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Baschet_Brothers\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Baschet_Brothers<\/a>), cui il <strong><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/tinyurl.com\/3dls7dg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Museu de la M\u00f9sica di Barcellona<\/a><\/strong> dedica una <strong>mostra che chiuder\u00e0 il 19 dicembre 2011<\/strong>.<\/p>\n<p>Le ricerche dei <strong>Baschet<\/strong> cominciarono nel fermento degli anni &#8217;50 e presto li convertirono in pionieri della scultura sonora, oltre a renderli molto ricercati da musicisti, compositori, registi sperimentali come <strong>Jean Cocteau <\/strong>e musei d&#8217;avanguardia come il <strong>MOMA, in quegli anni diretto da Alfred Barr<\/strong>. L&#8217;idea deriv\u00f2 dalla chitarra gonfiabile che si costru\u00ec Fran\u00e7ois per poterla trasportare comodamente nei suoi innumerevoli viaggi. Il fatto che suonasse cos\u00ec bene lo port\u00f2 a interrogarsi sul funzionamento degli strumenti musicali e, coinvolgendo il fratello Bernard, a sviluppare la tecnologia degli strumenti acustici ad alta impedenza.<\/p>\n<p>Superando la classificazione degli strumenti musicali in famiglie, i due fratelli si concentrarono sui principi fisici comuni che permettono agli strumenti di generare i loro suoni. Fu cos\u00ec che scoprirono che tutti gli strumenti si basano su vibrazione, energia e amplificazione. Tutto il resto pu\u00f2 essere affidato alla fantasia del liutaio. Una fantasia che a loro non \u00e8 mai mancata e che \u00e8 stata sempre accompagnata dalla voglia di diffondere le proprie scoperte e di metterle a disposizione di tutti, specialmente dei bambini e dei disabili, rinunciando al paradiso di gloria che il mondo dell&#8217;arte gli offriva. Durante le loro lunghe vite, sono sempre stati fedeli all&#8217;unica cosa che ritenevano desse senso all&#8217;esistenza: fare felici gli altri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39326\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-02.png\" alt=\"numero67_ Touching 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E non solo pare che ci riescano benissimo, ma addirittura riescono a contagiare questa generosit\u00e0 agli altri, come dimostra il<strong> Laboratorio di Scultura Sonora Baschet<\/strong>, un piccolo miracolo nato nella <strong>Facolt\u00e0 di Belle Arti dell&#8217;Universit\u00e0 di Barcellona (UB)<\/strong> per documentare, continuare e diffondere il lavoro e i principi dei fratelli francesi. Dopo aver visto <strong>Mart\u00ed Ruids, Jordi Casadevall, Andreu Ubach, Peper Mart\u00ednez (membri del Metal\u00fadic Baschet Emsembla) e Fran\u00e7ois Baschet<\/strong> in azione durante un concerto partecipativo nell&#8217;ambito della mostra, siamo andati a trovarli al Laboratorio.<\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Parlatemi di voi e di quello di cui vi occupate qui al Laboratorio&#8230;<\/p>\n<p><strong>Mart\u00ed Ruids:<\/strong> Il progetto del Laboratorio \u00e8 partito da <strong>Josep Cerd\u00e0<\/strong>, scultore e cattedratico estremamente attivo che ha una visione molto chiara di quale dovrebbe essere lo scopo della Facolt\u00e0 di Belle Arti e che cerca continuamente di generare progetti e opportunit\u00e0 per i suoi allievi. Qui ha aperto una fonderia, un laboratorio di lavorazione della pietra, ha creato un ambiente attivo e vitale di quelli che non sempre si trovano in un&#8217;universit\u00e0. Cerd\u00e0 si \u00e8 sempre interessato al suono e alle strutture risonanti e come scultore si preoccupa della relazione delle opere con l&#8217;ambiente che le circonda, collaborando con sua moglie, architetto e paesaggista.<\/p>\n<p>Alla Facolt\u00e0 di Belle Arti ha inventato una nuovo corso dal nome <em>Laboratorio del Caos<\/em>, dove \u00e8 possibile parlare di qualsiasi cosa, soprattutto di ci\u00f2 che non \u00e8 chiaramente categorizzato in una disciplina (caos, frattali, aleatoriet\u00e0, polipoesia, arte sonora, installazioni, ascolto, etc.), dove propone di registrare paesaggi sonori, di &#8220;guardare&#8221; l&#8217;ambiente pi\u00f9 con le orecchie che con gli occhi, e parla di personaggi particolari, tra i quali i fratelli Baschet.