{"id":10883,"date":"2011-07-05T12:00:00","date_gmt":"2011-07-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-066\/the-image-of-sound-yuri-ancaranis-stomach\/"},"modified":"2020-11-02T17:07:06","modified_gmt":"2020-11-02T16:07:06","slug":"the-image-of-sound-yuri-ancaranis-stomach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-066\/the-image-of-sound-yuri-ancaranis-stomach\/","title":{"rendered":"L&#8217;immagine Del Suono. La Pancia Di Yuri Ancarani"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani<\/strong> (Ravenna 1972), &#8220;artista visivo \u0096 film maker&#8221; come si definisce, sviluppa la sua ricerca partendo dal territorio. Che sia il suo d&#8217;origine, la riviera e la Romagna come per il video <em>Vicino al Cuore <\/em>(2003), che dichiara essere l&#8217;opera alla quale \u00e8 pi\u00f9 legato, oppure il Carso (<em>Bora<\/em>, 2011) o le cave di Carrara (<em>Il Capo<\/em>, 2010), coglie sempre l&#8217;aspetto invisibile che riempie di significato quei luoghi.<\/p>\n<p>Reduce da numerosi Film Festival sparsi per il mondo e alcuni premi vinti, ultimo in ordine di tempo la<em> Genziana d&#8217;Argento<\/em> per il miglior cortometraggio al <strong>59\u00b0<\/strong> <strong>Trento Film Festival<\/strong>, si ritrova catapultato nel mondo del cinema quasi per caso, dopo la presentazione de <em>Il Capo <\/em>alla 67\u00b0 edizione del <strong>Festival di Venezia<\/strong> per la sezione <em>Orizzonti<\/em>.<\/p>\n<p>Tante le collaborazioni importanti tra cui l&#8217;ultima con <strong>Maurizio Cattelan<\/strong> e <strong>Pierpaolo Ferrari<\/strong> per il nuovo progetto editoriale <em>Toilet Paper<\/em> in cui Ancarani si occupa dell&#8217;immagine in movimento. L&#8217;ultimo film, <em>Bora<\/em>,sar\u00e0 presentato il 4 luglio 2011 nel contesto della rassegna <em>Weird Tales<\/em> a cura di <strong>Franco Masotti e Christopher di Bronson Produzioni<\/strong>, da due anni sezione speciale di <strong>Ravenna Festival<\/strong>, manifestazione arrivata al suo ventiduesimo anno la cui peculiarit\u00e0 \u00e8 una programmazione di eventi che spazia tra teatro, musica, danza classica e contemporanea.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38399\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-02.png\" alt=\"numero66_ The Image 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Bora <\/em>\u00e8 commissionato e prodotto da Ravenna Festival in collaborazione con la Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone, sar\u00e0 proiettato come <em>visual<\/em> che accompagner\u00e0 la performance live di <strong>Steven O&#8217;Malley<\/strong>, chitarrista e compositore statunitense fondatore di diversi gruppi <em>drone<\/em>, <em>doom metal<\/em> e <em>death\/doom<\/em> tra cui i <strong>Sunn 0)))<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong>Come nasce la collaborazione con Steven O&#8217;Malley per <em>Bora<\/em>?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani:<\/strong> Ho ascoltato per tanto tempo i suoi dischi e durante il montaggio del video ascoltavo musica. Mi sono accorto che funzionava particolarmente bene la sovrapposizione della musica di <strong>O&#8217;Malley<\/strong> con le mie immagini perci\u00f2 ho pensato di contattarlo e di inviargli un &#8220;pre-montaggio&#8221; spiegandogli cosa avrei voluto fare con questo materiale. Da l\u00ec \u00e8 nata la collaborazione.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong><em>Bora<\/em> \u00e8 considerato come una performance?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani<\/strong>: Secondo me si tratta di uno spettacolo. E&#8217; nato nell&#8217;ambito di Ravenna Festival per la nuova sezione dedicata alla musica contemporanea. Ultimamente vi \u00e8 la tendenza di abbinare la musica contemporanea ad un&#8217;esperienza anche visiva e credo che la ragione sia perch\u00e9 prima il musicista era una sorta di &#8220;fenomeno da palcoscenico&#8221; ora invece con le nuove tecnologie, spesso rimane seduto davanti ad un computer anche durante la performance live. Secondo me c&#8217;\u00e8 l&#8217;esigenza di creare un movimento, un&#8217;attrazione per il pubblico.<\/p>\n<p>Per <em>Bora<\/em> non sar\u00e0 del tutto vero questo discorso perch\u00e9 O&#8217;Malley ha lo stesso presenza scenica. Ma la differenza sta nella concezione del film: a differenza dei miei altri lavori non vi \u00e8 un soggetto ben definito. L&#8217;ho concepito pensando che vi \u00e8 qualcuno sul palco e la presenza del pubblico \u00e8 concentrata su di lui. E&#8217; lui che diventa il personaggio del video.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38400\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-03.png\" alt=\"numero66_ The Image 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong>Da dove deriva l&#8217;idea di girare il video al Carso?