{"id":10863,"date":"2011-05-30T12:00:00","date_gmt":"2011-05-30T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-065\/revealing-interstitial-spaces-part-3\/"},"modified":"2020-11-02T17:06:10","modified_gmt":"2020-11-02T16:06:10","slug":"revealing-interstitial-spaces-part-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/revealing-interstitial-spaces-part-3\/","title":{"rendered":"Scoprire Gli Spazi Interstiziali. Parte 3"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Questo saggio si propone di indagare il concetto di spazio interstiziale e l&#8217;interpretazione creativa che ne hanno dato pratiche artistiche site-specific basate su tecnologie digitali. Questa \u00e8 l\u2019ultima parte del saggio.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Oltrepassando i confini<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Lo schermo del computer mostra un\u2019interfaccia falsamente unificante. L\u2019interfaccia nasconde il paradosso algoritmico che mina la regolare funzione di tale dispositivo multimediale. Il paradosso deriva dalla relazione ambigua tra la griglia operativa, in cui le informazioni vengono memorizzate ed elaborate, e la griglia metaforica visiva che pu\u00f2 essere descritta come la visualizzazione digitale dei wireframe di superfici e oggetti, altri <em>modelling element <\/em>(elementi di modelling) e persino la loro triangolazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Sebbene tali \u201cgriglie\u201d siano concepite per avere una funzione regolarizzante, esse sono incidentali e instabili in quanto multiple e multidimensionali. Un \u201cwireframe\u201d pu\u00f2 essere percepito, pi\u00f9 o meno, come una sorta di \u201dschizzo preliminare\u201d. Questo stadio precede il raggiungimento del modello digitale in 3D. Ad un livello molto basilare di creazione di un modello 3D, un wireframe \u00e8 la rappresentazione poligonale (mesh) delle \u201cprimitive di default\u201d tridimensionali usate per creare il modello digitale 3D.<\/p>\n<p align=\"left\">Si tratta di forme geometriche di base come cubi, sfere, ecc. Di solito le primitive e i loro elementi geometrici (punti, bordi, ecc) possono essere visibili e manipolati quando utilizziamo la \u201cmodalit\u00e0 wire\u201d, prima di creare una scena resa o un\u2019animazione (<em>key-framed, endogenic high-end<\/em>, interattiva, ecc.).<\/p>\n<p align=\"left\">Questa scena, un\u2019immagine bidimensionale, \u00e8 lo stadio finale della creazione di un modello digitale 3D, in cui al modello vengono aggiunti gli elementi della trama e \u201cdell\u2019ambiente\u201d. Come discusso nella prima parte di questo saggio, le somme di tutti quegli stadi e le loro traduzioni non sono affatto semplici e ineccepibili. <span class=\"testo_iframebold\">[1]<\/span> E\u2019 possibile sviluppare nuove modalit\u00e0 di creazione non rappresentativa e di interattivit\u00e0 tramite l\u2019esplorazione del loro paradosso algoritmico.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39513\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-02.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Sebbene non direttamente collegata alla tecnologia digitale, la descrizione del progresso di <strong>Piet Mondrian<\/strong> fatta da <strong>Rosalind Krauss<\/strong> \u2013 uno degli esempi pi\u00f9 rappresentativi della transizione modernista nella pittura \u2013 contribuisce a delucidare il ruolo della griglia matematica nella percezione dell\u2019astratto; una specie di predecessore della matrice operativa di sistemi digitali.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019evoluzione di <strong>Piet Mondrian<\/strong> da <em>Molo e Oceano (Composizione n\u00b010) a Composizione con Linee Grigie <\/em>\u00e8 un esempio particolarmente caratteristico di tale transizione. Nel primo disegno, gli elementi \u201cplus\u201d e \u201cminus\u201d sono astratti e rappresentano l\u2019interlocation dinamica di elementi fisici. <em>Composizione con linee grigie<\/em> rappresenta una superficie piatta e non un disegno. Sebbene Mondrian non abbia utilizzato macchine per creare questa opera, la regolarit\u00e0 rigida e immacolata della griglia viene percepita come meccanica.