<\/p>\n<p>Io, che sono un musicista autodidatta, mi sono offerto di insegnare a editare le registrazioni e da l\u00ec, attraverso varie sinergie, abbiamo montato il <em>Laboratorio di Arte Sonora<\/em>, che \u00e8 un&#8217;estensione del <em>Laboratorio del Caos<\/em>. All&#8217;inizio abbiamo organizzato al <strong>Centro di Cultura Contemporanea<\/strong> alcune giornate sui &#8220;Paesaggi Sonori della Catalognia&#8221;, che sono serviti per mettere in contatto varie persone che si occupavano di questo tema e a mettere in comune mezzi e capacit\u00e0. Da allora il Laboratorio ha continuato a crescere e proporre nuovi corsi e attivit\u00e0 presso la Facolt\u00e0, registrando la partecipazione e l&#8217;interesse di molti alunni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39327\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-03.png\" alt=\"numero67_ Touching 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> In effetti la musica, a seconda di come la si fa, si pu\u00f2 considerare un&#8217;arte plastica&#8230;<\/p>\n<p><strong>Mart\u00ed Ruids:<\/strong> S\u00ec, per esempio a Tokyo il Conservatorio e la Facolt\u00e0 di Belle Arti si sono fusi in un&#8217;unica universit\u00e0 transdisciplinare, che d\u00e0 molto spazio anche ai nuovi media e ai temi pi\u00f9 contemporanei. E, di fatto le idee di John Cage sono state assimilate pi\u00f9 rapidamente dalla gente delle arti &#8220;diverse&#8221; che non da chi si occupava di musica in senso pi\u00f9 accademico. Qui, molti entrano con un&#8217;idea di arte e poi scoprono uno spazio per il suono digitale (registrato, riprodotto, manipolato) e per quello acustico (il lavoro sugli strumenti dei Baschet completa l&#8217;aspetto intangibile del suono). Ogni anno, tra coloro che partecipano ai corsi che organizziamo, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che rimane a far parte del Laboratorio.<\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> E come siete entrati in contatto con <strong>Fran\u00e7ois Baschet<\/strong>?<\/p>\n<p><strong>Marti Ruidis:<\/strong> Stiamo lavorando a una radio collaborativa insieme a <strong>Radio Evoluci\u00f3<\/strong>, un canale non <em>mainstream <\/em>interessato a fare divulgazione scientifica nell&#8217;ambito della musica. L&#8217;idea \u00e8 creare un programma che permetta di introdurre alla ricerca gli studenti interessati. Gli argomenti sono tutti quelli che possono avere a che fare con il suono e l&#8217;ascolto, con l&#8217;intenzione di conoscere personaggi di qualsiasi provenienza e disciplina e di intervistarli per sapere a cosa si dedicano e come lo fanno, per far crescere il Laboratorio in modo rizomatico.<\/p>\n<p>La relazione con Fran\u00e7ois Baschet \u00e8 nata cos\u00ec, cercando contenuti per il programma. Egli da qualche anno vive a Barcellona e ha accolto con grande entusiasmo la nostra proposta. L&#8217;esperienza che \u00e8 cominciata con lui ci ha permesso di arricchire il Laboratorio con una componente legata alla fisicit\u00e0 del suono, fattore che attira molto gli studenti inclini a una relazione tattile con l&#8217;arte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-041.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39328\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-041.png\" alt=\"numero67_ Touching 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-041.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-041-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> In questa occasione hai conosciuto invece <strong>Andreu Ubach<\/strong>?<\/p>\n<p><strong> Mart\u00ed Ruids:<\/strong> Andreu \u00e8 percussionista e da anni collabora di Fran\u00e7ois. Grazie al suo aiuto, \u00e8 sorto il progetto di raccogliere in un database tutta la documentazione degli strumenti Baschet (foto, disegni, schemi, misure, registrazioni, dettagli tecnici, brevetti) e di renderla liberamente consultabile da chiunque sia interessato. Fran\u00e7ois \u00e8 entusiasta delle licenze Creative Commons e vuole mettere queste informazioni a disposizione di tutti.