{"id":10878,"date":"2011-07-05T12:00:00","date_gmt":"2011-07-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-066\/the-truth-of-experience-notes-of-expanded-photography\/"},"modified":"2020-11-02T17:08:48","modified_gmt":"2020-11-02T16:08:48","slug":"the-truth-of-experience-notes-of-expanded-photography","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-066\/the-truth-of-experience-notes-of-expanded-photography\/","title":{"rendered":"La Verita&#8217; Dell&#8217;esperienza. Annotazioni Sulla Fotografia Espansa"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019idea di<strong> fotografia espansa<\/strong> <\/span>\u00e8 un tentativo (uno fra tanti) di interpretare la fotografia \u201cin eccesso\u201d, di capire come questa trascenda la sua definizione prestabilita. Prende in considerazione il fatto che la fotografia non possa essere pi\u00f9 suddivisa e discussa in base ai suoi <em>generi <\/em>ma sia piuttosto una sorta di alfabeto e archivio visivi.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Le sue svariate categorie sono state significativamente riconfigurate, confondendo i confini tra fotografia scientifica, giornalistica, personale, commerciale e artistica. \u00c8 come se la nostra societ\u00e0 avesse liberato la realizzazione dell\u2019immagine da applicazioni specifiche e reso l\u2019immagine fotografica un soggetto autonomo di per s\u00e9, distaccata da qualsiasi funzione o legame.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Inoltre, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere attribuita unicamente a un\u2019attivit\u00e0 basata sulla macchina fotografica, tipica di un certa tradizione della fotografia, visto che ora l\u2019atto di realizzare, manipolare, distribuire e \u201cdigerire\u201d le immagini \u00e8 ibridizzato da apparecchi come telefoni cellulari e computer ma anche da occhiali (Polaroid), televisori, console di giochi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38119\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-02.png\" alt=\"numero66_ the truth 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Il Fotografico<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->\u00c8 visibile a tutti, nelle proprie attivit\u00e0 quotidiane, che la fotografia si \u00e8 dissolta in un magma di immagini; in altre parole, sta perdendo la sua specificit\u00e0 storica e di mezzo espressivo e sta espandendo la sua portata. \u00c8 ci\u00f2 in cui siamo immersi quotidianamente. In quante immagini siamo stati inclusi oggi, e quante ne abbiamo assorbito, innescato o generato? Siamo tutti, pi\u00f9 che mai, \u201cimplicati\u201d nella fotografia, che ci piaccia o no; costruiamo noi stessi, sia in quanto individui, sia in quanto comunit\u00e0, attraverso questo alfabeto e archivio visivi, una lingua che non \u00e8 n\u00e9 parlata n\u00e9 scritta, ma visiva \u2013 e digitale.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Potremmo definire questo linguaggio costitutivo e visivo come \u201cil fotografico\u201d. Tracciando un parallelo (ma con un proprio differente carattere) dalla nozione di cinema espanso, questo modo di ragionare implica la fotografia come una caratteristica multipla ed espansa del nostro modo di vivere, che si riferisce in maniera incrociata a campi come i mass-media, l\u2019economia, la politica, il diritto e le scienze sociali.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il <em>fotografico <\/em>\u00e8 un intero corpo d\u2019esperienza che abbraccia (ed \u00e8 mediato da) una grande variet\u00e0 di relazioni, interessi e possibilit\u00e0, per diventare la principale manifestazione e l\u2019elemento costitutivo della nostra condizione umana nel Ventunesimo Secolo. Questo processo non sta avendo luogo solamente <em>nella <\/em>ma anche <em>attraverso<\/em> la sfera pubblica. La visualizzazione delle nostre azioni, delle nostre storie e dei nostri pensieri \u00e8 ci\u00f2 che costituisce al momento il discorso principale della sfera pubblica. Non esiste sfera pubblica senza la condivisione di esperienze ed opinioni e nella nostra epoca quello che condividiamo di pi\u00f9 sono le immagini. Sono diventate una merce di scambio. Commerciamo la nostra esistenza in immagini, e diamo forma a noi stessi attraverso di esse.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Abbiamo bisogno di riferirci a immagini (e alla realizzazione di immagini) in modo da agire politicamente, socialmente, culturalmente. Una fotografia espansa \u00e8 l\u2019insieme di condizioni che agevola la nostra consapevolezza di strati cos\u00ec interconnessi \u2013 un sistema visivo che ricerca, trova e mette in atto il significato mano a mano che lo costituisce (con o senza macchina fotografica). Ricordate, immaginate o esistenti, le fotografie contribuiscono alla nostra conoscenza e percezione del mondo e di noi stessi. Cos\u00ec la fotografia espansa \u00e8 un approccio alla vita che passa tuttavia attraverso fasi diverse, diversi sistemi visivi, diversi segni e formati. <em>Il fotografico<\/em> funziona come &#8220;hyperimage&#8221;(l&#8217;equivalente visivo dell&#8217;hypertext), la traduzione e la codificazione (visiva) delle informazioni da un formato all&#8217;altro.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38120\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-03.png\" alt=\"numero66_ the truth 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Noi, Quelli che Lo Fanno Accadere<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->Relazioniamo comunemente la nostra idea di fotografia all\u2019immaginazione, alla verit\u00e0, alla memoria e alla storia, indipendentemente dal fatto che si tratti di fotografia inscenata, spontanea, di studio o di strada. Ma a mano a mano che ci muoviamo nello spazio (in luoghi fisici, immaginari o virtuali) e nel tempo (lineare o non), la fotografia ci permette di creare nuove connessioni tra le forme di comunicazione e di espressione dell\u2019Io.