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019evoluzione di Mondrian rappresenta il passaggio dalla griglia che viene utilizzata, ad esempio, come punto di partenza \u201cneutrale\u201d, un grafico su cui viene creata l\u2019illusione pittorica della prospettiva Rinascimentale, al predominio della griglia in quanto dominio autosufficiente, piatto e quindi totalmente controllabile. Seguendo la descrizione dell\u2019evoluzione di Mondrian fatta dalla Krauss, la \u201c\u2026 regolarit\u00e0 dell\u2019ordine aritmetico\u201d viene ora restituita attraverso la \u201cre-invenzione della terra come figura\u2026\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Come descrive la Krauss: \u201c<em>La dispersione e i vuoti del campo naturale sarebbero infine colmati dall\u2019ininterrotta regolarit\u00e0 dell\u2019ordine aritmetico. Ora per la prima volta lui (Mondrian) incontrerebbe la visione come un qualcosa di totalmente astratto. E la griglia riuscirebbe a disegnare la continuit\u00e0 di questo spazio come l\u2019acqua evaporata da un lago secco. Lasciando indietro solo i segni dell\u2019infrastruttura del campo, cancellando e oltrepassando la sua superficie come molte riaffermazioni dei suoi dati geometrici.\u201d<\/em> <strong>[2]<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">La griglia \u00e8 rappresentativa della razionalit\u00e0 del ventesimo secolo caratterizzata da immenso ottimismo e dalla dipendenza dall\u2019information technology. La griglia matematica e la matrice computazionale dell\u2019information technology possono essere percepiti come sistemi chiusi con un alto livello di astrazione. Operano come \u201cveli\u201d che nascondono i limiti e le incongruenze della conoscenza e delle sue applicazioni. L\u2019infrastruttura algoritmica del computer, che consiste in livelli vari ed eterogenei, ad esempio binari, aritmetici, geometrici, ecc\u2026 \u00e8 tutt\u2019altro che totalmente controllabile, neutrale, semplice, regolare e saldo.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39514\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-03.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Passando ad una macro-scala ambientale (rispetto alla micro-scala delle infrastrutture algoritmiche dei sistemi di visualizzazione digitale), la relazione tra l\u2019architettura costruita e lo spazio non \u00e8 affatto semplice e stabile, in quanto lo spazio \u00e8 stratificato e in evoluzione e contiene vari \u201cflussi\u201d informativi e di altro tipo. L\u2019ingannevole interfaccia digitale pu\u00f2 non solo essere \u201caperta\u201d ma pu\u00f2 anche essere messa alla prova in maniera creativa attraverso una specie di \u201cspostamento\u201d spaziale delle sue componenti visive, per rivelare il paradosso algoritmico.<\/p>\n<p align=\"left\">Per rendere possibile tale sconvolgente \u201cspostamento\u201d possono essere sviluppate nuove modalit\u00e0 di disegni site-specific. L\u2019enfasi \u00e8 posta sul modo in cui gli spazi interstiziali, in termini di codice e matematica, possono essere rivelati in uno spazio fisico, dove i livelli di percezione possono essere superati. Invece di creare una singolarit\u00e0, come tradurre un disegno digitale in una costruzione o creare progressioni e sequenze come nell\u2019animazione, l\u2019obiettivo \u00e8 quello di creare dei passaggi intermedi tra gli strati interattivi multidimensionali ed eterogenei dello spazio architettonico. In questo modo, sbrogliando ci\u00f2 che \u00e8 osservabile, emergerebbero cose impercettibili ed intermedie.<\/p>\n<p align=\"left\">Il disegno cos\u00ec come il diagramming (creazione di schemi) \u00e8 un thinking-in-progress interdisciplinare i cui prodotti intermedi sono le proprie manifestazioni visive. Il potenziale di questa tipologia di arte pu\u00f2 essere espanso attraverso l\u2019uso di uno strumento interattivo come il computer, con il quale pu\u00f2 essere stimolata una modalit\u00e0 lineare di creazione e una spectatorship (spettatorialit\u00e0) basata sull\u2019oggetto.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo caso, non dipenderemo n\u00e9 dalla presunta coerenza e stabilit\u00e0 dell\u2019infrastruttura del computer, n\u00e9 dall\u2019utilizzo tradizionale del diagramming sia come uno stadio preliminare di una produzione lineare sia nell\u2019architettura convenzionale. Il disegno cos\u00ec come il diagramming spaziale non pu\u00f2 realizzarsi attraverso la creazione di una nuova singolarit\u00e0 illusionistica o materiale come ad esempio un luogo, un oggetto, un\u2019immagine, un intervento di costruzione esterno o interno o persino la proiezione di una sequenza trasformativa come un\u2019animazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Entrando nell\u2019opera d\u2019arte site-specific intesa, gli osservatori non si troverebbero di fronte n\u00e9 un luogo fine a se stesso, n\u00e9 uno spazio assoluto o utopistico, ma una specie di passaggio intermedio e meta dimensionale tra condizioni reali e pensiero, in cui emerge una tipologia di esperienza spaziale senza precedenti.