{"id":10842,"date":"2011-05-02T12:00:00","date_gmt":"2011-05-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/"},"modified":"2020-11-02T17:00:28","modified_gmt":"2020-11-02T16:00:28","slug":"roberto-pugliese-digital-bio-acoustics","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/","title":{"rendered":"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Agli ibridi e alle contaminazioni siamo abituati da tempo. Alle figure di confine che si pongono l\u00e0 dove le discipline confondono i loro contorni ,sempre meno netti, abbiamo dedicato studi e ricerche. Ma \u00e8 indubbio che la scelta di attraversare i binari sicuri della categoria e lo spingersi oltre il confine siano forieri di fascino estremo.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese<\/strong> \u00e8 un esimio rappresentante della condizione sopra descritta. Impersona il prodotto di una cultura accademica musicale che ha ben presto percepito i limiti di una visione univoca e ha cercato stimolo nelle arti visive. Questo per prima cosa dovrebbe essere motivo di orgoglio per il settore visivo, cos\u00ec tanto e cos\u00ec spesso denigrato e maltrattato, e in seconda istanza sottolinea ancora una volta la necessit\u00e0 di incrociare strade diverse.<\/p>\n<p align=\"left\">Pugliese ha messo le sue competenze a disposizione degli artisti e si \u00e8 talmente aperto all\u2019esperienza da sviluppare egli stesso una poetica individuale. Il suono \u00e8 protagonista delle sue installazioni, ma la costruzione di un universo visivo partecipa attivamente alla realizzazioni di veri e propri ambienti. La Natura \u00e8 un modello sia per il comparto sonoro, che per la produzione visiva. I dispositivi per la riproduzione acustica vengono disposti nello spazio secondo linee <em>fitomorfiche<\/em>, i cavi abitano le pareti come piante rampicanti e gli speaker fioriscono come boccioli al sole.<\/p>\n<p align=\"left\">La composizione musicale si innesta poi nei circuiti sintetici, appoggiandosi a logiche computazionali che gestiscono le frequenze, gli ingressi e le tracce. A volte la presenza della natura \u00e8 ostentata attraverso <em>ready-made<\/em>, altre volte \u00e8 suggerita o evocata dalla diffusione del suono.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38748\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-02.png\" alt=\"numero64_ ROberto Pugliese 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Nel suo background ci sono il Conservatorio e la composizione sperimentale, nel suo presente ci sono diversi progetti personali in gallerie e le collaborazioni con altri artisti. Dai titoli delle sue opere che coniugano naturale, artificiale e una metrica di stampo poetico, alle opere in via di realizzazione. Dalle consonanze con movimenti come l\u2019arte cinetica alle corrispondenze con il filone Sound Art, le parole di <span class=\"testo_iframebold\">Roberto Pugliese<\/span> dettagliano una intenzionalit\u00e0 critica, un pensiero ostinato e un ritmo avvincente.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Claudio Musso:<\/strong> Vorrei approcciarmi al tuo lavoro da un punto di vista insolito, leggendo i titoli delle tue opere. Andando a ritroso: <em>Unit\u00e0 minime di sensibilit\u00e0<\/em>, <em>Critici ostinati ritmici<\/em>, <em>Linfa sintetica<\/em>&#8230; Senza voler approfondire, almeno per ora, le indubbie ambiguit\u00e0 semantiche, si riscontra in tutti una certa musicalit\u00e0, come una cadenza ritmica. Come nascono tali titolazioni? Che importanza hanno?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese: <\/strong>Credo che il titolo sia parte fondamentale di un lavoro, attraverso l\u2019utilizzo di quest\u2019ultimo l\u2019artista pu\u00f2 creare nel fruitore una ambiguit\u00e0 percettiva che spinge alla curiosit\u00e0 e dunque alla necessit\u00e0 di approfondimento. All\u2019inizio della mia attivit\u00e0 di compositore ero terrorizzato dall\u2019idea di dover trovare dei titoli ai miei brani, ricordo che li catalogavo o con dei numeri o con delle lettere dell\u2019alfabeto; in seguito alla scoperta dei titoli che <strong>Luigi Nono<\/strong> dava alle sue composizioni cap\u00ec l\u2019importanza e la necessit\u00e0 di creare un buon titolo ed in seguito ad una dura ricerca di uno stile personale nei miei ultimi lavori c\u2019\u00e8 un filo conduttore che accomuna anche i titoli delle mie opere.