{"id":10843,"date":"2011-05-02T12:00:00","date_gmt":"2011-05-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-064\/voluptuous-data-matias-del-campo-and-span-architects\/"},"modified":"2020-12-11T10:51:44","modified_gmt":"2020-12-11T09:51:44","slug":"voluptuous-data-matias-del-campo-and-span-architects","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/voluptuous-data-matias-del-campo-and-span-architects\/","title":{"rendered":"Voluptuous Data. Matias Del Campo E Span Architects"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Parlare di progetto e architettura con <span class=\"testo_iframebold\">Matias Del Campo <\/span><span class=\"testo_iframe\">(una delle due met\u00e0 dello studio<\/span><span class=\"testo_iframebold\"> SPAN Architects, <\/span><span class=\"testo_iframe\">insieme a<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Sandra Manninger<\/span><span class=\"testo_iframebold\">)<\/span> apre la mente verso inattese miscellanee di tecnologia e romanticismo.<\/p>\n<p>Ci si rende rapidamente conto che per chi come gli <span class=\"testo_iframebold\">SPAN<\/span> ragiona su nuovi paradigmi che si raccontano tramite produzione materiali, che si tratti di architettura o di altro, ha a che fare con un mondo di tecnologia e sentimento che necessita ancora di essere sviscerato, interrogato e spiegato dato che, usando le parole di Del Campo, non si \u00e8 che grattata appena la superficie della cosa. Come dire che tutto \u00e8 ancora da intuire, scoprire e dire.<\/p>\n<p>Partiamo da principio: conversare con un architetto come Del Campo significa interrogare chi vuole rappresentare l&#8217;innovazione in termini spaziali senza accontentarsi di inventare o seguire uno stile, ma piuttosto costruendo una visione epistemologica fatta di pratiche e procedure basate sulle nuove consapevolezze di cui, tramite la tecnologia e la scienza, siamo via via sempre pi\u00f9 padroni.<\/p>\n<p>I risultati, viene fuori, non sono uno sforzo formale, o meglio, lo sono ma solo come conseguenza (verrebbe da dire quasi fortuita) di un connubio di tentativi evolutivi innestati su procedure progettuali molto rigide che implicano un approccio al software che va al di l\u00e0 dello strumento, per lasciar posto all&#8217;ecologia digitale del pensiero: una conquista che ripudia il tecno-entusiasmo e apre le porte a qualcosa che sa davvero di solidit\u00e0 futura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38032\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-02.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<div align=\"center\"><\/div>\n<p>Quel che si prospetta \u00e8 un ambiente dove affezione, ossessione, opulenza e romanticismo e sono gli output di una progettazione avanzata che mette insieme comportamenti biologici, pressione ambientale e rigide procedure di computational design.<\/p>\n<p>La ricerca di<span class=\"testo_iframebold\"> SPAN Architects<\/span> ci svela come si possa andare al di l\u00e0 del <em>beautiful data,<\/em> per inseguire quello che mi sembra giusto battezzare come <em>voluptuous data,<\/em> una coagulazione di numeri, algoritmi, procedure e programmi che utilizzano le forze della natura pi\u00f9 rigogliosa e, passando attraverso il calcolo di un processore multicore, le affacciano al desiderio umano.<\/p>\n<p><strong>Sabina Barcucci: <\/strong>Partiamo considerando il design come una risposta a un problema. Attualmente si fa un larghissimo uso di questa definizione, applicata ad ambiti disciplinari che soltanto dieci anni fa non sarebbero stati concepibili. Il design si configura quindi come un set di strumenti e metodologie al servizio delle problematiche della societ\u00e0 la quale, anche per mezzo di esso, pu\u00f2 ulteriormente complessificarsi. Ci\u00f2 produce soluzioni ma innesca anche nuove problematiche, in un circolo virtuoso \/ vizioso apparentemente perpetuo. Come ritieni che l&#8217;architettura si collochi rispetto a questo processo?<\/p>\n<p><strong>Matias Del Campo:<\/strong> E&#8217; vero che, attraverso un massiccio indottrinamento, nel ventesimo secolo il termine &#8220;design&#8221; \u00e8 stato un sostantivo sospetto in architettura e in una certa misura lo \u00e8 ancora adesso. Peraltro, mettendo a nudo il termine, esso descrive le caratteristiche di un oggetto che ha un funzionamento non ambiguo rispetto a un insieme di regole stabilite per adempiere a un programma. Nel caso dell&#8217;architettura, il design svolge un ruolo cruciale riguardo al funzionamento del corpo architettonico.