<\/p>\n<p align=\"left\">Gli spazi interstiziali possono essere rivelati in modo creativo attraverso l\u2019uso di mezzi materiali\/immateriali come luce e linee e anche attraverso l\u2019uso di processi di disegno e di diagramming. In particolare, tra gli interventi spaziali innovativi possiamo trovare a) disegno site specific su e nel sito reale e b) diagramming spaziale interattivo come realizzato in un ambiente virtuale site-specific semi immersivo.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39515\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-04.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Superficie digitale unreposing<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Unreposition<\/em> \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte site-specific che \u00e8 stata ispirata da un diagramma digitale 3D la cui creazione si \u00e8 basata sugli schizzi osservativi di uno spazio <strong>[3]<\/strong> costruito preesistente. Al posto di un oggetto prodotto, di una costruzione o di uno spazio puramente illusorio come in una proiezione cinematografica, <em>Unreposition <\/em>pu\u00f2 essere percepito come un\u2019attivit\u00e0 interpretativa in corso.<\/p>\n<p align=\"left\">Questa opera d\u2019arte \u00e8 un tentativo di interpretare in maniera creativa la configurazione spaziale virtuale di \u201cunreposition\u201d attraverso una nuova modalit\u00e0 di disegno site-specific. \u201cunreposition\u201d \u00e8 una delle configurazioni di default (automatica e irriducibile) dello spazio digitale. Il termine \u201cun- repose\u201d significa consolidare tutti gli elementi spaziali insieme in un punto particolare che, nel software, \u00e8 chiamato il \u201ccentro dello spazio (digitale)\u201d. Le metafore e le astrazioni delle azioni virtuali come questa, vengono mostrate attraverso questa opera d\u2019arte site-specific realizzata in uno spazio costruito preesistente.<\/p>\n<p align=\"left\">Quando gli osservatori entrano in <em>Unreposition, <\/em>entrano in un diagramma in cui, come afferma Tschumi: &#8220;\u2026 <em>la sovrapposizione di strutture coerenti (virtuali e reali)\u2026 (risulta) in qualcosa di non decidibile, qualcosa di opposto alla totalit\u00e0<\/em>.&#8221;<strong>[4]<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Anche se la configurazione virtuale di <em>Unreposition <\/em>\u00e8 basata sulle caratteristiche reali del suo referente, \u00e8 un risultato realisticamente improbabile. Potrebbe esserci un tale \u201ccentro\u201d? Se esistesse, potrebbe essere definito come un rettangolo rosso bloccato in un particolare punto su quel pavimento? Il \u201ccentro\u201d \u00e8 automaticamente definito dall\u2019applicazione software e geometricamente descritti come il punto (0,0,0), cio\u00e8 il punto intermedio di tutti gli assi cartesiani dello spazio matematico di VR, in cui questi assi si intersecano tra loro. L\u2019asse delle Y di tutti i solidi digitali che sono stati usati per modellare i supporti verticali dello spazio particolare costruito, coincide pienamente con il \u201ccentro\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Ci\u00f2 che viene arbitrariamente definita come \u201cmodalit\u00e0 di visualizzazione dello spazio\u201d, viene rivelato implicitamente in quest\u2019opera d\u2019arte site-specific. Lo \u201cspace viewing mode\u201d, consente la visualizzazione di un \u201coggetto\u201d digitale, simulando un \u201cambiente Cartesiano\u201d apparentemente tridimensionale, dove operano una serie di coordinate fisse assolute determinate arbitrariamente x, y e z.<\/p>\n<p align=\"left\">Contrariamente ad un semplice \u201cambiente\u201d, in <em>Unreposition<\/em>, gli spettatori si ritrovano a camminare in una vera e propria stanza rettangolare per una reale esperienza empirica. Come un intervento sullo spazio,<em> Unreposition <\/em>opera tra la fisicit\u00e0 e la localit\u00e0 di spazi costruiti ed osservazioni generali e inconsistenze immateriali della sua presentazione digitale.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39516\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-05.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Mentre osservando <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Unreposition<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> il movimento degli spettatori viene indirettamente influenzato dal pavimento visivamente spostato (area grigia) e da linee fisse. Questi elementi indicano visivamente l\u2019intersezione virtuale tra piani virtuali, pavimento reale e pareti di questo particolare spazio costruito.