{"id":10847,"date":"2011-05-02T12:00:00","date_gmt":"2011-05-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-064\/the-influencers-2011-collective-dreams-contemporary-heroes\/"},"modified":"2020-11-02T17:01:06","modified_gmt":"2020-11-02T16:01:06","slug":"the-influencers-2011-collective-dreams-contemporary-heroes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/the-influencers-2011-collective-dreams-contemporary-heroes\/","title":{"rendered":"The Influencers 2011. Sogni Collettivi Ed Eroi Contemporanei"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">In un mondo sempre pi\u00f9 intrappolato negli imbrogli mediatici, dove i conflitti si consumano silenziosamente e assumono formati che li rendono meno riconoscibili, tocca ancora una volta agli artisti portare alla luce i retroscena, risvegliare le coscienze, ispirare alla ribellione e alla rivendicazione dei propri diritti.<\/p>\n<p align=\"left\">In un panorama in cui le disparit\u00e0 si nascondono dietro nuovi miti che vendono false illusioni e legittimano la menzogna rendendola l&#8217;unico modo di ritrovare un&#8217;identit\u00e0 e una possibilit\u00e0 di riscatto, in uno scenario dove l&#8217;economia del potere fagocita l&#8217;informazione e l&#8217;intrattenimento trasformandoli in meccanismi di manipolazione, negli ingranaggi dell&#8217;enorme macchina di un&#8217;industria cui, per addolcire la pillola, si affianca l&#8217;improbabile aggettivo &#8220;culturale&#8221;, il festival <strong>The Influencers<\/strong>, appuntamento annuale al <strong>CCCB<\/strong> (<span class=\"testo_iframebold\">Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona)<\/span> giunto alla settima edizione, \u00e8 sempre una boccata d&#8217;aria fresca.<\/p>\n<p align=\"left\">Gli sforzi di <strong>Bani Brusadin<\/strong> e di <strong>Eva e Franco Mattes<\/strong>, direttori del festival, questa volta sono stati ancora pi\u00f9 encomiabili, dato che la cosiddetta crisi sta castigando in particolar modo quegli ambiti indispensabili per l&#8217;esistenza e l&#8217;evoluzione umana che sono l&#8217;arte e la cultura.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38324\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-02.png\" alt=\"numero64_ The Influencers 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il festival, che in questa settima edizione si \u00e8 svolto dal 14 al 16 di aprile<\/strong>, \u00e8 molto amato dai suoi organizzatori, dai suoi ospiti e dal suo pubblico, perch\u00e9 \u00e8 divertente e intelligente, sovversivo e collettivo, invita alla socializzazione e alla riflessione. Raccontare di cosa si tratta pu\u00f2 sembrare retorico, dato che \u00e8 un evento che mantiene da anni un&#8217;impeccabile coerenza e che \u00e8 tanto conosciuto da attirare nella capitale catalana un folto pubblico internazionale.<\/p>\n<p>Ma se qualcuno dei nostri lettori non \u00e8 ancora stato catturato dal suo fascino, vale la pena spiegare che si tratta di un evento atipico e visionario che dura tre giorni, nel corso dei quali si propongono dibattiti con artisti non convenzionali, guerriglieri della comunicazione, attivisti ed eroi contemporanei, che si muovono in territori ibridi di difficile catalogazione, oltre a laboratori e ad attivit\u00e0 parallele che si traducono in interventi partecipativi in spazi pubblici.<\/p>\n<p>Il particolare carattere di apertura che contraddistingue <strong>The Influencers<\/strong> \u00e8 rivelato non solo dalla natura dei suoi contenuti, ma anche dai dettagli formali con cui \u00e8 strutturato: dal fatto di essere completamente gratuito, all&#8217;annullamento della distanza tra il pubblico e gli artisti, che parlano a pochi passi dalla platea senza presentarsi auraticamente su un palcoscenico e che si fondono con i partecipanti durante le azioni urbane. Il festival inoltre dispone di una pagina Facebook totalmente aperta al dialogo con i fan e con i lettori (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/The.Influencers.festival\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.facebook.com\/The.Influencers.festival<\/a>) e al termine di ogni edizione pubblica sul suo sito web (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.theinfluencers.