{"id":10872,"date":"2011-07-05T12:00:00","date_gmt":"2011-07-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-066\/operative-transformations-part-1\/"},"modified":"2020-11-02T17:07:30","modified_gmt":"2020-11-02T16:07:30","slug":"operative-transformations-part-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/operative-transformations-part-1\/","title":{"rendered":"Trasformazioni Operative. Parte 1"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Questo saggio in due parti fornisce un\u2019indagine critica sulla nozione di trasformazione operativa e sul suo ruolo nell\u2019evoluzione dell\u2019animazione come mezzo di morfogenesi spaziale in architettura, considerando al contempo le sue possibili congiunzioni con i contesti pi\u00f9 ampi della scienza e del design.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Disegno Operativo<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">E\u2019 attraverso uno studio approfondito del disegno e, in particolare, dei diversi tipi di disegno sviluppati nel contesto del design d\u2019architettura, che possono essere definite le origini del termine &#8220;operativo&#8221; e il suo significato moderno pu\u00f2 essere esteso. La forma primaria e fondamentale del disegno \u00e8 il ricalco. Questo tipo di disegno pu\u00f2 anche essere denominato &#8220;traccia di un indice&#8221;, cio\u00e8 un\u2019impronta visiva lasciata da un particolare processo. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Come tale, il ricalco \u00e8 relazionale e, nonostante coinvolga dei processi fisici, va oltre a questi, essendo un modo di formare proposizioni che possono essere astratte. In alcuni casi, una forma cos\u00ec basilare del disegno influisce ancora direttamente o indirettamente sul funzionamento dei tipi e dei processi pi\u00f9 avanzati delle rappresentazioni tramite diagrammi (anch\u2019essi derivanti dal disegno), dell\u2019animazione<\/span> <span lang=\"it-IT\">generata al computer<\/span> <span lang=\"it-IT\">nonch\u00e8 dello status, dell\u2019operazione e dell\u2019aspetto dello stesso prodotto finale voluto.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39232\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-02.png\" alt=\"numero66_ Operative 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Come argomentato da <strong>Anthony Vidler<\/strong>, il diagramma pu\u00f2 essere definito al meglio come una \u201crappresentazione usata per simbolizzare proposizioni astratte o processi mentali legati tra loro\u201d.<\/span> <strong>[1]<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Un diagramma coinvolge sempre l\u2019attivit\u00e0 risoluta del ricalco, attraverso cui &#8220;disfa\/ricostruisce&#8221; la realt\u00e0 e, a differenza di un piano architettonico, non \u00e8 edificabile.<\/span><strong>[2]<\/strong><span lang=\"it-IT\"> Tuttavia, in controtendenza rispetto ad Anthony Vidler, i diagrammi non sono apertamente utopici.<\/span> <strong>[3]<\/strong><span lang=\"it-IT\"> Un diagramma \u00e8 infatti caratterizzato da un tipo di virtualit\u00e0 che, come spiega l\u2019architetto <strong>Greg Lynn<\/strong>, contiene un potenziale variabile. Come tale, un diagramma si trova in contrasto con le operazioni di simulazione, poich\u00e9 quest\u2019ultima opera piuttosto come \u201csostituto&#8221;<\/span> della realt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Termine coniato dall\u2019architetto <strong>Bernard Tschumi<\/strong>, il \u201cdisegno operativo\u201d pu\u00f2 essere creato in ogni disciplina, usando ogni mezzo, a patto che funzioni come attivit\u00e0 risoluta della riflessione e del posizionamento critici.<\/span> Come afferma Tschumi:<em> Il disegno, fatto a mano o tramite software, pu\u00f2 essere sia descrittivo sia prescrittivo&#8230; i disegni prescrittivi vogliono essere operativi&#8230; sono strumenti per riflettere e per presentare<\/em> <span lang=\"it-IT\"><em>posizioni&#8230; la forma non \u00e8 mai il loro obiettivo.