<\/p>\n<p>Le forze che danno la forma al design sono una miriade: pressione ambientale, programmi, restrizioni legate ai materiali, ricettivit\u00e0 verso il contesto e via dicendo. In ultima battuta, \u00e8 sicuramente anche la sensibilit\u00e0 individuale del designer che crea lo stimolo spaziale e visuale generati dal design architettonico.<\/p>\n<p>A ben vedere, questo pu\u00f2 significare che ogni processo che possa essere frammentato in specifiche routine riconducibili ad un intricato, elaborato ed intrinsecamente connesso network di relazioni possa essere descritto come design. Non sono peraltro del tutto convinto che questo descriva poi una maggiore complessit\u00e0 nella societ\u00e0 contemporanea. Al contrario, la complessit\u00e0 non emerge in quanto tale, ma lascia piuttosto lo spazio a sistema di comportamenti che seguono set di regole semplici, alla fine in grado di dare forma a una condizione spazialmente, socialmente e graficamente, come tu dici, molto articolata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38033\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-03.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sabina Barcucci:<\/strong> Il lavoro di <span class=\"testo_iframebold\">SPAN Architects<\/span> si distingue, tra le altre cose, per una brillante investigazione formale e tecnologica su geometrie complesse, morfogenesi, superfici continue, ambienti reattivi. A tutto questo, accompagna una importante ricerca sui materiali tecnologicamente avanzati, sulla fabbricazione digitale e sulle architetture sensibili. Rispetto all&#8217;attuale livello di complessit\u00e0 della societ\u00e0 in cui viviamo, dove vuole portarci l&#8217;architettura di SPAN e qual&#8217;\u00e8 la problematica principale che si propone di risolvere?<\/p>\n<p><strong>Matias Del Campo: <\/strong>Uno dei nostri obiettivi principali \u00e8 di non rendere le cose pi\u00f9 complesse quanto piuttosto sforzarci per soluzioni reattive ad uno specifico set di problemi. Al cuore delle nostre intenzioni progettuali c&#8217;\u00e8 una procedura veramente rigorosa e predefinita che ci guida ad arrivare il pi\u00f9 vicino possibile al design task facendo anche in modo che la soluzione echeggi l&#8217;intenzione progettuale. L&#8217;uso di tecniche di progettazione computazione \u00e8 stata una delle caratterizzazioni principali del nostro studio sin dalla sua fondazione, ancora prima che nel nostro lavoro individuale.<\/p>\n<p>Le tecniche generative all&#8217;interno del nostro processo progettuale ci hanno permesso di produrre molteplici risultati per ogni passaggio progettuale, dando vita a genealogie di progetti che talvolta ci stupiscono con i loro risultati efficienti, performativi o talvolta semplicemente esteticamente appaganti. Come nell&#8217;evoluzione naturale l&#8217;ottimizzazione non esiste, \u00e8 il cambiamento a seguito della pressione ambientale a fungere da banco di prova per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>La nostra ossessione per le tecnologie costruttive contemporanee, cos\u00ec come la curiosit\u00e0 per l&#8217;innovazione nel mondo dei materiali, accendono idee verso le opportunit\u00e0 e loro possibili implementazioni, attraverso il nostro lavoro di progettazione.<\/p>\n<p>Siamo alla ricerca di occasioni e banchi di prova per capire come possiamo implementare le osservazioni all&#8217;interno dei flussi dei progetti nel nostro ufficio. Come un processore multi-core, noi proviamo a legare una variet\u00e0 di spunti che partono dalle idee sulla geometria, matematica, comportamenti biologici, programmi e condizioni materiali per fonderli in una definizione architettonica. Tutti queste spinte per soluzioni architettoniche articolate costituiscono condizioni spaziali intensive e in costante divenire.<\/p>\n<p>E&#8217; una maniera che riecheggia una visione romantica dell&#8217;architettura, dove complessit\u00e0, ornamento, affezione ed effetti cromatici generano un&#8217;organizzazione rigogliosa e opulenta in materia di spazio\u2026. oppure questo \u00e8 solo il nostro desiderio di romanticismo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38034\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-04.