{"id":10867,"date":"2011-05-30T12:00:00","date_gmt":"2011-05-30T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/"},"modified":"2020-11-02T17:04:27","modified_gmt":"2020-11-02T16:04:27","slug":"the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/","title":{"rendered":"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Percezione e movimento sono le coordinate attorno cui ruota il lavoro del coreografo inglese <strong>Wayne McGregor<\/strong>. Fonda la<strong> Random Dance Company<\/strong> nel 1992, a soli 22 anni, imponendola a livello internazionale grazie a una radicale esplorazione del rapporto tra danza e tecnologia, collaborando con artisti multidisciplinari nella realizzazione di creazioni che hanno consacrato la sua compagnia fra le formazioni di punta della scena britannica.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Wayne McGregor ha ricevuto commissioni dal <strong>Royal Ballet <\/strong>e dalla <strong>Rambert Dance Company<\/strong>, ha realizzato le coreografie del musical di <strong>Andrew Lloyd Webber<\/strong>, <em>Woman in White<\/em>, installazioni site specific per <strong>Hayward Gallery, Canary Wharf, Centre Pompidou<\/strong>, e ha firmato regia e coreografie di <em>Dido and Aeneas<\/em> di <strong>Henry Purcell <\/strong>al Teatro alla Scala, opera che, nel marzo 2009 viene ripresa alla <strong>Royal Opera House<\/strong> unitamente ad una nuova produzione di <em>Acis and Galatea<\/em>, per la quale McGregor cura regia e coreografia.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Nel 2004, a partire dalla composizione di <em>Ataxia<\/em>, attiva un progetto che tutt\u2019ora caratterizza e segna in modo inequivocabile il suo processo coreografico: l\u2019indagine sulla percezione. Nel 2008 con <em>Entity<\/em> s\u2019avvale della collaborazione di scienziati cognitivisti in una elaborazione teorico-pratica attorno al tema dell\u2019identificazione dell\u2019intelligenza cinestetica, decostruendola a partire da una serie di innesti di carattere tecnologico. Dal 2006 McGregor \u00e8 stato nominato coreografo residente del Royal Ballet, il primo in 16 anni e l\u2019unico a provenire dal mondo della danza contemporanea. I suoi lavori sono stati presentati nei contesti internazionali di maggior prestigio.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38170\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-02.png\" alt=\"numero65_The Cognition 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Attualmente <strong>Wayne McGregor<\/strong> \u00e8 impegnato nella composizione de<em> L\u2019anatomie de la sensation<\/em> per l\u2019<strong>Opera de Paris<\/strong> che debutter\u00e0 in Giugno.<\/p>\n<p>E proprio un\u2019anatomia della sensazione \u00e8 messa in gioco in ogni lavoro del coreografo. Partendo da <em>Ataxia<\/em> (2004) per arrivare al recente <em>FAR<\/em> (2011) passando per <em>Entity<\/em> (2008) si dispiega cos\u00ec una logica del movimento che parte da un presupposto al contempo logico-formale \u2013 quasi un\u2019epistemologia del gesto, potremmo dire \u2013 e compositivo: la decostruzione dell\u2019assetto formale del corpo e la sua riorganizzazione.<\/p>\n<p>Nello specifico, l&#8217;ispirazione per la composizione di <em>FAR<\/em> viene da <em>Flesh and the Age of Reason<\/em>, di <strong>Roy Porter<\/strong>. Si tratta di una storia dell&#8217;esplorazione del corpo e dell&#8217;anima del XVIII secolo. Un&#8217;epoca di scoperte nel campo della medicina e del rigore anatomico, unite a radicali domande di stampo filosofico sui meccanismi di pensiero e delle emozioni. Tale fermento, nella cornice della storia delle idee, si connette al lavoro di McGregor con particolare richiamo alle collaborazioni con gli scienziati cognitivisti. Si tratta qui di mettere \u2013 letteralmente \u2013 il corpo al microscopio: guardarlo nei processi in cui il movimento si definisce per comporre un progetto d\u2019azione.<\/p>\n<p><strong> I. Del dispositivo<\/strong><\/p>\n<p><em> FAR<\/em> \u00e8 il risultato di una complessa ricerca concepita e realizzata in collaborazione ai danzatori della Random Dance sulle musiche originali di <strong>Ben Frost <\/strong>\u2013 figura di primo piano della scena elettronica mondiale \u2013 e sulle architetture luminose dal forte impatto evocativo concepite da <strong>Lucy Carter<\/strong> e le scene della<strong> rAndom International.