<\/em> <strong>[4]<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">In particolare, se ci si basa sulla descrizione di <strong>Tschumi<\/strong>, il &#8220;disegno operativo&#8221; coinvolge le seguenti categorie: \u201cdiagramma concettuale\u201d, \u201ctrascrizione\u201d, \u201csequenza trasformazionale\u201d e \u201cdisegno scalare intercambiabile\u201d. Nel \u201cdiagramma concettuale\u201d, la complessit\u00e0 intrinseca dell\u2019architettura pu\u00f2 essere ridotta e la concettualizzazione viene facilitata. Attraverso la \u201ctrascrizione\u201d, si pu\u00f2 interpretare la realt\u00e0 architettonica o, in altre parole, \u2018leggerla\u2019, spesso attraverso scenari teorici e non realistici. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La \u201csequenza trasformazionale\u201d include l\u2019animazione, che pu\u00f2 essere applicata non solo alle forme, ma anche agli spazi e ai programmi. Il processo e il prodotto finale hanno uguale importanza. <\/span><span lang=\"it-IT\">Una &#8220;sequenza trasformazionale&#8221; \u00e8 &#8220;aperta&#8221; se non ha conclusione, ad esempio quando contiene sequenze concorrenti o giustapposte di un altro ordine, ed \u00e8 &#8220;chiusa&#8221; quando ha una conclusione prevedibile, dovuta all\u2019esaurimento, alla circolarit\u00e0 o alla ripetizione del processo. Infine, il \u201cdisegno scalare intercambiabile\u201d \u00e8 essenzialmente la combinazione in un \u201cconcetto trasformazionale singolo ed eterogeneo\u201d<\/span> <strong>[5]<\/strong><span lang=\"it-IT\"> di tutte le categorie summenzionate.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">In opposizione a ci\u00f2 che<strong> Tschumi <\/strong>definisce come un tipo di disegno \u201cdescrittivo\u201d (in senso sia soggettivo sia oggettivo), il &#8220;disegno operativo&#8221; ricorre tra le sue manifestazioni visive, poich\u00e9 \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 proposizionale non grafica, non formale e basata su un processo, oltre ad essere un campo di potenzialit\u00e0 che si rivela col tempo. Il &#8220;disegno operativo&#8221; \u00e8 una strategia di riflessione-in-divenire, che taglia tra le fasi del processo di creazione, che pu\u00f2 includere l\u2019intenzione, la realizzazione, la valutazione, ecc., nonch\u00e8 tra diversi campi, come l\u2019architettura, la psicologia, la filosofia, la percezione e altre&#8230;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39234\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-03.png\" alt=\"numero66_ Operative 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Trasformazione in animazione<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Cercare di stabilire una piena corrispondenza tra le categorie dell\u2019animazione generata al computer pone un compito abbastanza impossibile, poich\u00e8 esse evolvono in continuazione e coinvolgono numerosi processi eterogenei. Le categorie di animazione possono venire pi\u00f9 o meno definite in relazione ai tipi di<em> modelling<\/em> generato al computer. I gruppi basilari degli strumenti usati per la modellazione dell\u2019architettura urbanizzata includono <em>modelling<\/em> basati sul volume, deformatori basati sulla superficie e sistemi dinamici. I <em>modelling<\/em> basati sul volume influiscono &#8220;globalmente&#8221; sui solidi originali che interagiscono, mentre gli strumenti basati sulla superficie deformano gli elementi individuali geometrici di un modello digitale 3D. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Gli strumenti basati sul volume, come le operazioni degli <strong>Insiemi di Boole<\/strong>, permettono la visualizzazione gerarchica progressiva di semplici relazioni tra volumi intersecati, aggiunti e\/o sottratti in modo analitico. Il <em>modelling<\/em> basato sulla superficie \u00e8 simile alla bozza 2D e il suo uso \u00e8 preferibile quando si visualizzano strutture irregolari. Uno \u2018spline\u2019 \u00e8 lo strumento fondamentale per i modelling basati sulla superficie, che permette un modo additivo di modellazione analogo alla bozza. Nel modelling basato sulla superficie, una superficie tratteggiata pu\u00f2 venire generata progressivamente da punti e da linee, in contrasto alla combinazione diretta di volumi vuoti e solidi che caratterizza il modelling basato sul volume.