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sabina Barcucci:<\/strong> Ti vorrei chiedere di parlarci del contesto culturale in cui nasce <span class=\"testo_iframebold\">SPAN Architects<\/span>, l&#8217;Austria. Quali sono le condizioni storiche recenti, le attuali energie in atto e le istituzioni che muovono il fermento culturale che caratterizza il mondo dell&#8217;architettura e della ricerca nel design avanzato?<\/p>\n<p><strong>Matias Del Campo:<\/strong> Concordo col descrivere Vienna come un contesto culturale proattivo. Nelle mie lectures amo sottolineare la grande influenza che in generale Vienna ha avuto nella mia comprensione dell&#8217;architettura. E non solo in termini di architettura contemporanea. Soltanto recentemente ho realizzato quanto per lo sviluppo della mia personale visione dell&#8217;opulenza in architettura \u00e8 stata chiave la trama storica di questa citt\u00e0. A Vienna tutto \u00e8 a portata di mano: gotico, barocco, Historism, Jugendstil, avanguardie del ventesimo secolo. Soltanto il ventunesimo secolo rimane assente.<\/p>\n<p>Tutti questi elementi scatenano le nostre menti, spingendoci a perseverare nel nostro design e nelle nostre esplorazioni. Questo ricco brodo cuoce all&#8217;interno del nostro ufficio e nella formazione di approcci architettonici avanzati, insaporito con la discendenza dall&#8217;architettura viennese.<\/p>\n<p>A partire all&#8217;incirca dagli ultimi quindici anni c&#8217;\u00e8 stato un importante cambiamento rispetto a come la scena pubblica austriaca considera i giovani architetti. La fiducia in giovani strutture \u00e8 enormemente aumentata, innescata da fenomeni come <span class=\"testo_iframebold\">Propeller Z<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">Delugan-Meissil<\/span>, fenomeni che, in ultima battuta, hanno anche convinto la giuria per il progetto dell&#8217;Expo a dare fiducia a noi e al nostro partner <span class=\"testo_iframebold\">Arkan Zeytinoglu <\/span>con il padiglione per l&#8217;Expo.<\/p>\n<p>Nondimeno, rimane una decisione coraggiosa della giuria quella di commissionare a una struttura di architetti cos\u00ec giovane il prestigioso lavoro di costruire la rappresentanza dell&#8217;Austria all&#8217;Expo mondiale Shanghai 2010. I funzionari austriaci sono decisamente consapevoli del valore culturale di arte, architettura e design come di una hit da esportare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38035\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-05.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sabina Barcucci:<\/strong> So che stai facendo un PhD. Ci racconteresti il tuo lavoro?<\/p>\n<p><strong>Matias Del Campo:<\/strong> Ecco, per il momento non vorrei svelare la chiave della mia tesi di dottorato; in ogni caso quello che posso dirti \u00e8 che alcuni dei papers che abbiamo pubblicato negli ultimi due anni in diverse conferenze, come il <span class=\"testo_iframebold\">Design Modelling Symposium<\/span> di Berlino e l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">ACADIA Conference<\/span>, formano il frame teorico della tesi. Uno di questi<em> papers<\/em>, per esempio, era intitolato &#8220;Sense and Advanced Sensibility&#8221; ed aveva a che fare con la relazione tra sentimento, ossessione e tecniche di progettazione avanzata, tracciando una discendenza tra la presenza di rigore geometrico nell&#8217;architettura barocca, l&#8217;opulenta condizione spaziale risultante e l&#8217;interesse emergente per circostanze geometriche esotiche nell&#8217;architettura contemporanea.<\/p>\n<p>In un certo qual modo sono veramente interessato a capire le implicazioni culturali delle tensioni architettoniche contemporanee e di capire i cambiamenti paradigmatici in architettura, non solo a livello materiale o costruttivo, ma anche nei termini del suo impatto sull&#8217;evoluzione architettonica in senso ampio.<\/p>\n<p>Ci sono indicatori che supportano la tesi che l&#8217;architettura stia esplorando, con tecniche contemporanee, organizzazioni ondulatorie e opulente in materia di spazio, connotate da nozioni romantiche in grado di generare affezioni nell&#8217;osservatore o utente del rispettivo design. Questa affezione \u00e8 indipendente dalla scala del progetto, pertanto l&#8217;approccio teorico pu\u00f2 essere usato per generare soluzioni alla scala del product design cos\u00ec come a quella architettonica fino a quella urbana.