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38749\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-03.png\" alt=\"numero64_ ROberto Pugliese 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong> Claudio Musso: <\/strong>Spulciando nella tua biografia &#8211; la laurea al Conservatorio e poi la docenza &#8211; sarebbe scontato chiederti come ti sei avvicinato all\u2019arte visiva? La necessit\u00e0 di \u201csvelare\u201d i dispositivi che trasmettono il suono \u00e8 parte di una ricerca estetica o \u00e8 lo strumento di una sperimentazione sonora?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese: <\/strong>Parallelamente al corso di Musica Elettronica in Conservatorio ho sempre sentito l\u2019esigenza di frequentare l\u2019Accademia di Belle Arti per confrontarmi con artisti che utilizzassero tecniche espressive diverse dalle mie. Ero particolarmente attratto dalla possibilit\u00e0 di poter fondere diversi mezzi espressi e quindi in quel periodo fui coinvolto in collaborazioni con allievi dell\u2019Accademia tra cui quella con l\u2019artista <strong>Daniela Di Maro<\/strong> con la quale in seguito ho realizzato le mie prime installazioni sonore.<\/p>\n<p align=\"left\">Successivamente ho portato avanti la mia ricerca da solo non disegnando per\u00f2 collaborazioni occasionali con altri artisti come <strong>Agostino Di Scipio<\/strong>, <strong>Pasquale Napolitano<\/strong> o <strong>Tamara Repetto<\/strong>. Credo che un lavoro ben strutturato concettualmente per essere completo abbia bisogno di una parte visiva e\/o sonora altrettanto stimolante. I miei lavori nascono da un\u2019idea concettuale di fondo che sin da subito \u00e8 supportata da un\u2019idea sonora e visiva; per me concetto, tecnologia e risultato visivo\/sonoro sono imprescindibili.<\/p>\n<p align=\"left\">La sperimentazione sonora si unisce a quella visiva come nel caso di <em>Unit\u00e0 minime di sensibilit\u00e0<\/em>, l\u2019utilizzo di pi\u00f9 di 100 speaker non ha una valenza soltanto estetica ma mi consente di ottenere un processo sonoro e percettivo che altrimenti non avrei potuto ottenere. Da ogni speaker viene riprodotta una sinusoide (unit\u00e0 minima audio) e il risultato sonoro ottenuto dalla fusione nell\u2019ambiente e non tramite software di questi suoni \u00e8 percettivamente ed evocativamente diverso. In questo modo il fruitore si immerge nell\u2019opera totalmente e si lascia guidare dai numerosi stimoli sia sonori che visivi.<\/p>\n<p align=\"left\">Probabilmente la mia necessit\u00e0 di realizzare delle opere cos\u00ec alienanti e coinvolgenti \u00e8 dettata dalla volont\u00e0 di portare lo spettatore anche solo per qualche minuto in una realt\u00e0 parallela, in una intimit\u00e0 mentale personale ed introspettiva nella quale porsi delle domande. Credo sia questo il ruolo principale dell\u2019arte contemporanea, far porre delle domande ai fruitori e dunque consentire una riflessione.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38750\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-04.png\" alt=\"numero64_ ROberto Pugliese 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Claudio Musso:<\/strong> C\u2019\u00e8 una notazione ecologica nelle tue opere? Capita di scorgere nei tuoi lavori elementi naturali sia portati <em>ready-made<\/em> dalla realt\u00e0, sia attraverso forme che mimano quelle vegetali. Anche i suoni spesso riproducono ambienti che evocano un\u2019immersione biomorfica.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese: <\/strong>Da sempre sono appassionato di etologia e sin da piccolo preferivo testi scientifici sugli animali piuttosto che romanzi e o simili. Sono sempre stato molto affascinato dalla natura e dalle sue variegate, fantasiose ed ingegnose soluzioni. L\u2019essere umano dimentica di essere anch\u2019esso una creazione della natura e spesso crede di poterla gestire e sopraffare come vuole ma non \u00e8 cos\u00ec, basti pensare agli svariati cicloni, agli incendi, agli tsunami, ai terremoti e a tutte le forme imprevedibili nelle quali la natura mette in mostra la sua enorme energia.