{"id":10841,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/the-digital-gregor-samsa-interview-with-pierrick-sorin\/"},"modified":"2020-11-02T16:58:11","modified_gmt":"2020-11-02T15:58:11","slug":"the-digital-gregor-samsa-interview-with-pierrick-sorin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/the-digital-gregor-samsa-interview-with-pierrick-sorin\/","title":{"rendered":"Il Gregor Samsa Digitale. Intervista A Pierrick Sorin"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Parigi si sta dimostrando sempre pi\u00f9 attiva sulla scena delle innovazioni artistiche digitali. Nel 2001 \u00e8 nato<span class=\"testo_iframebold\"> Le Cube a Issy<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.lecube.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.lecube.com<\/a>), nel 2008 il<span class=\"testo_iframebold\"> CentQuatre 104<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.104.fr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.104.fr<\/a>), nel 2011 la <span class=\"testo_iframebold\">Ga\u00eet\u00e9 Lyrique<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/gaite-lyrique.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/gaite-lyrique.net<\/a>). Tutti centri di creazione digitale che ospitano residenze e progetti artistici. Piattaforme di creativit\u00e0 e di sonorit\u00e0 avant-gardiste, aperte a installazioni, esposizioni, teatro, danza, ritmo e noise.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin<\/span>, artista multimediale che esprime se stesso tramite vari mezzi quali il suono e le installazioni video, ha presentato al <span class=\"testo_iframebold\">CentQuatre<\/span> il progetto intitolato: <em>22:13<\/em> <em>(questo titolo \u00e8 suscettibile di essere modificato da un minuto all&#8217;altro)<\/em>. <\/span><span lang=\"it-IT\">L&#8217;artista\u00a0si concentra sui corto metraggi, sull&#8217;arte del bricolage, sull&#8217;arte del raccontare attraverso immagini e proiezioni. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Un pubblico molto vario ha riempito la sala, occupando persino i posti delle scalinate, un pubblico che apprezza il lavoro alla frontiera tra installazioni, video, umore e poesia. Lo spettacolo \u00e8 un concentrato di immagini, riprese, creativit\u00e0, monologhi e messe in scena derisorie di personaggi inventati che invita lo spettatore a entrare all&#8217;interno di un atelier ingombro di schermi, telecamere, tavoli da lavoro, colori e maschere&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin<\/span> debutta negli anni Ottanta con piccoli autofilmati girati in super-8. In molti dei suoi progetti \u00e8 attore, regista e critico, ma in <em>22:13<\/em> trova nell&#8217;attore <span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Nicolas Sansier<\/span> un alter ego in sintonia con la sua creativit\u00e0 e il suo umore.<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag63\/articoli\/img\/videoart_alexandrapurcaru03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"335\" \/><\/p>\n<p>Il protagonista si muove freneticamente da un angolo all&#8217;altro dell suo <em>atelier<\/em> alla ricerca di un idea nuova, usa un linguaggio molto ricercato, riordina i suoi materiali, spazza per \u201cpulire lo spazio dagli errori\u201d. Si muove solo nel suo spazio creativo, autoriprendendosi, ponendosi delle questioni alle quali risponde lui stesso, proponendosi dei progetti, rifiutandoli, posticipandoli.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Nicolas Sansier, una sorta di Gregor Samsa in versione digitale,<\/span><span lang=\"it-IT\"> si sveglia, si addormenta, si assenta, riflette, si invita a pranzo, rifiuta, trova nuove idee per i suoi progetti artistici, le appunta, le straccia, le riprende, le riordina, le abbandona in fine. Ci sentiamo in trans, presi da questo vortice di eventi autoripresi e proiettati su pi\u00f9 schermi contemporaneamente. <\/span><\/p>\n<p>In questo modo l&#8217;immagine diventa il mezzo tramite il quale l&#8217;artista trasforma i suoi ritmi quotidiani in capitoli tragicomici. Lo spettacolo inizia con Nicolas Sansier intento a pulire i 3 colori primari RGB da una lastra di vetro. Non ci \u00e8 ancora chiaro se il protagonista \u00e8 il vero protagonista dello show, se \u00e8 il solo protagonista, cos\u00ec come non ci \u00e8 chiaro se siamo sullo stage o nel backstage.