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> La pi\u00f9 paradossale fusione tra spazio virtuale e reale \u00e8 evidente, guardando l\u2019ombra dipinta sul pavimento con vernici acriliche nere lavabili. Quest\u2019ombra \u00e8 \u201clontana\u201d dalle pareti anteriori e posteriori virtualmente consolidate della stanza, posizionate sull\u2019asse X1, e ricade sul pavimento reale e su una delle pareti dello spazio costruito. Nello stesso tempo, quest\u2019ombra virtuale, si collega con l\u2019angolo reale di luce che penetra dalle finestre della stanza. In <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Unreposition,<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> lo spazio virtuale non predomina sullo spazio costruito e viceversa.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Gli spettatori sono consapevoli della scala di piani virtuali e solidi invisibili, in rapporto ai loro corpi e i ai confini reali della stanza. E\u2019 opportuno svolgere una lettura fenomenologica non solo quando un osservatore s\u2019imbatte nell\u2019incontestabile presenza di un oggetto ma anche quando s\u2019imbatte in un luogo. La relazione fenomenologica tra spettatore e luogo si pu\u00f2 solitamente instaurare quando \u00e8 presente un rapporto figura\/suolo o similmente edificio\/suolo.<\/p>\n<p align=\"left\">Inoltre, secondo <strong>Miwon Kwon<\/strong>, la fenomenologia coinvolge un \u201cintrecciarsi chiasmatico di spazi e corpi\u201d <strong>[5]<\/strong>. Quest\u2019intreccio si pu\u00f2 raggiungere occupando un luogo, anzich\u00e8 vivere l\u2019esperienza distaccata di osservare un edificio da semplici spettatori esterni. E\u2019 davvero stimolante sperimentare la fenomenologia in rapporto alla \u201csito-specificit\u00e0\u201d nell\u2019ambito dell\u2019arte. Come afferma Nick Kaye: &#8220;<em>La site-specificity nasce\u2026 nelle incertezze oltre i confini e i limiti dell\u2019opera e del \u201csite\u201d\u2026L\u2019opera d\u2019arte site-specific\u2026 opera in previsione o in ricordo del posto in cui si realizza&#8221; <\/em><strong>[6]<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Possiamo sostenere che l\u2019 <em>Unreposition <\/em>opera in un tipo di fenomenologia interstiziale. <em>Unreposition <\/em>non \u00e8 un oggetto o un\u2019immagine che si pu\u00f2 \u201csemplicemente guardare\u201d. Pu\u00f2 essere \u201coccupata\u201d ma non pu\u00f2 essere capita a prima vista, gli spettatori devono \u201cleggerla\u201d lentamente. L\u2019 <em>Unreposition<\/em> \u00e8 site-specific. La sua lettura implica un\u2019esperienza dei segni di una presenza spaziale implicata come emerge nell\u2019ambito dell\u2019architettura costruita.<\/p>\n<p align=\"left\">In <em>Unreposition<\/em>, il diagramming spaziale emerge all\u2019interno di una sorta di spazio interstiziale inquietante che deriva dall\u2019esperienza di due realt\u00e0 che si respingono reciprocamente. La virtuale configurazione spaziale della stanza \u00e8 direttamente sovrapposta al suo referente effettivo. La lettura di quest\u2019opera d\u2019arte non \u00e8 n\u00e9 immediata n\u00e9 esclusivamente visiva.<\/p>\n<p align=\"left\">E\u2019 possibile capire l\u2019opera gradualmente attraverso l\u2019esplorazione dei vari rapporti spaziali e dei vari paradossi. <em>Unreposition <\/em>\u00e8 nato da un impegno creativo con le relazioni inconsistenti tra causa ed effetto che derivano in primo luogo da un \u201cpunto di partenza\u201d multiplo non neutrale del processo di diagramming digitale. La sovrapposizioni di \u201crealt\u00e0\u201d rivela la casualit\u00e0 inconsistente che caratterizza le metafore e le astrazioni nel diagramming digitale, tramite le quali, vengono generate varie trasformazioni e interpretazioni.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39517\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-06.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Spazi di intersezione<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Space Intersection <\/em>\u00e8 un intervento spaziale basato su una tecnica di disegno site-specific simile a quella sviluppata in <em>Unreposition<\/em>. Questo disegno in situ delle dimensioni della stanza presenta uno spostamento spaziale indefinito e realisticamente impossibile, cio\u00e8, l\u2019intersezione tra i confini di uno spazio interno e il vuoto che contengono, spesso ignorato.