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La tipologia di animazione pi\u00f9 elementare \u00e8 l\u2019animazione<em> keyframe<\/em>. Questo tipo di animazione consente di rappresentare le trasformazioni consecutive di solidi. Ogni trasformazione e i suoi effetti su altri solidi possono essere facilmente decifrati. Di conseguenza, le animazioni possono essere analizzate a fondo e qualsiasi relazione &#8220;causale&#8221; pu\u00f2 essere identificata. I sistemi dinamici vengono utilizzati in architettura principalmente per consentire una costruzione non lineare di modelli che includa forme in grado di auto-evolvere e design interattivi. I sistemi dinamici possiedono una variet\u00e0 di applicazioni tra cui la simulazione di ambienti reali, la visualizzazione del cambiamento e dell\u2019interazione tra dati ambientali e statistici etc.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Come descrive l\u2019architetto <strong>Bart Lootsman<\/strong>, la dinamica \u00e8 largamente utilizzata in architettura e include strumenti come la &#8220;cinematica inversa&#8221;, la &#8220;dinamica delle particelle&#8221; e la &#8220;dinamica dei corpi deformabili&#8221;.<\/span> <strong>[6]<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39235\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-04.png\" alt=\"numero66_ Operative 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Gli elementi delle animazioni dinamiche ottenute potrebbero avere interazioni complesse e sincrone tra di loro, automatizzate da vincoli programmabili. Come si pu\u00f2 vedere nei lavori di <strong>Eric Bucci, Fernando Burgos e Kuk-Hwan Mieussett<\/strong>, questi strumenti vengono associati agli &#8220;algoritmi genetici&#8221; per permettere la creazione di design interattivi di spazi costruiti e design urbani in architettura. Come spiegano questi architetti, tali design si auto-evolvono e vengono generati dai dati raccolti online o direttamente nel mondo fisico.<\/span> <strong>[7]<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Questi complessi strumenti programmabili sono adatti per creare superfici molto irregolari o frammentate in grado di auto-evolvere. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Come sequenza trasformazionale, l\u2019animazione tende ad essere arbitrariamente additiva, dato che un effetto pu\u00f2 derivare da cause molteplici. Infatti, le sequenze trasformazionali digitali possono essere quasi illimitatamente additive poich\u00e9 il numero di cause che \u00e8 possibile aggiungere pu\u00f2 essere infinito. Secondo l\u2019architetto<strong> Ali Rahim<\/strong>, tuttavia, solo l\u2019animazione<em> keyframe<\/em> pu\u00f2 essere definita come causale, cio\u00e8 definitiva, reversibile e metaforica, al contrario dell\u2019animazione <em>high-end<\/em> che \u00e8 non lineare ed \u201cendogena\u201d.<\/span><strong>[8]<\/strong><span lang=\"it-IT\"> L\u2019animazione<em> high-end<\/em> consente non solo una trasformazione dell\u2019immagine diretta, ma anche indiretta e un gran numero di trasformazioni parallele. L\u2019animazione high-end pu\u00f2 inoltre includere dati del mondo reale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">In una sequenza trasformazionale, le qualit\u00e0 di transizione tra i &#8220;frame&#8221; o, in altre parole, i casi, sono di grande importanza. Come afferma sempre <strong>Tschumi<\/strong>: <\/span> <span lang=\"it-IT\"><em>Ogni sequenza \u00e8 cumulativa. I \u201cframe\u201d traggono importanza dalla giustapposizione. Determinano memoria \u2013 del frame precedente, della causa di eventi. Sperimentare e seguire una sequenza architettonica \u00e8 riflettere su eventi per porli in insiemi consecutivi. <\/em><\/span><strong>[9]<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39236\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-05.png\" alt=\"numero66_ Operative 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> <strong>Tschumi<\/strong> propone che questa continuit\u00e0 ingannevole tra causa ed effetto, che si ottiene attraverso l\u2019uso di frame giustapposti, possa essere \u2018spezzata\u2019 usando frame sovrapposti, come quando si introduce l\u2019elemento cinematico di montaggio. Secondo Tchumi, lo sovrapposizione di frame disparati dovrebbe rivelare le contraddizioni irriducibili che si verificano tra le fasi della trasformazione architettonica. Tale sovrapposizione potrebbe portare a \u201crotture\u201d attraverso cui, il processo decisorio implicito, contraddittorio ma in evoluzione dell\u2019architetto, pu\u00f2 essere rivelato<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[10]<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Tuttavia, inevitabilmente il montaggio funziona piuttosto come una transizione tra due differenti fasi trasformazionali o come mezzo per collegare varie sequenze trasformazionali attraverso la loro sovrapposizione. Il montaggio sembra operare in entrambi i casi come un mezzo interconnettivo, fornendo un\u2019animazione (ri)strutturata a livello compositivo come una sequenza virtuale indipendente. Anzich\u00e9 uno strumento di design, il montaggio propone un\u2019altra tecnica di editing per anteprima architettoniche animate.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">A<span lang=\"it-IT\"> livello pi\u00f9 analitico, i meccanismi di una sequenza trasformazionale disegnata a mano o creata digitalmente (che possono funzionare come parte integrante di un processo di produzione lineare o presentate come un prodotto finito), dipendono dalle qualit\u00e0 della differenza durante i suoi progressi. Secondo <strong>Henri Lefebvre<\/strong>, nonostante una differenza \u201cindotta\u201d derivi dall\u2019esistenza di \u201copposizione\u201d, ci\u00f2 non mina ma \u201crimane dentro\u201d il sistema che costituisce. Dall\u2019altro lato, una differenza \u201cprodotta\u201d deriva dall\u2019esistenza di \u201ccontraddizione\/trascendenza\u201d perch\u00e9 \u201cpresuppone la distruzione di un sistema [e]\u2026 emerge dall\u2019\u2026 abisso<\/span>\u201d.<strong>[11]<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 stato sostenuto che l\u2019animazione normalmente venga presentata come un flusso singolare di creazione idealistica, lontano da qualsiasi relazione materiale reale e da ogni interazione e tempo empirico. L\u2019animazione trova le sue radici nelle modalit\u00e0 cinematiche di presentazione e spettatorialit\u00e0 cos\u00ec come nella simulazione scientifica e nella visualizzazione dei dati. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Architetti come <strong>Greg Lynn<\/strong> studiano il \u2018dialogo\u2019 provocatorio tra animazione e architettura e sviluppano metodologie per adattare in modo creativo e sistematico l\u2019animazione come strumento dinamico per il design architettonico, invece di utilizzarla semplicemente come mezzo per creare l\u2019anteprima di prototipi architettonici statici. Il lavoro sull\u2019animazione svolto da Greg Lynn permette di comprendere meglio il ruolo dell\u2019animazione come strumento di design endogeno per l\u2019architettura.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39237\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-06.png\" alt=\"numero66_ Operative 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/numero66_-Operative-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Le serie transformative possono essere \u201cdiscrete\/ripetitive\u201d e quindi, matematicamente prevedibili (per quanto sia possibile), oppure \u201ccontinue\/iterative\u201d. Le ultime non hanno \u201corigini\u201d in quanto tali, ma \u201cpunti di partenza\u201d.<\/span><strong> [12]<\/strong><span lang=\"it-IT\"> A seconda delle variabili utilizzate in un\u2019animazione, le serie ottenute possono essere aperte se hanno un \u201csistema indefinitamente strutturato\u201d. La seconda parte di questo saggio tratter\u00e0 di alcuni casi caratteristici del lavoro di Lynn congiuntamente al contesto interdisciplinare pi\u00f9 ampio, in cerca del perch\u00e9 e del come sia possibile ottenere trasformazioni operative in architettura.