<\/p>\n<p align=\"left\">Alcuni di questi fenomeni sono totalmente al di fuori della attivit\u00e0 antropica ma altri sono direttamente collegati all\u2019operato umano. Nel disegno cos\u00ec perfetto e minuzioso di questa intelligenza superiore, la natura per autodifesa ha fatto in modo che l\u2019uomo evolvendosi sviluppasse anche un senso critico, una coscienza ed una sensibilit\u00e0; in alcuni casi questa sensibilit\u00e0 si tramuta in arte.<\/p>\n<p align=\"left\">Nei miei lavori c\u2019\u00e8 sempre un riferimento alla natura anche nei software che produco per costruire i suoni delle mie opere. Spesso realizzo software mediante algoritmi genetici o funzioni matematiche che si ispirano ad aventi naturali; questi software una volta realizzati vivono di vita propria, sono a tutti gli effetti degli organismi bio-elettronici autonomi.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Claudio Musso:<\/strong> Le tue ricerche incrociano spesso le tecnologie digitali, anzi credo che nel tuo caso di dovrebbe parlare di un compositore\/programmatore. Per spiegare questa tua doppia natura, potresti raccontare della recente esperienza con <strong>Bianco e Valente<\/strong>, del lavoro svolto per <em>Frequenza fondamentale<\/em>?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese: <\/strong>Credo che un\u2019opera possa definirsi tale quando \u00e8 completa da diversi punti di vista. Di solito nei progetti parto da un concetto di fondo proveniente da studi che rendo tramite la tecnologia sia visivamente che sonoramente. La tecnologia nel mio lavoro diventa mezzo espressivo e non solo un tramite per ottenere dei risultati che mi ero prefissato. La mia ricerca non parte sempre da una sperimentazione sonora ma si serve sempre anche del suono per vivere.Credo che ormai definirmi un compositore sia riduttivo, ho intrapreso la strada delle arti sonore perch\u00e9 stanco ed annoiato dalla sperimentazione elettroacustica che trovo spesso stagnante e ridondante.<\/p>\n<p align=\"left\">Credo che che ci sia molto pi\u00f9 fermento nelle realt\u00e0 <em>underground<\/em> e nell\u2019ambito artistico dove si fondono diversi media piuttosto che nel panorama sonoro accademico. Non mi definisco un programmatore puro anche se ho studiato come perito informatico ed ho approfondito l\u2019utilizzo della programmazione in ambito sonoro e artistico durante il corso di Musica elettronica in Conservatorio. Ho delle discrete conoscenze informatiche ed ogni volta che affronto un nuovo progetto mi doto delle conoscenze informatiche adeguate per portarlo avanti.<\/p>\n<p align=\"left\">Nell\u2019esperienza con <strong>Bianco e Valente<\/strong> mi \u00e8 stato assegnato il compito di trovare un punto di incontro tra i dati in tempo reale sull\u2019attivit\u00e0 sismica del Vesuvio provenienti dall\u2019<span class=\"testo_iframebold\">Osservatorio Vesuviano<\/span> e l\u2019estro compositivo di <strong>Mario Masullo<\/strong>. Sul computer dedicato all\u2019opera ci sono diverse cartelle divise per il loro contenuto audio (ad esempio registrazioni di pianoforte, sintetizzatore, riprese audio, etc.).<\/p>\n<p align=\"left\">All\u2019interno di ciascuna di queste cartelle ci sono diversi file; il software riproduce un numero di tracce audio (selezionate in maniera casuale all\u2019interno delle cartelle) contemporaneamente in base ai valori provenienti dall\u2019Osservatorio Vesuviano, pi\u00f9 \u00e8 forte l\u2019attivit\u00e0 sismica pi\u00f9 tracce saranno riprodotte insieme. In questo modo ho realizzato una sorta di mixer\/riproduttore digitale che viene attivato dai dati provenienti dall\u2019attivit\u00e0 del Vesuvio.