<\/p>\n<p>Siamo presi dal ritmo incalzante delle sue azioni, dalla sola voce in campo, e ci sentiamo pubblico. In tutto questo, ci\u00f2 che \u00e8 interessante \u00e8 lo stile usato da Pierrick Sorin: l&#8217;artista miscela i vari media, mette in scena la creazione artistica, condivide l&#8217;immagine con il pubblico che \u00e8 al tempo stesso spettatore del visivo e del sonoro, del processo creativo e del suo risultato.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Definire il lavoro di <span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin<\/span> non \u00e8 quindi semplice, soprattuto se si conoscono le sue passioni passate: da adolescente desiderava diventare scrittore, prima di scoprire che tutto era gi\u00e0 stato scritto e abbandonarsi all&#8217;arte, lasciandosi affascinare dal video per arrivare a condensare e a diffondere le sue passioni. Pierrick Sorin preferisce rappresentare l&#8217;immagine di un ardente lavoratore indipendente, piuttosto che quella di un artista.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39152\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-03.png\" alt=\"numero63_ The Digital Gregory 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Dopo lo spettacolo, <span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin<\/span> ha risposto alle mie domande circa la sua performance e il suo lavoro.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Che cosa ha ispirato questo <em>one-man-show<\/em>? Mi dica qualche cosa di pi\u00f9 sul suo progetto <em>22h13 (questo titolo \u00e8 suscettibile di essere modificato da un minuto all&#8217;altro)<\/em><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span> <em>22h13 (questo titolo \u00e8 suscettibile di essere modificato da un minuto all&#8217;altro)<\/em> \u00e8 un ritratto dell&#8217;artista all&#8217;interno dell&#8217;atelier e un aggiornamento del processo creativo. Si vede una persona che crea delle cose, che dubita &#8230; che rivela allo spettatore come emergono le sue idee&#8230;.che rivela anche i suoi &#8220;trucchi&#8221; tecnici, i suoi &#8220;bricolages&#8221;. Quello che precede l&#8217;esistenza materiale, visibile di un oggetto artistico \u00e8 spesso pi\u00f9 interessante del prodotto finito.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L&#8217; oggetto d&#8217;arte finito (intendo con questo un oggetto appartenente alle arti plastiche cos\u00ec come allo spettacolo e al cinema) \u00e8 un po&#8217; statico. Si allontana dalla vita reale in cui il vagabondaggio, il conflitto e il fallimento sono importanti. L&#8217;oggetto finito nega spesso per sua stessa perfezione, il processo che lo ha prodotto. In questo spettacolo ho voluto esprimere il retroscena mentale e materiale della creazione e mostrare le interazioni tra vita reale e creazione. Un artista francese di nome Robert Filiou una volta disse: &#8220;L&#8217;arte \u00e8 ci\u00f2 che rende la vita pi\u00f9 interessante dell&#8217;arte&#8221;. Questa frase il cui significato non \u00e8 necessariamente facile da afferrare, ha ispirato il mio lavoro.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Come mai la scelta di un titolo \u201cinstabile\u201d?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span> Negli ultimi anni la comunicazione ha imposto la sua tirannia. Arriviamo persino a creare degli oggetti d&#8217;arte arte non per il loro valore estetico, ma perch\u00e8 siano &#8220;un pretesto per comunicare&#8221;. Nel contesto di questa &#8220;tirannia della comunicazione&#8221; sono stato tormentato, ancora prima di aver scritto una sola linea dello spettacolo, al fine di dare loro un titolo di modo che i \u201ccomunicatori \u201c possano fare il loro lavoro.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"> Mi sono chinato sulla richiesta e mi sono dato l&#8217;illusione di rimanere un<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">po&#8217; libero, scegliendo un titolo instabile, un titolo che \u00e8 anche l&#8217;immagine del tempo che scorre e rende tutto un po&#8217; volatile e fragile.