<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019intersezione tra questi diversi aspetti prende avvio la struttura compositiva del lavoro organizzandosi attorno a sequenze polifoniche e puntiformi \u2013 duetti, assolo o terzetti che si sincronizzano a partire da un corpo prismatico e non prevedibile \u2013 prolungando e fendendo lo spazio in differenti piani e volumetrie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38171\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-03.png\" alt=\"numero65_The Cognition 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un\u2019analoga costruzione architettonica dello spazio investe anche la composizione sonora\u00a0concepita da <strong>Ben Frost<\/strong>: una serie di ferite acustiche che attraversano lo spazio della scena come fenditure che \u2013 per restare nella metafora anatomica \u2013 sembrano aprire i corpi e prolungarli, sottoforma sonora, al di fuori, rovesciarli nello spazio della scena. Anche in questo caso siamo di fronte all\u2019elaborazione di un vero e proprio corpo sonoro che pensa al suono nella sua concretezza materiale\u00a0: crepitii, stridori; tutta una gamma di frequenze abitano lo spazio entrando in diretta relazione con i corpi, accordandosi o \u2013 in direzione opposta \u2013 facendo da contrappunto al gesto.<\/p>\n<p>Il suono \u00e8 l\u2019atmosfera che determina la temperatura della scena. Una temperatura che diventa, inoltre, logica del colore grazie al magistrale intervento di <strong>Lucy Carter<\/strong> che pensa alla luce come a una materia che bagna, scolpisce il corpo in movimento restituendone l\u2019aspetto cinetico\u00a0: questa logica del colore \u00e8, in realt\u00e0, una lente di ingrandimento che punta ed esplora \u2013 come in una dimensione tattile \u2013 il corpo dei danzatori\u00a0: ne percorre le pieghe, ne mette in risalto la costruzione architettonica inedita. In altri termini potremmo dire che la luce, in <em>FAR<\/em>, d\u00e0 a vedere i corpi, li svela nella loro dinamica animale \u2013 quanto Francis Bacon sembra emergere da queste figure in scena! \u2013 che si imprimono, come su una lastra fotosensibile, sulla retina dello spettatore.<\/p>\n<p><strong>II: Del movimento<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019indagine sul movimento trova dunque in <em>FAR<\/em> (2011) una radicale elaborazione della connessione tra cervello e movimento. L\u2019ambito di indagine in cui McGregor si muove sembra concepire il cervello come un simulatore del mondo esterno. In questa cornice il cervello proietta sul mondo le sue ipotesi di azione e si serve delle informazioni che provengono dai sensi \u2013 come la vista, l\u2019udito e l\u2019olfatto, solo per citarne alcuni \u2013 come un feedback per verificare la coerenza delle sue previsioni. Il mondo esterno, in altri termini, serve unicamente al corpo per verificare e incarnare le sue proiezioni.<\/p>\n<p>A partire dal progetto <em>Entity<\/em>, il processo di lavoro del coreografo si avvale dell\u2019ausilio di tecnologie \u2013 la programmazione di agenti coreografici intelligenti \u2013<strong> usando cio\u00e8 algoritmi di Intelligenza Artificiale (AI)<\/strong> \u2013 per sviluppare sequenze coreografiche autonome capaci di supportare sia il coreografo che i danzatori nell\u2019elaborazione di partiture inedite di movimento. In altri termini, le tecnologie intervengono qui sulle facolt\u00e0 immaginative (fiction) andando cos\u00ec a modificare lo schema motorio del performer. Questa indagine sulle relazioni tra il funzionamento del cervello e la composizione del movimento \u2013 grazie anche al supporto delle tecnologie \u2013 porta a una struttura coregorafica aperta e fondata su un principio di disarticolazione del corpo che si esprime, come prima rilevato, in assoli e duetti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38172\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-04.png\" alt=\"numero65_The Cognition 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 qui che la concezione scenica di <strong>McGregor<\/strong> analizza e seleziona, nelle sue principali componenti, i meccanismi fisiologici e congnitivi che stanno alla base della composizione del movimento: egli indaga, in altri termini, come questi ultimi influenzino i processi coreografici. Si tratta, dunque, di strategie compositivie che fanno letteralmente deflagrare il corpo, ne ridiscutono l\u2019assetto morfologico a favore di un\u2019esplorazione delle sue traiettorie nello spazio. Ogni danzatore sembra smontare il movimento nel momento stesso in cui lo compie e ogni parte del corpo \u00e8 articolata e diretta verso una traiettoria inaspettata.