<\/p>\n<p><strong> Barbara Sansone:<\/strong> Bene, perch\u00e9 attualmente le informazioni online sono un po&#8217; disperse in vari siti non sempre comodi da navigare&#8230;<\/p>\n<p><strong> Mart\u00ed Ruids:<\/strong> \u00c8 vero. Per questo per ora abbiamo creato un blog dove stiamo pubblicando video e altri materiali. Quando abbiamo conosciuto Fran\u00e7ois, l&#8217;idea che ci \u00e8 venuta subito \u00e8 stata appunto quella di raccogliere e ordinare questa documentazione in un corpus digitale da far confluire su un sito web e ci siamo avvalsi della collaborazione di <strong>Uli Zinke e Ana Sanchez Bonet<\/strong>, impegnate in Francia nella redazione di un catalogo dettagliato sul lavoro dei Baschet.<\/p>\n<p>Pertanto, stiamo cercando di coordinare tutti i protagonisti della storia, compresi<strong> Michel Deneuve<\/strong>, il &#8220;cristallista&#8221; per eccellenza, e <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Bousquet<\/strong>, l&#8217;attuale costruttore degli strumenti pedagogici utilizzati con bambini e disabili. Riprendendo lo spirito dei Baschet, che non \u00e8 sempre stato rispettato dalle generazioni successive, la nostra intenzione \u00e8 creare uno spazio di diffusione e condivisione di queste conoscenze e di collaborazione e scambio tra tutti coloro che decidono di utilizzarle.<\/p>\n<p><strong> Barbara Sansone:<\/strong> La mostra al Museo della Musica \u00e8 un&#8217;idea di questo Laboratorio?<\/p>\n<p><strong> Mart\u00ed Ruids:<\/strong> In parte \u00e8 un&#8217;idea di <strong>Miquel Calvet<\/strong>, professore di fisica al liceo che anni fa ha condotto un lavoro interdisciplinare di ricerca sulla costruzione di questi strumenti, insieme ai docenti di arti plastiche e di musica; uno studio empirico di analisi del suono e dei materiali con la partecipazione dello stesso Fran\u00e7ois. Da anni Miquel voleva fare una mostra al <strong>Museu de la M\u00f9sica<\/strong> e quindi sono confluite le volont\u00e0 dei collaboratori catalani dei Baschet e dell&#8217;attuale <strong>Direttore del Museu,<\/strong> <strong>Oriol Rossinyol<\/strong>, che negli anni &#8217;80 aveva lavorato con l&#8217;Instrumentarium pedagogico dei Baschet.<\/p>\n<p>La maggior parte delle opere esposte sono della <strong>Fondazione Baschet<\/strong>, con la quale stiamo stringendo un accordo di collaborazione, come con il Museo della Musica. Altre opere sono di Fran\u00e7ois o di Bernard e l&#8217;Instrumentarium pedagogico \u00e8 stato fornito da <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Bousquet.<\/strong> Nella mostra sono esposti anche un prototipo del <em>Kit Multitimbrico<\/em> realizzato qui nel Laboratorio e un <em>Cristal<\/em> costruito da Miquel Calvet e dai suoi studenti dell&#8217;I<strong>ES a Castellar del Vall\u00e8s<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39329\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-05.png\" alt=\"numero67_ Touching 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone: <\/strong>Bernard \u00e8 stato coinvolto in tutto questo?<\/p>\n<p><strong>Mart\u00ed Ruids<\/strong>: S\u00ec, certamente. Solo che a un certo punto della sua vita ha cominciato a dedicarsi sopratutto alle applicazioni pedagogiche e alla musicoterapia. Le strade dei due fratelli si sono separate. Bernard si \u00e8 sposato, ha messo su famiglia ed \u00e8 rimasto a Parigi; Fran\u00e7ois invece ha voluto una vita pi\u00f9 avventurosa, ha girato tutto il mondo, ha diretto laboratori dappertutto, ha conosciuto artisti e pensatori, \u00e8 andato all&#8217;Esposizione Universale di Osaka del 1970, ha combattuto nella II Guerra Mondiale e poi \u00e8 corso dietro ai nazisti in Argentina. E comunque, per quanto si dica che Fran\u00e7ois si \u00e8 dedicato pi\u00f9 alla scultura sonora, il suo lavoro non \u00e8 stato meno pedagogico di quello di Bernard.<\/p>\n<p>Quando siamo andati a trovare Bernard a Parigi e gli abbiamo spiegato cosa stavamo facendo, ci \u00e8 sembrato contento. E per l&#8217;occasione i due fratelli si sono rivisti dopo tanto tempo (adesso Bernard ha 93 anni e Fran\u00e7ois 91). Bernard ci ha aperto il suo archivio, che fortunatamente, sar\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 ingegnere, \u00e8 molto pi\u00f9 ordinato di quello di Fran\u00e7ois.<\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> Al Museo della Musica si pu\u00f2 vedere il documentario <em>Baschet: The Transfiguration of Daily Life<\/em>. Avete partecipato alla sua realizzazione?