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani:<\/strong> Tutto \u00e8 nato perch\u00e9 ero stato invitato da <strong>Andrea Bruciati<\/strong> (<strong>Direttore della Galleria Comunale d&#8217;Arte Contemporanea di Monfalcone<\/strong>) insieme ad altri artisti a sviluppare un progetto artistico sul territorio di Monfalcone. Il sopralluogo lo feci un giorno in cui tirava molto forte la bora e da qui, ogni volta che c&#8217;era il vento ritornavo sul Carso. Questo ha fatto s\u00ec che la mia percezione del territorio risultasse completamente &#8220;diversa&#8221;. Nell&#8217;arco di due anni sono stato sei volte e in vari punti del Carso.<\/p>\n<p>Ma il luogo pi\u00f9 significativo e spettacolare dal punto di vista visivo, \u00e8 la Val Rosandra: \u00e8 carico di tantissime storie, era il punto pi\u00f9 facile in cui attraversare il confine tra Italia e Slovenia. E&#8217; anche il luogo in cui il vento si incanala e tira molto pi\u00f9 forte, che si chiama sella di bora. Qui il vento ha una forza inaudita ma non si percepisce nulla a livello visivo perch\u00e9 ci sono solamente sassi, non c&#8217;\u00e8 movimento. Si percepisce la violenza del vento ma \u00e8 come se non succedesse nulla.<\/p>\n<p>La musica \u00e8 un&#8217;improvvisazione live che accompagna il video, senza la live performance sarebbe piatto e insignificante perch\u00e9 \u00e8 stato concepito proprio per questo lavoro in particolare. Il video per\u00f2 ha una sua storia, un suo svolgimento. O&#8217;Malley tutte le volte che il lavoro sar\u00e0 riproposto, probabilmente far\u00e0 una performance diversa lavorando in diretta sulle immagini.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong>Parlando di un altro tuo recente film <em>Il Capo<\/em>, l&#8217;aspetto che mi ha fatto pi\u00f9 riflettere \u00e8 l&#8217;opposizione tra una presenza molto fisica e &#8220;violenta&#8221; del personaggio, dell&#8217;ambiente, dell&#8217;industria pesante con le azioni e i gesti che invece sono molto delicati. Che ne pensi?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani:<\/strong> La delicatezza e l&#8217;accortezza delle azioni credo che sia data dal tipo di lavoro: i cavatori devono lavorare con un marmo che \u00e8 il pi\u00f9 pregiato e veramente costoso, e non devono rovinarlo. Ho voluto enfatizzare che la &#8220;bestialit\u00e0&#8221; del personaggio, non \u00e8 poi cos\u00ec &#8220;bestiale&#8221; e ho preferito dare importanza alla perfezione del lavoro e delle azioni con le inquadrature. Ho cercato i punti migliori della cava facendolo sembrare un ambiente perfetto poich\u00e9 sembrasse un set, quando in realt\u00e0 \u00e8 un cantiere. A me, a differenza di altri videomakers che si avvicinano al mondo del lavoro come soggetto e ne ricercando la rozzezza quasi da reportage, interessa sottolinearne la spettacolarit\u00e0 e voglio che tutto sia perfetto, quasi un set costruito. E&#8217; faticosissimo cercare la perfezione in questi posti eh!<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong>Quanto sono durate le riprese per <em>Il Capo<\/em>?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani<\/strong>: Le scene che si susseguono in cui vengono ricavate le bancate di marmo le ho girate in un anno. Quando i cavatori erano pronti per estrarlo, mi chiamavano e io andavo a riprendere. Le scene sul capo della cava le ho girate in una settimana e sembra che sia una sola giornata di lavoro. Sicuramente avrei potuto metterci meno tempo, ma io giravo in un cantiere, la cava non si poteva fermare per me. Ho deciso di fare un film in 35 mm che mi ha permesso di ottenere immagini che emozionano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38401\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-04.png\" alt=\"numero66_ The Image 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong> Alessandra Saviotti: <\/strong>Oltre all&#8217;immagine molto curata, si percepisce un&#8217;attenzione particolare al suono.<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani<\/strong>: Il suono \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 curato, ho lavorato con un fonico che si occupa di cinema, <strong>Mirco Mencacci<\/strong>, che \u00e8 un vero maestro. Ha accettato di collaborare con me perch\u00e9, pur avendo trent&#8217;anni di esperienza, lo coinvolgo sempre in progetti che gli permettono di sperimentare.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong>Come hai fatto ad entrare in un ambiente del genere che sembra cos\u00ec duro?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani:<\/strong> Io ci metto cos\u00ec tanto entusiasmo che le persone si convincono. Ovviamente ci vuole molto tempo.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti:<\/strong> Tu ti consideri un regista o un videomaker?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani:<\/strong> E&#8217; complicato, io mi considero un &#8220;artista visivo \u0096 filmmaker&#8221;, nome composto. Ma ultimamente sto dicendo &#8220;videoartista&#8221; perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 comodo, anche se nell&#8217;ambiente dell&#8217;arte \u00e8 un nome obsoleto. Di solito \u00e8 cos\u00ec: nell&#8217;ambiente dell&#8217;arte sono un filmmaker e nell&#8217;ambiente del cinema sono un artista!