{"id":10881,"date":"2011-07-05T12:00:00","date_gmt":"2011-07-05T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-066\/city-portraits-teatro-a-corte-interview-with-berlin\/"},"modified":"2020-11-02T17:09:07","modified_gmt":"2020-11-02T16:09:07","slug":"city-portraits-teatro-a-corte-interview-with-berlin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-066\/city-portraits-teatro-a-corte-interview-with-berlin\/","title":{"rendered":"City Portraits. Teatro A Corte: Intervista A Berlin"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><strong>Teatro a Corte<\/strong> porta il teatro europeo a Torino nelle dimore sabaude, con l\u2019accurata direzione artistica di <strong>Beppe Navello<\/strong>, e si presenta in tre diversi weekend <strong>dal 7 al 25 luglio 2011<\/strong> con una selezione di 31 compagnie di 12 differenti nazionalit\u00e0, che porteranno in scena le produzioni contemporanee, spaziando nei diversi ambiti delle arti sceniche e nelle ibridazioni dei linguaggi del teatro, della danza, del circo contemporaneo, esplorando anche il teatro equestre, il teatro visuale, il <em>physical theatre <\/em>fino alle installazioni e al video.<\/p>\n<p align=\"left\">Abbiamo conosciuto<strong> Teatro a Corte<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/teatroacorte.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/teatroacorte.it\/<\/a>) nel 2010, quando abbiamo approfondito la ricerca di uno degli ospiti della passata edizione, il coreografo e videoartista<strong> Billy Cowie<\/strong>, che nella sua intervista <span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1864\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1864<\/a><\/span> ha testimoniato la grande attenzione che il festival dedicata alla sperimentazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici e nuove forme di espressione.<\/p>\n<p align=\"left\">Quest\u2019anno Teatro a Corte apre con le <em>Giornate del Teatro<\/em> e la prima nazionale di <strong>Victoria Thierr\u00e9e-Chaplin<\/strong>, ospita nomi celebri come <strong>Balletboyz, Lucilla Giagnoni, Catherine Marnas, Lucia Poli<\/strong>, propone una vetrina di giovani artisti, <em>Nuove Sensibilit\u00e0<\/em>. Uno dei cuori dell\u2019articolata programmazione \u00e8 la vetrina russa, ideata per celebrare l\u2019anno dei rapporti culturali Italia-Russia; \u00e8 proprio in questa sezione che troviamo due delle proposte pi\u00f9 interessanti per la sperimentazione e la multimedialit\u00e0: <strong>Akhe Engeneering Theatre <\/strong>e <strong>Berlin<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38825\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-02.png\" alt=\"numero66_ City Portraits 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">In vista della partecipazione a <strong>Teatro a Corte 2011<\/strong>, abbiamo intervistato in anteprima <strong>Berlin<\/strong>, duo belga composto da <strong>Bart Baele<\/strong> e <strong>Yves Degryse<\/strong>. Berlin \u00e8 attivo dal 2003, quando il gruppo di Anversa si \u00e8 costituito, insieme all\u2019attrice <strong>Caroline Rochlitz<\/strong>, per sviluppare un progetto dedicato alle citt\u00e0 o regioni che fossero particolarmente adatte per raccontare la storia di una identit\u00e0 e di un\u2019umanit\u00e0 significative e universali.<\/p>\n<p align=\"left\">Da allora Berlin ha lavorato su due cicli: <em><strong>Holocene<\/strong><\/em> e <em><strong>Horror Vacui<\/strong><\/em>, composti da diverse produzioni al confine tra cinema di documentazione, video, installazione, performance, teatro, attingendo a piene mani dalla realt\u00e0 e dalla storia, unendo ricerca e indagini sul campo con interviste a testimoni privilegiati.<\/p>\n<p align=\"left\">Il lavoro di<strong> Berlin<\/strong> \u00e8 denso, stratificato, si confronta con diversi generi di linguaggio e rifiuta una categorizzazione, per questo necessita di una attenta visione e approfondimento per coglierne le diverse tematiche: la societ\u00e0 raccontata nei suoi aspetti pi\u00f9 veri e contraddittori, la complessit\u00e0 delle citt\u00e0 e delle regioni, urbanizzate o sperdute in un desolato paesaggio.