<\/p>\n<p><strong> Mart\u00ed Ruids:<\/strong> No. Mi sembra che esistano quattro documentari sui fratelli Baschet e l&#8217;unico che non ci ha chiesto di pagare i diritti d&#8217;autore, che per il museo erano troppo alti, \u00e8 stato il regista di quello che hai visto, Eric Marin, professore presso la UCLA. Dei sottotitoli ci siamo occupati noi e ovviamente li abbiamo messi a sua disposizione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39330\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-06.png\" alt=\"numero67_ Touching 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone<\/strong>: La mostra \u00e8 bella, per\u00f2 secondo me soffre di alcune pecche tipiche degli spazi espositivi tradizionali. Tra le varie cose, non \u00e8 annunciato in modo chiaro che i concerti in realt\u00e0 sono eventi altamente partecipativi: quando siamo venuti abbiamo potuto suonare in orchestre improvvisate formate da voi, tra una spiegazione e l&#8217;altra, e dal pubblico. Peccato che il museo non sottolinei l&#8217;importanza di un formato cos\u00ec innovativo, di quelli di cui oggi c&#8217;\u00e8 moltissimo bisogno\u2026<\/p>\n<p><strong>Mart\u00ed Ruids:<\/strong> \u2026 che tra l&#8217;altro \u00e8 il formato usato da Fran\u00e7ois da sempre; alla fine degli anni &#8217;50 faceva queste cose al MOMA e da allora le mostre hanno cominciato a passare dal &#8220;don&#8217;t touch&#8221; al &#8220;please play&#8221;. Fran\u00e7ois vuole che il pubblico in qualsiasi momento possa toccare e suonare i suoi strumenti, non solo guardarli, ma nei musei non permettono di farlo se non c&#8217;\u00e8 qualcuno che controlla.<\/p>\n<p>Per me, se si rompe qualcosa poi la si aggiusta, \u00e8 una filosofia che prediligo rispetto a quella di porre grande distanza tra pubblico e opera. Per farti un esempio, in questo periodo c&#8217;\u00e8 una mostra al museo d&#8217;arte contemporanea di Chicago, con opere di Tinguely e dei fratelli Baschet e le si pu\u00f2 toccare solo in determinati giorni, quando sono vigilate. Le si sta trattando gi\u00e0 come opere storiche, che vanno conservate.<\/p>\n<p>Noi ragioniamo in modo diverso perch\u00e9 questi strumenti li stiamo costruendo e quindi preferiamo che li possa suonare chi vuole. Comunque il museo \u00e8 stato molto soddisfatto dei laboratori che abbiamo condotto nell&#8217;ambito della mostra, con bambini o disabili, perch\u00e9 ovviamente gli interessa diventare pi\u00f9 interattivo, avvicinarsi maggiormente al pubblico, offrire attivit\u00e0 e non solo mettere le opere in vetrina.<\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> Perch\u00e9 questi strumenti funzionano cos\u00ec bene con i disabili?<\/p>\n<p><strong>Mart\u00ed Ruids<\/strong>: Alcuni di essi sono progettati esplicitamente per questo scopo, come ad esempio quelli pi\u00f9 piccoli che hai visto al museo nella sala didattica. In ogni caso, tutti sono costruiti in modo da essere accessibili e da non suscitare visualmente il timore che ispirano gli strumenti tradizionali. D&#8217;altra parte le percussioni melodiche in generale funzionano sempre bene con i disabili, per il gesto che richiedono per farli suonare, ma anche per la ricchezza del suono che producono, che cattura l&#8217; attenzione e stimola la curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Con i <em>Cristal<\/em>, volevano anche offrire un suono ricco, di qualit\u00e0, con il minimo sforzo. Con il violino, per esempio, devi suonare parecchio prima di riuscire a ottenere un suono che non sia fastidioso, mentre con questi strumenti chiunque, anche un principiante, riesce a produrre un suono bello, pulito. La risposta \u00e8 anche fisica, tattile: quando li suoni senti come vibrano, il feedback tra la tua azione e la risposta dello strumento lo percepisci sulle dita. Avverti se la nota \u00e8 forte, se \u00e8 lunga, se va in crescendo.