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38751\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-05.png\" alt=\"numero64_ ROberto Pugliese 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Claudio Musso:<\/strong> Descrivendo la tua ricerca fai riferimento alle correnti dell\u2019arte cinetica e programmata. Da poco mi \u00e8 capitato di leggere un articolo firmato da <strong>Carsten Nicolai<\/strong> che ricostruiva una delle pi\u00f9 famose mostre dedicate al fenomeno (<em>The Responsive Eye<\/em>, MoMA, 1969, N.d.R.). Esistono criteri generali che legano il suono alla geometria, nuove e vecchie teorie che apparentano sperimentazioni sonore e indagini sulla percezione visiva. Nel tuo caso specifico qual \u00e8 il legame con tali esperienze?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese: <\/strong>Credo che nell\u2019arte ci sia ancora molto su cui indagare riguardo il connubio tra visivo e sonoro come anche sull\u2019interazione tra i nostri sensi. Quando \u00e8 pi\u00f9 di un senso alla volta ad essere stimolato entrano in gioco variabili diverse con un incremento esponenziale delle possibilit\u00e0 evocative. Nei miei progetti i punti di ascolto sono dinamici, molteplici e comunicano in maniera attiva con la parte visiva dell\u2019opera stessa.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019idea di dare molteplici punti di ascolto fa parte della volont\u00e0 di immergere il pi\u00f9 possibile il fruitore nell\u2019opera, come ad esempio in lavori come <em>Ivy Noise<\/em> o <em>Unit\u00e0 Minime di Sensibilit\u00e0<\/em> nelle quali le sorgenti audio sono numerose e sparse nell\u2019ambiente, e di renderla percettivamente pi\u00f9 interessante ed accattivante oltre che pi\u00f9 realistica.<\/p>\n<p align=\"left\">Per quanto riguarda il rapporto tra visivo e sonoro la mia ricerca si basa su diversi filoni. In<em> Ivy Noise<\/em> ad esempio erano presenti suoni derivanti da studi su come la psiche umana elabora suoni provenienti da ambientazioni naturali; in studio produssi in maniera sintetica una serie di suoni che percettivamente venivano decodificati come naturali, i fruitori erano convinti che si trattasse di registrazioni boschive, una sorta di illusione acustica che era riprodotta invece da una struttura visiva realizzata con cavi e coni audio che era riconoscibile come <em>sintetica<\/em> ma che seguiva realisticamente la crescita di un particolare tipo di edera.<\/p>\n<p align=\"left\">Quindi i suoni che percettivamente venivano assimilati come <em>naturali<\/em> erano sintetici e la struttura visiva pur se realizzata con materiali sintetici riproduceva fedelmente una struttura naturale. L\u2019ambiguit\u00e0 acustico\/visiva \u00e8 stato un ottimo sistema per alimentare la curiosit\u00e0 e l\u2019interesse dei fruitori che infatti erano spinti ad indagare sulle dinamiche che costituivano visivamente e sonoramente il lavoro.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38752\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-06.png\" alt=\"numero64_ ROberto Pugliese 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">In <em>Unit\u00e0 Minime di Sensibilit\u00e0<\/em> invece il numero di altoparlanti \u00e8 direttamente collegato alla qualit\u00e0 percettiva del risultato sonoro prefissato. Da ogni speaker viene riprodotta una sinusoide che \u00e8 il suono pi\u00f9 semplice possibile in campo audio, questi suoni si sommano nello spazio dando vita ad un risultato molto articolato.<\/p>\n<p align=\"left\">Il suono viene modificato da una piccola stazione meteo posta al di fuori della galleria la quale invia al software di mia realizzazione parametri provenienti da sensori di luce, temperatura, pressione atmosferica ed umidit\u00e0. Nonostante i suoni riprodotti siano elaborati sinteticamente grazie ai valori provenienti dai sensori che prelevano informazioni relative a variazioni di fenomeni naturali si percepisce nel suono un sapore organico, richiamato ancora una volta dall\u2019aspetto visivo dell\u2019opera la quale rimanda anch\u2019essa a strutture di origine organiche.<\/p>\n<p align=\"left\">Il mio rapporto con l\u2019arte cinetica \u00e8 maggiormente visibile in lavori come <em>Critici Ostinati Ritmici<\/em> nel quale sono una serie di elettromagneti a mantello che producono fisicamente il suono dell\u2019opera. Nella mostra personale che sar\u00e0 inaugurata il 28 maggio presso la <strong>Galerie Mario Mazzoli<\/strong> presenter\u00f2 quattro nuovi progetti dove c\u2019\u00e8 un forte connubio tra robotica, cinetica e suono.