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39154\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-04.png\" alt=\"numero63_ The Digital Gregory 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\"> Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Perch\u00e9 i teatrini ottici, presentati nel contesto della mostra, sul suo lavoro di scultore al CentQuatre, sono presentati anche nello spettacolo?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span><span lang=\"it-IT\">Volevo che il pubblico fosse in grado di vedere allo stesso tempo il processo di creazione (gli oggetti artistici in procinto di essere realizzati nello spettacolo) e gli oggetti finiti (le opere esposte). Desideravo che l&#8217;esposizione e lo spettacolo dialogassero un po&#8217;, o almeno che dessero l&#8217;impressione del dialogo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Nello sua performance, lei esplora la relazione esistente tra suono (lo squillo continuo del telefono e della segreteria) e le immagini (proiezioni sui tre schermi). Cosa la interessa e cosa la affascina in questo tipo di comunicazione visiva e sonora?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span><span lang=\"it-IT\"> In questo spettacolo, gli elementi sonori, quelli che sono ricorrenti e che ritmano pi\u00f9 o meno la messa in scena, sono piuttosto quotidiani di un realt\u00e0 alquanto banale ( in particolare lo squillo del telefono). Funzionano proprio come contrappunto delle costruzioni visive entro l&#8217;immaginario e la poesia. I suoni ricorrenti portano l&#8217;artista in una realt\u00e0 che lo annoia, alla quale sembra inadatto.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39155\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-05.png\" alt=\"numero63_ The Digital Gregory 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\"> Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\"> In <em>22:13<\/em> assistiamo a una moltiplicazione dei punti di vista: una performance live che \u00e8 al tempo stesso proiettata su vari schermi. Penso ad esempio alla scena dove il protagonista mischio i tre colori primari; come mai la scelta di amplificare le azioni che altrimenti sono cos\u00ec semplici?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span><span lang=\"it-IT\">Sono videasta. Sebbene il video non sia la forma d&#8217;espressione artistica che considero come la pi\u00f9 ricca, essa ha alcune qualit\u00e0 interessanti che mi hanno sempre guidato, come quella di permettere in maniera assai immediata delle \u201cvariazioni di punti di vista\u201d. Il cambiamento d&#8217;angolo, cambiamento di scala, la frammentazione della realt\u00e0, tutte queste cose si combinano per arricchire la mente, per aprire degli spazi poetici nei quali scivolano spesso le questioni pi\u00f9 metafisiche. Le azioni semplici hanno sempre una risonanza metafisica. Cambiare il punto di vista \u00e8 a volte un modo per sentire questo tipo di risonanza.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Lei \u00e8 artista, videoasta, inventore di storie delle quali \u00e8 spesso il solo attore. In <em>22:13<\/em> ci troviamo difronte all&#8217;affresco di un artista contemporaneo. Come mai non vediamo mai dei personaggi esterni?<\/span><span lang=\"it-IT\"> Qual \u00e8 il rapporto tra l&#8217;artista e il mondo esterno?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Ho un carattere abbastanza chiuso. Amo la gente in generale, ma penso che in fondo il genere umano sia condannato alla solitudine. Sono anche tentato dalla teoria del &#8220;solipsismo&#8221;, da un punto di vista teorico, almeno. Pierre Levret, personaggio di <em>22:13<\/em> vive una relazione con l&#8217;altro in un modo immaginario in cui domina il simulacro (si traveste, mette una parrucca per &#8220;fare l&#8217;altro&#8221;). Anche il suo psicoanalista \u00e8 un avatar di se stesso.