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38036\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-06.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sabina Barcucci:<\/strong> SPAN Architects ha recentemente vinto il primo premio al concorso per il <span class=\"testo_iframebold\">Nuovo Museo Brancusi<\/span> a Parigi. Il progetto condivide il lotto con il <span class=\"testo_iframebold\">Beaubourg<\/span>, uno delle icone architettoniche pi\u00f9 di rottura del ventesimo secolo. Quando Rogers ricevette il Premio Pritzker nel 2007, la giuria a proposito del Centre Pompidou disse che &#8220;ha rivoluzionato il concetto di museo, trasformando, ci\u00f2 che era stato una volta un monumento elitario, in un luogo popolare di scambio culturale e sociale cucito nel cuore della citt\u00e0&#8221;. Come si relaziona il progetto del Nuovo Museo Brancusi con queste importanti caratteristiche?<\/p>\n<p><strong>Matias Del Campo:<\/strong>Dunque, da una parte la nostra proposta per il <span class=\"testo_iframebold\">Nuovo Museo Brancusi<\/span> ha a che fare con l&#8217;applicazione di superfici topologiche in una condizione spaziale continua. Abbiamo esplorato l&#8217;uso della topologia in altre occasioni nel nostro studio, cominciando con modelli molto astratti che si proponevano di ragionare su aspetti come aperture in curve geometriche complesse, oppure il progetto di una circolazione continua in un edificio e il potenziale strutturale di una superficie a doppia curva.<\/p>\n<p>Il Museo Brancusi segna una importante pietra miliare nella nostra ricerca, essendo stato il nostro primo tentativo di fondere una serie di elementi e idee dentro a un solo progetto. La nostra decisione di prendere parte al concorso \u00e8 stata quasi una reazione compulsiva, essendo da sempre stato un grande ammiratore delle sculture di Brancusi. Il modo in cui le sculture riempiono lo spazio con una specifica affezione generata dalla natura curvilinea, la rifrazione del materiale e l&#8217;effetto cromatico generato da condizioni di luce variabile hanno sempre catturato la mia mente.<\/p>\n<p>Il codice genetico del nostro progetto \u00e8 fortemente influenzato dal sito del <span class=\"testo_iframebold\">Beaubourg<\/span>, la posizione nella piazza, le differenti altezze tra strada e piazza, l&#8217;illuminazione. Tutte queste informazioni hanno dato forma al corpo topologico del museo, in egual misura al desiderio di creare un moto ininterrotto attraverso l&#8217;edificio. Un leitmotiv che peraltro appare di nuovo nel design del padiglione austriaco per expo Shangai 2010. Se se considera questo, si pu\u00f2 pensare al Museo Brancusi come al nonno del padiglione austriaco.<\/p>\n<p>Mentre lavoravamo alla strategia costruttiva del Museo Brancusi, ci siamo resi conto infatti che esiste una relazione con il Centre Pompidou di <span class=\"testo_iframebold\">Renzo Piano<\/span>. La progettazione e costruzione del Pompidou da parte di Piano \u00e8 stata un punto culminante per il design contemporaneo e le strategie di costruzione, applicando le tecnologie pi\u00f9 all&#8217;avanguardia per realizzare il progetto.<\/p>\n<p>Il museo Brancusi riporter\u00e0 una stessa immagine rispetto a come si applicano le idee contemporanee sulle soluzioni spaziali e sulle tecnologie costruttive fino ad oggi. I due edifici fianco a fianco sarebbero una bella rappresentazione di quanto l&#8217;architettura si \u00e8 evoluta in quarant&#8217;anni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38037\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-07.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sabina Barcucci:<\/strong> Su &#8220;Abitare 508&#8221; \u00e8 stata recentemente pubblicata una conversazione tra te e <span class=\"testo_iframebold\">Wolf D. Prix<\/span> circa il Nuovo Museo Brancusi. Il testo \u00e8 uno splendido esempio di gap generazionale: <span class=\"testo_iframebold\">Coop Himmel(b)lau<\/span> \u00e8 stato, e in un certo qual modo ritengo che sia ancora, sinonimo di avanguardia architettonica, pertanto non \u00e8 difficile immaginare, verso la fine degli anni Settanta, una simile conversazione tra il giovane Prix e un suo mentore &#8230; con sostanziali differenze. Citanto <span class=\"testo_iframebold\">Erich Fromm<\/span> e il suo atteggiamento sospettoso verso gli ardori futuristici di inizio Novecento, Prix