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Claudio Musso:<\/strong> La fruizione sonora \u00e8 immersiva per antonomasia. Il suono agisce sulla dimensione spaziale modificandola. Come ti relazioni a questa condizione nella realizzazione degli allestimenti?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Roberto Pugliese: <\/strong>Si, la fruizione sonora \u00e8 immersiva, ma percettivamente interessante e realistica se i punti di ascolto a prescindere dalla potenza sono molteplici. Per intenderci quando si ascolta un suono da un impianto stereo \u00e8 diverso che ascoltarlo su un impianto dolby o al cinema. Le sei fonti audio diverse del dolby rendono pi\u00f9 gratificante la fruizione sonora perch\u00e9 il suono \u00e8 meglio distribuito nell\u2019ambiente.Nella mia ultima installazione <em>Unit\u00e0 Minime di Sensibilit\u00e0<\/em> i canali audio effettivi sono quarantadue, questo permette di avere un suono proveniente praticamente da quarantadue posizioni fisiche differenti ridisegnando i confini architettonici presenti nell\u2019ambiente e rendendoli estremamente malleabili rispetto al risultato percettivo che desidero ottenere.<\/p>\n<p align=\"left\">Il suono dei miei lavori \u00e8 di solito ad un livello medio-basso perch\u00e9 voglio che il fruitore possa girare per l\u2019installazione facendo caso alle differenze acustiche delle diverse prospettive audio; quando il livello sonoro \u00e8 alto invece \u00e8 come chiedere prepotentemente al fruitore di essere ascoltato, come nel caso di <em>Critici Ostinati Ritmici<\/em>.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38753\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-07.png\" alt=\"numero64_ ROberto Pugliese 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">In altre mie installazioni come <em>D\u2019impuls<\/em>o, realizzata in collaborazione con <strong>Agostino di Scipio<\/strong> al <strong>MLAC<\/strong> di Roma, il lavoro \u00e8 pensato sull\u2019acustica degli spazi; una serie di suoni fuoriescono da normali casse da pc e poi vengono riassorbiti dal sistema in tempo reale tramite dei microfoni posti negli angoli della sala, in questo caso \u00e8 il suono che viene modificato dall\u2019ambiente architettonico. La stessa installazione ha risultati sonori diversi in base alle dimensioni dello spazio, al materiale di cui \u00e8 costituito lo spazio e alla forma architettonica relativa allo spazio dove viene allestita.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Pugliese \u008f un esimio rappresentante della condizione sopra descritta. Impersona il prodotto di una cultura accademica musicale che ha ben presto percepito i limiti di una visione univoca e ha cercato stimolo nelle arti visive. Questo per prima cosa dovrebbe essere motivo di orgoglio per il settore visivo, cos&#8221; tanto e cos&#8221; spesso denigrato e maltrattato, e in seconda istanza sottolinea ancora una volta la necessit\u0088 di incrociare strade diverse.<\/p>\n","protected":false},"author":36,"featured_media":38747,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,217,308],"tags":[29,53],"class_list":["post-10842","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-064","category-sound","tag-audiovideo","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Roberto Pugliese is a distinguished representative of what is described above. He comes from a musical academic culture, but having soon felt the limits of a single view, he then began to look for other stimuli in the field of visual arts. This should be a reason of pride for the visual field, so often denigrated and abused, and moreover it helps to underline the need to mix different points of view. [:it]Roberto Pugliese \u008f un esimio rappresentante della condizione sopra descritta. Impersona il prodotto di una cultura accademica musicale che ha ben presto percepito i limiti di una visione univoca e ha cercato stimolo nelle arti visive. Questo per prima cosa dovrebbe essere motivo di orgoglio per il settore visivo, cos&quot; tanto e cos&quot; spesso denigrato e maltrattato, e in seconda istanza sottolinea ancora una volta la necessit\u0088 di incrociare strade diverse.