<\/p>\n<p>Questo aspetto \u00e8 interessante sia per i musicisti veri e propri che per chi non ha mai suonato. Gli autistici che non interagiscono con il mondo esterno, con questi strumenti cominciano a notare che quello che fanno ha conseguenze sull&#8217;ambiente e dopo qualche giorno cominciano a divertirsi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39331\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-07.png\" alt=\"numero67_ Touching 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> A parte gli strumenti, Fran\u00e7ois ha creato anche sculture sonore e i cosiddetti &#8220;mulini&#8221;&#8230;<\/p>\n<p><strong>Mart\u00ed Ruids:<\/strong> Si, anche gli animaletti sonori, che rivelano una gran senso dell&#8217;umorismo. Pensa che nel laboratorio di Fran\u00e7ois ho trovato cagnolini, elefanti, conigli fatti con resti di lattine. Nel suo libro <em>Les sculptures sonores<\/em>, che spiega i principi dell&#8217;acustica in un modo molto comprensibile, puoi vedere anche opere realizzate da suoi allievi, che formalmente sono molto diverse, ma che funzionano con gli stessi principi. Ce n&#8217;\u00e8 una dove il suono si attiva con la pompa dell&#8217;acqua, per esempio.<\/p>\n<p>E poi ci sono gli strumenti gonfiabili: i primi <em>Cristal <\/em>erano tutti gonfiabili, si suonavano in verticale ed erano pieni di questi baffi che generano armonici per simpatia. E poi con il tempo sono passati ai coni e alle lamiere, ma secondo me le parti gonfiabili hanno un potenziale scultoreo molto interessante e voglio studiarli.<\/p>\n<p>Poco tempo fa <strong>Jordi Casadevall<\/strong> \u00e8 andato in Giappone a conoscere i <strong>Geinoh Yamashirogumi<\/strong>, che sono esperti di tutte le musiche tradizionali del mondo e hanno scoperto che i <em>gamelan<\/em> producono l&#8217;effetto cosiddetto ipersonico, suoni intorno ai 10.000Hz, che non si possono udire ma che probabilmente hanno qualche effetto su di noi, dato che sembra che abbiano la stessa frequenza del nostro sistema nervoso. E adesso sono interessati a studiare se questi strumenti lo producono.<\/p>\n<p>Come vedi, il potenziale degli strumenti dei <strong>Baschet <\/strong>\u00e8 infinito e queste sono proprio le cose che vogliamo attivare nel nostro Laboratorio. Tra l&#8217;altro, qui stiamo fondando una cooperativa &#8220;metaludica&#8221; di musicisti e liutai che dispongano di uno spazio comune dove lavorare e dove poter accogliere tutti quelli che vogliono venire a suonare o ad ascoltare. L&#8217;idea per esempio \u00e8 aprire le porte un giorno alla settimana e fare un&#8217;orchestra aperta tipo gamelan.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39332\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-08.png\" alt=\"numero67_ Touching 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/numero67_-Touching-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Barbara Sansone:<\/strong> Mi sembra che ci stiano invitando ad andare via\u2026.<\/p>\n<p><strong> Mart\u00ed Ruids:<\/strong> S\u00ec, sono sempre l&#8217;ultimo a uscire di qui. Mentre prendo le mie cose, perch\u00e9 non approfitti per suonare un po&#8217;?<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/infobaschetbcn.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/infobaschetbcn.blogspot.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/francois.baschet.free.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/francois.baschet.free.fr\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.baschet.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.baschet.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.structuresonore.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.structuresonore.eu\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.micheldeneuve.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.micheldeneuve.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/tinyurl.com\/3dls7dg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/tinyurl.com\/3dls7dg<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono strani, colorati, fatti di cartone, lamiere, barre di vetro, sottili baffi di metallo. Sono belli da vedere, ma soprattutto fanno venire voglia di toccarli. L&#8217;ambiguit\u0088 del verbo tocar che in spagnolo vuol dire anche suonare, sembra stata ispirata da loro. Basta sfiorarli con le dita appena umide ed emettono dei suoni magnifici, di quelli che gli strumenti tradizionali potrebbero uguagliare solo dopo anni di duro esercizio. 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