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38402\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-05.png\" alt=\"numero66_ The Image 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong> Alessandra Saviotti: <\/strong>Al Festival del Cinema di Venezia quindi come sei arrivato? Come artista o come filmmaker?<\/p>\n<p><strong>Yuri Ancarani:<\/strong> Sono arrivato come artista alla sezione <em>Orizzonti<\/em> del Festival dedicata alla ricerca cinematografica internazionale che \u00e8 fatta sulla base del lavoro presentato. E&#8217; stata piuttosto dura perch\u00e9 la selezione dei film \u00e8 fatta in ogni ambito dell&#8217;immagine in movimento. Per fortuna dall&#8217;anno scorso \u00e8 stata modificata l&#8217;idea della durata del film e sono state accorpate le categorie di cortometraggio, mediometraggio e lungometraggio, per cui il film non deve avere una durata standard, ma quella adatta al lavoro. Nel mondo dell&#8217;arte 15 minuti hanno tutta la loro dignit\u00e0, anzi, meno tempo ci metti per rappresentare il messaggio e pi\u00f9 sei bravo, mentre nel cinema \u00e8 completamente diverso. Il cortometraggio \u00e8 quasi una forma di palestra per poi realizzare dei film &#8220;lunghi&#8221;.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 il film \u00e8 stato presentato in vari festival, tra cui <strong>IDFA<\/strong> (<strong>24e International Documentary Film Festival Amsterdam<\/strong>) che \u00e8 tra i festival di documentari pi\u00f9 importanti al mondo, poi negli Stati Uniti (<strong>SXSV<\/strong> ad Austin \u0096 Texas, <strong>True\/False Film Festival<\/strong> \u0096 Missouri, <strong>Ann Arbor Film Festival<\/strong> \u0096 Michigan), al <strong>Cinema du R\u00e9el<\/strong> al Centre Pompidou di Parigi dove \u00e8 stato scelto uno <em>still<\/em> per l&#8217;immagine ufficiale del festival per cui tutti i selezionatori al mondo sanno che esiste.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Saviotti: <\/strong>Sia <em>Bora<\/em> che <em>Il Capo<\/em> sono girati in un territorio che non \u00e8 il tuo. Nei primi lavori sei partito da Ravenna.<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani:<\/strong> Sono dieci anni (2000-2010) che lavoro su Ravenna e sul territorio romagnolo con una serie di video che rimarranno come una sorta di passaggio. Sono nella botte di ebano ad insaporirsi. Negli anni &#8217;80 ci fu <strong>Pier Vittorio Tondelli<\/strong> che scriveva di questo territorio, adesso io ho l&#8217;ambizione di fare qualcosa del genere con un linguaggio pi\u00f9 vicino a noi ora, che pu\u00f2 essere il video, ma anche il videoclip, infatti ho realizzato anche video della durata di 2 minuti. Il tutto \u00e8 nato da un&#8217;esigenza ben precisa: io vivo a met\u00e0 tra Ravenna e Milano e quest&#8217;ultima \u00e8 una citt\u00e0 sterile.<\/p>\n<p>Una citt\u00e0 in cui non puoi pensare di lavorare con la testa, \u00e8 un&#8217;ottima vetrina ma non \u00e8 fatta assolutamente per creare. La ricerca si fa in provincia, questo \u00e8 poco ma sicuro, ma poi non puoi rimanerci. Certo \u00e8 che se fossi stato sempre a Ravenna non avrei avuto gli occhi per captare degli aspetti particolari e non avrei acquisito la tecnica.<\/p>\n<p>Ho realizzato sette lavori sul territorio della riviera, volevo farne dieci.. ho gi\u00e0 i soggetti, mi manca solo il tempo.<\/p>\n<p><strong> Alessandra Saviotti: <\/strong>Hai dei riferimenti in particolare per il tuo lavoro?<\/p>\n<p><strong>Y<\/strong><strong>uri Ancarani<\/strong>: Ho delle passioni, non dei riferimenti ben precisi. Diciamo che la cosa che mi interessa in questo momento \u00e8 la fotografia di architettura rispetto alla tecnica, alle inquadrature ecc. Io lavoro di &#8220;pancia&#8221;.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Yuri Ancarani (Ravenna 1972), &#8216;artista visivo &#8211; film maker&#8217; come si definisce, sviluppa la sua ricerca partendo dal territorio. 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Che sia il suo d'origine, la riviera e la Romagna come per il video Vicino al Cuore (2003), che dichiara essere l'opera alla quale \u008f pi\u009d legato, oppure il Carso (Bora, 2011) o le cave di Carrara (Il Capo, 2010), coglie sempre l'aspetto invisibile che riempie di significato quei luoghi.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-066\/the-image-of-sound-yuri-ancaranis-stomach\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-07-05T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T16:07:06+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-The-Image-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Alessandra Saviotti","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessandra Saviotti","Tempo di lettura stimato":"17 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-066\/the-image-of-sound-yuri-ancaranis-stomach\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-066\/the-image-of-sound-yuri-ancaranis-stomach\/","name":"L'immagine Del Suono. 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