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo modo, <em>Space Intersection <\/em>rivela le tensioni esistenti tra i diversi ordini geometrici e topologici dello spazio in modo pi\u00f9 espansivo e meno sensibile rispetto a <em>Unreposition<\/em>.<\/p>\n<p align=\"left\">Invece vedendo <em>Space Intersection<\/em>, le regole di percezione e l\u2019architettura creata sono visivamente delle intruse. Si ritiene che le operazioni booleane non siano ambigue e che siano lo strumento ideale per analizzare non solo le relazioni tra le componenti binarie ben definite, ma anche le relazioni materiali.<\/p>\n<p align=\"left\">Tuttavia, la sovrapposizione del diagramma booleano risultante sul suo referente reale (sito costruito) rivela inaspettatamente una condizione non definita. In <em>Space Intersection<\/em>, lo spazio interstiziale dell\u2019intersezione tra i confini spaziali costruiti e il vuoto che si sposta in modo orizzontale, \u00e8 evidenziato da contorni neri, che sfidano l\u2019astrazione booleana.<\/p>\n<p align=\"left\">Il modo di tracciare un esempio particolare di intersezione incompleta, rivela come il volume vuoto attraversi determinate aree dei confini spaziali costruito, come le linee del vuoto che si sposta appaiano in quei confini, la complessit\u00e0 delle diagonali che segnano la triangolazione dei volumi che si intersecano, e la pittura acrilica la ricopre evidenziando implicitamente la presenza e la scala del volume vuoto. In questo modo, vengono sfidati il primato, il contenimento e le limitazioni dei confini costruiti in relazione allo spazio vuoto contenuto.<\/p>\n<p align=\"left\">I passaggi dallo spazio Cartesiano a quello reale vengono rivisti in modo creativo attraverso questa tecnica di disegno site-specific. I piani dello spazio, in un certo senso, \u201csi staccano\u201d, in modo da poter intravedere un \u201cesempio\u201d interstiziale di tensione, complessit\u00e0 e precariet\u00e0 impreviste. Agli spettatori viene offerta l\u2019esperienza alienante e destabilizzante del vedere ci\u00f2 che di solito non notiamo, come \u201cl\u2019 indomito\u201d volume vuoto dello spazio che \u00e8 contenuto nell\u2019architettura creata.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39518\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-07.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Passaggi intermedi verso l\u2019interspazialit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">La Virtual Reality (VR) offre l\u2019opportunit\u00e0 di creare ed esperire in maniera interattiva spazi di potenziale non realizzato che talvolta sembrano spacciarsi per una vicina probabilit\u00e0. Comunque, soprattutto l\u2019uso di ambienti virtuali semi immersivi si apre alla possibilit\u00e0 di rivelare e\/o \u201cattivare\u201d impercettibilmente diversi tipi di spazi intermedi tra diversi livelli di realt\u00e0. Come abbiamo visto nella cosmologia di Platone, la nascita dello spazio e del luogo implica intrinsecamente una matrice matematica, con l\u2019aiuto della quale, diversi elementi sono \u201clegati\u201d gli uni agli altri attraverso l\u2019utilizzo di analogie matematiche, cosicch\u00e9, le \u201cdefinizioni intermedie\u201d siano connesse tra loro.<\/p>\n<p align=\"left\">Una possibilit\u00e0 impegnativa sarebbe quella di indagare criticamente e \u201csnodare\u201d le qualit\u00e0 dei \u201clegami\u201d matematici, in modo da rivelare visivamente i loro difetti e l\u2019instabilit\u00e0 della rete operativa della tecnologia digitale. I tipi di spazi interstiziali emergenti sfidano l\u2019architettura creata \u2013 non solo per quanto riguarda il far esperienza dello spazio come prodotto finito, ma anche, dei processi di rilevamento e progettazione \u2013 la VR e la loro relazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Il disegno site- specific e il diagramma spaziale acquistano una nuova dimensione e un nuovo significato. Al posto dell\u2019utilizzo convenzionale della tecnologia digitale per esempio la creazione di un immaginario o mondi astratti completamente immersivi, la simulazione scientifica, il miglioramento funzionale ed estetico della realt\u00e0 etc, l\u2019accento \u00e8 posto sulla visualizzazione analitica degli interpassaggi tra i confini reali e quelli virtuali dello spazio architettonico pu\u00f2 essere rivelato gradualmente durante l\u2019elaborazione digitale di uno spazio costruito attraverso l\u2019utilizzo del Set di Operazioni booleane all\u2019interno di un ambiente virtuale semi-immersivo, in modo da rendere possibile il progressivo confronto visivo tra i confini spaziali creati e quelli digitali.