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.theinfluencers.org\/<\/a>) i video completi delle conferenze e delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta di un evento molto flessibile anche per quanto riguarda le proposte: a differenza di altri festival, che si propongono annualmente un tema, <span class=\"testo_iframebold\">The Influencers <\/span>accoglie qualunque tipo di pratica creativa che sia insolita, radicale e visionaria; che proponga un recupero del significato di collettivit\u00e0 e di libert\u00e0; che trasmetta idee e racconti storie; che analizzi le intersezioni tra cultura, arte, politica, comunicazione e dimensione sociale, tra locale e globale, tra virtuale e reale; che sia allo stesso tempo sensoriale e intellettuale, ludica ed educativa; che sia soprattutto ben lungi dal rimanere una mera ideologia, ma che si concretizzi in azioni tese a svelare verit\u00e0 scomode e inganni mondiali. Pu\u00f2 sembrare un ambito esteso e sfocato, ma a pensarci bene se tutta la produzione artistica e culturale sconfinasse in questo territorio probabilmente vivremmo in un mondo completamente diverso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38325\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-03.png\" alt=\"numero64_ The Influencers 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;ospite certamente pi\u00f9 intenso di <span class=\"testo_iframebold\">The Influencers 2011<\/span> \u00e8 stato <strong>Waffaa Bilal <\/strong>(<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/wafaabilal.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/wafaabilal.com\/<\/a>). Artista iracheno residente a New York, \u00e8 noto soprattutto per le sue perfomance, profondamente politiche, che riflettono sulla guerra tecnologica e sulla distanza fisica ed emozionale che separa i carnefici dalle loro vittime. Lo strumento che Wafaa utilizza maggiormente nei suoi lavori \u00e8 il suo stesso corpo, che sottopone alle torture inflittegli dalla gente via Internet, come nel caso di <em>Domestic Tension<\/em> e di <em>Dog or Iraqui<\/em>, o che modifica con eloquenti tatuaggi (<em>\u2026and Counting<\/em>) e con operazioni chirurgiche volte a installarvi protesi tecnologiche (<em>3rdi<\/em>).<\/p>\n<p>Un&#8217;azione sul s\u00e9 pi\u00f9 effimera e ironica, rivolta all&#8217;onnipresenza nelle nostre vite delle reti sociali, \u00e8 quella della ormai molto nota <em>Web 2.0 Suicide Machine<\/em> che ha presentato <strong>Godan Savicic<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.yugo.at\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.yugo.at\/<\/a>, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/suicidemachine.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/suicidemachine.org\/<\/a>): una soluzione per l&#8217;esistenza eterna cui ci costringono le reti sociali, che si impossessano dei nostri dati, non ci permettono di eliminare i nostri account, al massimo di sospenderli, che non \u00e8 la stessa cosa!, e ci allontano dagli affetti reali nonostante ci promettano di migliorare i nostri contatti con le persone della nostra vita. La dimostrazione di quanto questi strumenti siano esattamente l&#8217;antitesi della libert\u00e0 sono le conseguenze legali che ha subito Suicide Machine delle per aver violato delle clausole del contratto di Facebook.<\/p>\n<p>La riflessione sull&#8217;identit\u00e0 e, in particolare sul ruolo dei nomi delle cose e delle persone, \u00e8 la chiave del lavoro di<strong> Janez Jan\u0161a<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.aksioma.org\/jj\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.aksioma.org\/jj\/<\/a>), uno dei tre artisti che gi\u00e0 da alcuni anni hanno ironicamente abbracciato lo slogan dell&#8217;ex primo ministro conservatore sloveno &#8220;Pi\u00f9 siamo, pi\u00f9 rapidamente raggiungeremo i nostri obiettivi&#8221;: approfittando della facilit\u00e0 con cui \u00e8 possibile farlo in Slovenia, ne hanno assunto il nome, facendo dei loro documenti dei materiali da esposizione e osservando gli effetti di questo gesto, particolarmente evidenti nei mass media.