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019opera presentata a Torino quest\u2019anno \u00e8 la quarta del ciclo <em><strong>Holocene<\/strong><\/em>: <em>Moscow<\/em> (70\u2019) \u00e8 un ritratto video di citt\u00e0 attraverso la voce della sua gente. Intervistando i moscoviti e restituendo le parole delle persone, Berlin traccia un affresco vivido e impietoso di un luogo e del suo popolo, con un taglio oggettivo e documentaristico, a cui si aggiunge la suggestione dell\u2019ambientazione e della colonna sonora. Abbiamo approfondito la natura di questo lavoro e della ricerca di Berlin con un\u2019intervista a <strong>Yves Degryse<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38826\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-03.png\" alt=\"numero66_ City Portraits 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi:<\/strong> Siete stati invitati al Festival Teatro a Corte 2011 e presenterete il vostro 4\u00b0 lavoro relativo al ciclo <em>Holocene<\/em>: <em>Moscow<\/em>. <span lang=\"en-GB\">Come sar\u00e0? <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin:<\/strong> L\u2019anno scorso abbiamo presentato a Torino la performance <em>Bonanza<\/em> e l\u2019installazione <em>Iqaluit<\/em>. Quest\u2019anno presentiamo il progetto <em>Moscow<\/em>, che fa parte del ciclo Holocene, una serie di ritratti di citt\u00e0 composta da <em>Jerusalem<\/em>, <em>Iqaluit<\/em>, <em>Bonanza<\/em> e <em>Moscow<\/em>. La fine di questo ciclo non \u00e8 ancora nota, ma sicuramente realizzeremo altri ritratti di citt\u00e0. In questo momento stiamo lavorando ad un\u2019altra serie, <em>Horror Vacui<\/em>, la cui prima performance, <em>Tagfish<\/em>, risale al 2010, la seconda, <em>Land\u2019s End<\/em>, \u00e8 in elaborazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Per <em>Moscow<\/em> abbiamo lavorato a lungo, in totale due anni dal 2008 al 2009, rimanendo per due mesi e mezzo nella citt\u00e0, nell\u2019inverno e nell\u2019estate del 2007, per le riprese.<\/p>\n<p align=\"left\">Ogni volta che andiamo in una citt\u00e0, ci applichiamo per molto tempo alla progettazione, prima di filmare, e realizziamo numerose ricerche. Durante l\u2019indagine per <em>Moscow<\/em>, ci siamo concentrati sulla forma da dare al lavoro, su una sorta di nostra tenda, una nostra struttura, come riferimento specifico al luogo di origine, alla culla del circo. Mosca \u00e8 una citt\u00e0 che prende il sopravvento su di te, l\u2019atmosfera e le persone sono molto dure se penetri nella loro vita quotidiana.<\/p>\n<p align=\"left\">Abbiamo cercato di combinare queste caratteristiche e abbiamo pensato di trasferire questa atmosfera all\u2019interno della tenda; cos\u00ec abbiamo sviluppato la struttura di un tendone con 6 schermi video in movimento all\u2019interno che circondassero il pubblico che vi entra, e che pu\u00f2 osservare le scene da diversi punti di vista stando in piedi. Un quartetto d\u2019archi e un pianista suonano dal vivo la colonna sonora come omaggio all\u2019atmosfera del circo, sebbene il lavoro non sia in alcun modo riferito al circo in s\u00e9. <em>Moscow<\/em> \u00e8 una performance teatrale e un ritratto della citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38827\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-04.png\" alt=\"numero66_ City Portraits 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Avete mai portato questo lavoro a Mosca?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin:<\/strong> No, ci capita di avere moscoviti tra il pubblico e la loro reazione \u00e8 molto positiva, ma realizzare l\u2019opera a Mosca sarebbe problematico perch\u00e9 non possiamo proteggere le persone che sono nel film e che si espongono direttamente.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Come reagir\u00e0 il pubblico di Torino a questa opera? Vi interessa esplorare la partecipazione?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin:<\/strong> L\u2019anno scorso l\u2019esperienza \u00e8 stata positiva. Quest\u2019anno con <em>Moscow<\/em> mostriamo l\u2019atmosfera di una citt\u00e0, ma anche dei temi universali. Da un lato, emerge l\u2019immagine di un governo e dei suoi meccanismi nel cercare di controllare la situazione. Dall\u2019altro lato, si sente la gente di Mosca parlare della propria vita, della corruzione del sistema. \u00c8 un\u2019opera realistica, un lavoro basato sulla documentazione.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Rappresentate il vostro lavoro all\u2019intersezione di molte arti: video, teatro, cinema. Come descriveresti il vostro approccio?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin:<\/strong> Il nostro approccio multidisciplinare \u00e8 qualcosa di naturale e logico, perch\u00e9 vogliamo essere liberi di valutare ci\u00f2 di cui ogni progetto ha bisogno. <span lang=\"en-GB\">Raccontare una storia nel<\/span> miglior modo<span lang=\"en-GB\"> possibile. Scegliere da differenti discipline. <\/span>Usiamo molto il video, ma non \u00e8 un obbligo. Dipende dalla citt\u00e0, il video era perfetto per Mosca. Ora stiamo pianificando un progetto su Lisbona che ad esempio non sar\u00e0 n\u00e9 performance n\u00e9 video. <span lang=\"en-GB\">Sar\u00e0<\/span> un\u2019opera<span lang=\"en-GB\"> totalmente diversa.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38828\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-05.png\" alt=\"numero66_ City Portraits 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>Perch\u00e9 scegliete sempre una citt\u00e0 o una regione per i vostri progetti?