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo modo, un nuovo tipo di spazialit\u00e0 paradossale (interspazialit\u00e0) emerge attraverso la visualizzazione non solo dei processi ma anche delle incongruenze della definizione di volume, la stratificazione, la geometria e la generazione del confine che caratterizza l\u2019elaborazione 3D dei computer.<\/p>\n<p align=\"left\">Poich\u00e9 i confini virtuali dell\u2019architettura create si sono trasformati, gli angoli e le superfici del modello digitale 3D \u201caperto\u201d per rivelare un campo di infrastrutture geometriche complesso e imprevedibile. Una moltitudine di infraspazi emerge nei labirinti intrecciati e sbrogliati di un ambiente meta dimensionale sconvolgente ed eterogeneo che si contrae e si espande a esempi particolari, oscillando tra gli spazi architettonici creati, virtuali e misti.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39519\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-08.png\" alt=\"numero65_Revealing Intersitial 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero65_Revealing-Intersitial-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Compaiono diversi tipi di spazialit\u00e0 sconosciuti e ambigui mentre attraversiamo gli ordini spaziali e i paradossi geometrici. I confini dello spazio digitale sono pieni di incongruenze poich\u00e9 minano la solidit\u00e0, stabilit\u00e0 e continuit\u00e0 dello spazio creato e sfidano la percezione che solitamente abbiamo di loro. Vengono svelate le dimensioni nascoste dello spazio architettonico che rimane non regolamentato, elusivo e non edificato.<\/p>\n<p align=\"left\">Il flusso dinamico dello spazio informativo vengono sperimentati in diretto contrasto con l\u2019architettura create che \u00e8 il \u201cfossile\u201d regolare di tale processo di disegno digitale nella forma ideale del cubo cartesiano. Il \u201cfantasma\u201d emergente dell\u2019astrazione e incongruenza dell\u2019ordine algoritmico non pu\u00f2 essere eliminato. Mina la simulazione digitale, le convenzioni e la funzionalit\u00e0 dell\u2019architettura creata.<\/p>\n<p align=\"left\">La manifestazione dell\u2019interspazialit\u00e0 rende possibile una nuova interpretazione filosofica, esperienza e percezione dello spazio che ispira nuovi tipi di ricerca spaziale e tecnica nell\u2019arte, architettura e discipline correlate.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><strong>Riferimenti:<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">[1]<\/span> &#8211; Fratzeskou, Eugenia, <em>Operative Intersections: Between Site-Specific Drawing and Spatial Digital Diagramming<\/em>, LAP \u2013 Lambert Academic Publishing, 2010.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[2]<\/strong> &#8211; Fratzeskou, Eugenia, \u201cRevealing Interstitial spaces: Part 1\u201d in <em>Digimag<\/em>, Issue 63, April 2011, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2040\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=2040<\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[3]<\/strong> &#8211; <span lang=\"en-GB\">Krauss, Rosalind, <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>The Optical Unconscious<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">, MIT Press (October Book), 1998 (1993), p.16.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[4] &#8211; <\/strong><span lang=\"en-GB\">Tschumi, Bernard, <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Architecture and Disjunction<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">, MIT Press, 1996, p.199.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[5] &#8211; <\/strong><span lang=\"en-GB\">Miwon Kwon in Pamela M. Lee, <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Object to be Destroyed: The Work of Gordon Matta-Clark<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">, MIT Press, 2000, p.37 (see also pp. 35, 36, 38).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[6] &#8211; <\/strong><span lang=\"en-GB\">Kaye, Nick,<\/span><span lang=\"en-GB\"><em> Site-specific Art: Performance, Place and Documentation<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">, Routledge, 2000, pp. 215, 220. <\/span><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo saggio si propone di indagare il concetto di spazio interstiziale e l&#8217;interpretazione creativa che ne hanno dato pratiche artistiche site-specific basate su tecnologie digitali. 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