<\/p>\n<p>Questi ultimisono le principali vittime delle azioni di<strong> Chris Atkins<\/strong>. Chris \u00e8 lo sceneggiatore e il direttore di <em>Starsuckers<\/em> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.starsuckersmovie.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.starsuckersmovie.com\/<\/a>), un documentario controverso del 2009 che spiega come i media ci manipolano e traggono il loro profitto facendo leva su istinti umani innati, che, ormai obsoleti, oggi si traducono nell&#8217;ossessione per la fama. Nel film, Chris e il suo team dimostrano quali siano i criteri in base ai quali i giornali, le riviste e la televisione decidono di pubblicare le loro notizie infiltrando loro stessi delle storie completamente inventate nei principali tabloid inglesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38326\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-04.png\" alt=\"numero64_ The Influencers 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Altra ospite dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno \u00e8 stata <strong>Cat Mazza<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.microrevolt.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.microrevolt.org\/<\/a>), un&#8217;artista cyberfemminista che lavora con i pixel e soprattutto con i ferri da maglia per denunciare lo sfruttamento dei lavoratori, e in particolare delle donne, nelle fabbriche. Oltre alla presentazione del suo lavoro, in collaborazione con il <span class=\"testo_iframebold\">Centro de Cultivos Contempor\u00e1neos del Barrio<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/opensourcepants.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/opensourcepants.wordpress.com\/<\/a>) e <span class=\"testo_iframebold\">Dudu\u00e1 <\/span>(<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/duduadudua.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/duduadudua.blogspot.com\/<\/a>) ha tenuto un laboratorio aperto per insegnare ai partecipanti a creare knit-graffiti e ha organizzato un&#8217;azione collettiva nel corso della quale si \u00e8 offerta agli abitanti del Poble Sec l&#8217;opportunit\u00e0 di far sentire la loro voce scrivendo delle parole sui marciapiedi e nelle piazze del quartiere.<\/p>\n<p>Gli spazi pubblici sono gli scenari preferiti anche da <strong>Jeff Stark<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/jeffstark.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/jeffstark.org\/<\/a>), autore di azioni underground ambientate a New York: opere di teatro che hanno luogo in metropolitana, interventi in strada, giochi collettivi in spazi urbani insoliti, drive-in improvvisati con auto destinate alla demolizione e specialmente cene segrete in pittoreschi luoghi abbandonati, occupati illegalmente per l&#8217;occasione. Nel corso del festival, Jeff ha organizzato una cena segreta a Barcellona, con tutte le carte in regola: invitati eleganti, svariate performance e picnic. Peccato che la polizia abbia sorpreso i partecipanti giusto nell&#8217;atto di irrompere nel luogo prescelto e che alla fine la cena abbia avuto luogo in una location molto meno suggestiva.<\/p>\n<p>Se l&#8217;eroe \u00e8 colui che compie da solo le imprese di molti, \u00e8 un coraggioso che si mette al servizio del bene comune sacrificando se stesso e ponendo in secondo piano la propria sicurezza e i propri interessi, non c&#8217;\u00e8 ombra di dubbio che gli invitati del festival rientrino tutti in questa categoria. Ma The Influencers 2011 ha visto tra i suoi ospiti un supereroe in carne e ossa, con tanto di maschera e mantello: <strong>Superbarrio<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Superbarrio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Superbarrio<\/a>).<\/p>\n<p>Personaggio mediatico e politico messicano diventato famoso dopo il terremoto del 1985, ha assunto un ruolo non solo simbolico ma anche molto attivo: con la sua organizzazione <span class=\"testo_iframebold\">Asamblea de Barrios<\/span> (assemblea dei quartieri), ha dato voce ai problemi dei cittadini, ha lottato a favore del diritto alla casa, ha sfidato sul ring i politici e ha ispirato movimenti popolari in tutto il Sud America. Per concludere la sua presentazione (l&#8217;ultimo appuntamento del festival), il supereroe ha regalato maschere da lottatori di wrestling a tutti gli altri invitati e ai direttori del festival.