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin:<\/strong> Per lo stesso motivo per cui un regista utilizza una buona sceneggiatura. C\u2019\u00e8 materiale forte nella vita quotidiana. Dobbiamo trovare qualcosa nella citt\u00e0 che dica pi\u00f9 della citt\u00e0 stessa. <span lang=\"en-GB\">La storia deve avere un riferimento universale. <\/span>Ad esempio, <em>Bonanza<\/em> [ritratto della pi\u00f9 piccola citt\u00e0 ufficiale del Colorado negli Stati Uniti, con sette residenti in cinque case, un sindaco e un municipio, raccontata attraverso cinque schermi e un modello in scala <em>ndr<\/em>] \u00e8 stato mostrato in Corea e il pubblico vi ha riconosciuto aspetti della vita quotidiana.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Scaravaggi: <\/strong>La citt\u00e0 con i suoi personaggi vive anche una nuova vita nella performance?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin: <\/strong>Domanda difficile. Quando lavoriamo sull\u2019editing vediamo maggiori informazioni e possiamo vedere meglio quello che abbiamo ripreso. Questo aspetto \u00e8 molto focalizzato sull\u2019attimo della creazione. Un buon esempio per rispondere pu\u00f2 essere <em>Tagfish<\/em><strong>: <\/strong>l\u2019opera racconta la storia dello sceicco Hani Yamani e delle sue idee di sviluppo futuro di Zollverein, un sito UNESCO, un\u2019area industriale abbandonata, che pu\u00f2 essere destinata a nuovi utilizzi. Abbiamo filmato tutta la negoziazione, riprendendo e intervistando le persone separatamente, facendo loro alcune domande.<\/p>\n<p align=\"left\">In <em>Tagfish<\/em>, queste persone sono tutte sedute attorno ad un tavolo per un meeting di un\u2019ora; in realt\u00e0 questo incontro non \u00e8 mai avvenuto, ma quello che vedi nella scena, in video, \u00e8 che si stanno veramente parlando. In questo senso, quindi, l\u2019opera fa vivere loro una nuova vita in scena. Abbiamo per\u00f2 una regola ferrea nel montaggio: non estrarre le persone dal proprio contesto. Siamo molto attenti a non attribuire loro significati diversi dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38829\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-06.png\" alt=\"numero66_ City Portraits 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero66_-City-Portraits-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Silvia Scaravaggi: <\/strong>Mi parli dell\u2019ultimo lavoro che state preparando, <em>Land\u2019s End<\/em>, per il ciclo <em>Horror Vacui<\/em>?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yves Degryse | Berlin: <\/strong>Riguarda un caso di assassinio alla fine degli anni Novanta in Belgio. Il proprietario di un\u2019industria di pancake, un ragazzo belga, su ordine della moglie, viene ucciso da un killer mercenario. Tre mesi dopo la sua morte, la polizia scopre i colpevoli, la donna viene imprigionata in Belgio, il killer in Francia. Durante le indagini, un confronto tra i due si rende necessario, ma la Francia non consente l\u2019estradizione ai condannati. Per questo motivo si trova una fattoria sul confine tra Francia e Belgio, si segna una linea attraverso la sala da pranzo, due sedie vengono poste al di qua e al di l\u00e0 di questo limite immaginario dove avviene l\u2019incontro\u2026<\/p>\n<p align=\"left\">Ci stiamo ancora lavorando, siamo nel mezzo del processo, la prima di <em>Land\u2019s End<\/em> sar\u00e0 nel mese di novembre 2011.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.berlinberlin.be\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.berlinberlin.be<\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/teatroacorte.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/teatroacorte.it\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista della partecipazione a Teatro a Corte 2011, abbiamo intervistato in anteprima Berlin, duo belga composto da Bart Baele e Yves Degryse. 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Impiegata da dicembre 2015 presso l'Ufficio Cultura del Comune di Crema, ha lavorato per dieci anni presso l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Cremona, principalmente per la realizzazione del Distretto Culturale locale. Laureata all'Universit\u00e0 di Pisa in Teoria e Tecniche dei Media Audiovisivi, dal 2004 scrive per riviste d'arte: Digicult, Artribune e precedentemente Exibart. La sua ricerca si concentra sull'arte e la politica in relazione a new media art, video, interaction design, e su arte-scienza-tecnologia.\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.tumblr.com\/dashboard%20\",\"https:\/\/www.facebook.com\/silvia.scaravaggi1\",\"https:\/\/twitter.com\/si_sca\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/silvia-scaravaggi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"City Portraits. 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