<\/p>\n<p>Questo principio trova inoltre risonanza nella struttura generale della coreografia. <strong>McGregor<\/strong> lavora cos\u00ec in una direzione di ricerca scientifica che trova la sua forma in un movimento fluido del corpo, viscerale e istintivo. Si tratta di una scrittura calligrafica che richiede delle gambe d\u2019acciaio per supportare un bacino e delle braccia che, invece, sono scomponibili. Ancora una volta si tratta di una decostruzione totale del corpo e del movimento, di un andamento sincopato del gesto, disarticolato ma fluido: una fluidit\u00e0 nervosa ma controllata.<\/p>\n<p><strong>III. Un nuovo assetto percettivo<\/strong><\/p>\n<p>Ci troviamo, con <em>FAR<\/em> come tappa attuale di un processo in evoluzione, di fronte a modalit\u00e0 inedite di comporre il gesto che derivano dall\u2019elaborazione di una strategia profonda di rinnovo della percezione: rinnovare la percezioni significa, per McGregor, modificare i modi, i colori, le temperature e le gradazioni di intensit\u00e0 attraverso le quali si struttura la simulazione prima e l\u2019esecuzione dell\u2019azione poi. Il coreografo, in altri termini, sembra suggerisci che per poter variare il movimento, arrivando cos\u00ec a una epistemologia del gesto \u2013 \u00e8 necessario immaginarsi in altro modo, portare il corpo in modo inedito.<\/p>\n<p>Riorganizzare la percezione, esattamente come esplorato da <strong>Wayne McGregor<\/strong> e dai suoi danzatori in <em>FAR<\/em>, significa allora trovare strategie adeguate per offrire al cervello degli stimoli per elaborare nuove ipotesi di movimento, nuove configurazioni anatomiche, traiettorie spaziali inedite e, di conseguenza, nuove forme di presenza. Contrariamente a questo, la difficolt\u00e0 a virtualizzare \u2013 dunque ad immaginare lo spazio, a caratterizzarlo e dinamizzarlo, proiettando delle ipotesi di movimento inedite \u2013 nasce dall\u2019applicazione \u2013 sempre uguale \u2013 degli schemi di composizione del gesto: si tratta, allora, di evitare una sclerosi del movimento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38173\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-05.png\" alt=\"numero65_The Cognition 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Per dirla in altri termini: il corpo sulla scena di <em>FAR<\/em> \u00e8 soggetto a un vero e proprio processo di destrutturazione e di ricomposizione formale. La sua anatomia \u00e8 rifatta. Nell\u2019immagine potentemente concreta del corpo che McGregor deforma sulla scena sembra materializzarsi, in tutta la sua radicalit\u00e0, il pensiero di Spinoza l\u00e0 dove, riferendosi al corpo, ne parlava in termini di relazione tra vettori, velocit\u00e0 e lentezze, movimento e riposo. Il corpo dei danzatori \u00e8 esattamente quest\u2019architettura paramorfica \u2013 nel senso della variazione costante della sua morfologia \u2013 che si ripensa e si ridefinisce costantemente sotto gli occhi dello spettatore.<\/p>\n<p align=\"left\">Comporre, sembra suggerirci infine Wayne McGregor, significa configurare un corpo contro-intuitivo, non prevedibile e capace di prendere posto nella memoria emotive (e muscolare) dello spettatore.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.randomdance.org\/wayne_mcgregor\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.randomdance.org\/wayne_mcgregor<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Percezione e movimento sono le coordinate attorno cui ruota il lavoro del coreografo inglese Wayne McGregor. Fonda la Random Dance Company nel 1992, a soli 22 anni, imponendola a livello internazionale grazie a una radicale esplorazione del rapporto tra danza e tecnologia, collaborando con artisti multidisciplinari nella realizzazione di creazioni che hanno consacrato la sua compagnia fra le formazioni di punta della scena britannica<\/p>\n","protected":false},"author":171,"featured_media":38169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,218],"tags":[40,63],"class_list":["post-10867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-065","tag-focus","tag-performing-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Perception and movement are the base upon which English choreograph Wayne McGregor founded all of his work. In 1992, when he was only 22 years old, he founded Random Dance Company, taking it to an international level by means of a radical exploration of the relation between dance and technology, and collaborating with multidisciplinary artists in the realization of works that widely contribute in making his company one of the best British reality of the dance panorama.