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38327\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-05.png\" alt=\"numero64_ The Influencers 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero64_-The-Influencers-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito di The Influencers, quest&#8217;anno \u00e8 stato organizzato anche uno <strong>speedshow<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/speedshow.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/speedshow.net\/<\/a>), che \u00e8 stato curato da <strong>Domenico Quaranta<\/strong> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/domenicoquaranta.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/domenicoquaranta.com\/<\/a>), critico e curatore e autore storico di Digicult, e che si \u00e8 svolto in un cybercaf\u00e9 del quartiere del Born. Gli speedshow sono mostre o<em>pen-source<\/em> di breve durata nate da un&#8217;idea di <strong>Aram Bartholl<\/strong>, membro di <strong>Free Art &amp; Technologies <\/strong>(<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/fffff.at\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/fffff.at\/<\/a>), e di cui sono gi\u00e0 state realizzate diverse edizioni, a Berlino, Vienna, Amsterdam e New York.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 affittare tutti i computer di un cybercaf\u00e9 durante poche ore e metterli a disposizione della gente perch\u00e9 su ognuno si possa vedere un&#8217;opera di <strong>pop.net.art<\/strong>, un termine coniato dallo stesso Aram che estende e porta nella contemporaneit\u00e0 il concetto di net.art. Si tratta di un evento di carattere sociale, volto a portare l&#8217;arte in uno spazio di uso pubblico non esattamente pensato per lo scopo e decisamente contrario all&#8217;asetticit\u00e0 che caratterizza normalmente gli spazi espositivi.<\/p>\n<p>Per questo, usare i computer per motivi personali, come controllarsi la posta, non solo non \u00e8 proibito, ma \u00e8 addirittura un invito esplicito nella descrizione dell&#8217;evento. Durante lo speedshow di Barcellona, per\u00f2, la gente si soffermava sulle opere proposte con interesse e attenzione: probabilmente, nell&#8217;era dell&#8217;ADSL e dei dispositivi mobili perennemente collegati a Internet, si considera pi\u00f9 importante approfittare di un&#8217;occasione per navigare tra gli infiniti e caotici contenuti della Rete in una forma filtrata e guidata che scroccare qualche minuto di connessione in una situazione tutt&#8217;altro che intima.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>http:\/\/www.theinfluencers.org\/<\/strong><\/p>\n<p><strong>http:\/\/www.facebook.com\/The.Influencers.festival<\/strong>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un panorama in cui le disparit\u0088 si nascondono dietro nuovi miti che vendono false illusioni e legittimano la menzogna rendendola l&#8217;unico modo di ritrovare un&#8217;identit\u0088 e una possibilit\u0088 di riscatto, in uno scenario dove l&#8217;economia del potere fagocita l&#8217;informazione e l&#8217;intrattenimento trasformandoli in meccanismi di manipolazione, negli ingranaggi dell&#8217;enorme macchina di un&#8217;industria cui, per addolcire la pillola, si affianca l&#8217;improbabile aggettivo culturale, il festival The Influencers, appuntamento annuale al CCCB (Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona) giunto alla settima edizione, \u008f sempre una boccata d&#8217;aria fresca.<\/p>\n","protected":false},"author":159,"featured_media":38323,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,217],"tags":[48,58,65],"class_list":["post-10847","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-064","tag-hacking","tag-net-art","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>The Influencers 2011. 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