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Un concetto espanso di fotografia &#8211; come le pratiche filmiche e video del cinema espanso &#8211; altera la cosiddetta \u201carchitettura di ricezione\u201d, trascendendo l&#8217;esperienza storica e culturale dello spettatore. Essa aiuta anche a cambiare gli aspetti generativi della realizzazione di immagini in s\u00e9, trasformando la pratica fotografica in qualcosa di eterogeneo, di performativo, di ininterrotto e di infinito. Questo \u00e8 pi\u00f9 che scattare semplicemente una foto o inventare un&#8217;immagine; come sopra accennato, si tratta di costituire l&#8217;Io visivamente.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">I produttori, i mediatori e i ricettori agiscono tutti allo stesso modo in quanto traduttori \u2013 non agendo direttamente con i loro soggetti, ma con le narrazioni a cui le vite di queste persone sono profondamente legate. Questo \u00e8 il punto preciso in cui prende forma la sfera pubblica, visto che questa viene generata, plasmata e compresa da questi atti di traduzione. Invece di assumere che la fotografia \u00e8 un meccanismo che trasforma la realt\u00e0 in immagini, siamo in grado di invertire i termini e vedere il fotografo in quanto traduttore e agevolatore di narrazioni.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38121\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-04.png\" alt=\"numero66_ the truth 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">La ricezione della fotografia \u00e8 un processo di formazione, uno spazio fluido di interessi, pratiche, aspettative e idee che s\u2019intrecciano. Il fatto che le fotografie possano essere stampate e passate di mano in mano, riprodotte in libri, giornali e riviste, proiettate in gallerie, centri sociali e spazi pubblici, mandate in onda in tv, streaming online o persino elaborate tramite il software che converte impulsi audio e sonori in immagini, rivela che la fotografia \u00e8 chiaramente una questione di diffusione e non di <em>genere<\/em>.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Se oggi l&#8217;elemento importante non \u00e8 \u201cquale\u201d informazione viene fornita, ma \u201ccome\u201d, allora ci\u00f2 che \u00e8 essenziale alla comprensione sono le forme di comunicazione che ci forniscono l&#8217;informazione. E&#8217; la fotografia nella sua dimensione espansa che gioca per lo pi\u00f9 questo ruolo.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">In definitiva, \u00e8 una questione di prospettiva che cambia: comprendere lo spettatore come il generatore dell&#8217;immagine, che &#8216;lavora&#8217; sull&#8217;immagine e la trascende, portando se stesso\/a nell&#8217;immagine mentre viene assorbito e mostrato ci\u00f2 di cui l&#8217;immagine tratta. Noi prendiamo parte al lavoro di immaginazione e rappresentazione, ognuno di noi interviene nella realizzazione dell\u2019immagine e reclama spazio per se stesso\/a nel racconto del testimone, nell&#8217;archivio, nella relazione del giornalista, nella presentazione dello scienziato.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 \u201cl\u2019esterno\u201d al visibile, dal momento in cui noi siamo costituiti da esso. L\u2019immagine e lo spettatore sono incastrati in un rapporto infinitamente reciproco.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38123\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-06.png\" alt=\"numero66_ the truth 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Il Qui e l\u2019Adesso, Attualizzati<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Il processo di realizzazione dell\u2019immagine \u00e8 sempre e necessariamente la \u201crealizzazione del significato\u201d. Il processo fonde continuamente passato, presente e futuro, cognizione ed emozione.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">La fotografia espansa richiede che il<em> fotografico<\/em> entri in un rapporto reciproco con le altre economie tra cui l\u2019arte, i mass-media, l&#8217;architettura, la scienza e il diritto, mutando costantemente la percezione della societ\u00e0 di se stessa attraverso discipline non fotografiche. I suoi veicoli di comunicazione sono la pratica curatoriale, l&#8217;istruzione, i media e l&#8217;editoria, ma riguarda progetti che sono \u201cimplicitamente\u201d piuttosto che \u201cesplicitamente\u201d fotografici.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Quando gli artisti, gli editori, i produttori, i mediatori culturali e i curatori aprono uno spazio per attraversare i confini con altre sfere della societ\u00e0, si materializza improvvisamente un terreno arduo. Infatti, i produttori e i consumatori diventano ugualmente dei partecipanti attivi nel processo, dal momento in cui entrano a far parte della catena di informazioni, un segmento della sequenza di \u201cconoscenza\u201d.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38122\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-05.png\" alt=\"numero66_ the truth 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/05\/numero66_-the-truth-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Inscrivere se stessi nell&#8217;immagine e nel processo di realizzazione dell&#8217;immagine \u00e8 l&#8217;unico modo residuo per partecipare alla vita; spostandosi verso l&#8217;interno dell&#8217;immagine, nel lavoro e nel discorso che sta dietro all&#8217;immagine, diventando parte di essa e del mezzo espressivo. La fotografia espansa riguarda, quindi, la verit\u00e0 dell&#8217;esperienza.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di fotografia espansa \u008f un tentativo (una fra tanti) di interpretare la fotografia &#8216;in eccesso&#8217;, quindi interpretare come essa trascenda la sua definizone prestabilita. 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