[:it]Percezione e movimento sono le coordinate attorno cui ruota il lavoro del coreografo inglese Wayne McGregor. Fonda la Random Dance Company nel 1992, a soli 22 anni, imponendola a livello internazionale grazie a una radicale esplorazione del rapporto tra danza e tecnologia, collaborando con artisti multidisciplinari nella realizzazione di creazioni che hanno consacrato la sua compagnia fra le formazioni di punta della scena britannica[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-05-30T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-02T16:04:27+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Enrico Pitozzi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Enrico Pitozzi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/\",\"name\":\"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png\",\"datePublished\":\"2011-05-30T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-11-02T16:04:27+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/881ec88978d2c48d20d496c8ef28d761\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png\",\"width\":680,\"height\":496},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/881ec88978d2c48d20d496c8ef28d761\",\"name\":\"Enrico Pitozzi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/enrico-pitozzi1-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/enrico-pitozzi1-96x96.jpg\",\"caption\":\"Enrico Pitozzi\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/enrico-pitozzi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Perception and movement are the base upon which English choreograph Wayne McGregor founded all of his work. In 1992, when he was only 22 years old, he founded Random Dance Company, taking it to an international level by means of a radical exploration of the relation between dance and technology, and collaborating with multidisciplinary artists in the realization of works that widely contribute in making his company one of the best British reality of the dance panorama.[:it]Percezione e movimento sono le coordinate attorno cui ruota il lavoro del coreografo inglese Wayne McGregor. Fonda la Random Dance Company nel 1992, a soli 22 anni, imponendola a livello internazionale grazie a una radicale esplorazione del rapporto tra danza e tecnologia, collaborando con artisti multidisciplinari nella realizzazione di creazioni che hanno consacrato la sua compagnia fra le formazioni di punta della scena britannica[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-05-30T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T16:04:27+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Enrico Pitozzi","twitter_misc":{"Scritto da":"Enrico Pitozzi","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/","name":"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png","datePublished":"2011-05-30T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-11-02T16:04:27+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/881ec88978d2c48d20d496c8ef28d761"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_The-Cognition-01.png","width":680,"height":496},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/the-cognition-of-gesture-composition-by-wayne-mcgregor\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Cognizione Del Gesto. La Composizione Secondo Wayne Mcgregor"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/881ec88978d2c48d20d496c8ef28d761","name":"Enrico Pitozzi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/enrico-pitozzi1-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/enrico-pitozzi1-96x96.jpg","caption":"Enrico Pitozzi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/enrico-pitozzi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/171"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10867"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60045,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10867\/revisions\/60045"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}