<\/span><\/p>\n<p>Detto questo, se non fossi stato figlio unico avrei forse avuto una visione molto diversa delle cose. Non sono competente per parlare in maniera generale del rapporto dell&#8217;artista con il mondo. Ho solo l&#8217;impressione che l&#8217;artista sia spesso un ritardato mentale. O, pi\u00f9 sobriamente, qualcuno che trova difficolt\u00e0 nell&#8217;adattarsi a un mondo esterno fatto di varie difficolt\u00e0 e di conflitti permanenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39156\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-06.png\" alt=\"numero63_ The Digital Gregory 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"> Alexandra Purcaru:<\/span><span lang=\"it-IT\">La sua maniera di raccontare le giornate dell&#8217;artista mi ricordano le giornate di Mrs. Dalloway: lei moltiplica gli eventi come in un diario intimo sonoro e visivo <\/span>che \u00e8 al tempo stesso<span lang=\"it-IT\"> raccontato e messo in scena. Come \u00e8 riuscito a gestire il ritmo del diario intimo e il ritmo della vita frenetica dell&#8217;artista? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Pierrick Sorin:<\/span> <span lang=\"it-IT\">Nella vita reale oscillo come tante persone &#8211; ma pi\u00f9 degli altri, senza dubbio &#8211; tra pensieri interiori un po&#8217; &#8220;molli&#8221; e dei momenti di iperattivit\u00e0. Ho costruito la mostra su questa dualit\u00e0, semplicemente seguendo la mia inclinazione spontanea. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Facendo attenzione comunque a fare alcune pause nel ritmo, al fine di tenere alta l&#8217;attenzione degli spettatori. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>22:13<\/em> \u00e8 un opera sincera e assai spontanea, ma resta comunque uno spettacolo: ci sono delle costruzioni e alcuni effetti stilistici, destinati a rendere le cose accettabili, persino &#8220;gradevoli&#8221;. Malgrado quanto possiamo essere chiusi, amiamo tutti farci amare dagli altri.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.pierricksorin.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.pierricksorin.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierrick Sorin, artista multimediale che esprime se stesso tramite vari mezzi quali il suono e le installazioni video, ha presentato al CentQuatre il progetto intitolato: 22:13 (questo titolo \u008f suscettibile di essere modificato da un minuto all&#8217;altro). L&#8217;artista si concentra sui corto metraggi, sull&#8217;arte del bricolage, sull&#8217;arte del raccontare attraverso immagini e proiezioni. Un pubblico molto vario ha riempito la sala, occupando persino i posti delle scalinate, un pubblico che apprezza il lavoro alla frontiera tra installazioni, video, umore e poesia. 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A varied audience filled the room, even occupying the staircase seats[:it]Pierrick Sorin, artista multimediale che esprime se stesso tramite vari mezzi quali il suono e le installazioni video, ha presentato al CentQuatre il progetto intitolato: 22:13 (questo titolo \u008f suscettibile di essere modificato da un minuto all&#039;altro). L&#039;artista si concentra sui corto metraggi, sull&#039;arte del bricolage, sull&#039;arte del raccontare attraverso immagini e proiezioni. Un pubblico molto vario ha riempito la sala, occupando persino i posti delle scalinate, un pubblico che apprezza il lavoro alla frontiera tra installazioni, video, umore e poesia. Lo spettacolo \u008f un concentrato di immagini, riprese, creativit\u0088, monologhi e messe in scena derisorie di personaggi inventati che invita lo spettatore a entrare all&#039;interno di un atelier ingombro di schermi, telecamere, tavoli da lavoro, colori e maschere...[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/the-digital-gregor-samsa-interview-with-pierrick-sorin\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-04-01T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-02T15:58:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-The-Digital-Gregory-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alexandra Purcaru\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alexandra Purcaru\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/the-digital-gregor-samsa-interview-with-pierrick-sorin\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/the-digital-gregor-samsa-interview-with-pierrick-sorin\/\",\"name\":\"Il Gregor Samsa Digitale. 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