{"id":10866,"date":"2011-05-30T12:00:00","date_gmt":"2011-05-30T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-065\/byob-bring-your-own-beamer\/"},"modified":"2020-11-02T17:04:21","modified_gmt":"2020-11-02T16:04:21","slug":"byob-bring-your-own-beamer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-065\/byob-bring-your-own-beamer\/","title":{"rendered":"Byob. Bring Your Own Beamer"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong>BYOB<\/strong> nel nostro caso non significa <em>Bring your Own Beers<\/em>, come potrebbe suggerire il noto acronimo inglese, anche se premetto che lo spirito dell&#8217;evento di cui sto per parlare \u00e8 un p\u00f3 quello della festa in casa di amici, in cui l&#8217;anfitrione mette la casa e gli invitati da bere.<\/p>\n<p>Nel caso in questione <strong>BYOB<\/strong> significa <em>Bring your own beamer<\/em>, ovvero porta il tuo proiettore, ed \u00e8 un nuovo formato di esposizione itinerante in cui uno spazio si trasforma per un giorno in una versione digitale di una quadreria ottocentesca e gli artisti locali sono invitati a proiettare tutto ci\u00f3 che possa rientrare nella definizione di immagine in movimento: da una video chiamata fatta con Skype, a una schermata di photoshop passando una performance con il Finder.<\/p>\n<p>La ricetta \u00e8 semplice, come l&#8217;idea che si nasconde dietro questo progetto, che nasce e cresce a vista d&#8217;occhio como uno spazio di libera espressione artistica. Creare un BYOB \u00e8 facile: devi solo cercare uno spazio, invitare tutti gli artisti che vuoi, chiedere di portarsi un proiettore e lasciare che ognuno sperimenti le infinite possibilit\u00e1 nascoste in questo formato di esposizione. \u00c8 con questo freschezza tipica del <em>DIY<\/em> che nasce questo progetto, ideato da <strong>Rafa\u00ebl Rozendaal<\/strong> meno di un anno fa e gi\u00e1 celebre in tutto il mondo, che sbarcher\u00e0 addirittura il prossimo 2 di Giugno alla <strong>Biennale di Venezia<\/strong>, dopo essere passato per la <strong>Kunsthalle di Atene, l&#8217;Irish Museum of Contemporary art di Dublino, l&#8217;Hyde Park Center Art Center di Chicago<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38166\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-02.png\" alt=\"numero65_Byob 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>BYOB<\/strong> nasce da una necessit\u00e1 globale di creare nuovi spazi di espressione per gli artisti che lavorano con il video o l&#8217;immagine in movimento pi\u00fa in generale e coincide con la volont\u00e1 di riproporre un modello <em>open<\/em> fuori dalla rete.<\/p>\n<p>Si inserisce in una tendenza pi\u00fa ampia, che accomuna la ricerca degli artisti del Post-Internet: quella cio\u00e8 di esplorare le possibilit\u00e1 per rompere la divisione esistente fino a poco tempo fa tra mondo reale e mondo virtuale, allo scopo di creare intersezioni divertenti e creative. Esiste una dualit\u00e1 nel modo di lavorare di questa corrente artistica che rifletta la dualit\u00e1 delle nostre vite, in cui la presenza nella rete \u00e8 ogni giorno pi\u00fa importante e constituisce una vita parallela a quella reale, BYOB si autodefinisce come una specie di spazio sospeso tra questi due mondi, un limbo tra la rete e la vita reale.<\/p>\n<p><strong>Rafa\u00ebl Rozendaal<\/strong>, riconosciuto <em>net artist <\/em>olandese celebre per le sue opere interattive, in cui trasforma oggetti quotidiani, situazioni comuni, paesaggi, emozioni in applicazioni flash, ci racconta che quando viveva a Berlino, si rese conto di quanto fosse difficile fare una mostra collettiva e di quanto al contrario il processo potesse essere reso semplice pensando ai suoi amici e al fatto che tutti lavoravano con il video e avevano un proiettore in casa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38167\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-03.png\" alt=\"numero65_Byob 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La prima edizione del <strong>BYOB<\/strong> si tenne presso il <strong>Bureau Friederich Projectstudio<\/strong> di Berlino, e fu organizzata e curata da Rozendaal e <strong>Anne de Vries<\/strong>. Da subito Rafa\u00ebl cap\u00ed che il format poteva essere riproposto in stile open : &#8220;Mi resi conto di che si poteva rifare in spazi diversi, lasciando libera anche la parte curatoriale e la scelta dello spazio.&#8221; dice Rafa\u00ebl.<\/p>\n<p><strong>BYOB<\/strong> d\u00e1 spazio ad una generazione di artisti cresciuti dietro lo schermo, proponendosi come una struttura aperta e dinamica che non solo d\u00e0 spazio a spontaneit\u00e1 e sperimentazione, ma che apre una serie di questioni riguardo alla possibilit\u00e1 di lasciare le formalit\u00e1 e l&#8217;organizzazione della mostra direttamente in mano all&#8217;artista. Secondo il suo manifesto, un&#8217; immagine in movimento non \u00e8 mai un oggetto statico, e ancora meno quando si d\u00e0 all&#8217;artista la possibilit\u00e1 di muoversi nello spazio fisico e si permette alle immagini di uscire dallo schermo e invadere lo spazio.<\/p>\n<p>L&#8217;artista si trova cos\u00ec davanti a una nuova situazione, invitato a sfruttare ogni parete della sala di proiezione e a cercare nuove possibilit\u00e1 di interazione con il pubblico. La scelta dello spazio \u00e8 fondamentale: \u00e8 importante che sia un ambiente unico, per lasciare che le proiezioni si sovrappongano e mescolino, cosi da produrre un&#8217; insieme complessivo che si trasformi in qualcosa di pi\u00fa di una semplice somma dei video che lo compongono. \u00c8 fondamentale lasciarle fluire nel tempo e nello spazio, per rispecchiare la natura della rete, la sua caoticit\u00e1, la sua morfologia in costante evoluzione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38168\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-04.png\" alt=\"numero65_Byob 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/01\/numero65_Byob-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>BYOB<\/strong> si propone in sintesi di rispecchiare, tanto nella forma quanto nel contenuto, il carattere libero e ogni volta distinto della rete, ricordandoci allo stesso tempo che siamo persone e nonostante ci sia possibile utilizzare la rete tanto per diffondere contenuti video quanto per fare il punto sulla situazione odierna della videoarte, cercare un generatore ed un proiettore rimane comunque un momento divertimento, tanto quanto portare le birre a una festa.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel caso in questione BYOB significa Bring your own beamer, ovvero porta il tuo proiettore, ed \u008f un nuovo formato di esposizione itinerante in cui uno spazio si trasforma per un giorno in una versione digitale di una quadreria ottocentesca e gli artisti locali sono invitati a proiettare tutto ci\u00f3 che possa rientrare nella definizione di immagine in movimento: da una video chiamata fatta con Skype, a una schermata di photoshop passando una performance con il Finder.<\/p>\n","protected":false},"author":152,"featured_media":38165,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,218],"tags":[29,65,74],"class_list":["post-10866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-issue-065","tag-audiovideo","tag-report","tag-vjing"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Byob. 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