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/claudio.musso82\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-05-02T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-02T16:00:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Claudio Musso\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Claudio Musso\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"23 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/\",\"name\":\"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png\",\"datePublished\":\"2011-05-02T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-11-02T16:00:28+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/2a01ab7e2775110ca6826d2b3e9c7e60\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png\",\"width\":680,\"height\":496},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/2a01ab7e2775110ca6826d2b3e9c7e60\",\"name\":\"Claudio Musso\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudio-musso-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudio-musso-96x96.jpg\",\"caption\":\"Claudio Musso\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/claudio.musso82\",\"https:\/\/twitter.com\/mussorama\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/claudio-musso\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Roberto Pugliese is a distinguished representative of what is described above. He comes from a musical academic culture, but having soon felt the limits of a single view, he then began to look for other stimuli in the field of visual arts. This should be a reason of pride for the visual field, so often denigrated and abused, and moreover it helps to underline the need to mix different points of view. [:it]Roberto Pugliese \u008f un esimio rappresentante della condizione sopra descritta. Impersona il prodotto di una cultura accademica musicale che ha ben presto percepito i limiti di una visione univoca e ha cercato stimolo nelle arti visive. Questo per prima cosa dovrebbe essere motivo di orgoglio per il settore visivo, cos\" tanto e cos\" spesso denigrato e maltrattato, e in seconda istanza sottolinea ancora una volta la necessit\u0088 di incrociare strade diverse.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/claudio.musso82","article_published_time":"2011-05-02T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T16:00:28+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Claudio Musso","twitter_misc":{"Scritto da":"Claudio Musso","Tempo di lettura stimato":"23 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/","name":"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png","datePublished":"2011-05-02T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-11-02T16:00:28+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/2a01ab7e2775110ca6826d2b3e9c7e60"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero64_-ROberto-Pugliese-01.png","width":680,"height":496},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-064\/roberto-pugliese-digital-bio-acoustics\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Roberto Pugliese. Bio Acustica Digitale"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/2a01ab7e2775110ca6826d2b3e9c7e60","name":"Claudio Musso","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudio-musso-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/claudio-musso-96x96.jpg","caption":"Claudio Musso"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/claudio.musso82","https:\/\/twitter.com\/mussorama"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/claudio-musso\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/36"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10842"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10842\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60029,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10842\/revisions\/60029"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}