muove una critica verso una metodologia progettuale totalmente digitale : &#8220;Le persone che per comunicare ricorrono a una macchina, sono guidate da un certo &#8220;desiderio di morte&#8221; poich\u00e8 loro stessi non sono pi\u00f9 in grado di comunicare tramite la vitalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Sebbene l&#8217;atteggiamento negativo da parte dei &#8220;non nativi digitali&#8221; verso gli architetti digitali sia un fenomeno pi\u00f9 che usuale da oltre dieci anni a questa parte, il dibattito attuale sta andando pi\u00f9 lontano: il mondo dell&#8217;architettura si sta spostando all&#8217;interno di un processore sin dalla sua prima ideazione e fino alla sua costruzione ed organizzazione finale. Ho il sospetto che l&#8217;architettura nella mente di Prix sia qualcosa di sostanzialmente diverso da ci\u00f2 che invece sta nella tua mente quando programmi la macchina che modeller\u00e0 spazi e flussi. Potremmo forse dire che l&#8217;architettura come risultato della collaborazione totale tra uomo e macchina assuma, di fatto, un nuovo differente significato?<\/p>\n<p><strong>Matias Del Campo:<\/strong> La conversazione con <span class=\"testo_iframebold\">Wolf D.Prix<\/span> \u00e8 stata molto interessante, infatti. Non solo per il suo, per cos\u00ec dire, atteggiamento sospettoso verso un approccio alle strategie progettuali architettoniche completamente computazioni. In questa conversazione c&#8217;\u00e8 stato un altro momento molto significativo quando lui mi ha domandato se a SPAN Architecture lavorassimo sul progetto anche lavorando con modelli fisici, plastici. La mia risposta \u00e8 stata che non costruiamo modelli fisici nel nostro ufficio. Quello che per Prix \u00e8 sacrilegio, \u00e8 la mia attivit\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p>Credo che tutti i collaboratori di <span class=\"testo_iframebold\">SPAN Architecture<\/span> siano cos\u00ec immersi nel mondo tridimensionale e negli ambienti computazioni da riuscire decisamente bene a immaginare ogni dettaglio del progetto. Sono talmente abituato alla costante rotazione e volo attraverso un modello 3D dentro a un computer che non riesco a immaginare un altro tramite migliore per valutare le qualit\u00e0 architettoniche del progetto. Inoltre, quello che facciamo al computer \u00e8 sempre meno orientato alla progettazione per s\u00e9, quando piuttosto alla creazione di procedure: una gamma di ordini che il computer risolve per creare una discendenza o un evoluzione di possibili variazioni a un problema spaziale.<\/p>\n<p>In questi termini io non considero un computer semplicemente una &#8220;macchina&#8221;, quanto piuttosto un&#8217;ecologia che crea evoluzioni di possibili soluzioni a specifici problemi architettonici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38038\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-08.png\" alt=\"numero64_Voluptus data 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/numero64_Voluptus-data-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le opportunit\u00e0 di dare forma a questa ecologia attraverso dati appartenenti all&#8217;ambiente reale \u00e8 uno dei pi\u00f9 eccitanti momenti dell&#8217;architettura contemporanea, che ci permette di incorporare condizioni come i fenomeni atmosferici o gravitazionali, le radiazioni solari e via dicendo che influenzano direttamente il processo progettuale. E&#8217; vero che gli architetti attraverso tutta la storia si sono sempre adoperati per includere queste informazioni all&#8217;interno del loro design, la differenza di oggi sta nei collettori di precise informazioni che possiamo usare nelle nostre procedure progettuali.<\/p>\n<p>Anche se preferisco fermarmi qui prima che la mia ossessione cominci a portarmi troppo lontano, sappi che abbiamo appena grattato la superficie delle possibilit\u00e0 che le tecniche computazioni offrono, per qualsiasi stadio del processo progettuale. Sono veramente molto curioso delle cose che devono ancora venire.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.span-arch.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.span-arch.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare di progetto e architettura con Matias Del Campo (SPAN Architects) apre la mente verso inattese miscellanee di tecnologia e romanticismo. 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