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p><strong>[1]<\/strong> Citazione di Anthony Vidler dall\u2019<em>Oxford English Dictionary<\/em> in \u201cDiagrams of Utopia\u201d, in De Zegher, Catherine &amp; M. Wigley, eds., <em>The Activist Drawing: Retracing Situationist Architectures from Constant\u2019s New Babylon to Beyond<\/em>, MIT Press, 2001, p. 84 (vedi anche Fratzeskou, Eugenia, <em>Operative Intersections<\/em>: <em>Between Site-Specific Drawing and Spatial Digital Diagramming,<\/em> LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2010).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\"><strong>[2]<\/strong> Vidler, Anthony, \u201cDiagrams of Utopia\u201d, in De Zegher, Catherine &amp; M. Wigley, eds., <em>The Activist Drawing: Retracing Situationist Architectures from Constant\u2019s New Babylon to Beyond<\/em>, MIT Press, 2001, pp. 84, 86.<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\">\n<p><strong>[3]<\/strong>Ibid, p. 85.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\"><strong>[4]<\/strong> Tschumi, Bernard, \u201cOperative Drawing\u201d, in De Zegher, Catherine &amp; M. Wigley, eds., <em>The Activist Drawing: Retracing Situationist Architectures from Constant\u2019s New Babylon to Beyond<\/em>, MIT Press, 2001, pp. 135, 137.<\/div>\n<div id=\"sdendnote5\">\n<p><strong>[5]<\/strong> Ibid, pp. 135-137.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote6\">\n<p><strong>[6]<\/strong> Lootsman, Bart, in Brayer, Marie-Ange et al, eds., <em>Archilab: Futurehouse<\/em>, London: Thames &amp; Hudson, 2002, p.21.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote7\">\n<p><strong>[7]<\/strong> Bucci, Eric in Bertol, Daniela, <em>Designing Digital Space: an architect\u2019s guide to virtual reality<\/em>, Architectural Design, New York: Wiley, 1997, pp. 237-8, Mieusset, Kuk H, \u201cNotations in space and time\u201d, in Engeli, M. ed., <em>Bits &amp; Spaces: Architecture and Computing for Physical Virtual Hybrid Realities<\/em> (33 projects by architecture and CAAD, Eidgenossicische Technische Hochschule Zurich), Basel, Boston, Berlin: Birkhauser, 2001, pp.34-35, Burgos, Fernando in ibid, pp23-25.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote8\"><strong>[8]<\/strong> Rahim, Ali, \u201cMachinic Possibilities\u201d, in Fear, Bob ed.,<em> Architecture and Animation<\/em> (Architectural Design), Vol. 71, No 2, Wiley Academy Publications, April 2001, p.33 (vedi anche pp. 31-35).<\/div>\n<div id=\"sdendnote9\">\n<p><strong>[9]<\/strong> Tschumi, Bernard, <em>Architecture and Disjunction<\/em>, MIT Press, 1996, pp. 165-166.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote10\">\n<p><strong>[10]<\/strong> Ibid, pp. 196-197.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote11\">\n<p><strong>[11]<\/strong> Lefebvre, Henri,<em> The Production of Space<\/em>, (tr. D. Nicholson-Smith), Blackwell, 1991 (1974), pp. 372-374.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote12\">\n<p><strong>[12]<\/strong> Lynn, Greg, <em>Animate Form<\/em>, New York: Princeton Architectural Press, 1999, pp.33, 39.<\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo saggio in due parti offre un&#8217;indagine critica sulla nozione di trasformazione operativa e sul suo ruolo nell&#8217;evoluzione dell&#8217;animazione come mezzo di morfogenesi spaziale nell&#8217;architettura, considerando insieme i contesti pi\u009d ampi della scienza e del design.<\/p>\n","protected":false},"author":172,"featured_media":39231,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,219],"tags":[57,40],"class_list":["post-10872","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-066","tag-architecture","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Trasformazioni Operative. 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